Novembre 1992: Bill Clinton viene eletto Presidente degli Stati Uniti e spezza il dominio repubblicano che durava da 12 anni, Shaquille O’Neal debutta in NBA, Magic Johnson annuncia il secondo ritiro, il Manchester United acquista Eric Cantona, al cinema escono Mamma Ho Riperso l’Aereo: Mi Sono Smarrito a New York, Dracula di Bram Stoker, Aladdin, Malcolm X, Guardia Del Corpo, e Il Cattivo Tenente, e i R.E.M. pubblicano il singolo Man on the Moon:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Bret Hart
– Campione Intercontinentale: British Bulldog
– Campioni di coppia: i Money Inc. (Ted DiBiase & Irwin R. Schyster)
Bret ti presento Shawn
Da campione WWF Bret Hart voleva lasciare il segno con un netto distacco dal passato, prendendo una decisione storica e apparentemente suicida: l’Hitman era grato a Dio di aver vinto il titolo quando anni prima sembrava un miraggio, con la scena titolata dominata da colossi ben più grossi di lui che lo ignoravano senza mai dargli la possibilità di vincere la cintura, ma il suo regno sarebbe stato diverso, e Bret dichiarò che avrebbe dato a tutti le stesse sue opportunità di diventare campione mondiale, donando agli altri le possibilità che lui non aveva mai avuto per anni. Non avrebbe solo difeso il titolo in PPV ed eventi televisivi speciali, ma anche negli show settimanali lanciando a qualunque membro del roster una sfida!

Sembrava una decisione folle, ma con questa semplice scelta Bret dimostrò di non aver paura di nessuno e di essere assolutamente sicuro della sua legittimità come campione mondiale, ritrovandosi prima di Survivor Series a difendere con successo il titolo contro The Berzerker, Rick Martel, The Mountie, e Virgil… avversari forse non tra i più temibili, ma comunque resi pericolosi dalla consapevolezza di giocarsi l’occasione della vita, tutti caduti per mano dell’infrangibile Sharpshooter.
Ma prima di Survivor Series era anche tempo del Saturday Night’s Main Event, in quella che sarebbe stata l’ultima edizione dello storico show del sabato sera, che per l’occasione avrebbe visto tutti i titoli messi in palio. I primi a difendere i titoli furono i Money Inc., mettendoli in palio contro gli Ultimate Maniacs, al loro primo test insieme dalla loro formazione.

“Macho Man” Randy Savage e Ultimate Warrior dimostrarono buona chimica e spirito di collaborazione in coppia, lasciando ben sperare per il loro match contro Ric Flair e Razor Ramon, e sebbene Ted DiBiase e Irwin R. Schyster avessero di certo più esperienza in quanto a lavoro di squadra, quando hai davanti due ex campione mondiali di quel calibro c’è poco da fare, e proprio per questo i due si fecero volutamente contare fuori abbandonando il ring, risultando perdenti per count out ma ancora saldamente campioni. Gli Ultimate Manics seguirono fino allo stage i Money Inc. per fargliela pagare, ma si ritrovarono in un trappola tesa da Flair e Ramon, che spuntarono fuori dal nulla per attaccarli.
Nella stessa sera fu ovviamente difeso anche titolo Intercontinentale, con British Bulldog che affrontò proprio Shawn Michaels, di fronte all’enorme opportunità di competere sia per la cintura Intercontinentale che per quella mondiale a sole 2 settimane di distanza. Michaels dovette rinunciare alla presenza di Sensational Sherri, ancora in ospedale dopo l’attacco di Marty Jannetty, e senza il suo abituale aiuto giocò d’astuzia indebolendo l’inglese -che si stava dimostrando superiore- lanciandolo contro un tenditore scoperto. Il dolore alla schiena dopo l’impatto con l’acciaio del tenditore per British Bulldog era lancinante, e Michaels lo sfruttò invertendo un Superplex a suo favore, e con enorme sorpresa si laureò nuovo campione Intercontinentale! Michaels aveva inseguito quel titolo per tutto l’anno, da quando aveva iniziato la sua carriera da singolo, e ora finalmente l’aveva conquistato!

Fu il primo titolo della sua carriera, l’oro che alla vita neanche coi Rockers aveva conquistato, che gli permise di trasformare il suo match di Survivor Series contro Bret Hart nel secondo main event della storia ad essere un Champion vs Champion match, dopo il leggendario Hulk Hogan vs Ultimate Warrior di WrestleMania VI, anche se stavolta in palio ci sarebbe stato solo il titolo WWF. Shawn Michaels a Survivor Series aveva l’opportunità di fare la storia, e diventare il primo uomo in assoluto a detenere sia il titolo Intercontinentale che quello mondiale in contemporanea (tecnicamente Ultimate Warrior c’era riuscito, ma fu costretto a rendere il titolo Intercontinentale vacante) e avendo battuto l’uomo capace di schienare pulito proprio Bret Hart appena 2 mesi prima, per Survivor Series tutto sembrava possibile. Per chiudere la serata Bret Hart difese con successo il titolo mondiale WWF contro Papa Shango, per poi avere un incontro ravvicinato col nuovo campione Intercontinentale nel backstage.

Survivor Series si avvicinava, e Shawn Michaels era pronto a prendersi tutto, eppure lo spettro del rientrante Marty Jannetty gli impediva di vivere con la giusta serenità il match più importante della sua vita. Jannetty intanto tornò a mostrarsi in forma smagliante vincendo tutti i match in cui si ritrovava coinvolto, e sarebbe probabilmente stato un elemento decisivo per il main event di Survivor Series.
Il partner perfetto
Ma dopo il Saturday Night’s Main Event un annuncio shock cambiò le carte in tavola: Ultimate Warrior non avrebbe più partecipato a Survivor Series! Fu il secondo addio del Guerriero alla federazione in un anno, e ad aumentare lo shock ci fu la totale mancanza di spiegazioni, e di conseguenza Randy Savage si ritrovò senza un partner a pochi giorni dal PPV. Vince McMahon durante una puntata di Prime Time Wrestling (con ospiti anche Bobby “The Brain” Heenan e Mr. Perfect) intervistò via satellite Savage per capire quale sarebbe stato il suo nuovo partner per affrontare Flair e Ramon, con la risposta di “Macho Man” che spiazzò tutti: il partner “perfetto” per questo match non poteva che essere… Mr. Perfect! Bobby Heenan e Mr. Perfect nello studio esplosero dalle risate, perché mai Savage doveva scegliere come partner il braccio destro dei suoi nemici? Era forse impazzito? In realtà la mossa di Savage era più furba di quanto sembrasse…
Oltre al gioco delle parti c’era un altro fattore a far sembrare la scelta folle: Mr. Perfect non combatteva da un anno e mezzo a causa di un infortunio, e senza neanche la certezza di tornare agli eccelsi livelli di prima una volta rientrato. Bobby Heenan stesso si fece una risata di fronte a una scelta tanto folle, sostenendo che Mr. Perfect ormai poteva fare al massimo l’assistente di Ric Flair e Razor Ramon, e che sul ring non sarebbe mai tornato a combattere come prima. Pur essendo dalla stessa parte, queste dichiarazioni di Heenan ferirono molto nell’orgoglio Mr. Perfect, ancor di più considerando il rapporto che avevano sempre avuto, e per dimostrare ad Hennan (e al mondo) che era ben lontano dall’essere finito decise di accettare l’offerta di Savage, anche solo per zittire “The Brain” nel ring! Inutile dire che Heenan andò su tutte le furie, prendendo la decisione di Mr. Perfect come un tradimento e dandogli persino uno schiaffo in diretta televisiva! Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso, e convinse ancor di più Mr. Perfect ad accettare l’offerta di Savage, mentre per rimettere in riga Heenan lo umiliò versandogli in testa la brocca d’acqua presente in studio!

Dunque Savage aveva trovato un nuovo partner, ma lo scetticismo attorno a questa nuova alleanza continuava: Mr. Perfect e “Macho Man” ammisero candidamente di non stimarsi reciprocamente, ma per quanto a nessuno dei due piacesse l’altro sarebbero stati costretti a collaborare, sebbene per motivi diversi.
Meno team, più singolarità
Naturalmente c’era attesa anche per il Coffin match tra Kamala e Undertaker, che per tutte le settimane precedenti a Survivor Series tormentò Kamala con dei video dove insieme a Paul Bearer era impegnato ad intagliare la sua futura bara. Il Becchino non mostrava né paura né tensione: per lui Kamala era solo l’ennesima anima che aveva il compito di mandare nell’aldilà, solo più grosso, ma di certo non più temibile di chiunque altro!
Con tutte queste singole rivalità, per la prima volta a Survivor Series ci sarebbe stato un solo Survivor Series match, tra i Money Inc. e i Beverly Brothers contro l’inedita alleanza formata dai Natural Disasters e i Nasty Boys. Proprio come Earthquake & Typhoon, Brian Knobbs & Jerry Sags erano rimasti scottati dalla scelta di Jimmy Hart di rappresentare esclusivamente i Money Inc., e l’odio in comune per “The Mouth of the South” era una ragione più che sufficiente per unire le forze. I Money Inc. erano scaltri e dalle mille risorse, come testimoniavano anche le loro cinture, ma per Survivor Series si sarebbero dovuto inventare qualcosa di meglio dei loro soliti trucchetti, perché l’unione tra il duo più grosso e imponente d’America e una delle coppie più spregiudicate e senza regole che ci fossero sarebbe potuta essere letale per loro!
Prima di Survivor Series i fan poterono assistere al ritorno di due nomi ben conosciuti, ma dalle storie molto diverse, ossia Bam Bam Bigelow e Bob Backlund. Il gigante di Asbury Park tornò molto più aggressivo di prima esperienza in WWF, mostrandosi pronto a distruggere qualunque cosa ci mettesse sul suo cammino, senza compromessi o scrupoli; Backlund invece tornò come aveva lasciato: come un lottatore onesto e rispettoso, un vero wrestler d’altri tempi, che addirittura stringeva la mano agli avversari prima del match, usanza ormai sparita nel sempre più competitivo mondo della WWF.

Era chiaro che Backlund a 43 anni non aveva intenzione di svendere la sua identità per adattarsi alla nuova generazione di atleti, tutti caratteristici e in un qualche modo eccentrici nelle loro colorite gimmick: Bob Backlund sarebbe stato semplicemente sé stesso, come sempre, e poco importava se fosse considerato fuori moda o superato, perché lui era tornato per dimostrare che lui e la sua generazione se la sarebbero potuta benissimo battere anche con i più giovani, e senza il bisogno di costruirsi un qualche personaggio accattivante per farsi prendere più sul serio. Perché in fondo per quanto le cose fossero cambiate dai suoi tempi non si trattava di recitare a Hollywood o partecipare a una gara di popolarità, ma pur sempre di wrestling!
25/11/1992 – Survivor Series 1992

Il Richfield Coliseum di Richfield Township, Ohio, fu l’arena designata per Survivor Series, ormai un evento a braccetto con il Ringraziamento, e a fare da match di riscaldamento fu un Tag Team match tra gli High Energy e gli Headshrinkers, che pur essendo gli ultimi arrivati misero in chiaro si essere anche tra le coppie più pericolose della WWF, battendo Owen Hart & Koko B. Ware senza grande fatica, lasciando poi spazio a quello che era lo scontro più personale della serata: il Nightstick on a Pole match tra Big Boss Man e Nailz! Come tutti gli incontri in cui era coinvolto Nailz, quello che si vide non fu un match, ma una rissa da strada dura e cruda, dove il primo a impossessarsi del manganello fu il suo legittimo proprietario Big Boss Man. Anche Nailz riuscì a brandire il manganello, colpendo Big Boss Man in piena mascella e quasi facendogli saltare i denti, ma neanche quello bastò a mettere KO l’ex poliziotto, che stese comunque Nailz con la su Side Slam, aggiudicandosi la vittoria e ribadendo un concetto a cui teneva molto: nessun fuorilegge l’avrebbe mai fatta franca con lui in giro!

Seguì poi la resa dei conti tra Rick Martel e Tatanka, che per tanto tempo aveva atteso di prendersi la sua rivincita di Martel, che a maggio lo aveva accecato spruzzandogli in faccia il suo Arrogance. Stavolta però “The Model” non ebbe scampo, anche se le attenzioni del pubblico non furono solo per lui e il nativo americano, ma anche per un uomo vestito da pagliaccio che si presentò per intrattenere i bambini sulla rampa d’ingresso: si trattava di Doink, un misterioso e tutt’altro che rassicurante clown che da qualche settimana appariva tra il pubblico durante alcuni match, ma quali fossero le sue intenzioni o perché apparisse nei match altrui nessuno ne aveva idea.

La presenza di Doink però non impedì a Tatanka di trionfare su Martel, stendendolo con la sua mossa finale, la End of the Trail.
Si arrivò poi al tanto atteso match tra Ric Flair e Razor Ramon contro l’inedito team composto da “Macho Man” Randy Savage e Mr. Perfect, una coppia tutta da vedere. Vista la lunga assenza di Mr. Perfect dal ring, fu Savage a combattere la maggior parte del match, dando il cambio al partner in un paio di occasioni, inclusi gli ultimi decisivi minuti finali, dove Mr. Perfect dimostrò di non aver perso lo smalto in tanti mesi di assenza: anche senza sapere quando (e se) sarebbe mai rientrato Mr. Perfect aveva continuato ad allenarsi, così da essere sempre pronto a qualsiasi evenienza, dimostrando fede in sé stesso molto più di quanta ne avesse avuta Bobby Heenan, tanto che riuscì addirittura a “schienare” sia Ric Flair che Razor Ramon per un conto di 3, ma l’arbitro non vide entrambi i conteggi.

Il finale fu il caos totale, con Ramon e Flair che attaccarono in contemporanea Mr. Perfect e nessuno dei due arbitri (ne arrivò uno per sostituire l’arbitro messo KO) a tenere il controllo. La vittoria andò di conseguenza a “Macho Man” e Mr. Perfect per squalifica, che fecero piazza pulita a suon di sediate nel post match. Incredibilmente la collaborazione tra i due era andata a gonfie vele.
A seguire ci fu un match tra Virgil e il temibile Yokozuna, che si sbarazzò del suo avversario dopo pochi minuti con la sua mossa finale, la Banzai Drop, dove usava la seconda corda per piombare con tutti i suoi 267 kg sul torace dell’avversario! Naturalmente neanche Virgil resistette al giapponese, che proseguì la sua scia di distruzione iniziata il mese prima, ma che sembrava destinata solo che ad aumentare.

Dopo questo match a senso unico fu il turno dell’unico Survivor Series match della serata, quello tra Money Inc. e i Beverly Brothers contro i Natural Disasters e i Nasty Boys. Jimmy Hart aveva fatto da manager a tutti e 4 i suoi avversari, dunque conosceva bene i loro punti deboli, sebbene fosse di gran lunga il quartetto più pericoloso che si potesse assemblare in WWF. I primi a cadere furono i fratelli Beverly, mentre i Money Inc. riuscirono a eliminare i Natural Disasters, assestando un nuovo duro colpo a Earthquake & Typhoon dopo avergli strappato i titoli, ma alla fine dovettero cedere anche loro ai Nasty Boys, che riuscirono a prevalere sui campioni di coppia, portandosi a casa il Survivor Series match da unici sopravvissuti!

Fu poi il momento di uno degli incontro più attesi della serata: il Coffin match tra Undertaker e Kamala! L’ugandese non fu praticamente mai nel match, terrorizzato alla sola vista di Undertaker, anche se col passare dei minuti iniziò ad acquistare fiducia. Servì comunque a poco, perché il Becchino lo schienò dopo averlo messo KO con la sua urna, e ora per l’ugandese non c’era più nulla da fare: sarebbe stato internato nella bara che avevano costruito solo per lui! Paul Bearer mise il coperchio, con Undertaker che invece si occupò dei chiodi con colpi secchi e decisi: troppe anime aveva sigillato tra quelle mura di legno, e ormai per lui piantare quei freddi chiodi era la prassi, come testimoniava anche la sua freddezza nel farlo, e ora Kamala poteva… riposare in pace!

Dopo il trionfo di Undertaker, arrivò il main event: Bret Hart vs Shawn Michaels per il titolo WWF! Fu un’occasione decisamente speciale, perché sarebbe stato in un certo senso l’avvio ufficiale della new generation della WWF: l’ultimo match per il titolo mondiale a non coinvolgere uno tra Hulk Hogan, Randy Savage, Ultimate Warrior, o Ric Flair era stato addirittura Bob Backlund vs Iron Sheik del dicembre 1983, e ora a rinnovare il main event ecco due nuovi protagonisti di livello assoluto, che sicuramente avrebbero dominato gli anni a venire.

Fu un match molto lungo: ben 26 minuti, appena 2 in meno di Randy Savage vs Ultimate Warrior di SummerSlam (che era stato il match per il titolo WWF più lungo mai visto in un PPV della federazione), per un match all’insegna dell’assoluto equilibrio. Shawn Michaels infatti era di fronte all’opportunità della vita, e tenne testa all’Hitman come meglio poteva, anche senza la povera Sherri, la cui assenza in fondo non sembrava tormentarlo più di tanto. Ma Michaels fu anche troppo sicuro di sé, sottovalutando la capacità di Bret Hart a ribaltare ogni occasione a suo favore, come fece con un Dropkick volante dalla terza corda di Michaels, che ribaltò all’improvviso in una Sharpshooter, alla quale neanche Michaels poté resistere!

Bret Hart aveva portato a casa la sua prima difesa titolata in PPV con merito, sebbene anche Shawn Michaels si fosse dimostrato assolutamente adatto al compito, con la promessa di non attendere troppo prima di competere nuovamente per il titolo massimo. E poi aveva pur sempre il suo titolo Intercontinentale da difendere, lasciando quindi a Bret Hart nuove emozionanti sfide all’orizzonte. Il futuro della WWF sembrava assolutamente radioso!




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