Settembre 1990: anche in Europa arriva il Game Boy, debuttano in TV Flash, Willy il Principe di Bel-Air, Law & Order, e I Tiny Toons, al cinema escono Quei Bravi Ragazzi, King of New York, Colpi Proibiti, e Cartoline Dall’Inferno, mentre gli AC/DC tornano in vetta con Thunderstruck:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Ultimate Warrior

Campione Intercontinentale: Texas Tornado

Campioni di coppia: la Hart Foundation (Bret Hart & Jim Neidhart)

Il Golfo a Stamford

Il trionfale ritorno di Hulk Hogan, la conferma di Ultimate Warrior a campione WWF, e le vittorie di Texas Tornado del titolo Intercontinentale e della Hart Foundation delle cinture di coppia a SummerSlam furono una confortante risposta alle forze del male, purtroppo sempre più forti e persistenti, anche al di fuori della WWF. Ad agosto infatti, mentre i fan attendevano con trepidazione l’evento dell’estate, dall’altra parte del mondo era scoppiata la Guerra del Golfo: l’Iraq aveva infatti invaso il Kuwait per le sue riserve petrolifere su ordine del dittatore iracheno Saddam Hussein. La guerra ancora non c’era, ma le tensioni tra Iraq e Stati Uniti erano alle stelle, con il Presidente George H. Bush che avvertì subito Saddam di arrendersi e lasciare il Kuwait. Richiesta che ovviamente il dittatore non accontentò.

A tutto questo si era aggiunto il ritorno di Sgt. Slaughter, un ex veterano del Vietnam e ora un (presunto) patriota che rinnegava la sua bandiera. Proprio lui, che rappresentando il suo Paese con la sua uniforme militare anni prima aveva difeso l’onore degli Stati Uniti dagli attacchi di Iron Sheik, sembrava non avere alcun interesse a essere un faro di speranza e patriottismo, neanche di fronte a un momento tanto teso come il conflitto in Iraq. Anzi, a suo dire Slaughter aveva trovato un Paese a cui secondo lui l’America doveva ispirarsi per tornare grande, un’autentica potenza militare da prendere come esempio… e quel Paese era proprio l’Iraq!

Slaughter era passato ufficialmente dalla parte del nemico, e come se non fosse abbastanza presentò al Brother Love Show l’unico uomo di cui riconosceva l’autorità… il generale Adnan! Non appena il generale entrò l’arena l’atmosfera si fece rovente, se quella sera nessuno del pubblico oltrepassò le barriere di sicurezza per mettere le mani addosso a Slaughter e Adnan fu un autentico miracolo e una grande dimostrazione di autocontrollo da parte del pubblico, perché con le tensioni che stavano accadendo tra il governo americano e quello iracheno, i due stavano davvero giocando col fuoco! Adnan altri non era che Adnan Al-Kaissie, ex wrestler iracheno che nel 1971 nella sua Baghdad fu addirittura uno dei primi a battere un giovane e inesperto André the Giant, ed era soprattutto un grande amico di Saddam Hussein, il nuovo nemico n.1 d’America!

Il generale Adnan insieme a Saddam Hussein

Senza alcune vergogna per essersi venduto alle forze irachene e indossare comunque un uniforme militare americana, Sgt. Slaughter continuava a vedere nella simpatia che tutti provavano per Nikolai Volkoff il simbolo della volubilità e della debolezza americana, e decretò proprio il russo come il suo obiettivo numero 1 per lanciare un messaggio alla nazione. I due erano già incrociati durante un’intervista di Slaughter, con Volkoff che gli sventolò in faccia la bandiera americana ribadendo a chi appartenesse ora il suo cuore. Assurdo ma vero, un uomo con la falce e il martello aveva più a cuore gli Stati Uniti di un ex marine! Presto però Sgt. Slaughter e Adnan dalle provocazioni passarono ai fatti, attaccando vigliaccamente Volkoff durante un suo match contro l’ex partner Boris Zhukov, confermando che non si sarebbero limitati alle semplici dichiarazioni: ormai era guerra!

Il Re contro il Guerriero

Dopo aver battuto in una sola serata sia Sapphire che Dusty Rhodes, Queen Sherri e il “Macho King” Randy Savage potevano ritenersi più che felici. In fondo da quando avevano iniziato il loro sodalizio si erano tolti parecchie soddisfazioni, eppure mancava qualcosa, quel qualcosa che avrebbe reso il loro status di reali persino più elevato: riconquistare quella cosa che il suo Re aveva detenuto con tanto orgoglio per più di un anno… il titolo WWF! Sicura che nessuno avesse più diritto al titolo di Savage, Sherri andò direttamente al Brother Love Show per provocare Ultimate Warrior e costringerlo a venire allo scoperto, definendolo un codardo e portando con sé un contratto già firmato dal “Macho King”, a cui mancava solo la controfirma del Guerriero, perché quello era un contratto per un match titolato!

Ultimate Warrior di certo non temeva Randy Savage, ma non sembrava affatto intenzionato a firmare il contratto, tanto che lo stracciò! A lui infatti non servivano contratti o altra burocrazia per accogliere le sfide, e se Savage voleva davvero il titolo WWF non serviva firmare nessun pezzo di carta, perché bastava venire da lui! Per quanto il Guerriero avesse accolto la sfida, Sherri sembrava esterrefatta di fronte al suo gesto, e rispose al campione WWF con un sonoro schiaffo! A quel punto Ultimate Warrior sembrava una bomba all’idrogeno pronta ad esplodere, ma per quanto la sua energia fosse incontenibile, persino lui non avrebbe mai colpito una donna, e conscia di questo Sherri gli mollò altri due schiaffi! A quel punto il Guerriero si sfogò distruggendo il set del Brother Love Show, per poi correre nel backstage in cerca di Savage! Ultimate Warrior era una furia: tutta la carica e la rabbia accumulata con Sherri esplosero nel backstage, dove se la prese con chiunque gli capitasse a tiro, lasciando dietro di sé una scia di devastazione equiparabile a un tornado!

Non solo non trovò Savage in nessun angolo dell’arena, ma sembrava completamente sparito anche le settimane successive: parlava solo attraverso Sherri o messaggi pre-registrati, e non importava quanto Ultimate Warrior lo cercasse nel backstage, il “Macho King” sembrava essersi volatilizzato. Savage puntava a sfinire il Guerriero fisicamente e mentalemente, facendogli scaricare tutta l’energia di cui disponeva, ma sempre pronto a colpire quando meno se lo sarebbe aspettato. Ma quando?

Nessuno tocchi mia madre

Intanto dopo essere stato costretto a saltare SummerSlam tornò a farsi vedere Tugboat, che ribadì ad Hulk Hogan che poteva sempre contare su di lui casomai Earthquake e Dino Bravo si fossero fatti nuovamente vivi. In assenza di Tugboat comunque se l’era cavata ottimamente Big Boss Man, che però sembrava avere altri pensieri per la testa: era infatti stanco di sentire Bobby “The Brain” Heenan al tavolo del commento che con lui si era spinto particolarmente oltre insultando addirittura sua madre in diretta televisiva!

Tra calunnie e falsità quell’estate Big Boss Man si era già visto entrare nella sua vita privata Ted DiBiase, ma non aveva intenzione di lasciar correre tanto facilmente gli attacchi a sua madre, e punì Heenan durante una puntata di Wrestling Challenge, strappandolo dal tavolo del commento per ammanettarlo a una barriera di sicurezza per l’intera puntata!

A nulla servirono i tentativi di liberarlo di “Ravishing” Rick Rude, Heenan passò tutto il tempo fermo come uno stoccafisso, avendo però tutto il tempo di pensare per come vendicarsi del poliziotto. Di certo non gli fece cambiare idea, visto che la settimana dopo proprio Rude rincarò la dose, insultando la madre di Big Boss Man in modo persino più feroce e volgare di quanto fatto da Heenan, mostrando di non avere alcuna paura di lui.

Pensare a Heenan fece dimenticare a Big Boss Man Ted DiBiase, che intanto aveva colpito al cuore Dusty Rhodes corrompendo l’innocente Sapphire, che si era mostrata per chi era davvero. Il “Million Dollar Man” aveva provato all’American Dream che il popolo in cui lui tanto credeva non aveva quella nobilità d’animo tanto idealizzata, e che anzi era corruttibile come chiunque altro di fronte ai suoi soldi. DiBiase tenne Sapphire tra le sue file, facendogli fare da serva per i compiti più umilianti (DiBiase si mostrò addirittura mentre le faceva stirare i suoi dollari!). Ora bisognava solo aspettare come avrebbe risposto Rhodes…


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