Gennaio 1990: apre il primo McDonald’s in Unione Sovietica, iniziano gli anni ‘90, si conclude Miami Vice, in Inghilterra debutta Mr. Bean, si dissolve il partito comunista jugoslavo, il sindaco di Washington Marion Barry viene arrestato per possesso di droga, al cinema escono Tremors, Non Aprite Quella Porta III, e Pronti a Tutto, mentre MC Hammer pubblica la sua celebre Can’t Touch This:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Ultimate Warrior
– Campioni di coppia: la Colossal Connection (André the Giant & Haku)
– Campionessa femminile: Rockin’ Robin
La Rissa più grande di sempre
Gli anni ‘80, che erano stati tanto generosi con la WWF, si erano conclusi, e gli anni ‘90 appena iniziati non sembravano presagire altro che un altro decennio glorioso fatto di sfide elettrizzanti e rivalità epiche. Dopo l’ennesima sconfitta rimediata contro Hulk Hogan Zeus sparì dalla circolazione, dunque la guerra al campione WWF sarebbe stata proseguita dal solo “Macho King” Randy Savage, che non aspettava altro che il rematch di WrestleMania V. Ma il match non sarebbe avvenuto subito, perché come da tradizione gennaio sarebbe stato il mese di Royal Rumble e dell’omonimo Royal Rumble match a racchiudere le principali stelle della WWF. A questa edizione avrebbero infatti partecipato Hulk Hogan, Randy Savage, Ultimate Warrior, Ted DiBiase, Jake Roberts, André the Giant, Roddy Piper, Mr. Perfect, Rick Rude, Jimmy Snuka, Dusty Rhodes, Honky Tonk Man, e tanti altri, per quella che si preannunciava come la Royal Rumble con più starpower di sempre!

Per tutti i grandi favoriti erano Hulk Hogan e Ultimate Warrior, che nelle rispettive interviste confermarono di vedersi a vicenda come i principali “ostacoli” alla vittoria della Royal Rumble. Ma l’Hulkster non avrebbe dovuto occuparsi solo del Guerriero, perché la Royal Rumble avrebbe visto incrociarsi tante di quelle rivalità da far girare la testa, inclusa quella ancora aperta con Randy Savage, o i suoi nuovi avversari Mr. Perfect e The Genius, così come quella tra Dino Bravo e Ultimate Warrior, o tra Ted DiBiase e Jake “The Snake” Roberts, che sfociò in nuovi scenari. A Roberts infatti non bastava aver vinto il Survivor Series match contro DiBiase a Survivor Series, voleva anche colpire la cosa a cui il “Million Dollar Man” teneva di più… la sua Million Dollar Belt!

Roberts riuscì a rubare la cintura durante un match di DiBiase, mettendola nel sacco dove dimorava Damian. Adesso riprenderla per il “Million Dollar Man” era tutt’altro che facile, perché Roberts la portava sempre con sé nel sacco, col fedele Damian a fare da guardia. A nulla servirono i tentativi di DiBiase di riprendersela, anche quando mandò Virgil, bloccato ogni volta dal terrore che suscitava Damian, e il sacco di Roberts sembrava assolutamente off limits.
Non c’era comunque da attendere molto prima di vederli di nuovo l’uno contro l’altro, perché Roberts e DiBiase si sarebbero ritrovati (sempre che resistessero abbastanza nel ring) nella Royal Rumble, dove invece non ci sarebbero stati Ronnie Garvin e Greg “The Hammer” Valentine, perché al contrario di altri avrebbero avuto il privilegio di un match tutto loro, uno scontro finale per mettere fine a una rivalità che durava da quasi un anno. A porre fine alla loro faida sarebbe stato un match inedito in WWF, un Submission match!
Le regole non potevano essere più semplici: si poteva vincere solo sottomettendo l’avversario, una stipulazione che apparentemente favoriva Greg Valentine visto che da mesi, grazie a un infortunio piuttosto sospetto, poteva beneficiare dell’aiuto del suo parastinchi per rendere più efficace la sua Figure 4 Leg Lock.

Ma al Brother Love Show Garvin ebbe una brutta notizie per “The Hammer”: aver subito da lui la Figure 4 aveva apportati “seri danni” alla sua gamba, e di conseguenza aveva ottenuto l’autorizzazione dal presidente WWF Jack Tunney di indossare un parastinchi simile! Non solo Valentine aveva perso il vantaggio su cui poggiava da mesi, ma ora quel vantaggio sarebbe appartenuto anche a Garvin in vista del loro Submission match!
21/1/1990 – Royal Rumble 1990

L’Orlando Arena di Orlando, Florida, era in assoluta fibrillazione, per quello che fu l’evento di apertura degli anni ‘90… Royal Rumble 1990! Il primo match della serata fu un Tag Team match tra i Bushwackers e i Fabulous Rougeaus (vinto dai primi), ma il primo vero incontro a infiammare il pubblico fu quello tra The Genius e Brutus “The Barber” Beefcake, che in virtù della sua amicizia con Hulk Hogan decise di dare una lezione a The Genius e Mr. Perfect per conto suo.
Con la folta chioma di cui disponeva The Genius, Beefcake poteva sbizzarrirsi come voleva nel tagliargli i capelli, e appena lo rese privo di sensi con la sua Sleeper Hold afferrò immediatamente le forbici per mettersi all’opera! A salvare il Genio arrivò Mr. Perfect, che interruppe “The Barber” dopo i primi tagli, riservandogli anche un pestaggio completo con tanto di sedia per fargliela pagare.

Seguì poi l’atteso atto finale tra Ronnie Garvin e Greg “The Hammer” Valentine, un Submission match dove poteva succedere di tutto. Lo scontro tra i due, dopo 9 mesi di battaglie, fu epico come previsto: senza nessuna squalifica di mezzo i due tirarono diedero l’anima nel ring, con un’intensità che lasciò il pubblico senza fiato. Naturalmente tra i due il più esperto in fatto di sottomissioni era Valentine, visto che per anni aveva concluso i suoi match con la Figure 4 Leg Lock, ma anche Gavrin aveva dalla sua qualche asso nella manica, perché non appena Valentine lo intrappolò nella Figure 4… Garvin si mise a ridere! Il parastinchi infatti annullava la pressione della Figure 4, dunque la mossa finale di “The Hammer” era totalmente inoffensiva!

Privato della sua arma suprema, Valentine ci mise un pò a rientrare in carreggiata, ma grazie all’aiuto di Jimmy Hart riuscì a sfilare a Gavrin il parastinchi, chiudendolo nuovamente nella sua mossa finale! Ma anche senza parastinchi Garvin resistette stoicamente, e riuscì a tirarsi fuori dalla mossa, per poi privare Valentine del parastinchi: ora se la sarebbero giocata alla pari, da uomo a uomo, fino alla fine! Garvin usò il parastinchi che gli era stato tolto come arma, anche per tenere a bada gli interventi di Jimmy Hart, finché non tirò fuori dal cilindro una mossa proveniente direttamente dal Giappone: una variante della Figure 4, ma eseguita in piedi! Valentine il dolore era lancinante, e cedette dopo pochi secondi, per la gioia del pubblico: Garvin aveva vinto la sua personale guerra con Greg Valentine, regalando al pubblico uno dei match più epici degli ultimi mesi!

Dopo lo spettacolare Submission match, fu il momento di un’edizione speciale del Brother Love Show con ospiti Queen Sherri e Sapphire, in qualità di massime esponenti della bellezza e della bruttezza femminile. Sapphire era probabilmente la donna più appassionata di wrestling che ci fosse in America: nata nel 1934 e appassionata della disciplina sin da bambina, nonostante le limitazioni imposte dalla segregazione viaggiò per tutto il Missouri in cerca di esibizioni di wrestling con la sua passione che la portò persino a fare da autista per vari lottatori e ad ottenere una licenza arbitrale. La sua passione, unita alla sua presenza negli show della WWF, aveva spinto l’American Dream Dusty Rhodes a sceglierla come sua manager alla fine del 1989, premiando una vita interamente dedicata al wrestling.

Brother Love la ospitò solo per permettere a Sherri di insultarla e denigrarla, ma Sapphire aveva visto troppo wrestling per non sapere che ai palloni gonfiati come la “Queen” serviva solo una bella lezione, e rispose a Sherri con un sonoro schiaffo! In difesa della sua Regina arrivò il “Macho King” Randy Savage, e di conseguenza anche Dusty Rhodes, che fece piazza pulita del ring, incluso Brother Love, che venne spedito nel mondo dei sogni con una Body Slam.

Dopo il Brother Love Show fu il turno di un match tra Big Boss Man e “Hacksaw” Jim Duggan, vinto da quest’ultimo, e poi finalmente del momento più atteso della serata… il Royal Rumble match! Il primo a entrare fu Ted DiBiase, come sorta di punizione per quanto fatto l’anno prima, dove aveva comprato il numero 30 da Slick, mentre il numero 2 fu Koko B. Ware. Nonostante il numero sfavorevole, DiBiase iniziò ottimamente, eliminando Koko B. Ware ancor prima che entrasse il numero 3, che si rivelò essere Marty Jannetty, che venne a sua volta eliminato immediatamente. Ma il buon momento di DiBiase durò poco, perché il 4° ingresso si rivelò essere il suo acerrimo nemico Jake “The Snake” Roberts! Da quel momento non ci furono eliminazioni per un pò, perché la competitività aumentò esponenzialmente, perché entrarono in sequenza Randy Savage, Roddy Piper, e Bad News Brown.

Con tanti brutti ceffi, Roberts e Piper (alla sua prima partecipazione alla Royal Rumble) cercarono di fare squadra come meglio poterono. L’alleanza durò poco: Roddy Piper venne eliminato da Bad News Brown, che lo buttò fuori per ripicca dopo essere stato eliminato proprio dallo scozzese, mentre Roberts venne eliminato dal “Macho King”.

Un’eliminazione di cui poteva essere particolarmente felice André the Giant, che entrò poco dopo, visto che proprio “The Snake” era stato responsabile della sua eliminazione l’anno prima, terrorizzandolo con Damian. Naturalmente André fu il principale bersaglio di Ax (entrato pochi minuti dopo di lui), ma in suo soccorso entrò Haku, che venne a sua volta raggiunto da Smash: ora che i Demolition erano al completo potevano finalmente vendicarsi della Colossal Connection! Uniti Ax & Smash erano inarrestabili, e riuscirono a eliminare André, anche se i giganti al match non mancarono, visto che entrarono anche Akeem e Canadian Earthquake (che per essere eliminato richiese la cooperazione di ben 6 uomini!), ma a rompere davvero gli equilibri fu uno dei favoriti del match… Ultimate Warrior!

Ovviamente il campione Intercontinentale arrivò come una furia, eliminando Dino Bravo -verso cui si prese una belle rivincita dopo l’imboscata subita da lui e Canadian Earthquake 2 mesi prima- e Ted DiBiase, che nonostante l’eliminazione poteva vantare una prestazione di assoluto rispetto: entrato col n.1 e durato per ben 44 minuti, il “Million Dollar Man” stabilì infatti un nuovo record di permanenza (appartenente a Mr. Perfect dall’anno prima, con 27 minuti), anche se a prendersi la gloria sarebbe stato qualcun’altro.

Nel ring il livello dei wrestler rimasti era altissimo: Tito Santana, Jimmy Snuka, Honky Tonk Man, Jim Neidhart, ma nessuno sembrava in grado di poter eliminare Ultimate Warrior, tranne uno, che fece poi il suo ingresso, l’altro grande favorito del match, che tutti erano ansiosi di vedere frapposto al Guerriero… il campione WWF Hulk Hogan! Con l’ingresso dell’Hulkster presto il ring si svuotò, perché lui e Ultimate Warrior iniziarono a eliminare wrestler a raffica, come per dimostrare all’altro chi era il più forte: presto caddero tutti come mosche, come vittime di un vortice, finché non rimasero solo loro due! In quel momento il battito cardiaco di tutti accelerò: Hulk Hogan e Ultimate Warrior non erano solo i più grandi beniamini dei fan, ma le forze più devastanti del mondo del wrestling, e vederli contro l’un l’altro era il sogno proibito di tutti, come assistere allo scontro tra le entità più potenti dell’universo, una battaglia tra Dei a cui i comuni mortali potevano solo assistere inermi, perché il dispiego di forza avrebbe fatto tremare le fondamente della Terra!
Il pubblico era impossibilitato dal scegliere con chi schierarsi: amava entrambi parimenti, e alla fine entrambi ricevettero ovazioni continue. Averli così vicini era come accendere una sigaretta in una stanza piena di gas: le loro forze erano troppo equivalenti, e quando una forza ne incontra un’altra uguale e contraria, le due forze si annullano a vicenda. Il Guerriero e l’Hulkster si colpirono con tutta la loro potenza, ma nessuno prevalse, finché non arrivarono i successivi ingressi di Barbarian e “Ravishing” Rick Rude a porre fine al confronto dell’anno. Hulk Hogan sapeva che il Guerriero era l’unico con una forza paragonabile alla sua, e usò l’aiuto di Rude e Barbarian per eliminarlo, anche se rappresentava un’arma a doppio taglio: ora era praticamente senza alleati, e la situazione non fece che peggiorare, perché l’ultimo ingresso fu quello di Mr. Perfect, che aveva osato distruggere il suo titolo WWF.

L’unico aiuto arrivò da Hercules, che eliminò Barbarian, ma presto anche lui si fece buttare fuori da Rude, lasciando l’Hulkster ancora più solo. Ma la collaborazione tra Mr. Perfect e Rick Rude fu tutt’altro che impeccabile: Rude infatti colpì per sbaglio Perfect, che per ripicca facilitò la sua eliminazione per mano di Hogan! Adesso il campione giallorosso aveva la doppia possibilità di vincere la Royal Rumble e di farla pagare a Mr. Perfect per quanto fatto alla sua cintura: un pressione che avrebbe schiacciato chiunque, ma non Hulk Hogan, da sempre abituato ai grandi appuntamenti, che scaraventò fuori Mr. Perfect aggiudicandosi la Royal Rumble!

Dopo “Hacksaw” Jim Duggan e Big John Studd, anche Hogan mise il suo nome nell’albo d’oro del Royal Rumble match, aggiudicandosi per il secondo anno consecutivo il record di eliminazioni (6, alla pari di Ultimate Warrior), seppur inferiori alle 10 dell’anno precedente. Ancora una volta era la sua stella a brillare, senza nessuno che potesse neanche lontanamente avvicinarsi. Sempre che Ultimate Warrior non avesse voluto una rivincita…
Una federazione troppo piccola?
I fan avevano ancora la pelle d’oca al confronto tra Hulk Hogan e Ultimate Warrior, ma una sfida tra i due sembrava fuori discussione: i due avevano i loro rispettivi titoli da difendere, e non era abitudine tra due beniamini del pubblico entrare in rotta di collisione, senza contare che i due furono subito costretti a mettere da parte l’antagonismo visto a Royal Rumble, visto che al Saturday Night’s Main Event avrebbero fatto coppia contro Mr. Perfect & The Genius in un Tag Team match.
I due titani erano potenzialmente la coppia più forte nella storia non della WWF, ma dell’intera disciplina, e nonostante quanto successo a Royal Rumble collaborarono più che bene insieme, galvanizzati dal lavorare entrambi con qualcuno al proprio pari. La vittoria di Hogan & Warrior arrivò senza grandi dubbi grazie a una Leg Drop di Hogan, ma Mr. Perfect e The Genius non si arresero al verdetto arbitrale, attaccando Ultimate Warrior meglio che potevano, che però reagì con la sua consueta furia, con l’Hulkster che tentò anche di aiutarlo, ma il Guerriero, preso dalla foga e in piena trance agonistica, stese anche Hogan!

La Clothesline sferrata da Ultimate Warrior avrebbe mandato in coma un tizio qualsiasi, ma non Hogan, che si rialzò poco dopo, sebbene gli ci volle qualche secondo più del solito per riprendersi da un colpo del genere. Si trattava chiaramente di un incidente, ma nel ring c’era troppa adrenalina mista a testosterone perché l’Hulkster e Ultimate Warrior ne discutessero con calma, con un testa a testa che sembrava pronto a sfociare in un esplosione atomica, e che solo per fortuna non scaturì in uno scontro vero e proprio. La WWF di colpo sembrava una federazione troppo piccola per tutti e due!

Hogan comunque doveva mantenere la concentrazione al massimo, perché le minacce al suo regno arrivavano da tutte le parti: alla fine del Saturday Night’s Main Event infatti venne annunciato che il mese prossimo, all’ormai abituale The Main Event, il “Macho King” Randy Savage avrebbe finalmente avuto il rematch per il titolo WWF che aspettava da WrestleMania V, e con un arbitro molto speciale… il campione mondiale di boxe “Iron” Mike Tyson!





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