Settembre 1992: debuttano in TV Batman: The Animated Series e Renegade, David Beckham fa il suo debutto col Manchester United, al cinema escono L’ultimo dei Mohicani, Singles, Mariti e Mogli, I Signori Della Truffa, Hellraiser III, Amore All’Ultimo Morso, Mr. Sabato Sera, e I Dannati di Hollywood, mentre in radio risuona Sleeping Satellite di Tasmin Archer:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Randy Savage
– Campione Intercontinentale: British Bulldog
– Campioni di coppia: i Natural Disasters (Earthquake & Typhoon)
Un terzo incomodo
SummerSlam era alle spalle e “Macho Man” Randy Savage era ancora il campione mondiale, ma visto per un campione le sfide non finiscono mai i nuovi avversari non si fecero attendere, a partire da Razor Ramon, arrivato in WWF da appena un mese, che lanciò immediatamente una sfida a Savage sostenendo di essere l’unico vero esponente di machismo in WWF. Razor Ramon non aveva intenzione di aspettare: era appena arrivato, ma già voleva il titolo WWF, senza mettersi in fila o alcun compromesso.
Che fosse il coraggio o la sua già rinomata arroganza a parlare era tutto da verificare, perché prima di Ramon Savage aveva ben altre gatte da pelare, come il problema Ric Flair, una questione ormai irrisolta da mesi. Dopo 5 mesi e tante interferenze -sia nel ring che nella vita privata di “Macho Man”– l’atteso rematch tra Flair e Savage andò in onda durante una puntata di Prime Time Wrestling. Savage era ancora mal messo per l’attacco subito da Flair durante il suo match di SummerSlam, dove tra colpi di sedia, Figure 4 Leg Lock e ripetuti colpi il ginocchio di “Macho Man”era in condizioni impresentabili, tanto da fargli lasciare Wembley zoppicante e con una sola gamba a pieno regime. Ma Randy Savage, da campione e uomo determinato qual’era, difese lo stesso il titolo, ma per quanto nobile fosse il suo gesto non si rivelò la scelta migliore del mondo…
Savage combatté tutto il match con una gamba in meno e non solo… Razor Ramon, che oltre a sfidarlo la settimana precedente lo aveva attaccato in un’intervista pre-match, infierì sulla gamba infortunata di Savage durante il match lontano dagli occhi dell’arbitro, lasciando il campo libero a Ric Flair per la sua Figure 4 Leg Lock! Savage non voleva dare a Flair la soddisfazione di cedere, e nonostante il dolore lancinante resistette più che poteva, ma dove arrivava il suo coraggio purtroppo non arrivò il suo corpo, che lo tradì nel momento più decisivo facendogli perdere i sensi dal dolore. Le spalle a terra di Savage potevano costringere l’arbitro a una sola cosa: contare fino a 3 e dichiarare Ric Flair nuovo campione mondiale WWF!

Ripresi i sensi, Savage riusciva a stento a stare in piedi da solo per via della gamba, tanto che venne riportato di peso nel backstage da Ultimate Warrior, mentre Flair invece festeggiò coi soliti Mr. Perfect e Bobby “The Brain” Heenan negli spogliatoi come non aveva fatto da Royal Rumble, perché quel titolo mondiale gli permise di eguagliare i 9 regni del suo vecchio rivale Harley Race (ora davanti a lui nella storia del wrestling c’erano solo gli 11 di Verne Gagne!), e in quel mare di champagne ai festeggiamenti si unì proprio Razor Ramon, debuttante da appena un mese e già con la stima del campione WWF. Di certo il “Bad Guy” (come si faceva soprannominare Ramon per via della celebre frase di Tony Montana su Scarface, che lui amava citare sempre, “Say hello to the bad guy”) sapeva bene come farsi strada in poco tempo nella federazione!

Ma anche Randy Savage aveva un asso nella manica: con il ginocchio in certe condizioni non poteva più permettersi di lavorare da solo, e il sabotaggio del match di SummerSlam non era andato ovviamente giù ad Ultimate Warrior, e con l’aggiunta di Razor Ramon al duo Flair/Perfect la situazione era decisamente squilibrata per entrambi. Fu così che i due ex campioni mondiali, rivali ma dal grande rispetto reciproco, fecero la cosa più logica: stringere un’alleanza per annientare i tre, unendosi sotto il solo nome di… Ultimate Maniacs! Un’alleanza inedita e assolutamente atomica che da sola avrebbe potuto vincere qualunque guerra si sarebbe presto abbattuta su Ric Flair, Mr, Perfect, e Razor Ramon, che forse non avevano previsto un unione così rapida, ma che ora avrebbero dovuto affrontare di petto!

Passato e futuro
Per Bret Hart era tempo di guardare avanti a un futuro senza la cintura Intercontinentale alla sua vita. Suonava scoraggiante, e invece il futuro non poteva essere più roseo per Bret. Dopo SummerSlam le vittorie continuavano ad arrivare, e l’Hitman non sembrava intenzionato a chiedere il classico rematch di diritto al campione uscente per il titolo Intercontinentale: l’amore dei fan per lui sembrava crescere in modo inarrestabile e perdere la cintura sembrava spalancargli nuove porte, porte ben più prestigiose e che erano rimaste chiuse per troppo tempo…

Ora che SummerSlam aveva consegnato al mondo British Bulldog come nuovo campione Intercontinentale, c’era anche il nome del nuovo obiettivo di Shawn Michaels, che da troppo tempo aveva messo nel mirino la cintura, vedendosi scavalcare proprio dall’inglese. Il suo match con Rick Martel a SummerSlam era finito senza un vincitore, ma Michaels non sembrava affatto intenzionato ad affrontare nuovamente “The Model”, perché ormai le sue ambizioni puntavano ad altro. Ma il match contro Martel era comunque servito a qualcosa di importante per Sensational Sherri, perché la prontezza con cui Shawn Michaels l’aveva soccorsa dopo aver perso i sensi secondo lei avevano messo a tacere tutte le malelingue secondo cui Michaels non l’amava davvero.

C’erano ancora tante faccende irrisolte da SummerSlam, come quelle tra Undertaker e Kamala, o anche tra Nailz e Big Boss Man, che nessuno sembrava sapere quando sarebbe tornato a lottare, pur avendo annunciato il suo ritorno. Nailz non avrebbe aspettato ancora a lungo, e intanto continuava a seminare il terrore, forte di una rabbia che aveva represso per troppo tempo in galera, e che travolse persino veterani come Sgt. Slaughter, che nonostante la sua immensa esperienza dovette soccombere sotto i colpi del suo manganello.
Ma in mezzo a tante nuove stelle ci fu un importante annuncio che sollevò l’entusiasmo anche dei fan più nostalgici: Bob Backlund sarebbe tornato in WWF! Backlund era una delle più grandi leggende della federazione, che col suo regno di 2135 giorni da campione mondiale WWF (dal 1978 al 1983) risultava il secondo wrestler con più giorni da campione WWF, persino più di Hulk Hogan e alle spalle solo della leggenda Bruno Sammartino, aveva fatto la storia della disciplina. Backlund non appariva in un ring WWF da 8 anni, con la carta d’identità a recitare 43 primavere.

Nonostante la sua leggenda, non erano moltissimi i fan a ricordarlo, escludendo quelli più storici: dal suo addio la WWF -e il wrestling in generale- erano completamente cambiati… il business era ormai uno show mondiale, con pay per view e show televisiva seguitissimi, dove ormai i wrestler erano celebrità colorate e riconosciute in tutto il mondo, a tal punto da essere riferite più come “superstar” che come “wrestler”, mentre Backlund era un’icona d’altri tempi, simbolo di una WWF ancora confinata nei suoi confini del nord-est americano, quindi difficilmente riconoscibile dai fan del boom dell’Hulkamania o ancor di più dai bambini, il principale target di riferimento della WWF.

La domanda sorgeva spontanea: cosa si aspettava Backlund da un suo ritorno? Tornando sarebbe stato l’unico “sopravvissuto” della sua generazione, orfana dei Billy Graham, dei Pedro Morales e degli Iron Sheik. Un personaggio così fuori dal tempo e con 8 anni di ruggine alle spalle non avrebbe potuto reggere il confronto con la nuova generazione, meno possente ma più tecnica e agile della sua. Che figura avrebbe fatto con i freschissimi Bret Hart, Undertaker, Shawn Michaels, e British Bulldog? Per non parlare della prima generazione di atleti a “rubargli” lo scettro di attrazione della compagnia come “Macho Man” Randy Savage o Ultimate Warrior. Sarebbe stato lo stesso wrestler di una volta facendosi simbolo di un wrestling ormai retrò e orgogliosamente non entertainment, o si sarebbe adattato al nuovo approccio al business? Che Backlund fosse stato degno o meno della sua leggenda, di certo la curiosità non era poca.





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