Marzo 1992: Il Silenzio Degli Innocenti vince l’Oscar per Miglior Film, in Giappone debutta l’anime di Sailor Moon, al cinema escono Basic Instinct, Chi Non Salta Bianco è, Mio Cugino Vincenzo, Ombre e Nebbia, e Sette Criminali e un Bassotto, mentre una delle canzoni più ballate è Get Ready For This dei 2 Unlimited:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Ric Flair
– Campione Intercontinentale: Roddy Piper
– Campioni di coppia: i Money Inc. (Ted DiBiase & Irwin R. Schyster)
Liberaci dal male
In vista del suo match con Hulk Hogan, Sid Justice si dotò anche di un manager, che non era uno dei soliti del circuito WWF ma uno dei suoi migliori amici: Harvey Wippleman, ben lieto di accompagnare fino a WrestleMania VIII il gigantesco Sid, che a suon di Powerbomb faceva uscire in barella i suoi avversari, con Wippleman che con uno stetoscopio controllava che il cuore del malcapitato ancora battesse!

Sid Justice sarebbe stato uno degli avversari più pericolosi mai affrontati dall’Hulkster: non solo era mastodontico e capace di eseguire la Powerbomb più spaventosa che si fosse mai vista, ma era assolutamente fuori di testa e privo di raziocinio, con lo sguardo da serial killer che non lasciava presagire nulla di buono per chiunque lo affrontasse.
Sarebbe stato uno dei test più difficili mai affrontati dall’Hulkamania, e uno scontro tra due modi di pensare estremamente diversi: Hogan combatteva per la pace, la verità, e la giustizia, mentre Sid combatteva per la rabbia, la distruzione, e la tirannia. Sid non aveva né freni, né pietà, tanto da attaccare i suoi avversari persino quando venivano portati via in barella!
Sid non conosceva scrupoli, e tra quelli che cercarono di impedire che la sua carneficina continuasse ci fu Virgil, che però fu fatto a pezzi come tutti gli altri! Sid era come una macchina, dominante e senza limiti, e a questo si aggiunsero dei preoccupanti rumor che volevano Hogan prossimo al ritiro. Erano solo voci, ma che andando ad analizzare la sua carriera nell’ultimo anno e mezzo incontravano un fondo di verità.
Da quando 2 anni prima la sconfitta con Ultimate Warrior e il pestaggio subito da Earthquake gli avevano fatto per la prima volta pensare che tutto aveva una fine, e che il ritiro un giorno avrebbe riguardato anche lui, Hogan appariva sempre meno nei programmi WWF a causa dei suoi impegni fuori dal ring: il cinema, la TV, e soprattutto la sua famiglia lo reclamavano… Hulk Hogan era un’entità più grande del wrestling stesso, e a 38 anni, di cui 8 anni passati a portare la federazione sulle sue spalle, il peso iniziava a farsi sentire, così come iniziava a farsi sentire il bisogno di pensare alla propria vita oltre la WWF. Anche se meno presente, Hogan era sempre stato pronto ad accorrere in aiuto e a difendere la cintura WWF (come aveva fatto con Sgt. Slaughter e Undertaker), ma era chiaro che nell’ultimo anno e mezzo l’Hulkster avesse coltivato anche altri progetti, accarezzando l’idea di andare oltre al wrestling con la sua vita, e di ritirarsi quando era ancora all’apice.
Le voci che dopo WrestleMania VIII si sarebbe ritirato giravano incessanti, e Hogan sapeva di dovere una risposta ai suoi fedelissimi fan, e decise di chiarire la situazione in un’intervista esclusiva con Vince McMahon, dal tono così serio che sin dai primi scambi di battute tutti iniziarono a temere che questo contro Sid Justice potesse essere l’annuncio dell’ultimo match del leggendario Hulk Hogan.

All’intervista con McMahon l’Hulkster rispetto alle sue solite energiche interviste apparve quasi malinconico, e non parlò con la voce impostata e la sua solita carica, ma con la sua vera voce, calda, calma, e rassicurante. L’unica volta che i fan avevano ascoltato la sua vera voce era quando l’Hulkster parlò del suo possibile ritiro nell’estate del 1990, segno che anche stavolta non avrebbe parlato come un supereroe sicuro di sé come al solito, ma a cuore aperto. E il fatto che l’intera puntata di Prime Time Wrestling in cui fu mandata in onda l’intervista fosse completamente celebrativa della sua carriera (riproponendo alcuni dei momenti salienti della sua carriera e i suoi match più iconici), non fece che alimentare la sensazione che Hulk Hogan fosse arrivato al capolinea.
Alla fatidica domanda di McMahon se quello di WrestleMania VIII sarebbe stato il suo ultimo match Hogan non smentì, il ché era già una conferma, espandendo però il discorso: se fosse stato o no il suo ultimo match lo avrebbe saputo solo una volta giunto nel ring! Hogan si mantenne sul vago: il tono sembrava dire tra le righe che la sua intenzione fosse effettivamente ritirarsi, ma non era ancora in grado di ufficializzarlo definitivamente perché non poteva sapere se sarebbe mai stato in grado di separarsi dal calore del pubblico, dai suoi piccoli Hulkamaniacs, e da quel mondo che lo aveva reso quello che era. Hulk Hogan vs Sid Justice forse sarebbe stato l’ultimo match di Hogan, o forse no, ma dal tono della voce affranta di Hulk Hogan sembrava si andasse proprio in quella direzione. Una sensazione confermata anche dal saluto finale di Vince McMahon, che chiuse l’intervista con un “Grazie per i ricordi, grazie per l’ispirazione, e grazie per l’Hulkamania”, come se stesse per sempre dicendo addio a un amico.

La sensazione generale era che se avesse vinto si sarebbe ritirato, mentre se avesse perso sarebbe rimasto per fermare Sid Justice. Quello che tutti però sentivano era che se avesse deciso di ritirarsi non lo avrebbe annunciato esplicitamente neanche a WrestleMania VIII: i fan avrebbero capito da soli la sua decisione, perché visto il rapporto simbiotico tra lui e gli Hulkamaniacs non sarebbero servite le parole.
Erano tutti increduli: nessuno poteva aspettarsi un annuncio di questa portata con così poco preavviso, e ad appena una settimana da WrestleMania VIII, senza contare che fino a un mese prima l’Hulkster avrebbe dovuto combattere addirittura per il titolo WWF. Ma forse l’essere spogliato del match con Flair gli diede un’ulteriore spinta a considerare il ritiro, come fosse un segno del destino: sembrava qualcosa di impensabile, ma il suo addio, unendo tutti i puntini dell’ultimo biennio di Hogan, assumeva un senso, come se fosse l’ultimo tassello mancante per il un ricambio generazionale che da un pò di tempo era nell’aria, ma che aveva bisogno di un evento fatidico per palesarsi. Era qualcosa di inevitabile, ma al tempo stesso qualcosa che nessun fan sarebbe mai stato pronto ad accettare: che un giorno persino Hulk Hogan si sarebbe ritirato.

Non desiderare la donna d’altri
Se la carriera di Hulk Hogan sembrava stesse per finire, quella di “Macho Man” Randy Savage era ripartita col botto: chi l’avrebbe mai detto che un anno dopo il suo ritiro forzato a WrestleMania VII non solo sarebbe tornato a combattere, ma addirittura per il titolo WWF, quel titolo che sembrava destinato a non rivedere mai più, per di più contro un avversario che fino a qualche mese prima sembrava improbabile vedere in WWF. Savage aveva smentito il detto secondo cui non esiste seconda occasione, il che bastava già a renderlo il vincitore morale della situazione, ma questo a lui non sarebbe bastato, perché c’era di mezzo il titolo WWF, e finché non l’avrebbe riconquistato non si sarebbe mai sentito davvero tornato!
Ma a spezzare l’entusiasmo di Savage ci pensò proprio Ric Flair rivelando una scomoda verità, una verità in cui era coinvolta Miss Elizabeth! Il “Nature Boy” infatti rivelò il segreto inconfessabile della first lady della WWF, ossia che prima di conoscere Savage… aveva avuto una storia proprio con lui!
Le prove dello scoop vennero fornite dal WWF Magazine su indicazione di Flair, che aveva consegnato alla rivista persino delle foto di lui ed Elizabeth felicemente innamorati che guardavano la TV, stavano a bordo piscina, e giocavano a biliardo! Certo, Flair era noto per essere un vero playboy, ma nessuno aveva mai saputo di una storia tra lui ed Elizabeth, e questo poteva cambiare completamente il match tra i due a WrestleMania VIII! Che una donna bellissima come Elizabeth avesse avuto delle storie prima di Savage non era di certo una notizia sconvolgente, ma che l’avesse avuta con Ric Flair, uno degli uomini più spregevoli che ci fossero, e soprattutto che Savage lo fosse venuto a sapere da lui, era veramente troppo da sopportare: in un matrimonio non ci sarebbero dovuti essere segreti, ed Elizabeth gli aveva nascosto la cosa più importante!

Era tutto assurdo, talmente assurdo da non poter essere che un piano del “Nature Boy” per deconcentrare Savage in vista del loro match: una teoria che condivisero molti, incluso “Mean” Gene Okerlund, che fece di tutto per smascherare la calunnia. Era uno scandalo epocale, ed Elizabeth inizialmente non rilasciò dichiarazioni a riguardo né si fece vedere, sentendosi umiliata e sotto shock, ma appena la costernazione fece spazio alla rabbia, anche lei disse la sua invitando Vince McMahon a casa Savage per un’intervista. Elizabeth confermò che quelle foto erano sì vere, ma erano foto di lei e Randy Savage nella loro vita privata, che qualcuno con un fotomontaggio aveva sostituito con Flair!

Naturalmente anche “Macho Man” era convinto fin dall’inizio che non fossero altro che calunnie, fidandosi ciecamente di sua moglie, e sebbene Elizabeth fosse felice che la situazione fosse chiarita, la cicatrice dentro di lei rimaneva, soprattutto per come il “Nature Boy” era stato in grado di manipolare la realtà, quasi distruggendo la loro relazione.
Il fatto che persino il direttore del WWF Magazine Tom Emanuel si scusò coi coniugi Savage riguardo la pubblicazione delle foto confermò l’assoluta falsità del materiale, con “Macho Man” che si tolse un bel peso, a sapere che la sua Elizabeth non era mai stata con un mostro come Flair. Ma l’indelebile affronto rimaneva, perché il “Nature Boy” aveva osato fare quello che nessun uomo dovrebbe mai fare: tentare di rovinare il suo matrimonio ed esporre sua moglie a uno scandalo immaginario!
Se prima riconquistare il titolo WWF per Savage sembrava la priorità per affermare trionfalmente il suo ritorno, adesso il titolo WWF non sembrava più così importante nella sua testa, perché alla luce degli ultimi eventi una banale cintura d’oro non contava più, perché solo un pensiero lo ossessionava: far pentire Ric Flair di essere nato!
Pronti al salto
Per la sua prima WrestleMania da singolo Shawn Michaels aveva già messo nel mirino il suo primo obiettivo: “El Matador” Tito Santana, colpevole di averlo eliminato dalla Royal Rumble per il titolo WWF. Michaels si era scelto un avversario di assoluto calibro, ma aveva anche lui le sue risorse, avendo dalla sua Sensational Sherri, sempre più presa dal suo nuovo assistito. Michaels infatti per il suo match col jobber Scott Hen entrò nuova musica d’ingresso cantata proprio da Sherri, il cui testo non faceva che urlare al mondo quanto la facesse eccitare, tremare, e di come fosse il suo sexy boy… insomma, Sherri era assolutamente cotta di lui, e la sua dedizione era totale.
Ma al di là della sua cotta, anche da un punto di vista professionale Sherri sembrava aver puntato sul cavallo giusto, perché dalla separazione dei Rockers Shawn Michaels vinceva match su match, grazie soprattutto alla sua nuova mossa finale, la Teardrop Suplex. Aveva appena iniziato la sua carriera solista eppure già si comportava come se fosse una superstar affermata: era borioso e sicuro si sé, con Sherri si atteggiava come fosse il più grande playboy dell’arena, e lasciava l’arena in limousine, mentre a WrestleMania VIII avrebbe potuto cementare la sua ascesa affrontando uno dei grandi veterani della federazione. Ora il destino era solamente nelle sue mani.
Non sarebbe stata la prima WrestleMania da solista invece per Bret Hart, che come l’anno precedente avrebbe lottato per il titolo Intercontinentale. Ma stavolta di mezzo ci sarebbe stato molto di più, perché affrontare uno dei propri migliori amici non era semplice.

Del resto “Rowdy” Roddy Piper era un combattente, e non chiedeva sconti: per qualche minuto non sarebbe stato un match tra amici, ma tra avversari pronti a tutto pur di prevalere. Nonostante questo, alla base ci sarebbe sempre e comunque stato grande rispetto reciproco: Piper infatti aveva un rapporto stretto non solo con Bret, ma con l’intera famiglia Hart, che considerava lo scozzese uno praticamente di casa, ma non per questo si sarebbe risparmiato, perché dare il 100% sarebbe stato l’unico modo per dimostrare tutto il rispetto che aveva per lui. Piper sapeva bene che Bret veniva da una famiglia di leggende, e lo rispettava perché sapeva quanto aveva faticato per guadagnarsi il suo cognome, e proprio per questo sarebbe stato di vitale importanza per lui mettere da parte la loro amicizia: per l’Hitman non sarebbe stato un semplice match, ma anche una vera e prova di maturità, perché mettere da parte ogni sentimento personale per la vittoria sarebbe stata la prova che era davvero pronto al grande salto. Piper era pronto a farlo e a trattarlo come un avversario qualsiasi, ma sarebbe stato lo stesso per Bret?
Per scaldarsi prima di WrestleMania VIII, Bret Hart affrontò ancora una volta The Mountie, in un match stavolta disturbato dalla presenza di Shawn Michaels, che non aveva nulla a che spartire con nessuno dei due, e quindi non aveva alcun motivo a stare lì. Proprio per questo la sua presenza innervosì Bret Hart, che invitò Michaels ad andarsene, salvo poi realizzare troppo tardi che l’arbitro aveva assegnato la vittoria al suo avversario per count out! The Mountie si confermò la bestia nera dell’Hitman, ma stavolta il colpevole aveva un nome e un cognome: Shawn Michaels, con l’aggravante di essere venuto senza alcun motivo. Anche se le motivazioni non erano così difficili da immaginare: le sue ambizioni di Michaels erano seconde solo al suo ego, e nei suoi piani dopo WrestleMania VIII c’era proprio il titolo Intercontinentale, e tenere d’occhio il possibile campione era un modo per portarsi avanti col lavoro.
Ma visto che anche Roddy Piper sarebbe potuto uscire vincitore da WrestleMania VIII, Michaels lo affrontò qualche giorno dopo in un match, dove -cosa non difficile da prevedere- intervenne proprio Bret Hart per restituirgli il favore: nel corso del match infatti Sherri passò a Michaels uno dei suoi stivali per usarlo come arma (il tutto ovviamente lontano dagli occhi dell’arbitro), ma non appena fu l’Hitman si impossessò dello stivale per passarlo a Piper, l’arbitro lo vide facendo scattare subito la squalifica. Bret Hart aveva cercato di aiutare Piper, e invece ne aveva causato la sconfitta! Lo scozzese era su tutte le furie per il suo goffo intervento, e sgridò pesantemente Bret, che sapeva di aver commesso un errore. Ma forse era proprio quello che gli serviva in vista di WrestleMania VIII: ricordarsi che fino al 5 aprile Roddy Piper non sarebbe più stato suo amico, ma l’uomo che avrebbe voluto distruggere con tutto sé stesso!
Avanzo di galera
Prima di WrestleMania VIII infatti iniziarono a circolare degli inquietanti video ambientati all’esterno di un carcere, dove la voce di un uomo (di cui non si vide mai la faccia), preannunciava che a breve avrebbe scontato il suo debito con la società, e che appena sarebbe finalmente uscito di galera la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata cercare Big Boss Man per fargliela pagare! Si trattava senza dubbio di un galeotto finito dentro proprio a causa di Big Boss Man, che però aveva fatto andare dentro tanti malviventi, di cui di molti neanche si ricordava la faccia o la voce, dunque cercare di capire chi fosse così rancoroso verso di lui era piuttosto difficile. Bisognava soltanto aspettare che finisse la sua pena, sperando che negli anni il misterioso detenuto non avesse pensato alla più crudele delle vendette verso Big Boss Man…





Lascia un commento