Maggio 1991: la Sampdoria vince uno storico scudetto, dopo 14 stagioni si conclude Dallas, la Stella Rossa diventa la prima squadra jugoslava a vincere la Coppa dei Campioni, l’Inter vince una finale di Coppa UEFA tutta italiana contro la Roma, al cinema escono Thelma & Louise, Hudson Hawk, Tutte le Manie di Bob, Bolle di Sapone, Rabbia Ad Harlem, A Letto Con Madonna, e Rusty Cage dei Soundcarden risuona in radio:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Mr. Perfect
– Campioni di coppia: i Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags)
Un potere oltre ogni comprensione
Per tanto tempo Hulk Hogan e Ultimate Warrior erano stati considerati i più forti di tutta la WWF e quindi del mondo intero, ma le certezze di tutti sembravano destinate ad essere minate dalla presenza di Undertaker: un’entità demoniaca, la cui forza attingeva a forze provenienti da chissà dove, che aveva la capacità di risucchiare tutta la felicità e la speranza delle arene che calcava, incutendo terrore persino in uomini impervi alla paura come Hogan e Ultimate Warrior. Il Guerriero era un essere per certi versi simile a lui, proveniente da un altro mondo, guidato da un potere mistico e antico che gli conferiva abilità fuori dall’ordinario. Ma se Ultimate Warrior era energia positiva, Undertaker era il male assoluto.

Col passare delle settimane le figure di Undertaker e Paul Bearer assumevano contorni sempre più inquietanti: Bearer portava sempre con sé un urna che sembrava avere un particolare significato per Undertaker, dal momento che ogni volta che Bearer la sollevava, il Becchino sembrava “riconoscerne” l’influenza, come se fosse portatrice di qualche potere mistico a cui lui attingeva, mentre a volte era solito persino chiudere i suo avversari in un sacco da morto una volta finito il match!
Toccò anche ad Hulk Hogan essere ospite al Funeral Parlor di Paul Bearer e Undertaker, in quella che puzzava di trappola proprio come successo a Ultimate Warrior. Ma memore di quello che era successo al Guerriero, l’Hulkster giocò d’attacco, chiudendo persino Bearer dentro la bara del set!
Il nuovo, vecchio Jake Roberts
Dopo aver collezionato un buon numero di vittorie, The Mountie si accasò sotto l’ala di Jimmy Hart, che dopo Dino Bravo ed Earthquake sembrava averci preso gusto a ingaggiare i canadesi più promettenti del roster. L’aiuto di “The Mouth of the South” si sarebbe rivelato molto prezioso per The Mountie, visto che era entrato in contrasto con uno degli uomini meno adatti ad aver contro in tutta la federazione, ossia Big Boss Man.

Viceversa, a Jimmy Hart sarebbe potuto tornare utile, visto quello che Earthquake poteva potenzialmente aver scatenato: Jake “The Snake” Roberts era ancora in lutto per la morte di Damien, e Dio solo sapeva cosa avrebbe fatto per farla pagare al gigante canadese per averlo brutalmente ucciso davanti ai suoi occhi. Damien per Roberts non era solo un animale da compagnia, o una cosa da scagliare contro i suoi avversari, era il suo fedele compare, il suo miglior amico, un’estensione di sé, e tutto ciò che solo un animale domestico può essere, e dopo la sua morte Roberts iniziò ad apparire più tenebroso, cinico, e inquietante. Certo, Roberts non era mai stato un tipo particolarmente allegro, ma dopo la morte di Damien sembrava tornato alla cupezza dei suoi primi tempi in WWF, quella cupezza che da sola bastava a inquietare chiunque si trovasse nella sua stessa stanza.

“The Snake” ne parlò anche al Funeral Parlor di Paul Bearer, che nonostante in passato fosse stato un impresario di pompe funebri non mostrò (ovviamente) alcun tatto di fronte alla perdita di Roberts. Se lo spettrale manager di Undertaker metteva soggezione a chiunque fosse ospite del talk show, Roberts gli tenne testa senza mostrarsi minimamente intimidito: perdere Damien lo aveva svuotato di ogni emozione, come se ora non avesse più nulla da perdere e quindi da temere. “The Snake” infatti non aveva intenzione di piangersi addosso, perché farlo avrebbe voluto dire far vincere Earthquake, e armato del suo nuovo serpente Lucifer, Roberts era pronto a presentarsi in una nuova veste… più oscura, più cinica, e più pericolosa!
Ma se uccidere Damien davanti a Jake Roberts poteva sembrare il gesto peggiore del mondo, Earthquake riuscì persino a fare di peggio durante una puntata di Prime Time Wrestling, dove si presentò con un completo da cuoco, offrendo a Vince McMahon, Lord Alfred Hayes, e Bobby Heenan degli hamburger cucinati da lui personalmente. Vedere un essere spregevole come Earthquake fare un gesto così altruista destò qualche sospetto, ma tutti quanti mangiarono i suoi panini (che lui chiamò i quakeburgers). Heenan li trovò deliziosi, McMahon e Hayes un pò meno finché Earthquake rivelò che l’ingrediente segreto con cui erano stati fatti… era la carne di Damien!

Earthquake si era superato, mostrando un sadismo inimmaginabile neanche per la più malata delle menti, tanto che Hayes che quasi si mise a vomitare. Che fossero veri hamburger di serpente o solo una provocazione il gesto rimaneva disgustoso, con Vince McMahon che se ne andò rovesciando il piatto di hamburger, mentre “The Brain” ed Earthquake si guardavano divertiti.
Graditi ritorni
Non era solo il Funeral Parlor a essere teatro degli eventi più rilevanti della WWF, ma anche il Barber’s Shop di Brutus “The Barber” Beefcake, il cui set ricordava il negozio di un barbiere, e dove i face della WWF potevano sentirsi più al sicuro, senza gli imprevisti e i tiri mancini del Parlor.

Tra i vari nomi ospitò anche “Rowdy” Roddy Piper, che anni prima a WrestleMania III lo aveva aiutato a rasare la chioma di Adrian Adonis (di cui Piper ancora portava il giubbotto di pelle che gli aveva dato in regalo), che proprio al suo show ci tenne a spiegare ai fan la verità dietro la lunga assenza di “The Barber” dall’estate scorsa, una verità di cui neanche Beefcake aveva parlato. A luglio infatti Beefcake era stato coinvolto in un incidente di sci nautico in cui si era rotto setto nasale, palato e mascella, con una complicata operazione di quasi 9 ore in cui i dottori con 100 punti di sutura, 40 viti e 8 placche di metallo gli ricostruirono completamente la faccia: un incidente che quasi gli costò vita, per cui era difficile prevedere quando sarebbe potuto tornare a lottare, sempre ammesso che sarebbe potuto tornare!
Il dolore era lancinante, Beefcake aveva chiesto detto ai dottori di farlo morire per quanto fosse insopportabile, ma lui aveva resistito, pur soffrendo le pene dell’inferno, ed era tornato contro ogni pronostico, beffando il fato con tutta la sua grinta. Per mesi i fan avevano pensato a un banale infortunio, senza avere idea di cosa fosse successo davvero a “The Barber”, che tutti iniziarono a vedere in modo diverso, con ancora più rispetto di prima, consci di quanto fosse un simbolo di resilienza e determinazione.
E a proposito di graditi ritorni, André the Giant tornò finalmente a farsi vedere con regolarità nei programmi WWF, pur senza combattere. Il gigante francese non lottava da più di un anno, e a 45 anni il suo corpo iniziava a patire l’acromegalia che lo aveva reso così imponente dalla nascita, ma era pur sempre uno dei più grandi di sempre, e tutti i manager della federazione convenivano che era meglio averlo con loro che contro di loro. Appena tornato tutti tentarono di strappargli un contratto in esclusiva, ma ricevettero tutti porte in faccia, con André che si fece beffe di tutti: Slick come risposta venne nel bagagliaio di un’auto, a Mr. Fuji fu messala testa in una torta di compleanno preparata apposta per André, mentre Sensational Sherri fu presa a sculacciate (!). Persino il suo ex manager Bobby “The Brain” Heenan tentò di riconciliarsi con lui dopo la loro separazione dell’anno prima, ma ovviamente André si rifiutò.

Magari meno ambito, ma comunque degno di osservazione era anche uno dei debuttanti più in vista dopo WrestleMania VII, che da circa un mesetto era apparso nei programmi della WWF. Era un uomo con dei grossi occhiali, vestito come un impiegato, di nome Irwin R. Schyster, che rivelava le sue intenzioni già dal nome: le iniziali del suo nome formavano infatti l’acronimo IRS, che negli Stati Uniti è anche quello dell’Internal Revenue Service, l’agenzia governativa addetta alla riscossione dei tributi. Schyster effettivamente era un ex esattore delle tasse proveniente da Washington, che accusava i fan di essere nient’altro che degli sporchi evasori scrocconi che gravavano sulle spalle del Paese, minacciando tutti che avrebbero presto “pagato la loro quota”. Inutile dire che IRS divenne immediatamente uno dei volti più odiati della federazione, ma tutto questo astio non sembrava affatto scalfirlo, anzi… più si sentiva attaccato, più lui provocava!




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