Agosto 1992: si ritira Larry Bird, si concludono le Olimpiadi, viene pubblicato per Nintendo Super Mario Kart, al cinema escono Gli Spietati, Fuoco Cammina Con Me, Cimitero Vivente 2, Frequenze Pericolose, e Johnny Suede, mentre viene distribuito il singolo Would I Lie To You di Charles & Eddie:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Randy Savage

Campione Intercontinentale: Bret Hart

Campioni di coppia: i Natural Disasters (Earthquake & Typhoon)

La guerra a casa

Bret Hart vs British Bulldog per il titolo Intercontinentale e “Macho Man” Randy Savage vs Ultimate Warrior per la cintura WWF: proprio come WrestleMania VIII SummerSlam avrebbe avuto un doppio scoppiettante main event, ma tra i due match la situazione più delicata era quella tra l’Hitman e l’inglese, perché non era solo una questione di titolo Intercontinentale: i due infatti erano cognati.

Davey Boy Smith infatti entrò nella vita della famiglia Hart tanti anni prima come allievo del leggendario Hart Dungeon per imparare l’arte del wrestling su segnalazione del primogenito della famiglia Bruce, che faceva da talent scout in Inghilterra per la federazione del padre Stu -la Stampede Wrestling-, e fu proprio in casa Hart che incontrò la donna della sua vita, Diana, sorella minore di Bret. I due si innamorarono subito e convolarono a nozze nel 1984 rendendo di fatto Hart e Smith cognati, e nonostante le strade dei due si fossero già scontrate nel 1987 nella loro leggendaria faida per i titoli di coppia con la Hart Foundation e i British Bulldogs, non avevano mai avuto una vera rivalità in singolo, legati da un legame familiare saldissimo.

British Bulldog e la sua bellissima famiglia con Diana Hart

Anche stavolta tra i due non c’era nulla di personale, visto che l’incontro fu sancito dalla WWF per sfruttare la cornice inglese di Wembley, ma comunque ogni legame familiare sarebbe dovuto stare da parte. Sia Bret Hart che British Bulldog davanti alle telecamere cercarono di mostrarsi indifferenti davanti a tutto ciò, promettendo che non sarebbe stato il legame familiare a farli risparmiare o a condizionare il loro approccio al match: i due si sarebbero affrontati senza esclusione di colpi, e sarebbero tornati cognati solo al suono della campana. Sempre ammesso che il match non avesse lasciato ferite inguaribili. Non si poteva dire lo stesso per Diana e i coniugi Hart, Stu e Helen, che nelle interviste rilasciate alle telecamere della WWF sembravano preoccupati per le conseguenze che questo match avrebbe potuto avere per i rapporti interni alla famiglia. Nel wrestling bastava poco a far diventare qualcosa personale e la paura di tutti era che questo match potesse condizionare i rapporti tra i due per sempre.

Per Bret Hart sarebbe stato il match emotivamente più difficile della sua vita: non solo a Wembley avrebbe avuto tutto il pubblico contro di lui, non solo avrebbe avuto contro il padre dei suoi amati nipotini, ma c’era il rischio che in caso avesse vinto British Bulldog avrebbe covato rancore a vita per lui a vita e viceversa. Se nessuno dei due voleva potenzialmente rovinare i rapporti allora perché nessuno si tirava indietro per il bene comune della famiglia? Una cintura contava davvero più dell’unità familiare? Diana da che parte sarebbe stata? E gli altri membri della famiglia? La situazione era tesissima: in ballo non c’era solo il titolo Intercontinentale, ma rapporti tra fratelli, il futuro dei loro figli, e in generale l’unità familiare, una cosa che gli Hart non pensavano mai sarebbe stata così in pericolo…

Il nemico del mio nemico è mio nemico?

Più l’attesa e la febbre da SummerSlam si avvicinava e più Ric Flair non poteva sopportare il non farvi parte. E se non poteva essere nel match per il titolo WWF allora avrebbe sabotato quello già previsto tra “Macho Man” Randy Savage e Ultimate Warrior mettendo un pò di pepe tra i due contendenti! Il “Nature Boy” fece la sua prima mossa interrompendo un’intervista di Ultimate Warrior, a cui si presentò sganciando una bomba, informandolo che Randy Savage aveva segretamente contrattato Mr. Perfect per averlo al suo angolo e assicurarsi di uscire con la cintura da SummerSlam! Flair disse che la trattativa tra i due non si era ancora conclusa, ma anche solo aver tentato di contattare Mr. Perfect bastava a far cambiare le carte in vista di SummerSlam, soprattutto per Ultimate Warrior, che ora non si poteva più fidare di “Macho Man” nella lotta comune a Ric Flair! Troppe cose però non tornavano: perché mai Savage avrebbe chiesto aiuto a Mr. Perfect, che insieme a Flair non solo era stato il suo principale degli ultimi mesi, ma aveva tentato di rovinare il matrimonio tra lui e Miss Elizabeth?

A che gioco sta giocando Randy Savage?

“Mean” Gene Okerlund cercò di far luce su questa storia e capire se fossero tutte sparate di Flair e Mr. Perfect per destabilizzare i due o se ci fosse un fondo di verità. Okerlund intervistò Randy Savage a proposito, che incredibilmente non smentì quanto detto da Flair, confermando che poteva esserci una trattativa per avere i servizi manageriali di Mr. Perfect a Wembley, ma proprio in quel momento arrivò il diretto interessato Mr. Perfect, che gettò altra benzina sul fuoco… sostenendo che anche Ultimate Warrior lo aveva contattato per averlo al suo angolo a SummerSlam! Mr. Perfect sostenne che l’offerta del Guerriero era molto allettante, ma che avrebbe deciso per chi parteggiare solo e soltanto nella notte di Londra, lasciando nel dubbio sia se ci fosse un’effettiva trattativa con uno dei due (o addirittura entrambi), sia che non fosse altro che uno sporco trucco di Flair per sabotare il match.

Da che parte sarà Mr. Perfect?

I due si ritrovarono anche nella paradossale situazione di dover combattere fianco a fianco in un Tag Team match contro i Nasty Boys (dove Ultimate Warrior mostrò un nuovo bizzarro attire, con una canotta coi muscoli disegnati sopra). Inutile dire che la collaborazione tra i due fu un disastro, e il match finì infatti con la vittoria di Brian Knobbs & Jerry Sags per count out, grazie anche al distraente intervento di Ric Flair e Mr. Perfect. Tra Ultimate Warrior e Randy Savage la situazione era ormai incandescente: nessuno dei due si fidava dell’altro, e senza alcuna fiducia reciproca come avrebbero potuto -sempre ammesso che avessero voluto- combattere il “Nature Boy”?

Per Ultimate Warrior SummerSlam era un’opportunità troppo ghiotta: dopo il ritiro di Hulk Hogan la WWF era orfana di un’icona, di un simbolo che esportasse in tutto il mondo il wrestling, e nei piani della federazione era sempre stato lui l’erede designato. I rapporti tra il Guerriero e la WWF avessero subito un intoppo l’anno prima, ma nonostante tutto c’era ancora l’intenzione di riprendere da dove si era interrotto: Ultimate Warrior sarebbe stato al centro degli show e del merchandising della compagnia proprio come era stato l’Hulkster. Era stato proprio lui a correre a sorpresa in aiuto di Hogan nel suo ultimo match a WrestleMania VIII, sancendo un altro passaggio di consegne dopo quello di WrestleMania VI… segni del destino che sembravano presagire che Ultimate Warrior dopo SummerSlam sarebbe stato (di nuovo) il presente e il futuro della WWF.

Randy Savage era invece il glorioso passato che resisteva e voleva dimostrare al mondo con unghie e denti che era ben lontano dall’essere finito, con ancora tante cartucce da sparare; uno degli ultimi rimasti di una generazione che senza André the Giant, Roddy Piper, Jake Roberts e Hulk Hogan stava sparendo. Lui stesso era “sparito” dalla federazione col temporaneo ritiro dell’anno prima, sancito proprio da Ultimate Warrior, ed era quindi chiamato a dimostrare di poter ancora reggere la federazione sulle sue spalle, e per farlo avrebbe dovuto sconfiggere davanti a 80.000 spettatori lo stesso uomo che nei piani della WWF doveva occupare il suo posto, e che lo aveva costretto al ritiro, facendogli dubitare se effettivamente avesse ancora qualcosa da dare. Corsi e ricorsi che rendevano questo match ben più simbolico di una semplice difesa titolata.

Narcisi nati

Se Ric Flair era furioso per i cambi di programma per SummerSlam figurarsi Shawn Michaels, che aveva messo nel mirino Bret Hart e la sua cintura sin dalla primavera. Il fatto che British Bulldog lo avesse scavalcato però non lo scoraggiò, e anzi continuò a tormentare l’Hitman non appena ne aveva l’occasione, come in un match contro Rick Martel, dove si accanì su di lui senza esitazione. L’arbitro ovviamente squalificò Martel, che se la prese con Michaels per essergli costato il match, ma “The Model” aveva in mente di colpire Shawn Michaels usando la sua arma più grande: il suo fascino. La settimana dopo infatti, durante un match di Michaels, Martel arrivò dando qualche occhiata “di troppo” a Sensational Sherri, che non solo non sembrava affatto infastidita, ma anzi lusingata, tanto da ricambiare l’interesse con un occhiolino!

Qualche intesa di troppo

Che qualcuno tentasse di rubargli la manager in una gara di seduzione era troppo per Shawn Michaels, che decise di affrontare Rick Martel a SummerSlam in quella che sarebbe stata una battaglia tra i narcisisti più grandi di tutta la WWF, un vero derby dell’ego, pertanto Sherri si inventò una stipulazione piuttosto particolare: visto quanto entrambi (e lei) tenevano al proprio aspetto, nel match sarebbero stati proibiti i colpi al viso! Inoltre Sherri promise di stare a fianco del suo adorato Shawn Michaels, come sempre, ma chissà se la lusinghe di Martel non gli avessero fatto cambiare idea.

Dopo un’estate di promo pregni di arroganza finalmente il pubblico ebbe l’occasione di vedere di che pasta era fatto un altro grande egomaniaco: il debuttante Razor Ramon, il cubano di Miami più borioso che ci fosse.

Nel ring il personaggio rispecchiava fedelmente quello che si era visto nelle vignette: un uomo arrogante, spocchioso, che entrava ricoperto di chili di catenine d’oro, e senza alcun rispetto per gli altri. Ma Ramon era anche un colosso di 2 metri per 120 kg, e di certo tutta quella sicurezza in sé non poteva essere immotivata. Ramon si sbarazzò senza troppe difficoltà di tutti i jobber che la WWF gli mandava contro a suon di Crucifix Powerbomb, la sua spettacolare mossa finale, che personalizzò chiamandola la “Razor’s Edge”.

29/8/1992 – SummerSlam 1992

Finalmente SummerSlam arrivò, con la splendida cornice di Wembley e l’impressionante affluenza di 80.355 spettatori a fare da sfondo in quello che fu anche il primo PPV della WWF a svolgersi a cielo aperto. C’erano i presupposti per avere la miglior edizione di SummerSlam mai vista, e i match non delusero le aspettative. Fu un evento importante, non solo per l’inedita location londinese, ma anche perché fu il primo grande evento senza la presenza di Hulk Hogan a vendere i biglietti col suo solo nome, un’opportunità per la WWF di guardare avanti con le sue nuove icone, sperando in un futuro altrettanto radioso.

L’impressionante affluenza di Wembley

Ad aprire le danze fu il match tra i Money Inc. e i Legion of Doom, che dopo una spettacolare entrata a bordo dei loro chopper si imposero con decisione sui Money Inc., vendicandosi per la perdita dei titoli di coppia rimediata a febbraio e lanciando anche un importante messaggio a tutta la divisione di coppia: il loro storico manager Paul Ellering gli aveva ridato le motivazioni di un tempo, e se Hawk & Animal fossero tornati col loro spirito famelico, non ce ne sarebbe stato per nessuno! E chissà se una parte del merito non fosse anche di Rocko, l’inquietante burattino che Ellering muoveva come un ventriloquo…

Seguì poi il debutto in PPV di Nailz, che se la vide con Virgil in un match di appena 3 minuti, dove l’ex detenuto si impose con una Sleeper Hold. Nailz confermò di non essere un wrestler, ma un cane rabbioso, alimentato da puro odio, che anche a match concluso pestò il povero Virgil con il manganello di Big Boss Man, a cui con questo gesto mandò un messaggio poco rassicurante.

Vista la particolare stipulazione, i due naturalmente lottarono col freno a mano tirato, almeno finché Michaels non ci vide più e mollò uno schiaffo a “The Model”, anche se e cambiare lo svolgimento del match fu Sherri, che a un certo punto… perse improvvisamente i sensi!

Con Sherri svenuta fuori dal ring il match si prese una pausa, per poi riaccendersi presto: Michaels infatti non aveva gradito il “massaggio cardiaco” di Martel per rianimare la sua manager, e lo colpì in volto dimenticandosi completamente del loro patto. La rissa degenerò e proseguì fuori dal ring, con l’arbitro che dovette chiamare il doppio count out. Dopo il verdetto dell’arbitro Michaels prese Sherri in braccio per portarla dai dottori, ma Martel che anticipò tutti svegliandola… con una secchiata d’acqua! A quel punto Sherri si svegliò, facendo sospettare che il suo svenimento fosse stata una montatura, ma ormai l’arbitro aveva emesso il suo verdetto, e il match si concluse senza un vincitore.

Dopo il successo dei campioni di coppia dei Natural Disasters sui Beverly Brothers, e la vittoria di Crush su Repo Man, il pubblico fu carichissimo per il primo main event: “Macho Man” Randy Savage vs Ultimate Warrior, atto secondo, per il titolo WWF!

Per la seconda volta nella storia della WWF si sarebbero affrontati due face, e ancora una volta Ultimate Warrior sarebbe stato tra i protagonisti. Sembrava che l’incoronazione del Guerriero a nuovo campione WWF e nuovo volto della compagnia fosse destino (Ultimate Warrior entrò addirittura con una giacca raffigurante il titolo WWF), ma Savage era un osso duro e aveva fatto tesoro del match di appena 16 mesi prima, e riuscì ancora una volta a spingere oltre i limiti il ben più forte Ultimate Warrior, usando astuzia ed esperienza per compensare la potenza dell’avversario.

Con la suggestiva luce del crepuscolo di fine estate, il match fu intensissimo e dal risultato incerto, e proprio quando entrambi iniziavano ad essere esausti arrivarono Ric Flair e Mr. Perfect a bordo ring, e avrebbero finalmente rivelato per chi avrebbero parteggiato. Inizialmente i due misero i bastoni tra le ruote a Savage, facendo pensare a tutti che fosse stato Ultimate Warrior il “prescelto” dei due, salvo poi approfittare dell’arbitro Earl Hebner momentaneamente a terra per stendere il Guerriero con un tirapugni! Sembrava ormai chiaro: infastidire Savage era stato un depistaggio, perché i due avevano stretto un patto proprio con lui per assicurargli la vittoria! Vedendo Ultimate Warrior a terra, apparentemente ignaro di quanto fosse successo, “Macho Man” eseguì la sua Elbow Drop, per poi vedere il Guerriero uscire dal conto! Savage non poteva crederci, ma in fondo non poteva andare diversamente: poteva Ultimate Warrior cedere alla sua Elbow Drop quando a WrestleMania VII ne era uscito da ben 5 consecutive!?

Lo schienamento mancato ricaricò Ultimate Warrior, che travolse Savage con tutta la sua forza, pronto a finirlo con la Warrior Splash, ma proprio al momento della rincorsa Flair lo colpì con una sediata alla schiena, rendendo sempre più chiara la sua alleanza col campione WWF, sebbene “Macho Man” sembrasse completamente ignaro degli aiuti ricevuti. Ma una volta rinvenuto, Savage capì che l’unico motivo per cui riusciva sempre a rialzarsi era solo perchè Ultimate Warrior era stato messo fuori combattimento da Flair e Mr. Perfect. Era però un’opportunità da sfruttare: il Guerriero era KO al centro del ring, e Savage salì sulla terza corda per chiudere il match con un Elbow Drop su un Ultimate Warrior ormai senza energie e reduce da una sediata e un colpo di tirapugni, ma per quanto fosse tentato di approfittare di un’occasione unica alla fine “Macho Man” giocò pulito, preferendo invece lanciarsi dalla terza corda su Flair, chiarendo che tra lui e il “Nature Boy” non c’era alcun accordo! Era chiaro che si era trattato tutto di uno sporco gioco psicologico architettato con Mr. Perfect per metterlo contro Ultimate Warrior!

Flair però colpì prontamente Savage a mezz’aria sul ginocchio con una sedia, e Savage fu contato fuori dall’arbitro, che assegnò la vittoria a Ultimate Warrior per count out. Flair peggiorò le condizioni del ginocchio di Savage con una Figure 4 Leg Lock, lo stesso che aveva cercato di rompere a WrestleMania VIII, finché non arrivò Ultimate Warrior a fare piazza pulita, per poi stringere sportivamente la mano di un zoppicante Savage a fine match. Avevano entrambi dato tutto, regalando ai fan un match degno del loro capolavoro di WrestleMania VII, restando senza fiato dopo ben 28 minuti di lotta ininterrotta, un record per la WWF nell’era dei PPV. Ma soprattutto, avevano entrambi realizzato che nessuno dei due aveva tramato contro l’altro, e che il vero nemico era un altro, un nemico comune per entrambi!

Dopo aver assistito a uno dei match più belli dell’anno, scesero in campo Kamala e Undertaker, che entrò a Wembley a bordo di un carro funebre inglese! Se il match per il titolo WWF era durato mezz’ora, questo fu molto più breve, con l’arbitro che squalificò il gigante ugandese dopo appena 3 minuti, lasciando poi spazio al main event: Bret Hart vs British Bulldog per il titolo Intercontinentale!

Fu un match storico, perché per la prima volta a chiudere un PPV sarebbe stato il titolo Intercontinentale, un fatto che confermò Bret Hart come uno dei più grandi campioni ad aver mai detenuto la cintura, capace di portarla dove nessuno c’era mai riuscito. Tecnicamente l’aveva già fatto Ultimate Warrior a WrestleMania VI, ma in quell’occasione era in palio anche il titolo WWF di Hulk Hogan, mentre stavolta era solo la cintura Intercontinentale il centro di tutto, senza nient’altro in palio. Inoltre fu il primo main event a includere due wrestler che non avevano mai chiuso un PPV, il primo tra soli esponenti della nuova generazione che si stava facendo strada in WWF, sebbene entrambi fossero in realtà dei veterani della federazione.

Tra il pubblico non poteva mancare Diana Smith, la moglie di British Bulldog, tesa come una corda di violino per come sarebbero potuti cambiare i rapporti tra il marito e suo fratello a fine serata. Di tutt’altro avviso erano i fan, carichi di entusiasmo sin dagli ingressi, che vennero anticipati da un corteo di cornamuse scozzesi a cui partecipò anche “Rowdy” Roddy Piper. In fondo poteva mancare lo scozzese per eccellenza della WWF nel primo PPV europeo della federazione, per di più amico fraterno della famiglia Hart?

Diana Smith, la persona che ha più da perdere da questo match

Per i due fu come lottare contro sé stessi: entrambi erano allievi dell’Hart Dungeon di Stu Hart, dunque si conoscevano molto bene, anche per le leggendarie battaglie tra Hart Foundation e British Bulldogs nella divisione di coppia. Tuttavia il loro stile era molto diverso: Bret era più tecnico, British Bulldog molto più potente, e per tutta la prima parte del match fu l’Hitman a dominare la contesa. Bret sapeva sin dall’inizio di avere tutto il pubblico contro, e non poteva di certo competere sul piano della forza fisica, e lo immobilizzò con svariate prese di sottomissione, ma appena il cognato ritrovò le energie il match decollò, perché il confronto divenne davvero pari.

Il dramma innalzò un match più intenso che veloce, anche grazie al fantastico pubblico inglese, che rese tutto ancora più epico: nessuno dei due aveva intenzione di mollare, con Bret Hart che uscì persino dalla Powerslam di British Bulldog, e fu in grado di connettere la Sharpshooter da terra, proprio come fatto con Mr. Perfect al SummerSlam dell’anno prima. A dominare quasi tutto il match fu il campione, ma a trovare la chiave di volta fu British Bulldog, che usò il suo peso per tenere a terra Bret durante un tentativo di Sunset Flip quanto bastava per il sorprendente conto di 3! British Bulldog ce l’aveva fatta: aveva conquistato il titolo Intercontinentale davanti al suo pubblico, mentre sua moglia Diana esplose in un pianto liberatorio, felice per il marito ma ancor di più che il match che l’aveva tenuta in tensione per giorni fosse (forse) finito.

Bret Hart inizialmente sembrava intenzionato ad andarsene senza omaggiare il cognato, ma una volta sbollita l’adrenalina tornò a ragionare lucidamente, e rimase nel ring per abbracciarlo e congratularsi con lui! L’Hitman aveva mantenuto la promessa: al suono della campana i rapporti tra i due non erano cambiati, proprio come con Roddy Piper a WrestleMania VIII, dando forse la sua prova di maturità definitiva, la prova che era mentalmente pronto al passo successivo della propria carriera! 

Diana salì sul ring, lieta di non doversi schierare da nessuna parte, per festeggiare con due degli uomini più importanti della sua vita, insieme come la famiglia che erano sempre stati. Bret Hart aveva perso, ma in realtà avevano vinto tutti: entrambi avevano regalato al pubblico un autentico capolavoro, e soprattutto non avevano ceduto all’odio, affrontando da avversari senza mai però perdere di vista il loro legame, e questo era il titolo più prestigioso di tutti. Il match aveva rafforzato ancora di più la famiglia Hart-Smith, che non aveva ceduto alle intemperie e alle difficoltà, ma anzi ne era uscita rafforzata: Bret Hart si era dimostrato un fratello esemplare e un cognato leale, Diana si era resa conto- come se ce ne fosse bisogno- di che uomini straordinari fosse circondata, e British Bulldog aveva vinto il suo primo titolo singolo in WWF, dando nuovo lustro ai valori e agli insegnamenti dell’Hart Dungeon, che andando a vedere i tre al centro del ring non erano solo tecnici ma anche e soprattutto umani.

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