Gennaio 1993: Bill Clinton si insedia per la prima volta alla Casa Bianca, la Cecoslovacchia si scinde in Slovacchia e Repubblica Ceca, Pietro Pacciani viene arrestato con l’accusa di essere il Mostro di Firenze, viene finalmente arrestato Totò Riina, debutta in TV La Signora del West, in Giappone esordisce l’anime di È Un Pò Magia Per Terry e Maggie, mentre al cinema escono Leprechaun, Matinée, Alive, e Body of Evidence, e il successo del momento è No Limit dei 2 Unlimited:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Bret Hart

Campione Intercontinentale: Shawn Michaels

– Campioni di coppia: i Money Inc. (Ted DiBiase & Irwin R. Schyster)

Cosa fai lunedì sera?

“Anno nuovo, vita nuova”, e mai come nell’ultimo anno la WWF era cambiata: la nuova generazione era ormai il presente, e il wrestling stava cambiando proprio come la società. I fan volevano nuovi atleti, giovani e spregiudicati, così come chiedevano azione spettacolare, veloce, e senza filtri. Non andavano svecchiati solo gli atleti, ma anche la narrazione e il modo di porsi. La WWF sentì dunque che c’era bisogno di uno show nuovo che incarnasse questo cambiamento, e decise di mandare in pensione lo storico Prime Time Wrestling (ormai in onda dal 1985), per un nuovo rivoluzionario programma, diverso da qualunque altro la federazione avesse mai prodotto.

Il 1993 della WWF si aprì con uno show, pensato per essere il nuovo portabandiera della federazione: fresco, frizzante, e imprevedibile che sarebbe stato il simbolo della New Generation e di tutta quella schiera di wrestler che avevano il compito di proiettare la federazione verso il futuro dopo un 1992 pieno di cambiamenti, una nuova vetrina per la WWF… uno show che avrebbe debuttato l’11 gennaio 1993, e che si sarebbe chiamato… Monday Night RAW!

Dalla città che aveva reso grande la disciplina, New York City, per la precisione dal Manhattan Center, andò in onda il programma destinato a fare la storia della federazione con Vince McMahon, Ron Bartlett e Randy Savage al tavolo del commento, e con una grossa differenza dai vecchi programmi della WWF: RAW sarebbe stato live, e non un concentrato di match e segmenti preregistrati. L’entusiasmo dei fan per la novità fu tale che la prima puntata andò subito sold out, tanto da da lasciare fuori persino Bobby “The Brain” Heenan, che dopo essere stato scartato in favore di Ron Bartlett al tavolo del commento, si inventò di tutto pur di entrare, incluso travestirsi da donna o da ebreo ortodosso!

Lo stage di Monday Night RAW

Ad inaugurare lo show simbolo della New Generation non poteva che essere uno sei suoi rappresentanti più “vistosi”, ossia Yokozuna, che aprì le danze con una schiacciante vittoria su Koko B. Ware. A due mesi dal debutto il giapponese non aveva fatto altro che collezionare vittorie (e cos’altro ci si poteva aspettare da un uomo di 267 kg?), a suon di Banzai Drop ed era chiaro a tutto il roster che nel prossimo Royal Rumble match, sarebbe stato “l’uomo da battere”. E con una novità rispetto agli anni passati, che sarebbe diventata da subito tradizione: se l’anno precedente la Royal Rumble era stata valida per il titolo mondiale, quest’anno il vincitore avrebbe avuto un’opportunità al titolo mondiale WWF a WrestleMania IX! La WWF si era resa conto dell’entusiasmo che generava questo match, e mettere qualcosa in palio (come successo l’anno prima) avrebbe di certo reso il tutto più intrigante. Ma WrestleMania IX era ancora lontana, e il campione WWF Bret Hart aveva un solo uomo a cui pensare: Razor Ramon.

Il “Bad Guy” in pochi mesi dal debutto si era ritagliato uno spazio nel main event, un’ascesa che ben si sposava con la politica da “fighting champion” dell’Hitman, che lo aveva portato a difendere il titolo contro chiunque gli proponesse una sfida. Ma nessuno degli avversari affrontati da Bret aveva avuto la sfrontatezza di Ramon, capace di attaccare il suo fratello minore Owen Hart nel backstage senza alcun motivo, se non il provocare “The Excellence of Execution”, con la promessa che il prossimo su cui avrebbe messo le mani sarebbe stato loro padre Stu! Adesso la faccenda era personale: era la prima volta che Owen si ritrovava invischiato in faccende più grandi per via del suo pesante cognome, e vista la posizione di Bret come campione mondiale WWF, chissà se sarebbe venuto in mente ad altri futuri avversari di usare suo fratello minore come esca.

Razor Ramon attacca Owen Hart nel backstage

Lo spaccacuori

Ad un anno dalla loro separazione a Royal Rumble si sarebbero affrontati anche Shawn Michaels e Marty Jannetty, che dal suo ritorno in pianta stabile stava velocemente accumulando vittorie convincenti. A bordo ring sarebbe stata presente anche Sensational Sherri, ormai completamente ripresa dal colpo rimediato da Jannetty con lo specchio, senza però dichiarare a quale angolo sarebbe stata presente. Il fatto che Michaels avesse usato il suo corpo come scudo per proteggersi, e che non si fosse mai preoccupato delle sue condizioni nel periodo di convalescenza diede molti spunti di riflessioni alla povera Sherri, che iniziava a nutrire dubbi circa il suo effettivo interesse per lei. Ma l’annunciata neutralità non sembrava preoccupare Michaels, sicuro che Sherri, come ogni donna, sarebbe stata al suo angolo senza tante esitazioni… in fondo lui era pur sempre il ragazzo spaccacuori, o “The Heartbreak Kid” (come iniziò a farsi soprannominare), e nessuna donna poteva tenergli il muso a lungo.

Da che parte si schiererà Sherri?

Ma il nuovo show, Monday Night RAW, era pronto a sconvolgere il pubblico con le sue novità rispetto al passato, proponendo colpi di scena che il pubblico era abituato a vedere solo nei PPV. 2 settimane prima della Rumble, Ric Flair durante un match con “El Matador” Tito Santana si ritrovò attaccato da Mr. Perfect, con cui ormai mancava solo un incontro decisivo per porre fine ai loro attriti. Flair a fine match (finito in no contest per l’intervento di Perfect) andò da Vince McMahon al tavolo del commento e tuonò al microfono che la WWF ormai non era abbastanza grande per tutti e due e che uno se ne doveva andare per sempre. Lanciò una sfida per la settimana successiva che Mr. Perfect non esitò ad accettare: Ric Flair vs Mr. Perfect, il perdente avrebbe lasciato immediatamente la WWF! Una sentenza lapidaria e definitiva che non lasciava altra scelta ai due che la vittoria.

Flair sfida Mr. Perfect a un ultimo match

Anche se tutti e 30 i posti della Rissa Reale erano stati presi, Bobby Heenan annunciò che era riuscito a inserire nel programma di Royal Rumble il debutto assoluto suo nuovo assistito: Narcissus, chiamato come il Narciso della mitologia greca, noto per la sua bellezza tale da portarlo ad essere innamorato di sé stesso. Narcissus si preannunciava essere un vero e proprio prodigio, uno di quello che poteva essere trovati solo da Heenan, che lo descrisse come “l’essere più perfetto mai visto”, mandando una chiara frecciata a Mr. Perfect. Dopo la separazione dal suo “perfetto” amico infatti Heenan si era adoperato con l’ingaggio di Jerry “The King” Lawler, ma a “The Brain” serviva anche qualcuno di più fisico da aggiungere a Ric Flair e Razor Ramon, e visto il suo fiuto per i talenti non era difficile credere che questo Narcissus si sarebbe rivelata una pedina decisiva.

Non avrebbe partecipato a Royal Rumble invece Kamala, che dopo il Coffin match con Undertaker sembrava essersi assolutamente smarrito, tanto da non ricevere altro che maltrattamenti dai suoi manager Kim Chee e Harvey Wippleman, che non sapevano che farsene di un Kamala così inoffensivo. I due iniziarono a insultare l’ugandese davanti a tutti, senza farsi scrupoli a esporlo in pubblica piazza, finché a difenderlo non arrivò il reverendo Slick!

Avendo ritrovato la fede in Dio e riempito il suo cuore d’amore, Slick non poteva tollerare certe scene, e si offrì non solo di diventare il nuovo manager di Kamala, ma di aiutarlo a tenere a bada il suo lato più bestiale! In pratica non solo voleva aiutarlo, ma non voleva che tornasse l’essere feroce di prima… praticamente l’opposto di Kim Chee e Wippleman! Naturalmente Kamala fu più che felice dell’aiuto offerto da Slick, e si ribellò ai suoi vecchi manager. Slick in cambio mantenne la promessa, e nelle settimane successive cercò di fargli riscoprire il suo lato più umano anche nei gesti più semplici e quotidiani come… portarlo a giocare a bowling! Era una dimensione tutta nuova per Kamala, ma con l’aiuto del reverendo Slick, chissà se presto non si sarebbe tramutato in un utile alleato delle forze del bene.

Alla scoperta di RAW

Anche col nuovo show la WWF non riuscì ad arginare alcuni elementi di disturbo come Doink il clown e Repo Man, che riuscì addirittura a rubare sia l’auto di Ron Bartlett il cappello di Randy Savage! 

Repo Man col suo “bottino”

Se “Macho Man” riuscì a battere Repo Man in un match e ad avere un minimo di giustizia (oltre che il suo cappello), qualcuno doveva dare una bella lezione a Doink, che anche a RAW Doink non perse il suo vizio, continuando a fare quello che amava di più: far piangere i bambini per il suo divertimento. Stanco dei suoi atteggiamenti provocatori, Crush avvertì il clown di smetterla, ricevendo in risposta solo uno schizzo d’acqua con la pistola giocattolo di Doink.  Dopo qualche contrasto di troppo con Crush, successivamente Doink si mostrò con un braccio ingessato, porgendo all’hawaiiano un fiore in segno di pace.

Ma non appena Crush voltò le spalle, Doink rivelò che il braccio ingessato non era altro che una protesi, che il clown si staccò subito per usarla come arma per attaccare brutalmente Crush! Ci volle una schiera di arbitri per impedire che Doink potesse fare di peggio, anche se ormai il danno era bello che fatto, perché il bollettino medico fu impietoso: visti i danni riportati Crush avrebbe dovuto rinunciare alla Royal Rumble!

24/1/1993 – Royal Rumble 1993

E dall’ARCO Arena di Sacramento, California iniziò il primo PPV del 1993. Ad avere il compito di scaldare il pubblico furono due coppie di fratelli, i Beverly e gli Steiner, che si sfidarono in un Tag Team match per decretare chi fossero i fratelli più affiatati della WWF. A trionfare furono ovviamente Rick e Scott Steiner, lasciando poi la scena al match per il titolo Intercontinentale.

Un anno intero di attesa per meditare la sua vendetta e ora finalmente Marty Jannetty aveva l’opportunità di farla pagare all’arrogante ex partner. Senza volerlo lo aveva colpito anche dove nessuno era riuscito a fare, ossia creando una frattura insanabile con Sensational Sherri. Come da programma Sherri si presentò alla Rumble in un angolo neutro, senza mai far trasparire alcuna reazione, lasciando nel mistero i suoi pensieri sul match. Michaels nella sua arroganza continuava a mandare sguardi maliziosi e baci a Sherri come nulla fosse, convinto si trattasse di broncio da niente.

Il match fu uno dei migliori manifesti di quello che la nuova generazione della WWF poteva offrire.  Dopotutto, poteva esserlo altrimenti un incontro tra due ex partner che avevano condiviso insieme per anni gioie, dolori, preparazioni tattiche e allenamenti? I due si conoscevano a memoria a tal punto che solo qualcosa di nuovo avrebbe potuto risultare decisivo. E in effetti fu così, visto che a rivelarsi decisiva fu proprio Sherri. Approfittando dell’arbitro messo involontariamente KO, la ragazza decise di far sapere al mondo da che parte stava, e di certo non era quella di Shawn Michaels, visto che alla prima occasione gli mollò un ceffone! Jannetty capì che ormai la situazione era favorevole, e sfruttando la rabbia di Sherri bloccò Michaels in posizione per consentire a Sherri di colpirlo in faccio con uno dei suoi tacchi. Sherri mise tutta la sua furia nel colpo ma… Michaels si scansò in tempo! E Sherri mise KO Jannetty senza volerlo.

Michaels realizza il “tradimento” di Sherri

Con questo tentativo di costargli il match Michaels aveva capito dunque che Sherri non sarebbe mai tornata quella di prima e che tra i due era ormai finita. Per finire Jannetty però, invece che usare la sua solita Teardrop Suplex stavolta Michaels scelse di chiudere il match con un Superkick. Era il modo più simbolico per chiudere il match e un’intera rivalità: era la mossa che i due avevano reso un marchio di fabbrica coi Rockers, e la stessa mossa con cui si era sancita la spaccatura tra i due l’anno prima al Barber’s Shop. Michaels eseguì un Superkick che ribaltò Jannetty quasi di 360° e conservò dunque il titolo e aprì un nuovo capitolo della sua carriera, una carriera con Jannetty ora definitivamente lasciato alle spalle, e con una Sensational Sherri in meno a fargli da supporto. 

Dopo un match tra Big Boss Man e Bam Bam Bigelow (vinto dal secondo), fu poi il momento del match per il titolo WWF tra Bret Hart e Razor Ramon, un altro incontro che avrebbe fatto da cartolina per quello che la New Generation era in grado di dare. Tra il pubblico in prima fila c’era persino Stu Hart, assolutamente noncurante delle minacce ricevute da Ramon, e la sua presenza non fece che aumentare la sicurezza di Bret, ansioso di mostrare il suo valore davanti al suo mentore.

Anche se Ramon si batté più che bene, dimostrando di essere adatto ai grandi palcoscenici nonostante i pochi mesi di esperienza in WWF, l’Hitman riuscì a trionfare con la sua Sharpshooter, pronto a scoprire chi sarebbe stato il suo avversario di WrestleMania IX…

Prima della Royal Rumble, Bobby Heenan si prese qualche minuto per presentare il suo nuovo assistito, che lo avrebbe aiutato nella lotta a Mr. Perfect, ossia Narcissus, che però al PPV venne presentato con un nuovo nome: “The Narcissist” Lex Luger! Il nuovo arrivato era esattamente come lo aveva descritto Heenan: un vero e proprio Adone, narcisista e dal fisico statuario, forse il più definito di tutta la WWF, e come prima cosa ovviamente mise in guardia Mr. Perfect, ora in pericolo come non mai.

Ad aprire la Royal Rumble fu proprio il vincitore della scorsa edizione, ossia Ric Flair. Nessuno aveva mai vinto al Rissa Reale entrando col n.1, ma Flair aveva già battuto i pronostici entrando col numero 3 l’anno prima, ma paradossalmente l’opportunità di vincere la Rumble e andare nel main event di WrestleMania IX non era il primo dei pensieri per il “Nature Boy”: mancavano infatti solo 24 ore al prossimo Monday Night RAW, al match che avrebbe potuto significare il suo addio dalla WWF. Cosa sarebbe stato della sua carriera se avesse perso? E se avesse vinto la Rumble guadagnandosi il main event di WrestleMania ma perso il match con Mr. Perfect? Troppe domande giravano nella testa di Flair, ma non era il momento. La Rumble aveva troppo in gioco…

Col n.2 arrivò invece Bob Backlund, che per qualche minuto imbastì con Ric Flair quello che qualche anno prima sarebbe stato un vero e proprio dream match.

Scontro tra leggende

I due tennero testa a tutti i wrestler che entrarono dopo di loro (tutti nomi di piccolo calibro, ad eccezione di Ted DiBiase), per poi avere il primo sussulto all’ingresso di… Mr. Perfect! Flair e Perfect ovviamente vennero subito alle mani, ancora 24 ore e uno dei due se ne sarebbe andato per sempre! Ad avere la peggio fu Flair, visto che si ritrovò eliminato proprio dall’ex campione Intercontinentale. Come sarebbe andata a RAW nessuno lo sapeva, ma Mr. Perfect eliminando il “Nature Boy” aveva messo a segno un colpo non da poco. Ric Flair si fece eliminare quindi dopo 18 minuti e non bissò la straordinaria prova dell’anno prima, mentre Mr. Perfect non resistette molto, venendo eliminato da Ted DiBiase, Koko B. Ware, Jerry Lawler (che in realtà era stato eliminato poco prima proprio da Perfect), e subito dopo la sua eliminazione la Rumble si mosse su binari più tranquilli. 

Al contrario dell’edizione precedente, che fu il non plus ultra dello stardom WWF, La Royal Rumble del 1993 non propose un grande starpower tra i contendenti: il cambio generazionale che aveva caratterizzato il 1992 si fece sentire, complice anche il fatto che molti dei nomi caldi (Bret Hart, Razor Ramon, Shawn Michaels) erano già stati impegnati a inizio serata. Comunque parteciparono alla Rumble nomi prestigiosi in veste di ospiti speciali il futuro campione mondiale della New Japan Pro Wrestling Genichiro Tenryu e la leggenda del wrestling caraibico Carlos Colon, ma a infiammare il pubblico ci pensò l’ingresso di Undertaker, l’uomo più inquietante della contesa. O almeno così sembrava. Arrivò dallo stage infatti una nuova figura, un wrestler alto ben 2 metri e 44 (!!!), con un costume aderente con dei muscoli disegnati e una buffa peluria artificiale sul costume. Un look di certo bizzarro, ma compensato da una presenza scenica paurosa, che faceva sembrare Undertaker un uomo di statura media.

Il gigante, di cui non si sapeva il nome, si presentò nel ring da non competitore della Rumble, ed eliminò Undertaker facendolo volare oltre la terza corda con una sola Chop, e continuando a infierire su di lui anche fuori dal ring, fino a lasciarlo privo di sensi. Il misterioso gigante aveva fatto di Undertaker un solo boccone come nessuno aveva mai fatto… Paul Bearer stesso non poteva crederci, rimanendo incredibilmente sollevato nello scoprire che Undertaker era ancora in grado di camminare con le sue gambe. O almeno relativamente, visto che il gigante aveva colpito con una violenza inaudita le gambe del Becchino costringendolo a zoppicare vistosamente.

Dopo l’eliminazione di Undertaker fu il momento di una serie di midcarder a contendersi la Rumble, col pubblico che ritrovò un certo interesse solo all’ingresso dei due ex campioni di coppia degli Strike Force Rick Martel e “El Matador” Tito Santana, che tornarono ad affrontarsi dopo la loro storica faida di qualche anno prima. Mancavano ancora due grossi nomi dal cilindro, ed arrivarono rispettivamente coi numeri 27 e 30: Yokozuna e Randy Savage.

Come da pronostico Yokozuna fu il mattatore assoluto: in soli 14 minuti eliminò bel 7 wrestler (quasi 1/3 dei partecipanti!), buttando oltre la terza corda chiunque con una facilità disarmante (persino il gigantesco Earthquake con un Belly to Belly Suplex come fosse un peso leggero) stabilendo il record di eliminazioni di quella Rumble (il record assoluto invece era ancora quello di Hulk Hogan, battezzato nel 1989). Ma il vero record storico lo fece Bob Backlund: tornato da soli 3 mesi dopo 8 anni di semi-inattività, a 43 anni, ed entrato con il n.2 in un wrestling completamente diverso da quello che aveva lasciato, Backlund con 1 ora e 1 minuto spezzò l’incredibile record di longevità nella Rumble fatto da Flair l’anno precedente. La sua prova non fu spettacolare in senso stretto (tolto il record Backlund non si fece particolarmente notare ed eliminò 2 soli uomini), ma si sa, nella Rumble non conta dare spettacolo ma solo resistere. Ad eliminare lo stoico Backlund ci pensò proprio Yokozuna che si ritrovò col solo Randy Savage a frapporsi tra lui e il main event di WrestleMania IX.

Savage era una leggenda e un 2 volte campione mondiale WWF, ma il suo stile fatto di voli dalla terza corda poteva essere rischioso in un match come la Rumble, non per niente Yokozuna dominò Savage per tutto il tempo. Ma durante un Avalanche all’angolo del gigante giapponese Savage si scansò facendo impattare a vuoto Yokozuna, che barcollando si ritrovò a terra! Nessuno aveva mai messo (anche se indirettamente) al tappeto i 267 kg di Yokozuna, e Savage colse al volo l’occasione saltando sulla terza corda per connettere la sua Elbow Drop.

Ma proprio lì “Macho Man” fece la più grande ingenuità della sua carriera: forse perché stordito dai colpi del giapponese, forse per l’abitudine dopo anni di carriera, Savage si fece imbrogliare dal suo istinto e tentò di schienare Yokozuna, quando ovviamente nella Rumble lo schienamento non era previsto, e Yokozuna, anche se spalle a terra, usò tutta la forza che aveva per sollevare Savage oltre la terza corda come fosse di carta! Yokozuna aveva vinto la Royal Rumble 1993!

Con l’eccezione di Flair, la Rumble si confermò un match adatto ai giganti, e Yokozuna si ritrovò a soli 3 mesi dal debutto a vincere una Royal Rumble alla sua prima partecipazione e con un main event di WrestleMania prenotato, anche qui alla prima partecipazione. Mai nessuno nella WWF aveva mai fatto un’impresa del genere bruciando le tappe così in fretta (se non Ric Flair che però aveva dalla sua ben 20 anni di esperienza e un passato da pluricampione mondiale). Il possibile erede di Andrè the Giant si stava facendo strada, ma stavolta senza un Hulk Hogan a poterlo fermare. WrestleMania IX sarebbe dunque stato il capolinea del regno di Bret Hart? Chi era il misterioso gigante che aveva attaccato Undertaker? Tra Flair e Perfect chi avrebbe lasciato la federazione? E Lex Luger che ruolo avrebbe avuto? Mille domande per un PPV che aveva lasciato più dubbi che certezze…

RAW

Uno di troppo

Anche se Yokozuna era l’uomo del momento, al RAW post-Royal Rumble le attenzioni ovviamente erano tutte per il match tra Ric Flair e Mr. Perfect, che come da pronostico si dimostrò bellissimo, se non il più bel match televisivo che si fosse mai visto in WWF. Dopo un inizio buttato sulla difensiva da entrambi per via della posta in gioco troppo alta, i due si sciolsero dando tutto quello che avevano in corpo.

Flair tirò fuori tutto il suo repertorio pur di vincere, dai tirapugni ai piedi sopra le corde, ma Mr. Perfect nonostante fosse ridotto a un maschera di sangue gettò il cuore oltre l’ostacolo resistendo e persistendo, fino a tornare in controllo del match. Perfect concluse poi la sua prova riversando un Back Body Drop in una Perfect-plex per il conto di 3 finale! Incredibile ma vero: Ric Flair era fuori dalla WWF! Bobby Heenan a bordo ring era una furia, Flair era bianco in volto e Perfect era il ritratto della gioia per aver appena ottenuto la vittoria più importante della sua carriera. Dopo neanche 1 anno e mezzo la carriera del grande Ric Flair in WWF era già conclusa, 16 intensissimi mesi in cui il “Nature Boy” aveva conquistato il titolo mondiale ben 2 volte e vinto una Royal Rumble, e ora, con l’ultimo “vecchio” andato via, la nuova generazione della WWF si apprestava a prendersi tutto.

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