Maggio 1993: l’Olympique Marsiglia diventa il primo club francese a vincere la Champions League, al cinema escono Super Mario Bros, Cliffhanger, Dragon: La Storia di Bruce Lee, Dave, Presidente Per Un Giorno, Hot Shots 2, e Nella Giungla di Cemento, mentre What is Love di Haddaway è l’indiscusso tormentone:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Hulk Hogan

Campione Intercontinentale: Shawn Michaels

Campioni di coppia: i Money Inc. (Ted DiBiase & Irwin R. Schyster)

H(ollywood)ulk Hogan

Se dopo WrestleMania i fan erano ormai abituati da anni a dover aspettare 4 lunghi mesi prima del prossimo grande evento WWF -ossia SummerSlam- il 1993 avrebbe presentato una piacevole novità, perchè nel mese di giugno si sarebbe aggiunto un quinto PPV annuale: King of the Ring! I fan conoscevano bene il torneo King of the Ring, visto che aveva prodotto tra i suoi vincitori stelle di serie A come Don Muraco, Harley Race, Randy Savage, Ted DiBiase, Tito Santana e Bret Hart, ma stavolta il torneo avrebbe ingrandito il suo prestigio diventando addirittura il quinto PPV annuale. Il KOTR avrebbe necessitato di match di qualificazione, tranne per uno, qualificato di diritto in quanto Re in carica: Bret “The Hitman” Hart. Ma non sarebbe stato il solo torneo la sola attrazione…

Nonostante la vittoria del titolo WWF, Hulk Hogan non sembrava intenzionato a tornare in pianta stabile come wrestler, confermando di fatto che il suo ritorno a WrestleMania IX era poco più che un ritorno “di cortesia” per il suo migliore amico Brutus Beefcake e i suoi fan. Decise comunque di difendere il titolo come il campione che era sempre stato, concedendo il rematch a Yokozuna per l’imminente King of the Ring invece che rinunciare e renderlo vacante. La sua carriera era ormai sempre più volta a Hollywood piuttosto che al ring: Hogan fu infatti scritturato come protagonista di Thunder in Paradise (serie TV ideata dai creatori di Baywatch) e passando la maggior parte del tempo sul set per le riprese non apparve sugli schermi WWF per tutto il mese, se non con un promo pre-registrato, confermando di fatto l’assenteismo del mese prima.

Hulk Hogan su “Thunder in Paradise”

Chi non muore si rivede

Con questo inedito scenario del titolo mondiale WWF lontano dagli show, fu il titolo Intercontinentale ad essere al centro delle scene, con il suo campione Shawn Michaels a regnare incontrastato da ben 7 mesi. Dopo essersela cavata con Tatanka a WrestleMania IX, l’Heartbreak Kid fu chiamato a difendere il titolo a RAW contro uno dei wrestler più esperti del roster, “Hacksaw” Jim Duggan, affamato come non mai dopo aver ricevuto la sua prima opportunità al titolo dopo anni.

Duggan mise in difficoltà più volte il campione, che anche stavolta giocò sporco facendosi volontariamente contare fuori per conservare il titolo. Stanco di vedersi un’altra opportunità scivolare via, Duggan portò una sedia nel ring e ci si sedette, minacciando che non avrebbe lasciato il ring finché non avesse ottenuto un rematch. Il presidente della WWF Jack Tunney, sempre molto rigido sul rispetto delle regole, acconsentì decretando un rematch nel RAW successivo. E per evitare finali sporchi come quelli a cui Michaels stava abituando tutti, sarebbe stato un Lumberjack match!

Michaels stavolta aveva i pronostici contro, e prima del match la situazione precipitò ulteriormente, con Mr. Perfect che gli restituì il favore di WrestleMania IX attaccandolo davanti l’ingresso del Manhattan Center.

L’Heartbreak Kid vide in questa rissa una scappatoia per non combattere il match, presentandosi in borghese e zoppicante con delle stampelle, lamentando di non poter combattere in quelle condizioni. Ma Mr. Perfect -presente tra i lumberjacks– non si fece ingannare, e smascherò la recita mandando con la forza nel ring Michaels, che “per miracolo” tornò a camminare in perfette condizioni.

Duggan dominò gran parte del match, appena andò a bordo ring per ripescare un Michaels privo di sensi (la sua Three Point Stance aveva scaraventato Michaels fuori dal ring) si ritrovò attaccato dal più temibile dei lumberjacks, ossia Yokozuna, che lo colpì con una devastante Leg Drop, la mossa del suo futuro avversario Hulk Hogan. Con Duggan nel mondo dei sogni, e per Michaels fu un gioco da ragazzi schienarlo, ma prima del 3 dell’arbitro Mr. Perfect intervenne entrando nel ring, e attaccando nuovamente l’Heartbreak Kid ne decretò la vittoria per squalifica (i lumberjacks infatti erano autorizzati a usare le maniere forti solo al di fuori del ring).

Mr. Perfect non riesce a controllarsi e attacca Michaels

Persino con un match costruito su misura per non fargliela spuntare Michaels se la cavò ancora una volta. La sua ascesa era inarrestabile, e nel RAW successivo si presentò sul ring per rilasciare a Vince McMahon un’intervista: sempre più sicuro di sé e conscio che l’avrebbe sempre spuntata in un modo o nell’altro, Michaels in tutta la sua arroganza dichiarò che avrebbe affrontato chiunque e in qualsiasi momento per difendere la sua cintura. Parole apparentemente coraggiose, ma in realtà derivate solo da una profonda arroganza. Ma il karma si sa, non fa sconti a nessuno, e l’arroganza di Michaels avrebbe avuto vita breve…

Insieme a Michaels e McMahon si presentò un terzo uomo proveniente dagli spalti sul ring, un fan in cerca di gloria vestito con un cappuccio e una maglia da baseball, un fan che tolto il cappuccio si rivelò essere… Marty Jannetty!!! Michaels non poteva crederci, ancora una volta il suo passato lo perseguitava sotto forma dell’ex partner! La sconfitta subita la Royal Rumble non avevano placato la sete di vendetta di Jannetty, che appellandosi al “contro chiunque in qualsiasi momento” detto da Michaels ottenne un match per il titolo Intercontinentale per la sera stessa! Jannetty aveva già dimostrato in passato di essere una persona molto paziente, e dopo chissà quanto tempo a seguire Michaels in incognito per le arene in attesa del momento propizio non esitò a cogliere la particolare sfida lanciata e crearsi la sua fortuna. 

Il match fu bellissimo, con Jannetty che si mostrò più in forma rispetto a 5 mesi prima, stavolta senza la minima intenzione di sbagliare. A bordo ring arrivò anche il solito Mr. Perfect a monitorare la situazione ed evitare scappatoie di Michaels, e si rivelò persino decisivo, visto che dopo aver distratto Michaels lanciandogli provocatoriamente il suo asciugamano Jannetty tirò fuori dal cilindro un Roll Up che lo fece vincere! Jannetty ce l’aveva fatta: non solo l’aveva fatta pagare al suo ex partner, ma lo aveva fatto nel modo migliore possibile strappandogli la cintura Intercontinentale!

Jannetty vinse a sorpresa il suo primo titolo singolo, ponendo fine al primo regno di Michaels che andava avanti da ben 8 mesi, regalando uno dei migliori match della breve storia di RAW. Quella del 17 maggio 1993 fu una serata da incorniciare per Jannetty, la migliore della sua carriera, ma fu una serata storico anche per un altro, insospettabile, elemento…

La notte dei miracoli

Nella stessa sera in cui Jannetty realizzò il suo sogno, Razor Ramon fu scritturato per affrontare uno dei tanti jobber della WWF, un jobber che la federazione stava usando con costanza ma che cambiava leggermente nome ad ogni apparizione, facendosi prima chiamare The Kamikaze Kid nel suo primo match contro Doink, e The Cannonball Kid la settimana successiva contro Mr. Hughes, un nuovo gigantesco wrestler, silenzioso quanto letale, che lottava in giacca, cravatta, e occhiali da sole. Stavolta si presentò semplicemente come The Kid, pronto ad affrontare uno dei big del wrestling americano.

Nei programmi settimanali della WWF i jobber apparivano praticamente da sempre: lottatori locali che non eccellevano né nell’aspetto né nel fisico, e che avevano la semplice funzione di sparring partner per esaltare la forza delle superstar della WWF. Ovviamente non c’era mai storia, con gli atleti WWF che si sbarazzavano dei rispettivi jobber in pochi minuti… un vero e proprio porto franco per gli heel della federazione, che potevano infierire su avversari nettamente più deboli di loro senza conseguenze. The Kid non faceva eccezione: era persino più esile del jobber medio, indossava un costume di dubbio impatto e non dava la minima impressione di essere una vera minaccia. 

Di jobber capaci di far sudare le superstar della WWF non ce n’era mai stata neanche l’ombra, facendo sembrare le imprese alla Rocky Balboa contro Apollo Creed semplici storie da film, per questo nessuno si stupì all’assoluto dominio di Ramon su The Kid, ma proprio quando ci si stava avviando alla conclusione di un copione visto e stravisto, The Kid eseguì un Moonsault dalla terza corda colpendo la testa di Razor Ramon con il ginocchio e travolgendolo per un conto di 1… 2… 3!!!

Il Manhattan Center esplose come non mai, The Kid fuggì incredulo nel backstage in preda a una gioia incontenibile, mentre Ramon aveva l’espressione di chi aveva visto la morte della propria carriera in faccia… successe in modo talmente veloce che nessuno realizzò cos’era successo: un jobber aveva appena battuto uno dei big della federazione più importante del mondo! Ramon aveva colpevolmente preso sottogamba l’avversario pensando in una vittoria per volontà divina, e invece si ritrovò con la sconfitta più pesante della sua carriera, che lo avrebbe perseguitato per tutta la vita!

Razor Ramon era una furia proprio come Heenan al tavolo del commento, al contrario di McMahon, Randy Savage e tutto il Manhattan Center, che erano troppo impegnati a gioire per l’aver assistito a una delle favole più belle che il wrestling avesse mai offerto, la favola di Davide contro Golia formato wrestling, in una serata che aveva riservato all’ultimo degli ultimi un momento di gloria eterna: la serata in cui The Kid battè Razor Ramon!

Razor si presentò la settimana successiva a RAW ferito nell’orgoglio, in borghese e con una mazzetta di soldi in mano. Era stata una settimana dura per Ramon, dove chiunque lo incontrasse per strada scoppiava a ridere e gli dava del perdente. Lui, che aveva lottato e messo in difficoltà atleti del calibro di Randy Savage e Bret Hart, e che si definiva il più grande esponente al mondo del machismo ora si ritrovava a dover affrontare un pubblico che nelle arene gli intonava cori come “One, Two, Three!” per ricordargli dell’umiliazione subita. Nessuno lo prendeva più sul serio, la cosa peggiore che può capitare a un wrestler, e questo era troppo per Ramon. Sapendo che non avrebbe mai più potuto riaffrontare The Kid per dimostrargli di aver avuto solo fortuna (i jobber erano atleti “a chiamata”, e non legati ad un contratto fisso con la WWF), decise di pagargli l’ingaggio di tasca sua, offrendogli in diretta televisiva 2.500 dollari pur di avere un rematch!

Assurdo ma vero, un main eventer della WWF era disposto a pagare di tasca sua per poter affrontare un jobber proveniente da chissà dove… questo la diceva lunga sul danno morale che Razor sentiva di aver subito. La risposta di The Kid non tardò ad arrivare, e incredibilmente fu un secco “No”! Il ragazzo infatti affermò di essere lusingato, e che tanti soldi potevano fargli comodo, ma non era abituato a tale esposizione mediatica, e sapendo con quanta rabbia Ramon lo avrebbe affrontato, per il bene suo e della sua famiglia decise di rifiutare, così come rifiutò un rilancio del “Bad Guy” a 5000 dollari. Ma difficilmente Ramon avrebbe accettato una risposta del genere…

L’uomo atomico

Quella stessa sera fece il suo debutto uno dei personaggi più particolari della WWF. Adam Bomb, dalla storia decisamente particolare, visto che ad appena 13 anni nel 1979 si ritrovò coinvolto nel più grande disastro nucleare della storia degli Stati Uniti: l’incidente di Three Miles Island del 1979. L’incidente in questione non provocò direttamente morti e feriti sul momento, ma rese vittima di radiazioni la popolazione locale dell’isoletta di Three Miles, incluso Adam che abitava ad Harrisburg, Pennsylvania. Le voci prima del suo debutto parlavano di una forza e una resistenza sovrumane dovute alle radiazioni radiazioni, ma in attesa del suo debutto l’unica certezza era che le suddette radiazioni gli avevano provocato degli occhi giallastri (che copriva ad ogni entrata con degli occhiali) e mani ustionate (anche queste coperte da guanti). Adam Bomb era enorme, e dotato di uno dei fisici più massicci del roster WWF, ed era affiancato da un manager che era il suo esatto opposto: un ricco manager che girava sempre con un bastone da polo e che si vestiva con pantaloni da fantino e altri bizzarri abiti colorati, e che rispondeva al nome di Johnny Polo.

Adam Bomb e Johnny Polo

Ma Adam Bomb non fu l’unica novità del mese, perché dopo settimane di promo fece il suo debutto una nuovissima coppia: Billy Gunn & Bart Gunn… gli Smoking Gunns! I due cugini erano una coppia di cowboy, che lottavano in jeans e tenevano fede al loro nome scaricando un Colt a suon di colpi ad ogni ingresso, esaltando il pubblico e guadagnandosi subito la loro simpatia.

Gli Smoking Gunns

Intanto l’umiliazione subita da Bam Bam Bigelow non intaccò l’impressionante striscia di imbattibilità di Tatanka (che durava ormai da 15 mesi!), sebbene ne fosse rimasto particolarmente provato. Bigelow aveva osato tagliargli i capelli: un oltraggio, vista la loro particolare importanza nella sua cultura. Per i nativi americani infatti i capelli lunghi non erano un semplice ornamento, ma un legame sacro con la mente, i pensieri, e il corpo, che amplificano i sensi e permettono di acuire i sensi, e questo Bam Bam Bigelow lo sapeva bene, visto come continuava a vantarsi di quanto fatto, portando sempre con sé il suo “scalpo”, mostrandolo ovunque con orgoglio.

Bam Bam Bigelow con lo “scalpo” di Tatanka

Tatanka però non perse il coraggio, tanto che presto avrebbe affrontato un altro grande imbattuto della federazione, il gigantesco Giant Gonzalez, per il turno di qualificazione all’imminente King of the Ring, e presto sarebbe stato il turno anche di Bam Bam!

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