Maggio 1992: Giovanni Falcone viene ucciso in un attentato a Capaci, in Inghilterra nasce la Premier League, va in onda la prima puntata del Tonight Show di Jay Leno, il Barcellona di Johan Cruyff batte la Sampdoria e vince la sua prima Coppa dei Campioni, al cinema escono Arma Letale 3, Alien 3, Cuori Ribelli, Sister Act, e Taxisti di Notte, mentre i Guns ‘N Roses pubblicano la loro cover di Knockin’ on Heaven’s Door:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Randy Savage
– Campione Intercontinentale: Bret Hart
– Campioni di coppia: i Money Inc. (Ted DiBiase & Irwin R. Schyster)
La forza contro la magia
Papa Shango continuava a inquietare i fan della WWF e a mandare maledizioni voodoo a destra e a manca. Ma la sua maledizione più grande la riservò per l’uomo che aveva osato fermarlo nel main event di WrestleMania VIII, ossia Ultimate Warrior, a cui lanciò un sortilegio speciale per lui! Naturalmente il Guerriero non si fece intimidire dalla magia nera di Shango, ma già la settimana successiva avrebbe avuto da ricredersi…

Ultimate Warrior era tornato esattamente come se n’era andato: strapazzando ogni avversario che gli capitava a tiro, dimostrando di non aver perso minimamente lo smalto. Era chiaro che con il ritiro di Hulk Hogan le intenzioni della WWF erano quelle di 2 anni prima, ossia rendere il Guerriero il nuovo volto della compagnia come erede di Hogan, e a testimoniarlo c’era il fatto che fosse sempre una sua intervista a chiudere le puntate di WWF Superstars. Brian Knobbs dei Nasty Boys sperimentò sulla propria pelle la frenesia di Ultimate Warrior venendo sconfitto in pochi minuti come fosse un jobber qualsiasi, con l’ex campione WWF che festeggiò la vittoria al suo solito modo. Ma qualcosa andò storto: Papa Shango si presentò a bordo ring per “risvegliare” la maledizione lanciata la settimana prima, e durante i festeggiamenti Ultimate Warrior si accasciò a terra accusando dolori lancinanti allo stomaco e tornando nel backstage dolorante aiutato ai medici.
Portato nel backstage per accertamenti, le telecamere ripresero Ultimate Warrior sdraiato su un lettino in preda a nausea e vomito a ripetizione. Era chiaro che la maledizione di Papa Shango aveva fatto effetto e che era molto più che una semplice minaccia. Ultimate Warrior era una delle superstar più forti che si fossero mai viste, ma neanche i suoi muscoli e la sua immensa forza potevano combattere contro un nemico invisibile intangibile come la magia voodoo! Lo spavento fu grande, ma nonostante il duro colpo subito il Guerriero si riprese, e ribadì a “Mean” Gene Okerlund la settimana successiva che le maledizioni di Shango non lo spaventavano, ma ancora una volta queste affermazioni di coraggio gli si rivoltarono contro di lui quando nel bel mezzo dell’intervista inizio a “sanguinare” dai capelli uno strano liquido nero, con il Guerriero tremolante che assunse uno sguardo spiritato, come fosse posseduto e fosse Papa Shango in persona a parlare attraverso il suo corpo!
Forse i poteri di Shango erano ben più grandi di quanto si credesse, e ne diede la dimostrazione successivamente durante i suoi match, come quando affrontò un jobber di nome Brian Brieger, a cui diede fuoco ai piedi senza neanche toccarlo!
Le mille amicizie di Ric Flair
“Macho Man” Randy Savage aveva riconquistato il titolo WWF, ma dalla notte di WrestleMania VIII l’immagine che aveva in testa prima di andare a dormire non era la vittoria del titolo, ma quella del bacio rubato a Miss Elizabeth da parte di Ric Flair! Il “Nature Boy” era riuscito nell’impresa di non far godere a Savage una delle serate più trionfali della sua vita, e nonostante le sue foto truccate con Elizabeth fossero state smascherate, Flair continuava a sostenere che Elizabeth fosse la sua vecchia fiamma, aggiungendo che il bacio di WrestleMania VIII aveva riacceso la passione tra i due, e che da allora Elizabeth non facesse altro che tormentarla con lettere, messaggi, e persino improvvisate a casa sua, tanto che come “prova” Flair fece ascoltare a tutti un tenero messaggio che le aveva lasciato alla sua segreteria telefonica.
Nel frattempo Ric Flair era stato sfidato anche da Sgt. Slaughter, ma come al solito il “Nature Boy” aveva un piano già pronto: durante il match infatti arrivarono Jimmy Hart e The Mountie, che mentre Mr. Perfect distraeva l’arbitro fulminò Slaughter col suo solito taser, regalando la vittoria a Flair. Era stata una vera e propria imboscata orchestrata da Flair e Mr, Perfect, che si erano avvalsi dell’aiuto dell’infido Jimmy Hart, mostrando quanto le sue alleanze non sembrassero avere fine. Sgt. Slaughter era un duro, ma neanche lui poteva resistere a una simile scarica di volt, e fu subito portato in ospedale per accertamenti. E ora la domanda era: Flair aveva chiesto aiuto a Jimmy Hart solo per il suo match contro Slaughter, o si trattava di una nuova temibile alleanza che avrebbe sfruttato anche contro “Macho Man”?
Inoltre Jimmy Hart aveva dalla sua anche i Money Inc., sebbene questi avessero ancora l’occhio dei Natural Disasters puntato su di loro, ancor di più dopo il controverso finale del loro match a WrestleMania VIII. E nella divisione di coppia arrivò anche una novità, perché Owen Hart e Jim “The Anvil” Neidhart si separarono, con il giovane Owen che presto trovò un nuovo partner in Koko B. Ware, con cui unì le forze per formare gli High Energy, una nuova scoppiettante coppia che sembrava avere le carte in regola per poter aspirare a inserirsi nella lotta per i titoli di Ted DiBiase & Irwin R. Schyster!

I pazzi al controllo del manicomio
Come già annunciato prima di WrestleMania VIII, gli ottimi risultati raggiunti da Shawn Michaels sarebbero stati premiati con un match per il titolo Intercontinentale di Bret Hart, che Michaels aveva messo nel mirino da tempo. L’ex Rocker stava bruciando le tappe, e la sicurezza in sé e nei suoi mezzi aumentava di settimana in settimana, tanto che arrivò a pretendere, ogni volta che appariva in uno show, che qualcuno annunciasse “Shawn Michaels has left the building”, parafrasando il celebre “Elvis has left the building”, che veniva ripetuto alla fine dei concerti di Elvis Presley per invitare i fan che speravano in un bis a lasciare l’arena.

Se per Michaels si aprivano le porte della cintura intercontinentale, gli altri della nuova generazione della WWF intanto affrontavano le prime difficoltà: Tatanka proseguiva la sua striscia vincente, ma in un rematch di WrestleMania VIII contro Rick Martel iniziò a scoprire le prime difficoltà del vedersela coi nomi più esperti del roster. Nel corso del match infatti Martel usò su Tatanka il suo Arrogance, il “profumo” con cui aveva già accecato Jake “The Snake” Roberts un anno e mezzo prima, che si rivelò altrettanto urticante per Tatanka, costretto a rifugiarsi nel backstage con gli occhi che bruciavano e la vista completamente offuscata.

Martel ovviamente si difese sostenendo che si trattasse di innocente profumo, ma per fortuna il bollettino medico con Tatanka fu più clemente di come fu per Roberts ai tempi, e il nativo americano poté presto tornare a lottare.
Anche British Bulldog si ritrovò in una situazione piuttosto pericolosa durante un match contro Repo Man, che usò gancio da rimorchio che usava per confiscare le auto per impiccare l’inglese sfruttando l’appoggio della terza corda!

Come se non bastasse, ad aumentare il livello di violenza in WWF ci pensò The Berzerker, che affrontò Undertaker dopo averlo sfidato a un match nelle settimane precedenti, che durante l’incontro cercò addirittura di trafiggerlo con la sua spada! Undertaker non passò dall’essere becchino a vittima solo grazie alla sua prontezza di riflessi, mentre l’affilatissima spada del vichingo rimase conficcata nel ring, rimarcando a tutti quale terribile sorte sarebbe potuto accadere ad Undertaker non si fosse spostato in tempo!

Il Becchino aveva sfiorato il peggio, anche se il resto del match non fu comunque clemente con lui: The Berzerker era assolutamente fuori di testa, e incoraggiato dal suo manager Mr. Fuji rischiò di mettere fine alla carriera di Undertaker: una volta spostata l’azione fuori dal ring tolse i tappetini protettivi dal pavimento, per poi sollevare il Becchino e stenderlo una Piledriver sul cemento! Qualunque altra persona si sarebbe rotta il collo e avrebbe avuto la carriera terminata all’istante, ma Undertaker di umano aveva ben poco, e si rialzò come se avesse subito appena una carezza! Il vichingo era pazzo, ma persino lui capì che era il momento di darsela a gambe: aveva appena scatenato la furia di Undertaker, ma neanche l’uomo più pazzo del mondo avrebbe voluto trovarsi in quella situazione!
Nessuno sembrava immune dal pericolo in WWF, soprattutto Big Boss Man, perché Il detenuto che aveva giurato vendetta verso di lui iniziò infatti a tormentarlo sempre più da vicino, facendo addirittura risuonare la sua inquietante e profondissima voce nell’arena ogni volta che Big Boss Man lottava un match, annunciando che il momento della vendetta era finalmente giunto! Ormai era chiaro che il detenuto fosse uscito di galera! Era solo questione di tempo prima che si presentasse dal vivo, e lo fece a sorpresa durante un match di Big Boss Man.
Il detenuto aveva ancora l’uniforma carceraria addosso, e pestò Big Boss Man con tutta la rabbia che aveva in corpo, una rabbia che era stata forgiata da anni di prigione, e che aspettava solo di venir fuori contro l’uomo responsabile! Aveva studiato la sua vendetta nei minimi particolari, e appena ne ebbe la possibilità prese a Big Boss Man le sue manette per bloccarlo alle corde, per poi prendere anche il manganello e usarlo per massacrarlo! Big Boss Man era assolutamente inerme e impossibilitato a difendersi, e nessuno aveva il coraggio di mettersi tra lui e un galeotto assetato di sangue, ma non appena la violenza divenne troppo arrivarono una serie di ufficiali per fermare il tutto, mentre il galeotto si volatilizzò, con il manganello del povero Big Boss Man ancora con lui…

Maledizioni voodoo, spade affilate, spray accecanti, impiccagioni, e galeotti indemoniati… sembrava che in WWF i pazzi avessero preso il controllo del manicomio, ma per fortuna, in un clima particolarmente favorevole alle nuove stelle, debuttò anche qualcuno che ancora aveva a cuore il bene e la correttezza. Il suo nome era Crush, un allegro hawaiiano che da aprile per settimane aveva annunciato il suo imminente arrivo in WWF tramite dei video di presentazione, mettendo subito in chiaro quale fosse la sua passione sin da bambino: vedere schiacciare le cose, una “passione” dovuta anche alla sua immensa forza.

L’hawaiiano infatti appena dimostrò ciò di cui era capace nel ring dimostrò subito una forza fuori dal normale, che unita alla sua solarità e al sorriso sempre stampato in faccia attirarono su di lui le simpatie del pubblico, ben felice di accogliere un nuovo possibile eroe dopo tante scene dimostrazioni di forza di alcuni degli individui più perfidi.
In mezzo a tanti nuovi arrivi, dall’Uganda tornò invece una vecchia minaccia: quella di Kamala, il gigante africano che tra il 1984 e il 1987 aveva seminato il terrore insieme al suo manager Kim Chee. Kamala tornò col botto, dimostrandosi temibile esattamente come 5 anni prima, e pronto a riprendere da dove aveva iniziato… se non a fare di più!





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