Giugno 1992: la Danimarca vince un sorprendente Europeo, i Chicago Bulls vincono l’NBA, al cinema escono Batman: Il Ritorno, Giochi di Potere, e Abuso di Potere, mentre in radio risuona Black or White di Michael Jackson:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Randy Savage

Campione Intercontinentale: Bret Hart

Campioni di coppia: i Money Inc. (Ted DiBiase & Irwin R. Schyster)

Maledizioni su maledizioni

Papa Shango ci aveva preso gusto a lanciare maledizioni per tutta la WWF, trasformandosi da atleta qualsiasi a superstar più temuta del roster. I jobber della federazione, già intimiditi nell’affrontare una superstar WWF, erano ancora più impauriti dall’affrontare Shango, che ora non si limitava a lanciare maledizioni su Ultimate Warrior o a dare fuoco ai piedi dei jobber che affrontava, ma anche a persone che non erano suoi avversari, come il povero “Mean” Gene Okerlund, che durante un’intervista perse il controllo del suo braccio, come fosse stato completamente devitalizzato, mentre dalla sua giacca sgordava un liquido nero… lo stesso che era uscito dalla testa di Ultimate Warrior!

Tutti i jobber della federazione erano terrorizzati a salire sul ring con lui: più le settimane passavano e più i poteri di Papa Shango sembravano avere portata illimitata (ora oltre ai piedi si divertiva a dare fuoco alle mani degli avversari!), senza che nessuno potesse contrastarlo. Dopotutto come si poteva combattere un’energia invisibile e a cui era anche difficile credere prima del suo arrivo?

La follia regnava incontrastata in WWF: non solo Papa Shango seminava il terrore, ma c’era anche The Berzerker a non essere meno in quanto a essere fuori di testa, visto che neanche un paio di mesi prima aveva cercato di uccidere Undertaker con la sua spada! Dopo il match con il vichingo, Undertaker era addirittura sparito dalle scene, anche se nessuno credeva fino in fondo che un’entità apparentemente invincibile come lui fosse stato fatto fuori da un essere tanto bizzarro come The Berzerker. Ma il Becchino non aveva intenzione di farla passare liscia al vichingo, e tornò a farsi vedere nello studio di Prime Time Wrestling insieme a Paul Bearer, seminando il terrore come al solito.

Verso SummerSlam

Tra Ric Flair e il campione WWF “Macho Man” Randy Savage la faida era ben lontana dal freddarsi. Dopotutto, quando di mezzo c’è la moglie di uno dei contendenti la situazione è troppo personale per sperare che si placasse in poco tempo. Savage sembrava più rabbioso e concentrato del solito nelle interviste, e promise che sarebbe stato pronto a tutto pur di tenere un essere viscido come Flair lontano dal titolo WWF, incluso infrangere le regole e iniziare a giocare sporco, materia in cui certo il “Nature Boy” era ben più esperto di lui, ma che Savage non si sarebbe fatto scrupoli ad approfondire pur di batterlo nel modo più punitivo possibile. Nessuno sapeva quando ci sarebbe stato l’atteso rematch tra i due, ma con SummerSlam ad appena 2 mesi di distanza sembrava scontato che sarebbe stato proprio quello il terreno di scontro.

La carriera da singolo per Shawn Michaels era iniziata col migliore dei modi, con la possibilità di affrontare Bret Hart per il titolo Intercontinentale in una data ancora da decidere, ma che realisticamente sarebbe stato anche per loro SummerSlam. Il suo narcisismo arrivò a livelli tali che iniziò a portarsi sempre appresso uno specchio sorretto da Sensational Sherri, così che si potesse guardarsi tutto il tempo! Le donne stravedevano per lui, in particolare Sherri, anche se in un certo senso sembrava quasi che Sherri fosse più infatuata di Michaels di quanto lui non lo fosse di lei. Il suo ego era forse persino superiore a quello di Rick Martel (probabilmente il più grande narcisista della federazione), anche se Bret Hart spese comunque buone parole per lui, vedendo persino delle similitudini nei loro percorsi e definendolo un atleta di grande talento a dispetto del suo irritante atteggiamento.

“Say hello to the bad guy”

Iniziavano a circolare nei programmi della WWF delle vignette che annunciavano l’arrivo di un nuovo personaggio, chiamato Razor Ramon. Proveniente da Cuba, Ramon era il tipico macho latino borioso e arrogante, che amava portare addosso chili di oro e vestiti di classe, viaggiando in lussuosissime Cadillac. Viste le sue origini amava sempre citare qualche frase di Tony Montana in Scarface, e aveva il vizio di portare uno stuzzicadenti in bocca, salvo poi gettarlo addosso al primo che gli capitava a tiro. Ramon era anche piuttosto piazzato fisicamente, e anche se nessuno sembrava sapere quando si sarebbe mostrato al pubblico, sembrava già avere le stimmate della superstar, di uno che non sarebbe passato inosservato una volta giunto, forse anche per l’atteggiamento piuttosto sicuro di sé.

Intanto Big Boss Man era stato ricoverato in ospedale dopo il violento pestaggio subito dall’ex detenuto ossessionato da lui, che Gene Okerlund svelò chiamarsi Nailz. Le percosse subite gli avevano lasciato segni su tutto il corpo, tanto che Mr. Perfect tramite un’intervista radiofonica (in realtà un breve scambio di battute dove Mr. Perfect non fece praticamente parlare Big Boss Man, attaccandogli persino il telefono in faccia) affermò che Big Boss Man sarebbe stato costretto al ritiro, mentre le immagini dei traumi subiti passavano in TV, rendendo bene l’idea di quanto furiosa fosse la vendetta di Nailz e dando credibilità alle affermazioni di Mr. Perfect riguardo un ritiro dalle scene di Big Boss Man.

Gli effetti della furia di Nailz

Nailz nel frattempo si era dimostrato pian piano un duro anche nel ring, non solo per i suoi assalti con il manganello di Big Boss Man, che utilizzava comunque per attaccare i suoi avversari una volta concluso il match. Non lottava con un equipaggiamento da  wrestler, ma con la stessa uniforme carceraria arancione con cui aveva debuttato per attaccare Big Boss Man e non aveva alcuna intenzione di cambiarlo, perché quell’uniforme ormai era tutto ciò con cui si identificava, a soprattutto nelle sue intenzioni serviva a ricordare a Boss Man cosa aveva scatenato.

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