Febbraio 1991: gli Stati Uniti liberano il Kuwait e mettono fine alla Guerra del Golfo, al cinema escono Il Silenzio Degli Innocenti, La Storia infinita 2, Nient’Altro che Guai, Pazzi a Beverly Hills, e Sua Maestà Viene a Las Vegas, mentre viene distribuito Innuendo, l’ultimo album dei Queen con Freddie Mercury, con la loro The Hitman:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Sgt. Slaughter
– Campione Intercontinentale: Mr. Perfect
– Campioni di coppia: la Hart Foundation (Bret Hart & Jim Neidhart)
Un vero americano
Le immagini di Sgt. Slaughter con la bandiera dell’Iraq in una mano e il titolo WWF nell’altra fecero il giro del mondo, gettando milioni di americani nello sconforto. Slaughter sarebbe andato con il titolo a WrestleMania VII, che ormai era dietro l’angolo, dunque bisognava decretare lo sfidante di Slaughter. Il nome più ovvio era quello di Ultimate Warrior, ma il Guerriero sembrava avere altre priorità: la situazione tra lui e il “Macho King” Randy Savage si era fatta ormai insostenibile e andava affrontata di petto, e inoltre affrontare di nuovo Sgt. Slaughter senza prima sistemare Savage sarebbe stato inutile, perché il rischio sarebbe stato quello di rivedere lo stesso copione di Royal Rumble. Per Ultimate Warrior era impossibile pensare ad altro senza prima eliminare per sempre Savage dall’equazione!
Molti riponevano le proprie speranze in “Hacksaw” Jim Duggan, che armato del suo patriottismo avrebbe provato a strappare il titolo WWF a The Main Event, ma Slaughter riuscì ancora una volta a spuntarla. Sarebbe dunque ufficialmente andato a WrestleMania VII con la cintura alla vita!

A quel punto i fan sognavano ovviamente Hulk Hogan, avendolo già invocato a Royal Rumble nel finale del match tra il Guerriero e Sgt. Slaughter. Proprio a The Main Event Hogan diede un’ultima lezione a Jimmy Hart bettendo Earthquake & Dino Bravo in un match a coppie insieme a Tugboat, mettendo forse la parola fine alla rivalità col terremoto umano. Ora finalmente libero, l’Hulkster era l’eroe americano di cui tutti avevano bisogno: da Iron Sheik quando era l’Iran la minaccia da contrastare, fino a Nikolai Volkoff nei momenti più tesi della guerra fredda, Hogan era sempre lì, pronto a rispondere presente, e adesso toccava a lui togliere la cintura dalle grinfie di Slaughter.

La decisione finale spettò al Presidente WWF Jack Tunney, che dovette considerare più fattori: certo, Hogan nel corso dell’anno aveva drasticamente ridotto la sua apparizioni in WWF anche per dedicarsi ai suoi progetti cinematografici, come Gremlins 2 (dove apparse in un cameo interpretando sé stesso) e Cose Dell’Altro Mondo, dove avrebbe fatto da co-protagonista insieme al mitico Christopher Lloyd (la cui uscita era prevista per l’autunno), ma non per questo era meno concentrato sul wrestling. Al contrario, l’Hulkster era sempre pronto ad accorrere in aiuto, ancor di più se si parlava degli interessi degli Stati Uniti.

I fan lo avevano invocato, e lui li aveva sentiti, eccome se li aveva sentiti, senza contare che non aveva mai avuto il suo rematch per il titolo dopo WrestleMania VI, e poi togliere il titolo WWF a Sgt. Slaughter non era più semplice wrestling, ma semplicemente una situazione di interesse nazionale: graduatorie per la cintura o meno, gli Stati Uniti dovevano schierare il loro uomo migliore e basta!
Hogan naturalmente accettò la nomina a contendente n.1 al titolo, sapendo bene cosa comportassero tutte quelle responsabilità, ma nessuno sapeva reggere la pressione come lui, così come nessun’altro poteva sentire il main event di WrestleMania come fosse casa propria, e a The Main Event pronunciò il pledge of allegiance, il giuramento di fedeltà alla bandiera americana, mettendo il sigillo sull’annuncio ufficiale: a WrestleMania VII il main event sarebbe stato Sgt. Slaughter vs Hulk Hogan per il titolo WWF!

Hulk Hogan portava con sé i sogni di tutti gli americani, dunque per Sgt. Slaughter il match sarebbe stata l’ennesima occasione per sferrare un duro colpo al cuore degli Stati Uniti: Hogan non era un uomo, era un simbolo, e pertanto andava trattato come tale, e insieme al generale Adnan, Slaughter tra un discorso anti-americano e l’altro portò con sé un poster di Hulk Hogan, per dare dimostrazione dell’assoluta mancanza di pietà che gli avrebbe riservato a WrestleMania VII… bruciando il poster! Slaughter avrebbe fatto di tutto pur di mantenere la cintura, e se nel farlo avrebbe dovuto uccidere l’eroe di tutti i bambini americani, con tutti i sogni e le speranze che vedevano in lui, beh, lo avrebbe fatto senza esitazione!
Mors tua, vita mea
Ultimate Warrior e Randy Savage erano arrivati ai ferri corti, al punto di non ritorno. Volevano distruggersi, annichilirsi, spazzasi via dalla faccia della terra… un odio così profondo che neanche era più necessario che ci fosse di mezzo il titolo WWF, che poi era stato il vero casus belli. Per questo nei giorni seguenti a Royal Rumble iniziarono a circolare voci preoccupanti sul loro imminente match, voci secondo cui i due avrebbero addirittura messo le loro carriere in palio per porre fine alla loro rivalità una volta per tutte! Se confermato si sarebbe trattato di un annuncio bomba: la propria carriera era l’unica cosa più preziosa di un titolo mondiale, metterla in palio per un wrestler era come mettere in palio la propria vita, e proprio per questo era una stipulazione che raramente veniva usata, soprattutto tra atleti di un certo calibro. Ma quelle che sembravano solo voci vennero poi confermate: Ultimate Warrior e Randy Savage si sarebbero affrontati a WrestleMania VII, e chi avrebbe perso si sarebbe dovuto ritirare!

Alla notizia del match il cuore dei fan saltò un battito: nessuno era pronto a separarsi per sempre da uno dei due, persino da Savage, odiato quanto rispettato per tutti i momenti memorabili che aveva regalato ai fan, nonostante il tifo sarebbe -ovviamente- stato tutto per il Guerriero. Dopo Hulk Hogan, erano proprio Ultimate Warrior e Randy Savage i volti indiscussi della WWF: ad eccezione dell’attuale campione Sgt. Slaughter e dei 30 secondi di regno dei 45 secondi di André the Giant- rimanevano gli unici ad aver detenuto il titolo WWF oltre ad Hulk Hogan dall’inizio della rock ‘n wrestling era, e gli unici a raggiungere una popolarità tra i fan vicina a quella dell’Hulkster. Proprio per questo e altro la WWF appariva troppo piccola per tutti e due: uno sarebbe dovuto andare via per sempre, in uno scontro all’ultimo sangue, dove non ci sarebbe stata rivincita, né possibilità di rifarsi… entrambi avevano una sola occasione, un solo match, e avrebbero fatto meglio a non sbagliarlo!
Nelle varie interviste nessuno dei due ostentò alcuna paura, perché al netto dei rischi sapevano bene che porre fine alla carriera dell’altro sarebbe stato un riconoscimento più grande di qualsiasi cintura, soprattutto per Savage, che avrebbe potuto costringere al ritiro l’unico uomo che neanche Hulk Hogan aveva mai battuto!
Intanto Brother Love, che oltre a condurre il suo show era anche diventato manager di Undertaker, fece un annuncio in merito: avrebbe lasciato il Becchino a qualcuno di più adatto, che si incaricò personalmente di introdurre. Entrò quindi un uomo dall’aria funerea, chiamato Paul Bearer, un pò in sovrappeso e con un paio di baffi che lo facevano sembrare quasi un membro della famiglia Addams.

Bearer era un impresario di pompe funebri, quindi l’uomo ideale per affiancare Undertaker, ma Brother Love lo aveva contattato anche per dargli un altro incarico in vista di WrestleMania VII: Bearer e Undertaker avrebbero tenuto il funerale di Ultimate Warrior una volta che Savage lo avrebbe costretto al ritiro!
Occhio per occhio
La card di WrestleMania VII iniziò a prendere forma, e sempre più match vennero confermati: dopo i fatti di Royal Rumble, nella serata più importante dell’anno si sarebbero affrontati Ted DiBiase e Virgil, che dopo la sua ribellione aveva tutto il supporto del pubblico, che si era innamorato della sua storia di riscatto, e in particolare “Rowdy” Roddy Piper, che ormai occupava stabilmente il ruolo di commentatore. Piper era veramente estasiato dall’indipendenza di Virgil, tanto da offrirgli di stare al suo angolo a WrestleMania VII per il match contro il suo ex padrone, onde evitare qualche tiro mancino del “Million Dollar Man”, ora privo di una guardia del corpo e quindi pronto a qualsiasi cosa.
Avrebbe avuto il suo bel da fare anche Greg “The Hammer” Valentine, costretto a fare i conti col suo passato, e quel passato era ovviamente Jimmy Hart, che gli spedì contro i suoi uomini per fargliela pagare, a partire da Dino Bravo, che Valentine aveva eliminato dalla Royal Rumble. Ma non appena neanche Bravo sembrava bastare più, “The Mouth of the South”gli mandò contro il vero pezzo da novanta della sua scuderia, Earthquake, che con Hulk Hogan impegnato con Sgt. Slaughter ora si ritrovava senza incarichi. Ora quell’incarico arrivò, e non poteva che essere più semplice: distruggere Greg Valentine, e lo avrebbe fatto a WrestleMania VII!
Di tutte le rivalità della WWF, una delle più durature era sicuramente quella tra Rick Martel e Jake “The Snake” Robert, a cui mancava solo uno scontro risolutore. Martel aveva sconfitto il team di Roberts a Survivor Series, e lo aveva anche eliminato dalla Royal Rumble, ma adesso sarebbe stato lui a doversi “adattare” a quanto causato a Roberts, perché a WrestleMania VII i due si sarebbero affrontati uno contro uno, e in un match piuttosto particolare: un Blindfold match, una particolare stipulazione in cui entrambi sarebbero avrebbero combattuto da bendati! Il karma finalmente si accaniva anche su “The Model”, e dopo quanto fatto a “The Snake” mesi prima ora anche Martel avrebbe provato cosa si provava a perdere la vista.

Per quanto riguardava le altre cinture, Mr. Perfect avrebbe messo in palio il titolo Intercontinentale contro Big Boss Man, per quello che si preannunciava come il loro scontro finale dopo mesi di rivalità. Più intricata era invece la situazione per i titoli di coppia della Hart Foundation: la competitività della categoria era sempre più grande, con nomi come i Legion of Doom, i Nasty Boys, i Demolition, i Power and Glory, i Bushwackers, e i Rockers… tutti bramosi di affrontare Bret Hart & Jim Neidhart a WrestleMania VII, dunque fu deciso che tutti questi team in una gigantesca Battle Royal a coppie!
Stanco dei loro stratagemmi, il Presidente WWF Jack Tunney aveva imposto ai Demolition che potessero lottare solamente in due, dunque la formazione ufficiale iniziò ad composta da Smash & Crush (mentre Ax aveva lasciato la federazione un paio di mesi prima), che però insieme non raggiunsero mai i risultati dei veri Demolition. Nella Battle Royal non arrivarono neanche fino alle fine, che invece fu riservata ai Nasty Boys e ai Legion of Doom, gli autentici favoriti del match. Sembravano avere tutto in pugno, ma la sorpresa arrivò proprio sul più bello, quando Animal salì sul paletto per la loro mossa finale, la Doomsday Device, venendo però buttato fuori da Paul Roma (che si trovava fuori dal ring, e voleva farla pagare ai Legion of Doom per aver sancito la loro eliminazione), che regalò la vittoria ai Nasty Boys! Incredibile ma vero: ad appena 3 mesi dal debutto, e nella loro prima WrestleMania in assoluto, Brian Knobbs & Jerry Sags avrebbero lottato per i titoli di coppia!





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