Febbraio 1990: Nelson Mandela viene finalmente scarcerato dopo 27 anni, a Tokyo Mike Tyson va KO per la prima volta in carriera e perde il titolo mondiale, si spegne Keith Haring, in Giappone debutta l’anime Samurai Per Una Pizza, al cinema escono Nuovo Cinema Paradiso, Poliziotti a Due Zampe, Revenge, e Gli Uomini Della Mia Vita, mentre risuona in radio She Drives Me Crazy dei Fine Young Cannibals: 

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Hulk Hogan

Campione Intercontinentale: Ultimate Warrior

Campioni di coppia: la Colossal Connection (André the Giant & Haku)

Campionessa femminile: Rockin’ Robin

I dominatori dell’universo

Nel corso della sua leggendaria carriera Hulk Hogan aveva affrontato avversari formidabili dalla forza straordinaria e giganti apparentemente imbattibili come André the Giant, King Kong Bundy, Big John Studd, Kamala, e per ultimo Zeus, ma mai nessuno che sapesse pareggiare e annullare la sua forza come Ultimate Warrior. Il loro confronto a Royal Rumble aveva aperto accesi dibattiti  tra i fan, che ormai non parlavano d’altro, tutti impelagati in una sola fatidica domanda: chi era il più forte tra i due?

Chi è il più forte?

La carriera naturalmente era dalla parte di Hulk Hogan, ma il Guerriero in pochissimo tempo aveva accumulato risultati impressionanti: aveva messo fine al regno Intercontinentale più lungo di sempre in appena 30 secondi, aveva elevato il prestigio della cintura quasi alla pari di quella mondiale, aveva distrutto e umiliato André the Giant con una facilità che neanche Hogan aveva avuto, nessuno era mai riuscito a schienarlo in modo pulito, ed era stato l’unico a non soccombere alla forza di Hogan. Per un campione come l’Hulkster il pensiero che potesse esistere qualcuno forte tanto quanto lui era un motivo più che sufficiente per non dormire la notte, e il pensiero che quel qualcuno potenzialmente potesse persino batterlo ancor di più, e pertanto invitò il Guerriero ad accettare quella che definì la “ultimate challenge”, la sfida definitiva!

Per il Guerriero era un’opportunità troppo ghiotta, soprattutto ora che aveva “scoperto” di potersela giocare alla pari con Hulk Hogan, ma bisognava prima aspettare il verdetto del presidente WWF Jack Tunney, che non era affatto scontato: Ultimate Warrior era già detentore di una cintura, e non era mai successo che il campione Intercontinentale competesse per il titolo mondiale. Ma d’altro canto nessuno sembrava in grado di strappare il titolo al Guerriero, e Hulk Hogan vs Ultimate Warrior era un match che si vendeva da solo, dunque Tunney non poté che decretare il main event di WrestleMania VI, che Tunney definì il più grande della storia della WWF, persino più di quello di WrestleMania III: il campione WWF contro il campione Intercontinentale, due forza uguali e contrarie che si scontravano per decretare quale fosse quella dominante… in altre parole, Hulk Hogan vs Ultimate Warrior!

L’annuncio riempì di adrenalina i cuori dei fan di tutto il mondo, e tante domande iniziarono a serpeggiare: chi era il più forte? Chi avrebbe vinto? Il pubblico da che parte sarebbe stato? E soprattutto, quale cintura sarebbe stata in palio? Tante domande che Hulk Hogan voleva fugare senza alcuna controversia o nulla da recriminare: sarebbe stata la sfida definitiva, dunque doveva essere lo scontro più pulito possibile, dove il vincitore sarebbe stato assoluto e indiscusso, pertanto l’Hulkster promise che nelle settimane precedenti a WrestleMania VI avrebbe protetto Ultimate Warrior, perché non né aiuti, né scorciatoie, né scuse, ma solo Ultimate Warrior al massimo della forma.

Vegliare su di lui avrebbe incluso ovviamente The Main Event, dove il Guerriero fu impegnato a difendere la cintura Intercontinentale contro Dino Bravo, ma l’Hulkster avrebbe dovuto pensare anche e soprattutto a sé stesso, perché nella stessa serata avrebbe dovuto a sua volta difendere il titolo WWF contro il “Macho King” Randy Savage. Ma Ultimate Warrior lo avrebbe protetto come avrebbe fatto lui?

Prima di avere Hulk Hogan vs Ultimate Warrior bisognava infatti aspettare il match col “Macho King”, che non venne arbitrato da “Iron” Mike Tyson come annunciato, perché pochi giorni prima era avvenuto uno degli eventi più scioccanti della storia della boxe: Tyson venne messo KO per la prima volta in carriera a Tokyo, perdendo il titolo dei pesi massimi per mano di Buster Douglas. Di conseguenza fu proprio Douglas ad arbitrare l’incontro: un nome che forse non incuteva il timore di Mike Tyson, ma di certo fare gli spiritosi col pugile che aveva messo KO Tyson non era comunque una buona idea!

Buster Douglas contro Mike Tyson a Tokyo

Con la ultimate challenge con Ultimate Warrior a WrestleMania VI gli stimoli a vincere per Hulk Hogan furono persino più forti del solito, e riuscì a battere nuovamente Savage grazie alla sua Leg Drop, proprio come a WrestleMania V, archiviando forse per sempre la rivalità con l’ex Mega Powers. Il “Macho King” protestò per l’esito del match, prendendosela con Douglas fino a dargli persino uno schiaffo, ma ad avere l’ultima parola fu il nuovo campione di boxe, che lo mettesse KO con un gancio destro!

A quel punto gli occhi furono tutti per il main event tra il Guerriero e Dino Bravo, che proprio come Survivor Series andò nuovamente al campione Intercontinentale, un’ulteriore testimonianza di quanto ormai Ultimate Warrior fosse sempre più centrale nei piani della WWF. Il Guerriero e l’Hulkster si sarebbero affrontati per decretare il migliore della WWF, ma se c’era qualcuno che in quanto a semplice forza fisica poteva giocarsela con entrambi quello era proprio Bravo.

Ad ogni modo Ultimate Warrior riuscì a dimostrarsi nuovamente superiore e a battere di netto Bravo, oltre a tenere testa a bordo ring a Jimmy Hart (che venne letteralmente ridotto in mutande!) e Canadian Earthquake, che però a match finito cercò di fargliela pagare. Ma Hulk Hogan non avrebbe mai permesso che Ultimate Warrior arrivasse a WrestleMania VI scarico o malridotto, e come promesso arrivò in suo soccorso. 

Hulk Hogan si getta in soccorso di Ultimate Warrior

Verso la gloria

Di certo a WrestleMania VI non sarebbe stata invece difesa la cintura femminile, perché nel mese di febbraio la campionessa Rockin’ Robin lasciò la WWF, senza però che la federazione annunciasse nulla per l’incoronazione di una nuova campionessa, ponendo di fatto la parola fine alla cintura. A 6 anni dall’acquisizione delle cintura femminile NWA da parte della WWF, che ebbe un ruolo centrale in una delle rivalità che favorì l’ascesa del rock ‘n wrestling -ossia Fabulous Moolah contro Wendi Richter- finì così la lunga storia della cintura, attiva sin dal 1956. Una cintura che ormai in WWF veniva difesa molto raramente, di cui i fan si erano persino dimenticati, ma dalla storia gloriosa e dal passato indubbiamente importante, e che chissà, forse in futuro avrebbe trovato giorni migliori.

Rockin’ Robin, l’ultima campionessa femminile

Ma a WrestleMania VI non sarebbero comunque mancate le sfide entusiasmanti: dopo quanto accaduto nella Royal Rumble tra “Rowdy” Roddy Piper e Bad News Brown i nervi tra i due erano a fior di pelle, e i fan già scalpitavano all’idea di un match tra i due. A Brown non era bastato eliminare Piper dalla Rumble pur essendo stato eliminato a sua volta, ma mise il dito nella piaga deridendo il tipico kilt di “Hot Rod”, paragonandolo a una gonna da donna. Brown osò persino prendersi gioco di lui al microfono di “Mean” Gene Okerlund, con Piper che interruppe l’intervista per farla pagare al duro di Harlem.

La sfida ormai era stata lanciata, e vedendo come protagonisti due dei più grandi attaccabrighe della federazione sarebbe potuto succedere di tutto: da una parte l’uomo cresciuto nelle dure strade del ghetto, dall’altra un uomo che non si sarebbe mai tirato fuori da una rissa neanche sotto tortura… c’era solo una cosa sicura: chiunque avesse vinto, l’altro non sarebbe più stato in grado di camminare sulle proprie gambe!

Mr. Perfect e The Genius intanto tramavano vendetta contro Brutus “The Barber” Beefcake: l’umiliante taglio che Beefcake aveva riservato al Genio a Royal Rumble (seppur interrotto in tempo da Mr. Perfect) era qualcosa che non si poteva perdonare, soprattutto per chi -come loro- cercava di darsi una certa legittimità per sfidare Hulk Hogan, e per fargliela pagare i due intervennero in un match di Beefcake contro “Ravishing” Rick Rude, così da lanciargli il messaggio più importante di tutti: non glie l’avrebbero perdonata facilmente!

Nel frattempo  Rick Martel prendeva sempre più sul serio il suo nuovo ruolo di modello. Non bastava più indossare abiti costosi o guardare con spocchia tutti, perché creò persino un profumo personalizzato, chiamato “Arrogance” (un nome che certamente si adattava alla sua nuova attitudine), contenuto all’interno di uno spruzzatore per pesticida.

(Not) All Cops Are Bastards

Ted DiBiase si sentiva come nudo senza la sua cintura da un milione di dollari: nonostante i numerosi tentativi fatti sia da lui che da Virgil la Million Dollar Belt era ancora in possesso di Jake “The Snake” Roberts e del suo fedele Damian, che ormai l’avevano intrisa di più veleno che diamanti. Il “Million Dollar Belt” chiese aiuto al suo amico Slick, che gli offrì i servizi di Big Boss Man per recuperare la sua cintura: in fondo cosa c’era di meglio di un ex poliziotto per riappropriarsi di un furto?

Usando tutti i suoi mezzi, dal manganello alle manette, Big Boss Man riuscì a tenere a bada “The Snake” quanto bastava per ammanettarlo al ring e impadronirsi del suo sacco, così da consegnarlo a DiBiase, che pieno di sé si recò subito nell’angolo dedicato al Brother Love Show per autocelebrarsi, e dove in cambio dei loro servizi diede a Slick e a Big Boss Man un mucchio di soldi. Ma fu proprio quello a far riflettere quest’ultimo. Big Boss Man mise infatti in chiare alcune cose: lui aveva accettato l’incarico solo perché da ex poliziotto era suo dovere intervenire in un furto di proprietà, ma comprare i suoi servizi per soldi equivaleva a corruzione, e Big Boss Man era tutto tranne che un poliziotto corrotto!

Il “Million Dollar Man” era allibito dalla sua reazione, incredulo che qualcuno rifiutasse i suoi soldi, per di più a lavoro già compiuto, ma Big Boss Man aveva una tempra morale molto più grande di quanto avesse mai fatto credere, tanto che liberò Roberts dalle manette, riconoscendogli persino il sacco con Damian e la Million Dollar Belt!

Tutti i fan furono tanto felici quanto increduli: sin dal suo beutto Big Boss Man si era sempre dimostrato come uno dei wrestler più spregevoli e crudeli del roster, eppure sotto la sua scorza di duro si celava un insospettabile uomo di principi, che poteva anche avere svariati lati oscuri, ma che di certo non era un corrotto! Dopo un tale affronto, Ted DiBiase fu più che felice di dare i soldi che Big Boss Man aveva rifiutato al suo (ormai ex) partner Akeem, affinché si occupasse di lui!

Lascia un commento

In voga