Luglio 1990: la Germania vince il Mondiale, Calisto Tanzi acquista il Parma Calcio, Ucraina e Biellorussia si dichiarano indipendenti dall’URSS, Stefan Edberg e Martina Navratilova vincono i rispettivi tornei di Wimbledon, al cinema escono Ghost, 58 Minuti Per Morire, Piccola Peste, Presunto Innocente, Il Boss e la Matricola, e I Pronipoti: Il Film, mentre Ice Ice Baby di Vanilla Ice diventa il primo brano di un rapper bianco ad andare in vetta alle classifiche:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Ultimate Warrior
– Campione Intercontinentale: Mr. Perfect
– Campioni di coppia: i Demolition (Ax, Smash, e Crush)
Chi trova un amico…
Finalmente dopo settimane di assoluto silenzio, Hulk Hogan tornò a farsi vedere, anche se solo con un messaggio preregistrato, per dare una spiegazione alla sua assenza. In fondo sapeva di doverlo ai suoi fan, soprattutto dopo tutte le cartoline di affetto ricevute. Hogan apparì sinceramente provato, senza la sua sua solita energica voce, parlando molto lentamente, alimentando in tutti i fan la paura che quelle parole potessero essere un preambolo all’annuncio del suo ritiro: voci che nelle settimane si erano fatte sempre più insistenti, ma che tutti erano terrorizzati a sentire. Non appena parlò, Hogan ci tenne a ringraziare tutti gli Hulkamaniacs che gli avevano scritto per fargli sentire la loro vicinanza, scaldandogli il cuore nel momento più delicato della sua carriera, un momento in cui aveva bisogno del loro supporto più che mai. L’Hulkster ringraziò specialmente Tugboat, amico vero e sincero, l’unico che era riuscito a farlo sorridere in un momento tanto difficile.
Sebbene rassicurato d quanto gli Hulkamaniacs non aspettassero altro che rivederlo in azione, Hogan confermò di aver pensato seriamente all’ipotesi del ritiro, così da andarsene quando era ancora in forma, piuttosto che andare incontro all’inevitabile parabola discendente. Scomparire lo aveva riflettere su varie cose, anche sulla sua eredità dopo tanti anni al vertice: sapeva bene che prima o poi non sarebbe più stato il più forte in circolazione, e sapeva bene che un giorno qualcuno avrebbe preso il suo posto, magari proprio un giovane Hulkamaniac cresciuto col suo monito ad “allenarsi, dire le preghiere, e prendere le vitamine”, ma non poteva accettare che a spodestarlo fosse un bullo troppo cresciuto come Earthquake, che sapeva usare la sua forza non per ispirare ma solo per seminare terrore.
E in quell’istante, nel momento apparentemente più malinconico, a Hogan sembrò tornare la voce, l’energia, e le espressioni tornarono ad essere quelle del caro vecchio Hulk Hogan, che disse quello che tutti speravano di sentirgli dire: non si sarebbe ritirato, anzi, sarebbe tornato più carico e motivato che mai… per affrontare Earthquake a SummerSlam! E non importava di quante armi disponesse Jimmy Hart, non importava quanti tirapiedi come Dino Bravo potesse scagliargli contro, perché avrebbero trovato Tugboat all’angolo dell’Hulkster!

Dopo il lieto annuncio, Hogan fece il suo grande ritorno al Saturday Night’s Main Event per un’intervista con Vince McMahon, dove ricevette un’accoglienza calorosa come poche, ai livelli di quella per la sua prima vittoria del titolo WWF contro Iron Sheik, o durante l’epico scontro con André the Giant: non era solo un’ovazione, ma un sospiro di sollievo di tutti i fan, felici che l’Hulkster avesse deciso di continuare a combattere per sé, per loro, e per la giustizia!
Giunto sul ring per l’intervista, Hogan dimostrò di aver superato il suo momento buio, perché senza esitare invitò Earthquake a farsi avanti! Non passò neanche un minuto che si presentarono Earthquake e Dino Bravo, un tandem che avrebbe potuto vincere qualsiasi guerra, ma anche se era da solo Hogan non sembrava affatto preoccupato: i suoi Hulkamaniacs gli avevano fatto ritrovare gli occhi della tigre, e poi riponeva fiducia illimitata in Tugboat, che infatti raggiunse l’Hulkster senza farsi pregare, costringendo Earthquake e Bravo alla fuga. La guerra tra Earthquake e Hulk Hogan era ufficialmente ripresa, ma stavolta l’Hulkster se la sarebbe giocata ad armi pari!

Il Destino incontra i Demolitori
SummerSlam avrebbe avuto dunque due main event: il match tra Hulk Hogan ed Earthquake, e la resa dei conti finale tra Ultimate Warrior e “Ravishing” Rick Rude per il titolo WWF, che non si sarebbe svolto in un match qualsiasi, bensì in uno Steel Cage match! Poteva essere un’arma a doppio taglio per il campione WWF: schienare Ultimate Warrior una seconda volta per Rude sarebbe stata un’impresa, ma con le regole dello Steel Cage match non ne avrebbe neanche avuto bisogno per poter trionfare!
Ma per mettere alla prova il suo nuovo fisico -ancor più tirato a lucido dopo gli ultimi, intensissimi allenamenti- Rude non avrebbe dovuto aspettare SummerSlam, perché lui e Ultimate Warrior si affrontarono prima al Saturday Night’s Main Event, in una serata speciale dove furono difesi tutti i titoli della WWF. Ultimate Warrior mantenne il titolo solo per squalifica a causa dell’intervento di Bobby Heenan, ma il Guerriero fu comunque autore di una prestazione mostruosa, particolarmente esaltante quando trascinò Rude in giro con una Gorilla Press Slam (!) come fosse un peso leggero, e riuscendo persino ad uscire dalla Rude Awakening!

Quella sera furono messi in palio anche i titoli di coppia dei Demolition, pronti a difenderli dall’assalto dei Rockers, un test che li avrebbe scaldati per bene prima di affrontare la Hart Foundation in un 2 Out of 3 Falls match a SummerSlam. I Demolition usarono l’ormai sdoganata Freebird rule (a combattere infatti furono Smash & Crush, con Ax vigile in un angolo sempre pronto a intervenire lontano dagli occhi dell’arbitro) e sconfissero Marty Jannetty & Shawn Michaels grazie alla loro superiorità numerica, confermando come ormai di combattere correttamente non gli importasse più nulla. Nessuno sapeva come sarebbe andata a finire a SummerSlam, quel che era certo però è che la Hart Foundation avrebbe avuto tutto il tifo dalla loro: non solo perché i fan sognavano di vederli di nuovo con le cinture alla vita, ma anche perché da quando avevano reclutato Crush i Demolition tornarono a giocare sporco, proprio come ai tempi in cui Mr. Fuji era il loro manager.

Ma che a trionfare fossero stati i Demolition o la Hart Foundation poco importava, perché in WWF debuttò una nuova coppia, che però non aveva di certo bisogno di presentazioni, perché erano considerati il più grande duo che il wrestling avesse mai visto. Nella loro prima apparizione infatti non ebbero la neutra accoglienza dei debuttanti, ma quella di leggende viventi, il cui nome incuteva timore nel cuore degli avversari solo a sentirlo… loro erano Hawk & Animal, i Legion of Doom! Conosciuti in tutto il mondo con il nome di Road Warriors, Hawk & Animal avevano vinto titoli ovunque avessero messo piede: in Giappone, in NWA, nell’AWA, in WCW, e in tante altre federazioni, tanto da essere considerati il più grande team a non essere mai stato in WWF, ma ora che erano giunti nella federazione n.1 d’America, si potevano finalmente confrontare col meglio del meglio, così da ribadire perché fossero la più grande coppia che il wrestling avesse mai visto!

Gli stessi Demolition sembravano aver preso ispirazione da loro, dal colorato facepaint, al look alla Mad Max, ma ora che gli “demolitori” originali erano in WWF un confronto sembrava inevitabile! Il loro curriculum parlava da sé, e pertanto mentre furono ospiti al Brother Love Show i Legion of Doom, senza alcuna falsa modestia, si candidarono a sfidare chiunque fosse uscito con le cinture di coppa da SummerSlam!
Il debutto dei Legion of Doom non fu l’unica novità nella categoria di coppia: da poco gli Young Stallions si erano separati, con Paul Roma che iniziò una carriera da singolo senza particolari risultati, finché un giorno dopo un match perso contro Dino Bravo non perse le staffe. A farne le spese furono i Rockers (che si stavano dirigendo nel ring per il loro match, subito dopo quello di Roma), subendo l’ira dell’ex Young Stallion. Ad aiutare Roma arrivò a sorpresa Hercules, che dopo essere stato per tanto tempo dalla parte del bene sembrò aver cambiato attitudine, senza alcun motivo apparente. Ma non ci volle molto prima di capire il motivo del suo cambio di schieramento: Slick, il suo primissimo manager, aveva ricucito i rapporti con lui, e visto che dopo lo scioglimento dei Twin Towers era sprovvisto di una coppia, decise di mettere insieme il suo vecchio/nuovo cliente con Paul Roma per formare un nuovo team, che si sarebbero ribattezzati… i Power of Glory!

Proprio come Ultimate Warrior e i Demolition, al Saturday Night’s Main Event mantenne la cintura anche Mr. Perfect, che sconfisse Tito Santana in un rematch della finale del torneo per il titolo Intercontinentale visto 2 mesi prima, confermandosi in dirittura d’arrivo verso SummerSlam con il titolo, pronto ad affrontare Brutus “The Barber” Beefcake.
Ci fu un solo match non titolato quella sera, ma comunque di una certa importanza, perché vide il debutto di Texas Tornado, che nel suo primo match in WWF sconfisse Buddy Rose. Texas Tornado non era un wrestler qualsiasi, perché come dissero anche Vince McMahon e Jesse “The Body” Ventura al tavolo del commento altri non era che Kerry Von Erich, ex campione NWA e figlio di una delle più grandi dinastie del mondo del wrestling: la famiglia Von Erich, il cui patriarca -Fritz- aveva dato i natali anche ai suoi fratelli Kevin, David, Mike, e Chris, tutti wrestler che si erano fatti valere soprattutto nel territorio texano.

(Ri)nato il 4 luglio
La card di SummerSlam si preannunciava piuttosto scoppiettante: l’evento dell’estate avrebbe visto svolgersi anche il match tra Jake “The Snake” Roberts e Bad News Brown, vecchie scorie risalenti a WrestleMania VI come il match tra Ted DiBiase e Big Boss Man, o quello tra Dusty Rhodes e il “Macho King” Randy Savage, così come il suo “equivalente” femminile, il match tra Sensational Sherri e Sapphire, che si inasprì ulteriormente a causa dei doni che Sapphire iniziò a ricevere da un misterioso benefattore, tutti di un certo valore, come dei lussuosissimi braccialetti d’oro.
La cosa infatti fece infuriare ancora di più Sherri, convinta che gioiello da regina come quello spettasse solo a donne di una certa classe come lei, e non a straccione che non avevano nulla di straordinario come Sapphire, sebbene chi fosse il mittente di quei gioielli era un autentico mistero.
Tutti si chiedevano se a SummerSlam avrebbe trovato spazio Nikolai Volkoff, ormai rinato in una veste completamente nuova: ormai i muri erano caduti, l’URSS era in dissoluzione (solo nei 6 mesi precedenti aveva perso Lituania, Estonia, e Lettonia, mentre quello stesso mese si dichiararono indipendenti Ucraina e Biallorussia), e i vecchi conflitti della guerra fredda apparivano ora anacronistici e appartenenti a un’epoca ormai finita. Il nuovo Volkoff trovò le simpatie persino del patriottico “Hacksaw” Jim Duggan, che sempre pronto a prendere sotto la sua ala chiunque mostrasse sincero rispetto per l’America credette alla sua buona fede, tanto che in occasione della feste d’Indipendenza del 4 luglio gli regalò una bandiera a stelle e strisce! Volkoff ormai era a tutti gli effetti un americano ad honorem.

Questa ondata di patriottismo sembrava a dir poco contagiosa, come un onda che investì tutta la WWF, perché dopo 6 anni di assenza annunciò il ritorno di uno degli uomini più orgogliosamente americani che si fossero mai visti in un ring… Sgt. Slaughter! Ma l’entusiasmo per il suo ritorno ci mise pochissimo a scemare, perché appena Slaughter aprì bocca divenne chiaro che non era l’orgoglioso sergente che se n’era andato anni prima. Slaughter era diverso: rabbioso e pieno di rancore verso il suo stesso Paese, di cui si dichiarava deluso.

Per lui l’America si era rammollita, ed era diventata ormai irriconoscibile agli occhi di un orgoglioso ex marine come lui. Questo nuovo Sgt, Slaughter sollevò numerose domande: perché di colpo era diventato così cinico? Cosa avrebbe comportato un uomo della sua esperienza avverso al suo stesso Paese? Ma soprattutto, che razza di mondo era quello dove un russo mostrava più amore verso gli Stati Uniti di un ex marine a stelle e strisce?




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