Febbraio 1992: viene firmato il trattato di Maastricht, in Italia esplode il caso “Mani Pulite”, Luca Barbarossa vince Sanremo con Portami a Ballare, al cinema escono Fermati o Mamma Spara, Avventure di un Uomo Invisibile, Analisi Finale, Fusi di Testa, Il Grande Volo, e Il Re Del Mambo, mentre in Italia esce l’album Hanno Ucciso l’Uomo Ragno degli 883, con al loro iconica canzone omonima:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Ric Flair

Campione Intercontinentale: Roddy Piper

Campioni di coppia: i Legion of Doom (Hawk & Animal)

Il match tanto atteso

L’impresa di Royal Rumble faceva ancora parlare di sé, così come l’uomo della serata Ric Flair, che adesso era ora un 8 volte campione del mondo, e con WrestleMania VIII che si prospettava sempre più vicina nella testa di tutti serpeggiava una sola, fatidica domanda: chi avrebbe affrontato Ric Flair per il titolo al PPV dell’anno? Il Presidente WWF Jack Tunney si riservò il diritto di scegliere personalmente l’avversario del “Nature Boy”, nonostante molte delle sue scelte recenti non fossero piaciute ai fan, dal mostrarsi restio a far tornare nel ring “Macho Man” Randy Savage (permettendo quindi a Jake “The Snake” Roberts di agire praticamente senza conseguenze), allo spogliare Hulk Hogan del titolo WWF. Rispetto al passato, Tunney decise che avrebbe annunciato direttamente nella conferenza stampa di WrestleMania VIII, dove portò con sé quelli che per lui erano i 5 candidati principali: Hulk Hogan, “Macho Man” Randy Savage, Undertaker, Sid Justice, e “Rowdy” Roddy Piper.

Chi affronterà Ric Flair a WrestleMania VIII?

Erano stati tutti scelti sia in base sia ai loro rapporti con Ric Flair che agli eventi di Royal Rumble, e tutti avevano i loro motivi, e tenendo conto di tutto ciò, alla fine il Presidente annunciò che il main event di WrestleMania VIII sarebbe stato… Ric Flair vs Hulk Hogan!

Non era una decisione troppo difficile da prevedere: in fondo quello tra Ric Flair e Hulk Hogan era un incontro che si vendeva da solo, e poi il “Nature Boy” era venuto in WWF proprio per affrontare lui, e per rispondere una volta per tutte alla domanda delle domande, il tormentone che ormai durava da mesi: chi era davvero il migliore tra il “Nature Boy” e l’Hulkster, una domanda che dopo la sua vittoria della Royal Rumble era più viva che mai. Per il 4° anno di fila l’Hulkster sarebbe stato nel main event di WrestleMania: una decisione che sembrava soddisfare tutti, tranne Sid Justice, che si sentì derubato del match che gli spettava, sentendo che l’ingombrante presenza di Hogan lo aveva fregato due volte: prima gli aveva rubato il titolo WWF a Royal Rumble, e ora anche il main event di WrestleMania VIII!

Sid se la prese anche con Jack Tunney, accusandolo di favoritismo nei confronti di Hogan, che beneficiava sempre di corsie preferenziali per ostacolare i nuovi arrivati come lui. Parole pesanti, di cui lo stesso Sid si pentì, tanto che pochi giorni dopo si scusò per la reazione avuta, e per dimostrare a Hogan la sua amicizia gli offrì aiuto nella sua lotta a Ric Flair, e avrebbe iniziato affiancandolo in un Tag Team match contro il “Nature Boy” e Undertaker al prossimo Saturday Night’s Main Event, che per la prima volta non sarebbe andato in onda sulla NBC, di cui era debitore del nome (sulla NBC andava infatti in onda il Saturday Night Live), ma su Fox, che optò anche per un cambio di logo.

Hogan decise di fidarsi: in fondo Sid era famoso per i suoi repentini cambi d’umore, che spesso sfociavano in scatti d’ira, ma questo non lo rendeva malvagio, soprattutto considerando l’aiuto che Sid gli aveva dato l’estate scorsa contro il Triangle of Terror. Giunti al Tag Team match, per evitare tiri mancini di Flair in vista di WrestleMania VIII, insieme a Hogan venne anche il suo miglior amico Brutus “The Barber” Beefcake, prendendosi anche un bel rischio visto il trauma facciale rimediato un anno e mezzo prima che lo aveva costretto al ritiro, ma per Beefcake la sua amicizia contava più di ogni altra cosa. I primi a lottare furono proprio Hogan e Flair, dando dai fan una piccola anteprima di WrestleMania VIII, ma le cose presero una brutta piega non appena l’Hulkster si accorse che Sid non era affatto collaborativo, anzi, ogni volte che Hogan necessitava del cambio lui si tirava indietro, finché addirittura non si disinteressò del tutto tornandosene nel backstage e abbandonando l’Hulkster, nonostante Beefcake avesse tentato di fermarlo.

Sid abbandona Hogan

Lasciato solo, il “Nature Boy” e il Becchino potevano fare di lui quello che volevano, e neanche gli importava delle manacce di qualifica dell’arbitro: Flair voleva solo far arrivare Hogan a WrestleMania VIII nelle peggiori condizioni possibili. Per fortuna però c’era Brutus Beefcake, che pur di aiutare il suo miglior amico, che gli era stato vicino nei momenti più difficili della sua vita, si mise in mezzo a suo rischio e pericolo. L’intervento di “The Barber” diede a Hogan il tempo di riprendere fiato ed energie, dopo la quale riuscì a mettere in fuga Flair e Undertaker. Come se non bastasse, pochi giorni dopo Sid Justice fu anche ospite proprio del Barber’s Shop, dove diede dimostrazione della sua instabilità mentale facendo a pezzi il set del talk show! Beefcake scappò terrorizzato dalla furia di Sid, che ormai non pensava ad altro che a farla pagare ad Hulk Hogan!

Sid Justice voleva Hulk Hogan, e Hulk Hogan voleva Sid Justice, e alla luce delle accuse di Sid il Presidente Tunney voleva dimostrare che non c’era alcun favoritismo nelle gerarchie della WWF, e quindi annunciò un cambio di programma assolutamente inaspettato: a WrestleMania VIII Hulk Hogan non avrebbe più lottato per il titolo WWF, ma avrebbe affrontato Sid Justice, mentre Ric Flair avrebbe difeso il titolo WWF contro quella che era la sua seconda scelta… “Macho Man” Randy Savage!

La scelta di Savage non poteva essere più legittima anche sul piano gerarchico: in fondo dopo il vincitore Ric Flair, e i promessi avversari Hulk Hogan e Sid Justice, era stato proprio Savage l’ultimo rimasto della Royal Rumble. Hogan dal canto suo fu più che felice di lasciare Randy Savage le luci della ribalta, come aveva già fatto 4 anni prima a WrestleMania IV. Del resto era un Savage redento e molto diverso da quello con cui si era dato battaglia 3 anni prima, e poi per Hogan c’era qualcosa di più importante da fare che vincere il titolo WWF: difendere il suo miglior amico Brutus Beefcake, minacciato da Sid nonostante non potesse più lottare dopo l’incidente che gli era quasi costato la vita. Mai il main event di WrestleMania aveva cambiato main event in corsa, e alla luce degli ultimi eventi adesso ne avrebbe avuti addirittura due!

Il nuovo match per il titolo WWF

“Anche l’abisso guarderà dentro di te”

Prima ancora di essere annunciato come sfidante di Ric Flair a WrestleMania VIII, Randy Savage aveva affrontato nuovamente Jake “The Snake” Roberts, che avrebbe in un rematch di This Tuesday in Texas, da dove era uscito vincitore e al tempo stesso perdente, visto quello che Roberts aveva fatto a lui e Miss Elizabeth dopo il match. Il nuovo incontro si era svolto sempre al Saturday Night’s Main Event, in quello che poteva essere lo scontro finale tra i due. A vincere fu di nuovo “Macho Man”, che a fine match non massacrò Roberts solo perché tra loro si frapposero una serie di ufficiali, permettendo a “The Sake” di tornarsene nel backstage a leccarsi le ferite.

Con la seconda vittoria filata di “Macho Man” la faccenda tra lui e Roberts sembrava finita, ma quando ormai il collegamento televisivo era finito successe molto altro: Roberts si piazzò dietro la tende che divideva la rampa d’ingresso dal backstage, pronto a colpire Savage e Miss Elizabeth con una sedia! Per fortuna l’imboscata di “The Snake” non andò a buon fine, perché a fermarlo e a salvare “Macho Man” e consorte fu un angelo custode che di angelico non aveva nulla… Undertaker! Il Becchino aveva deciso di non seguire gli ordini di Roberts: un gesto che sorprese tutti, e che cambiò completamente la collaborazione tra i due, che ora era in bilico.

Undertaker ferma Jake Roberts prima che possa colpire Savage ed Elizabeth

La storia tra i due proseguì al Funeral Parlor, dove l’ospite fu proprio Jake Roberts, che invitò Undertaker a farsi avanti per un confronto, così da capire da che parte stava, con il Becchino che si limitò a rispondere “Non dalla tua”! In fondo Undertaker era il rappresentante della morte e portatore della giustizia divina, e la morte per definizione era un’entità imparziale che non prende le parti! “The Snake” conosceva bene l’oscurità, e proprio per questo sembrava l’unico a non temere Undertaker, tanto che strappò dalle mani di Paul Bearer la sacra urna, la cosa a cui Undertaker sembrava tenere più di ogni altra cosa! Roberts gettò l’urna dentro la bara del Funeral Parlor, e non appena Undertaker infilò la mano per riprendersela, chiuse violentemente il feretro, schiacciando la mano del Becchino! Undertaker era bloccato e alla mercé di “The Snake”, ma pur di mettergli le mani addosso tirò fuori tutta la forza che aveva, trascinando di peso la bara con sé! Neanche quell’enorme peso poteva tenere fermo Undertaker, e a quel punto persino Roberts sembrò iniziare a chiedersi se non fosse stata una mossa azzardata mettersi contro un essere così inquietante. L’alleanza tra i due sembrava ormai finita, e ora con la loro guerra intestina “Macho Man” poteva concentrarsi solo sul titolo WWF!

Cuori spezzati

Dopo la vittoria ottenuta per count out a Royal Rumble dai Natural Disasters sembrava scontato che Jimmy Hart strappasse un rematch per le cinture dei Legion of Doom: del resto i suoi uomini si erano dimostrati persino superiori a loro, e l’abilità a contrattare di “The Mouth of the South” non era seconda a nessuno, dunque riuscì a far sancire un match i campioni di coppia e i suoi uomini… che però non erano Earthquake & Typhoon! A presentarsi per affrontare Hawk & Animal fu infatti l’inedita accoppiata tra Ted DiBiase e Irwin R. Schyster, che per sancire la loro unione si presentarono con un nome tutto loro: i Money Incorporated!

Senza alcuna preparazione su come affrontare questo team improvvisato, i Legion of Doom a sorpresa caddero sotto le scorrettezze del duo, che al primo tentativo divennero i nuovi campioni di coppia! Quanto accaduto aveva dell’assurdo, e far luce su quanto era successo fu “Mean” Gene Okerlund: Jimmy Hart aveva venduto il match originariamente previsto per i Natural Disasters al “Million Dollar Man”, che si era scelto un partner che per lui era assolutamente l’ideale. Del resto a un milionario come lui avere un ispettore del fisco dalla sua poteva solo che far comodo! Ancora una volta i soldi avevano permesso a DiBiase di avere una scorciatoia rispetto a tutti gli altri!

“Mean” Gene annuncia i nuovi campioni di coppia

Il Presidente WWF Jack Tunney era stato raggirato da Jimmy Hart, che lo convinse che i Legion of Doom erano stati infortunati da un precedente attacco dei Natural Disasters, che però non volevano affrontare Hawk & Animal in quelle condizioni, ma al loro pieno potenziale così da dimostrare la loro superiorità, e chiesero quindi che nel frattempo i campioni difendessero i titoli con un altro team, il tutto con il consenso (stando ad Hart) di Earthquake & Typhoon. Naturalmente nessuno dei due era al corrente di nulla.

La sorpresa dei Money Inc. colse in contropiede anche i Natural Disasters, perché tutto era avvenuto in un house show lontano dalle telecamere. Earthquake & Typhoon si sentirono legittimamente traditi dal loro manager, e sfidarono lui e i suoi nuovi prediletti a WrestleMania VIII con e cintura in palio!

Passare ai servizi di Jimmy Hart per il “Million Dollar Man” significò rinunciare a Sensational Sherri, che però trovò subito un nuovo cliente in Shawn Michaels, con cui si presentò per la prima volta in veste di sua nuova manager durante un match contro Rudy Gonzales, dove Michaels sfoggiò anche un nuovo look: occhiali da sole, orecchini, e una giacca piuttosto vistosa che poteva indossare solo un uomo particolarmente pieno di sé. Quello che però stupiva era come apparisse diversa Sherri: quando era la manager di Randy Savage e Ted DiBiase era piuttosto fredda, e aggressiva come un’arpia, mentre accanto a Michaels era raggiante e sfoggiava un sorriso radioso, persino dolce, come una ragazzina innamorata… impensabile per una vipera come lei. Tra i due sembrava esserci addirittura del tenero (Sherri indossò un abito pieno di decorazioni a forma di cuore, mentre Michaels addirittura quando si tolse gli orecchini per lottare li mise nella scollatura della sua manager!), come se Shawn Michaels per lei fosse molto più che un semplice cliente. Del resto i Rockers erano sempre stati popolari tra il pubblico femminile, e il merito era proprio di Michaels, che sembrava avere un magnetismo particolare con le donne.

Amici a scadenza

Ripresosi dall’influenza e soprattutto dai colpi subiti da The Mountie, Bret Hart tornò a lottare, e con la promessa che a WrestleMania VIII avrebbe avuto la possibilità di riprendersi la cintura che The Mountie gli aveva strappato ingiustamente. Ma da campione uscente, fu proprio The Mountie il primo ad affrontare “Rowdy” Roddy Piper per la cintura al Saturday Night’s Main Event, in un match dove ancora una volta non ci fu storia, grazie anche alla furbizia dello scozzese, che lottò tutto il match con una maglietta per nascondere sotto una pettorina a prova di elettricità, così da evitare che The Mountie usasse il suo solito taser. Dunque era ufficiale: a WrestleMania VIII per il titolo Intercontinentale si sarebbero affrontati Roddy Piper e Bret Hart!

Piper con la pettorina anti-shock

Piper mantenne la cintura, ma anche Bret Hart voleva avere la sua piccola vendetta su The Mountie, e finalmente lo affrontò di nuovo in un match. L’incontro nascondeva non poche insidie: nel corso del match infatti Jimmy Hart sguinzagliò contro l’Hitman anche i Nasty Boys, pronti a fargli la festa, ma per sua fortuna però arrivò Roddy Piper ad allontanarli. Per ringraziarlo, fu proprio Bret Hart a raccogliere la cintura Intercontinentale dello scozzese (caduta al centro nel caos della rissa), che tornò a tenere tra le mani il titolo Intercontinentale per la prima volta da quando l’aveva perso. Grossa, luccicante, e soprattutto persa ingiustamente, e che ora per riavere con sé gli chiedeva di affrontare uno dei suoi migliori amici: rivederla investì Bret Hart di mille sentimenti contrastanti, e con molta calma la riconsegnò allo scozzese, con i due che si guardarono con una certa amarezza: avevano entrambi realizzato che l’amicizia e certi aiuti reciproci presto sarebbero stati superati, perché fino a WrestleMania VIII non sarebbero stati altro che rivali, e niente li avrebbe fermati dal fare qualunque cosa per uscire con la cintura alla vita. Con ogni mezzo necessario. Incluso far del male a un amico.

Bret Hart porge a Piper la “sua” cintura

Magia buona e magia oscura

Nonostante WrestleMania fosse sempre il palcoscenico dei grandi, non mancarono dei nuovi arrivi in WWF, di cui il più atteso era sicuramente quello di Tatanka, un nativo americano molto orgoglioso delle sue origini. Sin dalle vignette di presentazione era chiaro che Tatanka non era solo un wrestler, ma un custode dell’eredità culturale dei nativi americani, il vero cuore pulsante degli Stati Uniti, che mai erano stati rappresentati in WWF. Tatanka veniva infatti dalla Carolina del Nord, terra della tribù dei Lumbee, di cui era un discendente, e neanche il suo nome era casuale, visto che tatanka nella lingua lakota indica il bisonte: un nome più che adatto, visto che Tatanka aveva un fisico possente e una forza fisica straripante, che sfoggiò già dai suoi primissimi match, impressionando subito i fan.

Se Tatanka si era già attirato le prime simpatie del pubblico, la reazione verso il debuttante Papa Shango fu completamente diversa. Misterioso e inquietante (forse persino più di Undertaker), e proveniente da un luogo sconosciuto, Papa Shango era uno stregone esperto di magia e riti voodoo, che entrava con un cilindro e la faccia pitturata di bianco come fosse un teschio. Assistere ai suoi match era come assistere a un rito esoterico, alla manifestazione di un’energia non visibile ai normali occhi, la cui comprensione non era adatta ai semplici esseri umani… una magia oscura che dopo l’affermazione di Undertaker sembrava ormai impregnare la WWF, che diventava sempre più bizzarra giorno dopo giorno.

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