Novembre 1990: dopo 11 anni Margareth Thatcher si dimette come primo Ministro del Regno Unito, al cinema escono Rocky V, Mamma Ho Perso l’Aereo, Balla Coi Lupi, Allucinazione Perversa, Predator 2, La Bambola Assassina 2, e Misery Non Deve Morire, mentre la canzone più ballata è Everybody Dance Now dei C+C Music Factory:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Ultimate Warrior

Campione Intercontinentale: Texas Tornado 

Campioni di coppia: la Hart Foundation (Bret Hart & Jim Neidhart)

Gioco di squadra

Ted DiBiase aveva compiuto un madornale errore: attaccare Dustin, il primogenito di Dusty Rhodes, senza sapere che fosse a sua volta un wrestler, per giunta allenato proprio dall’American Dream! Dustin voleva dimostrare di essere pronto, e di non aver bisogno del padre per affrontare i suoi problemi, dunque affrontò Ted DiBiase singolarmente in un match, dove ovviamente Rhodes non fece mancare il suo supporto a bordo ring. Dustin si batté con coraggio, e tenne testa al “Million Dollar Man” tanto da fargli perdere le staffe e attaccarlo insieme a Virgil dalla frustrazione, vincendo così per qualifica (Dustin aveva infatti dato prova di sé resistendo per parecchio tempo alla Million Dollar Dream senza svenire, cosa che mandò DiBiase fuori di testa).

Rhodes naturalmente era orgoglioso di suo figlio, ma a Survivor Series gli sarebbero serviti partner più esperti per battere il “Million Dollar Man”, e optò per Koko B. Ware e i campioni di coppia della Hart Foundation!

Il Dream Team (come lo rinominò Rhodes) era stato quindi ufficializzato, mentre DiBiase per il suo Million Dollar Team annunciò solo la partecipazione dei Rhythm & Blues di Jimmy Hart, mantenendo invece assoluta segretezza sul quarto membro. Nessuno sembrava sapere di chi si potesse trattare, e il “Million Dollar Man” non lasciò neanche il minimo indizio, tutto ciò che si sapeva è che con le sue illimitate risorse economiche DiBiase poteva permettersi davvero chiunque.

Sarebbero stati dunque 4 i Survivor Series match della serata: lo scontro tra il Million Dollar Team e il Dream Team si sarebbe aggiunto a quello tra gli Hulkamaniacs (Hulk Hogan, Big Boss Man, Tugboat, e Jim Duggan) e i Natural Disasters (Earthquake, Haku, Dino Bravo, e The Barbarian), quello tra l’Alliance (Nikolai Volkoff, Tito Santana, e i Bushwackers) e i Mercenaries (Sgt. Slaughter, Boris Zhukov, e gli Orient Express), e quello tra i Warriors (Ultimate Warrior, i Legion of Doom, e Texas Tornado) e il Perfect Team (i Demolition e Mr. Perfect), armati dei sempre più pericolosi Demolition, che si adoperarono di una nuova tattica: per mandare ancora più in confusione i loro avversari infatti iniziarono a indossare maschere anche durante i loro match, così che nessuno capisse se si trattasse di Ax, Smash, o Crush.

L’odio è cieco

Rick Martel aveva ricevuto critiche e biasimo da ogni dove per quanto fatto a Jake “The Snake” Roberts, in particolare non piacque soprattutto all’uomo che conosceva Martel meglio di chiunque altro: il suo ex partner Tito Santana, che sfidò Martel a un match per fargliela pagare. Nel corso dell’incontro intervenne proprio Roberts, che non aspettava altro che Martel uscisse allo scoperto per potersi vendicare, ma la sua vista lo tradì di nuovo, e “The Snake” finì per attaccare Santana, scambiandolo per Martel (i due avevano infatti lo stesso costume). Tito Santana non se la prese con Roberts, capendo bene la delicata situazione dei suoi occhi, ma era chiaro che Jake Roberts non era ancora in grado di potersi difendere da solo, figurarsi attuare la sua vendetta contro Rick Martel.

Non c’era altro da fare: cieco o meno, solo Jake Roberts poteva farla pagare a Rick Martel, e anche se la sua vista era tutt’altro che guarita, contro ogni parere medico lo avrebbe affrontato comunque a Survivor Series, affiancato da Jimmy Snuka e i Rockers, mentre “The Model” si sarebbe avvalso di Warlord e i Power and Glory, un gruppo che rinominò i The Visionaries (“i visionari”), un nome che era chiaramente l’ennesima frecciata all’handicap di Roberts. 

I Visionaries

A far crescere l’attesa dei fan non furono solo i Survivor Series match, ma anche un’altra bizzarra, costante. Per settimane prima di Survivor Series, la WWF mandò in onda clip promozionali mostrando un enorme uovo misterioso, chiamato il “Gobbledy Gooker Egg”, posizionato vicino al ring durante gli show televisivi. L’uovo si sarebbe schiuso proprio durante Survivor Series, lasciando intendere che ci sarebbe stata una grande sorpresa, ma nessuno sembrava avere la minima idea di cosa. Sarebbe stato il debutto di una nuova superstar? O un grande ritorno?

Cosa ci sarà all’interno?

Inoltre rispetto agli anni precedenti ci sarebbe stata una novità, forse meno misteriosa dell’uovo ma ugualmente affascinante: per la prima volta tutti i sopravvissuti si sarebbero affrontati in un ulteriore Survivor Series match la sera stessa!

22/11/1990 – Survivor Series 1990

E dall’Hartford Civic Center di Hartford, Connecticut, iniziò il PPV autunnale della WWF, Survivor Series! Il primo match fu quello tra i Warriors (Ultimate Warrior, i Legion of Doom, e Texas Tornado) e il Perfect Team (i Demolition e Mr. Perfect), un’occasione perfetta per veder finalmente lottare contro i Demolition e i Legion of Doom, oltre che per veder lottare finalmente Ax, Smash, e Crush. insieme. Ma quest’ultimo punto ebbe vita breve, perché Ultimate Warrior eliminò Ax dopo appena 3 minuti! La veloce eliminazione di Ax aumentò il nervosismo nella già tesissima situazione tra Demolition e Legion of Doom, che infatti intrapresero una violentissima rissa che presto sfuggì dal controllo dell’arbitro, che eliminò tutti e quattro per squalifica.

A quel punto per il Perfect Team rimaneva il solo Mr. Perfect, dopo essere sopravvissuto al Survivor Series match per 2 anni consecutivi, si ritrovò da solo contro il campione WWF e il campione Intercontinentale! Bisognava essere molto più che perfetti per riuscire in un’impresa del genere, ma Mr, Perfect se la giocò fino all’ultimo usando un pò di furbizia (Perfect spedì Texas Tornado contro il tenditore della terza corda, che aveva scoperto lontano dagli occhi dell’arbitro) e un pò delle sue indiscusse abilità nella lotta, usando la Perfect-plex per schienare il campione Intercontinentale! Mr. Perfect si prese così una piccola rivincita di SummerSlam, in attesa di riconquistare anche la cintura, ma adesso doveva fare qualcosa di decisamente più difficile: battere Ultimate Warrior! Bobby Heenan non aveva dimenticato quello che il Guerriero aveva fatto a “Ravishing” Rick Rude, ma neanche il suo aiutò bastò, perché com’era facile prevedere Ultimate Warrior strapazzò Mr. Perfect quanto bastava per assicurare la vittoria al suo team.

Seguì poi il match tra il Dream Team (Dusty Rhodes, Koko B. Ware, e la Hart Foundation) e il Million Dollar Team, formato da Ted DiBiase, i Rhythm & Blues, e il misterioso partner ancora da svelare. Tutti fecero il loro ingresso, con DiBiase che riservò per ultimo la presentazione dello sconosciuto membro, annunciandolo come accompagnato da Brother Love e proveniente dalla Valle della Morte: a quel punto le casse dell’arena misero in diffusione una marcia funebre, e l’aria nell’arena si raggelò, l’atmosfera si fece improvvisamente più lugubre, e i bambini smisero di ridere, come se tutta la felicità dell’arena fosse stata risucchiata via, perché in quel momento entrò un uomo (sempre se di “uomo” si poteva parlare) dall’agghiacciante nome di… The Undertaker!

Il nuovo membro del “Million Dollar Man” era un gigantesco becchino di 2 metri di altezza, vestito completamente di nero, che sembrava provenire dall’oltretomba, la cui presenza spettrale sembrò riempire l’intera arena. Era proprio vero che i soldi di DiBiase potevano comprare di tutto, perché il Million Dollar Team si era assicurato uno degli esseri più inquietanti mai visti su un ring WWF: l’aspetto di Undertaker era cadaverico, mentre il suo sguardo era freddo, concentrato, impassibile, e stento sbatteva le palpebre, come fosse una creatura non appartenente al mondo dei comuni mortali. Qualunque cosa fosse Undertaker, era qualcosa di mai visto prima!

Fu proprio Undertaker a iniziare il match per il suo team, mentre il primo con l’ingrato compito di misurarsi con lui fu Bret Hart, che dopo pochi colpi capì subito che ci voleva qualcuno di più potente per tenergli testa, e diede immediatamente il cambio a Jim Neidhart. Ma anche “The Anvil” ebbe difficoltà, così come Koko B. Ware, che venne immediatamente eliminato con una violenta variante della Piledriver con cui Undertaker lo impalò al suolo! La cosa che più stupì fu l’assoluta indifferenza con cui il Becchino faceva tutto: Undertaker non era pieno di sé, non ostentava il suo strapotere, e non era neanche interessato a dimostrare di essere il più forte, la sua freddezza era assoluta. Non appena Undertaker diede il cambio la contesa divenne più equilibrata, con Neidhart che eliminò Honky Tonk Man, per poi venir eliminato a sua volta da Ted DiBiase. Ma una volta che tornò Undertaker, gli equilibri cambiarono di nuovo: era praticamente impervio al dolore, e piuttosto agile per la sua stazza, tanto che eliminò persino Dusty Rhodes con un Double Axe Handle dalla terza corda!

Il Becchino continuò ad accanirsi sull’American Dream anche dopo, come se l’unico vero ordine che gli avesse impartito DiBiase fosse di distruggere Rhodes, tanto che l’arbitro fu costretto a decretarne l’eliminazione per count out. L’imprevista eliminazione di Undertaker era un episodio troppo fortunato per non essere sfruttato, e Bret Hart sorprese Greg Valentine riversando la sua Figure 4 Leg Lock in un veloce Roll Up che lo eliminò! A quel punto la vittoria se la sarebbero giocati Ted DiBiase e Bret Hart, che cercò la vittoria in ogni modo con una serie di veloci schienamenti e spettacolari ribaltamenti che tolsero il fiato al pubblico, ma alla fine fu DiBiase a prevalere, dopo aver riversato a sua volta una sua mossa in un Roll Up. Il Million Dollar Team aveva vinto, ma Bret Hart ne uscì comunque a testa altissima, dimostrandosi un lottatore formidabile capace di scaldare il pubblico anche agli occhi di chi in lui vedeva soltanto un wrestler di coppia, dando prova di poter ambire a traguardi persino più prestigiosi delle semplici cinture di categoria…

Il match seguente fu quello tra i Visionaries (Rick Martel, Warlord e i Power and Glory), e i Vipers (Jake Roberts, Jimmy Snuka, e i Rockers). Roberts aveva recuperato solo parzialmente la vista, ma aveva dalla sua una leggenda vivente come Snuka e una delle coppie più talentuose e spettacolari di tutta la WWF dalla sua. Tuttavia il match fu praticamente a senso unico: dopo appena un quarto d’ora i Visionaries eliminarono tutti gli uomini di “The Snake”, lasciandolo completamente da solo! Già 2 anni prima Roberts era stato in una situazione disperata durante un Survivor Series match, ritrovandosi solo contro 4 e resistendo fino all’ultimo (e riuscendo persino a eliminarne 2!), ma stavolta non sembravano esserci i minimi presupposti per un’epica rimonta: Roberts sapeva di non avere possibilità di vincere, e allora fece l’unica cosa che poteva fare… prendere Damien per far venire a Martel gli incubi per tutta la notte! Usando Damien infatti “The Snake” lo costrinse alla fuga, seguendolo anche nel backstage, facendosi contare fuori senza tanti rimpianti e decretando la vittoria dei Visionaries, che trionfarono con un secco 4-0! Nella storia dei Survivor Series match non era mai successo che un team trionfasse di netto e senza subire perdite!

Fu poi il momento dell’atteso Hulkamaniacs (Hulk Hogan, Tugboat, Big Boss Man, e Jim Duggan) vs Natural Disasters (Earthquake, Dino Bravo, Haku, e Barbarian), dove naturalmente a catalizzare l’attenzione fu il nuovo confronto tra Hogan e Earthquake, che l’Hulkster riuscì nuovamente a mettere al tappeto con un Body Slam! Hogan però rimaneva l’unico in gradi di tenere testa ad Earthquake, visto che tutti gli altri dovettero subire la sua collera (Big Boss Man fu eliminato proprio da lui, mentre Jim Duggan fu cacciato per squalifica dopo non aver resistito alla tentazione di usare il suo 2×4). Anche Tugboat si batté come un leone contro il Terremoto umano, tanto che entrambi furono eliminati per doppio count out, lasciando i soli Hulk Hogan (che aveva eliminato Bravo nel frattempo) e Barbarian il destino del match. Ovviamente non ci fu storia, e a sopravvivere fu solo l’Hulkster.

Fu poi il momento del Survivor Series match tra l’Alliance (Nikolai Volkoff, Tito Santana, e i Bushwackers) e i Mercenaries (Sgt. Slaughter, Boris Zhukov, e gli Orient Express), il primo vero banco di prova per Slaughter dal suo ritorno, per mettere in chiaro quanto la sua minaccia fosse seria. Inizialmente i Mercenaries si rivelarono, appunto, nient’altro che mercenari: pericolosi ma poco dediti alla causa, cadendo come mosche poco motivate. Zhukov e gli Orient Express si fecero eliminare lasciando completamente da solo Slaughter dopo appena un paio di minuti. Ma fu proprio lì, quando fu messo all’angolo, che Sgt. Slaughter iniziò a fare sul serio…

Slaughter eliminò in sequenza il suo acerrimo nemico Nikolai Volkoff ed entrambi i Bushwackers in neanche 2 minuti, ritrovandosi poi da solo contro Tito Santana e pareggiando la situazione nonostante il netto svantaggio! L’ex marine era ancora competitivo e pericoloso, oltre che protetto dal generale Adnan, che lo aiutò contro Santana colpendolo con la bandiera dell’Iraq. A quel punto, con Santana alla sua mercè, Slaughter confermò ulteriormente il suo voltafaccia nei confronti degli Stati Uniti chiudendolo nella Camel Clutch, la mossa del più grande anti-americano che si fosse mai visto, il suo vecchio rivale Iron Sheik!

Ma per una volta fu la giustizia a trionfare: non solo Santana resistette, ma l’arbitro chiamò la squalifica per Slaughter, visto che l’intervento di Adnan non era passato inosservato! Tito Santana era dunque l’unico sopravvissuto del match, ma la prova di Sgt. Slaughter da solo contro 4 uomini non poteva passare inosservata, perché aveva ribadito ancora una volta quanto fosse assetato di sangue, e quanto pericoloso potesse essere se spinto dalle giuste motivazioni…

Santana avrebbe dunque partecipato insieme all’ultimo Survivor Series match della serata insieme ad Hulk Hogan e Ultimate Warrior, in un 5 contro 3 contro Ted DiBiase, Rick Martel, Warlord, e i Power and Glory! Prima del main event fu però il momento dell’attesa schiusura dell’enigmatico uovo, anche per permettere a tutti gli atleti dell’incontro di riprendere fiato. Con “Mean” Gene Okerlund pronto a intervistare qualsiasi cosa uscisse fuori, non appena l’uovo gigante si aprì iniziarono i primi mugugni nell’arena, perché la risposta fu piuttosto deludente: a uscire infatti non fu una nuova superstar o un ritorno di fiamma, ma… un tacchino gigante! Ebbene sì, proprio un tacchino gigante, che si mise a ballare insieme a Okerlund nel ring, facendo passare 5 minuti in leggerezza a molti bambini, e interminabili istanti ti imbarazzo in molte altre persone.

Ma per fortuna c’era ancora il main event, che sarebbe stata anche la prima volta in cui Hogan e Ultimate Warrior avrebbero condiviso lo stesso ring da WrestleMania VI, e tanto bastava a ridare entusiasmo dopo l’apparizione del tacchino gigante. L’inferiorità numerica non fu un problema per il team Hogan, visto che Tito Santana eliminò Warlord dopo appena 28 secondi! Subito dopo però fu il turno di Santana di venire eliminato, ma non sembravano comunque esserci dubbi su chi avrebbe trionfato: con Hulk Hogan e Ultimate Warrior in coppia neanche con le cannonate Ted DiBiase e soci avrebbero prevalere! E infatti i due fecero piazza pulita (tanto che Rick Martel preferì farsi eliminare per count out piuttosto che rischiare la pelle sul ring con loro!), buttando fuori prima il “Million Dollar Man” e poi Hercules con una facilità disarmante, confermandosi come le due forze più potenti in circolazione.

Sopravvissuti

Survivor Series era ormai storia, e subito dopo Ultimate Warrior dovette difendere il titolo WWF a The Main Event contro Ted DiBiase, riuscendo a prevalere per squalifica a causa dell’intervento di Virgil, ma quello che davvero fece discutere fu il post-match, dove fu preso alla sprovvista da Queen Sherri e dal “Macho King” Randy Savage, che dopo settimane di assenza si era finalmente fatto rivedere a Survivor Series per una breve intervista, e che ora si fece avanti per affrontare Ultimate Warrior! Savage aveva passato giorni e giorni dietro le quinte, preferendo operare nell’ombra delegando a Sherri i confronti col campione WWF, dando l’ordine di provocarlo per fargli scaricare tutta la sua rinomata energia: ma ora Savage era tornato a farsi vedere, attaccando il Guerriero quando meno se l’aspettava, e usando sia Sherri che il suo scettro per colpirlo più che poteva, nonostante un’intera schiera di arbitri e personalità del management avesse cercato di tenerlo a freno!

Il management WWF salva Ultimate Warrior

A The Main Event ci fu anche un rematch tra Rick Martel e Tito Santana (dove anche stavolta fu “The Model” a prevalere, stavolta grazie alla sua Boston Crab) e fu anche l’occasione di vedere finalmente Sgt. Slaughter e Nikolai Volkoff affrontarsi uno contro uno. Ma l’incontro di fatto non avvenne mai, perché Slaughter si “limitò” a massacrare il russo col suo frustino da sergente, ovviamente con l’aiuto del generale Adnan, sempre pronto a sventolare la bandiera irachena ad ogni gesto tirannico di Slaughter. Non importava quanti cori “U-S-A! U-S-A!” i fan cantassero, la crudeltà di Sgt. Slaughter non si placò, almeno finché in soccorso di Volkoff non arrivò il solito “Hacksaw” Jim Duggan, che preservò come poteva la salute dell’amico. Ma la lista di Slaughter non finiva con Volkoff, perché quanto avvenuto a Survivor Series con Tito Santana non poteva restare impunito, e l’ex marine decise di affrontare il messicano pochi giorni dopo durante una puntata di WWF Superstars, riservandogli lo stesso trattamento di Volkoff, umiliandolo con la bandiera irachena.

Ma Jim Duggan venne anche stavolta a fare giustizia in onore del suo Paese, disarmando Slaughter della bandiera irachena col suo 2×4, per poi prenderla e pestarla coi suoi stivali! Duggan aveva osato mancare di rispetto alla nuova bandiera di Slaughter: era l’affronto definitivo, e ora chissà l’ex marine cosa avrebbe avuto in serbo per lui!

The Main Event diede anche la possibilità a Bobby “The Brain” Heenan di provare a sferrare un ultimo, duro colpo a Big Boss Man, visto che i due a Survivor Series erano stati impegnati in altre faccende: con la sospensione a tempo indeterminato di “Ravishing” Rick Rude, Heenan mandò contro Big Boss Man il suo campione più grande, Mr. Perfect, che nonostante il suo atletismo sembrava faticare contro l’ex poliziotto.

A quel punto Heenan intervenne come solo lui sapeva fare, sapendo bene che sarebbe sarebbe stata un’esca facile per Big Boss Man, che infatti si disinteressò al match per inseguire “The Brain” nel backstage! Grazie a questo piccolo trucco Mr. Perfect si aggiudicò il match per count out, a dimostrazione di quanto Heenan sapesse essere pericoloso anche senza Rude, e Big Boss Man avrebbe fatto meglio a ricordarlo!

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