Maggio 1993: l’Olympique Marsiglia diventa il primo club francese a vincere la Champions League, al cinema escono Super Mario Bros, Cliffhanger, Dragon: La Storia di Bruce Lee, Dave, Presidente Per Un Giorno, Hot Shots 2, e Nella Giungla di Cemento, mentre in radio risuona Feel You dei Depeche Mode:
Nel frattempo, i campioni in ECW sono:
– Campione ECW: Sandman
– Campione Televisivo: Jimmy Snuka
– Campioni di coppia: i Super Destroyers (Super Destroyer #1 & Super Destroyer #2)
Casa, dolce casa
Dopo l’approdo nelle TV locali di Philadelphia ad aprile, a maggio l’ECW fece un altro importante passo spostando i propri show nella Viking Hall, quella che in seguito sarebbe divenuta meglio nota come “ECW Arena”: una struttura apparentemente insignificante, a cui neanche si baderebbe passeggiando per Philadelphia, ma in cui si sarebbero presto scritte pagine di storia, rendendola un elemento indissolubile dalla mitologia della federazione. Costruita nel 1920 come deposito di scarico per i treni merci, fu poi riconvertita nel 1986 a struttura polivalente e adatta inizialmente per le prove della parata dei Mummers, la parata più folkloristica degli Stati Uniti sin dal 1901, e poi come sala da bingo. La federazione si assicurò l’arena pagando 1000 dollari al mese nonostante i posti a sedere fossero solo 1.060, compensando con un atmosfera unica e intima, da alcuni paragonata al Koruaken Hall di Tokyo, con cui presto avrebbe creato un rapporto simbiotico col proprio pubblico.

Terry Funk confermò che le voci che “Hot Stuff” Eddie Gilbert lo avesse cacciato dall’ECW battendolo in un I Quit match erano assolutamente false. Pertanto, tramite un messaggio registrato dal suo ranch, Funk sfidò anzi Gilbert a un Texas Chain Massacre match, di cui spiegò le regole rivolgendosi al didietro di un cavallo (!) come se stesse parlando a Gilbert: era una variante texana dello Strap match, in cui per vincere bisognava toccare tutti e 4 gli angoli del ring, con i contendenti legati da una catena. Chi dei due avesse trionfato non avrebbe vinto solo il match, ma anche il titolo di “Re di Philadelphia”!
Per Gilbert ora si faceva dura, e avere dalla sua parte “Superfly” Jimmy Snuka poteva non bastare, soprattutto contando anche la sete di vendetta che aveva Glen Osbourne, furioso per come gli fosse costato la finale per il titolo Televisivo. Serviva un nuovo alleato, e questo nuovo alleato si presentò presto, aiutando “Hot Stuff” a vincere un Tag Team match (combattuto insieme a Don Muraco) contro JT Smith e Glen Osbourne colpendo quest’ultimo con un telefono cellulare, un oggetto che nel wrestling era sinonimo di… Paul E. Dangerously! Noto per i suoi trascorsi in WCW, dove aveva fatto da manager per tanti nomi, come Rick Rude e Arn Anderson, Paul E. era il tipico uomo d’affari newyorkese di inizio anni ‘90, sempre tronfio col suo telefono cellulare come Gordon Gekko di Wall Street, ai tempi un autentico status symbol, e ora l’ultimo arrivato in casa ECW!

L’arrivo di Paul E. Dangerously sorprese tutti, ma neanche troppo, perché lui e Gilbert si conoscevano da anni, da quando insieme militavano nel gruppo conosciuto come la Dangerous Alliance, che Paul E. aveva formato in tutte le federazioni in cui era stato, inclusa la WCW, e che sembrava intenzionato a portare anche a Philadelphia, perché annunciò l’istituzione di un nuovo gruppo dominante che avrebbe ribaltato la federazione, formato da Eddie Gilbert, Don Muraco, e Jimmy Snuka… la nuova Dangerous Alliance!
Paul E. Dangerously non aveva intenzione di scendere a compromessi con nessuno, neanche col Presidente ECW Tod Gordon, a cui intimò di cancellare il Texas Chain Massacre match tra Terry Funk e Eddie Gilbert, una richiesta che Gordon non si sognò nemmeno di accontentare. Era chiaro che tra i due c’era già tensione, e che Paul E. non fosse affatto intimidito da Gordon, non riconoscendo altra autorità se non quella della Dangerous Alliance! Il gruppo aveva intenzione di dominare la federazione, a costo di sovrastare il suo stesso Presidente, il ché voleva dire per forza di cosa affrontare prima o poi anche il campione ECW Sandman, a cui Don Muraco lanciò una sfida, sebbene il surfista fosse impegnato anche in altre faccende.

Dopo quanto successo nelle settimane precedenti, Sandman e Rockin’ Rebel si affrontarono nel primo Mixed Tag Team match della giovane storia dell’ECW, con Peaches e Tigra ai rispettivi lati. A vincere furono i primi per count out, ma fu solo una piccola anteprima di quello che li avrebbe aspettati la settimana dopo: Sandman e Rockin’ Rebel si sarebbero affrontati uno contro uno, stavolta col titolo ECW in palio! Il match andò presto fuori controllo quando intervennero Tigra e Peaches, innescando un tale caos che l’arbitro decretò il no contest. C’era poco da fare: se Sandman e Rockin’ Rebel volevano porre fine alla loro rivalità una volta per tutte dovevano prima tenere alla larga Peaches e Tigra!
Tutti gli uomini di Hunter Q. Robbins III
Dopo aver dominato in lungo e in largo la categoria di coppia, i Super Destroyers dovettero difendere nuovamente i titoli contro Larry Winters & Tony Stetson in una stipulazione particolare: se avessero perso, Winters & Stetson si sarebbero dovuti rasare i capelli, e stavolta per evitare nuovi finali scorretti Hunter Q. Robbins III sarebbe stato ammanettato a bordo ring! Robbins naturalmente tentò comunque di favorire i suoi, ma a tenerlo a bada fu “Ironman” Tommy Cairo, seduto accanto a lui per qualsiasi evenienza.

Robbins riuscì comunque a mettere il suo zampino lanciando il suo bastone nel ring, ma ad afferrarlo non furono i suoi, perché venne prima intercettato da Stetson, che lo usò per colpire Super Destroyer #1 e chiudere il match! Winters & Stetson avevano fatto quello che nessuno era stato in grado di fare: battere i Super Destroyers e laurearsi nuovi campioni di coppia, e usando proprio il bastone di Hunter Q. Robbins III! Quanto accaduto mise Tommy Cairo in cima alla lista di Hunter Q. Robbins III (che quella stessa sera costò a Cairo un match contro Johnny Hotbody dei Suicide Blondes), ma c’era anche altro di cui si doveva occupare: l’italiano Salvatore Bellomo, che iniziò a candidarsi come nuovo membro del gruppo di Robbins facendosi chiamare “Super Destroyer #3”. Un autocandidature che Robbins non apprezzò, scatenando contro Bellomo i veri Super Destroyers per una lezione esemplare.
Da nuovi campioni, Larry Winters & Tony Stetson, la settimana dopo la conquista delle cinture affrontarono con successo i Suicide Blondes, trionfando senza difficoltà, ma sebbene il match non vedesse i titoli in palio non fu una sconfitta ben digerita da Chris Candido & Johnny Hotbody, che attaccarono Winters & Stetson a match concluso. I due non avevano intenzione di fermarsi, vista l’alta considerazione che avevano di sé: ad ogni ingresso si facevano annunciare “con un peso complessivo di 600 libbre, contando il loro ego”, e provenienti da “ovunque tranne che Philadelphia”, e non avrebbero accettato un finale del genere alla loro scalata. La settimana dopo fu infatti sancito un rematch tra le due coppie, stavolta con le cinture in palio, con un risultato molto diverso: stavolta furono i Suicide Blondes a trionfare, mettendo fine al regno di Winters & Stetson dopo appena 2 settimane!





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