Luglio 1992: Paolo Borsellino viene assassinato dalla mafia, iniziano le Olimpiadi di Barcellona, Andre Agassi e Steffi Graf vincono i rispettivi tornei di Wimbledon, al cinema escono La Morte Ti Fa Bella, Il Principe Delle Donne, I Nuovi Eroi, Tesoro Mi Si è Allargato Il Ragazzino, Fuga Dal Mondo Dei Sogni, Buffy l’Ammazzavampiri, e Ragazze Vincenti, mentre i Compton’s Most Wanted pubblicano il singolo Hood Took Me Under:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Randy Savage
– Campione Intercontinentale: Bret Hart
– Campioni di coppia: i Money Inc. (Ted DiBiase & Irwin R. Schyster)
London calling
SummerSlam si avvicinava sempre di più, anche se nessun match era ancora stato annunciato ufficialmente, eppure c’era il sentore che sarebbe stata un’edizione speciale, potenzialmente la migliore di sempre. Il motivo era tutto nell’inedita location, che non sarebbe stata in un semplice palazzetto, e anche negli Stati Uniti, perché il PPV dell’estate di sarebbe svolto nientepopodimeno che allo stadio di Wembley a Londra! Si trattava di un evento storico, perché sarebbe stato il primo PPV della WWF a svolgersi fuori dal Nord America, per di più in uno stadio con una storia che parlava da sola, costruito nel 1923 e che aveva visto scrivere sul proprio terreno pagine di storia dello sport, dello spettacolo, e della musica di tutto il mondo.

Era un’occasione unica per cementare i rapporti con l’Europa, che aveva donato alla WWF campioni come Bruno Sammartino e André the Giant, e che rappresentava un bacino d’utenza enorme che la federazione stava sondando con sempre più tour (tra cui il tour Rampage fatto in primavera, il cui evento culminante fu proprio in Inghilterra), così da venire incontro ai fan del vecchio continente che non avrebbero potuto attraversare l’Oceano Atlantico per vedere un PPV della WWF (l’unicità dell’evento fu tale che i biglietti divennero sold out in appena 10 ore!). Vista la location, sembrava impossibile non coinvolgere in un ruolo di primo piano quello che sarebbe stato l’eroe locale, l’inglesissimo British Bulldog, natio di Manchester, che a SummerSlam fu mandato contro Bret Hart a lottare per il titolo Intercontinentale!

Fu un netto cambio di programma, perché dopo WrestleMania VIII era sempre stato Shawn Michaels il contendente n.1 alla cintura, eppure era stato prontamente messo da parte. Comunque le credenziali di British Bulldog non erano da meno: al di là della sua nazionalità, dal suo ritorno in WWF come wrestler singolo erano passati quasi 2 anni, dove aveva accumulato vittorie convincenti, dimostrando di poter dire qualcosa anche senza il suo storico partner Dynamite Kid. Per quasi 2 anni se n’era stato in disparte, paziente, senza mai pretendere nulla in attesa del suo turno, e ora questo turno era giunto, per di più nella miglior cornice possibile per un inglese come lui.

La WWF fu quindi ben felice di cambiare la card più papabile in favore di match più epici e colossali, a discapito di alcune rivalità che andavano avanti da tempo, e questo coinvolse anche il match per il titolo WWF, che non sarebbe stato l’atteso rematch tra “Macho Man” Randy Savage e Ric Flair, ma qualcosa di molto più atteso ed eccitante… Randy Savage vs Ultimate Warrior! A un anno e mezzo dal loro leggendario match di WrestleMania VII i due si sarebbero affrontati di nuovo!

Per “Macho Man” sarebbe stato un test importantissimo: già aveva passato i mesi precedenti a provare a tutti (e soprattutto a sé stesso) di non essere affatto finito, e ritrovando il titolo WWF aveva dimostrato di essere ancora all’altezza del suo nome, ma ora doveva affrontare un uomo che era quasi impossibile battere, l’uomo che aveva provvisoriamente messo fine alla sua carriera, l’uomo che lo aveva fatto dubitare di sé stesso più di chiunque altro! Per Savage sarebbe stata una prova psicologica ancor più che fisica, come affrontare un fantasma del passato che tornava per riscuotere il suo debito, perché se Ultimate Warrior a WrestleMania VII aveva (quasi) messo la sua carriera in una bara, a SummerSlam avrebbe potuto piantare i chiodi!
Per Ultimate Warrior sarebbe stato invece il primo match per il titolo WWF da quando lo aveva perso contro Sgt. Slaughter -e proprio a causa di “Macho Man”!- in quello che sarebbe stato il suo primo grande match da quando era tornato, ma non sembrava difficile credere che fosse il prodigio inarrestabile di sempre. Era semplicemente inevitabile: se Randy Savage voleva sentirsi di nuovo un campione, non poteva non affrontare prima o poi l’uomo che gli aveva fatto piantare gli stivaletti al chiodo!
Tutti reagirono con ovvio entusiasmo di fronte all’annuncio di un match così epico, tranne Ric Flair e Mr. Perfect, assolutamente esterrefatti che il “Nature Boy” fosse stato messo da parte in favore del Guerriero. Di certo i due non se ne sarebbero fatti una ragione, e infatti promisero che avrebbero fatto di tutto affinché il match non rimanesse una faccenda esclusiva tra i due! L’ombra di Flair sarebbe stato un fattore da non dimenticare per Savage e Ultimate Warrior: a SummerSlam sarebbero stati rivali, ma fino ad allora si sarebbero dovuti coprire le spalle a vicenda, perché Ric Flair non aveva intenzione di lasciare in pace nessuno dei due!

Alla radice del problema
Per offrire ai fan inglesi la card più spettacolare possibile, la WWF mise da parte anche i problemi tra The Berzerker e Undertaker, per far affrontare a quest’ultimo addirittura Kamala. Il gigante ugandese era tornato più percioloso che mai, perché stavolta non fu assistito solo dal suo storico manager Kim Chee, ma anche da Harvey Wippleman, che dopo Sid Justice si trovò una nuova montagna umana da assistere e guidare verso la devastazione.
Le voci sul ritiro di Big Boss Man continuavano a diffondersi, anche a causa dell’intervista radiofonica di Mr. Perfect, che sosteneva la notizia senza preoccuparsi più di tanto ad approfondire. Ma “Mean” Gene Okerlund, che aveva a cuore il buon giornalismo molto più di quanto non facesse Mr. Perfect, si attivò a sua volta per intervistare Big Boss Man, che chiarì la sua posizione: era sicuramente vero che Nailz lo aveva pestato come nessun’altro aveva mai fatto in vita sua, ed era vero anche che doveva ancora riprendersi fisicamente, ma non per questo avrebbe permesso che un fuorilegge come Nailz la facesse franca così. Dunque non solo non si sarebbe ritirato, ma sarebbe tornato più determinato che mai per farla pagare a Nailz! Per confermare quanto detto e rassicurare tutti, Big Boss Man tornò finalmente a farsi rivedere anche dal vivo, sempre al microfono di “Mean” Gene: non c’era ancora una data di rientro, ma quello che importava era che si stesse riprendendo, che il suo spirito non fosse affatto piegato, e che presto Nailz l’avrebbe pagata cara!
Non avrebbero invece aspettato molto per prendersi la loro vendetta i Natural Disasters, che ebbero la possibilità di affrontare i Money Inc. per i titoli di coppia persino prima di SummerSlam. Earthquake & Typhoon avevano fatto tesoro di come i Money Inc. li avessero fregati a WrestleMania VIII, e stavolta riuscirono a batterli di netto, conquistando finalmente le cinture di coppia per la prima volta! Finalmente Earthquake & Typhoon avevano dimostrato al loro ex manager Jimmy Hart che li aveva traditi per puntare sui cavalli sbagliati, e ora chi avrebbe fermato i due titani che insieme arrivavano a un peso totale di quasi 400 kg? Chi avrebbe avuto la forza, il coraggio, o persino la pazzia di affrontare una delle coppie più imponenti della storia della WWF?

Forse la risposta poteva risiedere nei Legion of Doom, che dopo un periodo di assenza in seguito alla perdita delle cinture a febbraio avevano portato in WWF il loro storico manager Paul Ellering, che aveva il compito di fargli ritrovare la fama e la determinazione dei loro giorni migliori. Ellering iniziò andando alla radice della loro fame, riportando Hawk & Animal dove tutto era iniziato: nei sobborghi malfamati e decadenti della loro Chicago, dove avevano imparato la dura legge della strada, capendo che l’unico modo per farcela era con la loro sola forza bruta. Passeggiando tra le macerie di un edificio con Hawk & Animal, Ellering trovò finalmente il segreto del successo dei Legion of Doom: un inquietante burattino che per loro aveva significato tanto durante l’infanzia di nome Rocko, vestito con giacca di pelle e occhiali da sole scuri, che lui muoveva e animava come fosse un ventriloquo. Nessuno sapeva che significato avesse quel burattino per i Legion of Doom, ma al tempo stesso nessuno li conosceva bene come Paul Ellering: se ritrovare Rocko per lui avrebbe smosso i due, non c’era che da credergli!




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