Dicembre 1989: finiscono gli anni ‘80, va in onda il primo episodio dei Simpsons, Michail Gorbaciov viene eletto dal Times “Persona dell’Anno”, in Italia viene istituita la Lega Nord, cade il regime di Nicolae Ceaușescu e la Romania smette di essere una dittatura dopo 34 anni, in Italia arriva il cartone Tartarughe Ninja Alla Riscossa, Marco Van Basten vince il Pallone d’Oro, il Milan di Arrigo Sacchi vince la Coppa Intercontinentale, al cinema escono Tango & Cash, Always, Nato il 4 Luglio, Il Piccolo Grande Mago Dei Videogame, Roger & Me, La Guerra dei Roses, e She-Devil, e il successo del momento è Nothing Compares 2 You di Sinéad O’Connor:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Hulk Hogan

Campione Intercontinentale: Ultimate Warrior

Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)

Campionessa femminile: Rockin’ Robin

La provocazione perfetta

La vittoria a Survivor Series non garantiva ad Hulk Hogan sonni tranquilli: Zeus infatti non aveva ancora finito con lui, proprio come il “Macho King” Randy Savage, che ancora bramava vendetta. Lo scontro finale contro due delle più grandi minacce che l’Hulkster avesse mai affrontato sarebbe arrivato prima del previsto, perché fu organizzato un evento speciale per quello che sarebbe stato un rematch di SummerSlam tra Hulk Hogan & Brutus Beefcake e Randy Savage & Zeus, che però stavolta si sarebbe svolto in uno Steel Cage match: un PPV speciale chiamato No Holds Barred, proprio come il film, a cui avrebbe poi seguito la prima TV del film!

Hulk Hogan e Zeus in una scena di No Hold Barred

Match e film avrebbero dominato la serata per una scorpacciata di No Hold Barred, ma Hogan aveva anche altro di cui occuparsi, come la sfida lanciatagli da Mr. Perfect e The Genius, che avevano da poco formato un’alleanza, e di cui Hogan ebbe una piccola “anteprima” a fine novembre, nel primo Saturday Night’s Main Event post-Survivor Series, dove difese il titolo contro The Genius.

Hogan aveva affrontato avversari molto più grossi e temibili di Mr. Perfect e The Genius, ma l’unione tra l’autoprocolamata “più grande mente della WWF” e l’imbattuto “atleta perfetto” non poteva far presagire nulla di buono, e infatti la strategia dei due funzionò, con The Genius che riuscì incredibilmente a battere Hogan per count out. Certo, il titolo apparteneva ancora all’Hulkster, ma il fatto che un wrestler tutt’altro che pericoloso come The Genius potesse aver strappato una vittoria contro il grande Hulk Hogan bastava a destare scalpore, e come se non bastasse i due riuscirono persino a impadronirsi della cintura, portandosela nel backstage per… farla a pezzi a martellate!

Nessuno poteva credere a come Mr. Perfect e The Genius avessero dissacrato il simbolo della WWF, ma il messaggio era chiaro: se non potevano battere Hogan, avrebbero distrutto l’emblema della sua forza e sminuito tutto ciò per cui si batteva.

L’immagine della cintura WWF fatta a pezzi era piuttosto destabilizzante: non avevano distrutto solo un pezzo di oro e matello, ma mancato di rispetto a tutti gli uomini che avevano versato sangue, sudore, e lacrime per cercare di indossarla anche per una notte soltanto, per sentirsi finalmente campioni e realizzati nel loro sogno che inseguivano per tutta la vita. Il gesto di Mr. Perfect era un insulto ai sacrifici di leggende come Buddy Rogers, Bruno Sammartino, Bob Backlund, o lo stesso Hulk Hogan, che da campione WWF aveva il dovere di proteggere l’eredità, il peso, e il significato di quella cintura, e ora sarebbe stato suo dovere farla pagare a Mr. Perfect!

Hogan mostra la cintura WWF distrutta

Roddy Piper salva il Natale

Anche dopo Survivor Series Dino Bravo e Jimmy Hart portarono sempre con sé il devastante Canadian Earthquake, confermando che ormai l’ex lottatore di sumo faceva parte della scuderia di “The Mouth of the South”. Ultimate Warrior non aveva dimenticato l’imboscata che avevano organizzato a sue spese, e attaccò Bravo nel bel mezzo di un suo match per ricordargli che avevano un conto in sospeso!

Ultimate Warrior era infatti in attesa di nuove sfide: nessuno sembrava poter competere per il suo titolo Intercontinentale, e ormai era stanco di occuparsi di André the Giant, le cui sconfitte col Guerriero erano diventate ormai una prassi. André ormai non era più “l’oggetto inamovibile” di qualche tempo prima: le ripetute batoste rimediate contro Ultimate Warrior sembravano averlo fortemente ridimensionato, il suo nome non bastava più a far gelare il sangue degli avversari, e in più lottava sempre meno. I fan non potevano saperlo, visto che in TV non se ne fece mai menzione, ma -per quanto le prove di forza di Ultimate Warrior fossero legittime e più che meritate- questo vistoso calo era da attribuire alla salute di André, che stava peggiorando sempre di più: il gigante francese infatti soffriva di acromegalia, una malattia causata da un’eccessiva produzione di ormone della crescita, che aveva causato la sua crescita smisurata e ora anche problemi al cuore e alle articolazioni, che iniziavano a soffrire il peso del suo corpo. In altre parole, ciò che gli aveva donato la sua immensa forza ora lo stava distruggendo.

Tra i pochi a saperlo c’era ovviamente Bobby “The Brain” Heenan, che decise per questo di affiancargli sempre più spesso il suo uomo più fidato, Haku, con cui iniziò a lottare stabilmente in coppia. Ovviamente Heenan voleva riprendersi le cinture di coppia da poco perse dai suoi Brain Busters, che ormai non potevano più riconquistarle, visto che Tully Blanchard aveva infatti lasciato la WWF. Sarebbe stato dunque compito di André & Haku (che si ribattezzarono la “Colossal Connection”) riconquistare i titoli dai Demolition, e nonostante non lottassero in coppia da tanto tempo quando Ax & Smash, riuscirono al primo tentativo, spogliando i Demolition delle cinture dopo poco più di un mese!

André the Giant e Haku, i nuovi campioni di coppia

Ma gli impegni di “The Brain” non finivano di certo lì, perché se Survivor Series aveva lasciato una certezza, quella era che “Rowdy” Roddy Piper fosse definitivamente tornato. Certo, il suo team aveva perso il match, ma Piper aveva dimostrato che il suo ritorno non era una banale nostalgia di casa, o un tentativo di vivere di gloria passata: Survivor Series era stato il suo primo match grosso, con pressioni e avversari di livello annessi, e “Hot Rod” si era dimostrato degno del suo glorioso nome.

Piper continuava ad avere la meglio sui suoi rivali, da Brother Love (che Piper legò e imbavagliò al suo stesso show) a Bobby Heenan, con cui il terreno di scontro abituale era Prime Time Wrestling. Dopo aver assistito in estate alla “divisione” dello show (con la prima ora condotta da Piper e Gorilla Monsoon, e l’ultima mezzora dedicata al “Bobby Heenan Show”) Heenan era infatti tornato alla conduzione del programma, con Piper ospite praticamente fisso, lasciando che le frecciate tra i due proliferassero a dismisura, punzecchiandosi in ogni modo. Piper e “The Brain” arrivarono anche a sfidarsi in una gara di quiz a tema wrestling, e con una particolare scommessa: se Piper avesse vinto, Heenan si sarebbe dovuto vestire da Babbo Natale per la puntata natalizia!

A trionfare fu Piper di netto, nonostante Heenan avesse (ovviamente) cercato di imbrogliare in ogni modo, con la sentenza ormai scolpita nella pietra: “The Brain” fu costretto a condurre la puntata successiva col classico costume bianco-rosso, e anche lì trovò il modo di essere spregevole come sempre, togliendosi la barba per mandare il peggiore dei messaggi a tutti i bambini che erano sintetizzati: che Babbo Natale non esistesse! Persino per un uomo al di là del bene e del male come Piper -collegato da un altro studio- rovinare la credenza di milioni di bambini era troppo, e lo scozzese irruppe immediatamente nello studio per dare una lezione a Heenan davanti a tutti, rassicurando infine i bambini che Babbo Natale esisteva eccome. E se era “Rowdy” Roddy Piper a dirlo c’era da crederci!

Il siparietto per quanto esilarante non piacque all’emittente di Prime Time Wrestling, USA Network, che chiese l’immediata rimozione di Piper dal programma, mentre invece Heenan se la cavò con poco. Del resto generare controversia per “Hot Rod” era il pane quotidiano, e non sembrava neanche troppo sconfortato dalla sentenza: per lo meno aveva salvato il Natale di tanti bambini, e del resto era tornato un wrestler in tutto e per tutto, ormai il ruolo di semplice conduttore gli stava stretto, anche perché avrebbe potuto rovinare i piani della Heenan Family molto più nel ring che fuori!

Un modello da seguire

Dopo aver perso l’ennesimo match contro Dusty Rhodes a Survivor Series, Big Boss Man iniziò a giocare pesante presentandosi con una nuova arma, ben più letale dei suoi tradizionali manganelli, di cui Rhodes ormai si era fatto beffe: una palla d’acciaio legata a una catena come quella dei carcerati!

La nuova arma di Big Boss Man

Se Big Boss Man non sembrava farsene una ragione della sconfitta di Survivor Series, di tutt’altro avviso era Rick Martel, che sembrava avere ben altro per la testa, sempre più sognante e proiettata alla sua carriera da singolo. I suoi atteggiamenti sempre più eccentrici e narcisistici visti nelle settimane precedenti a Survivor Series erano sempre più marcati, tanto che Martel iniziò a vestirsi in modo sempre più audace, dispensano lezione di stile a chiunque. Aver schienato il suo vecchio partner Tito Santana gli aveva dato ulteriore fiducia in sé stesso, che arrivò a tal punto da vedersi come un modello, la cui bellezza non poteva rimanere bloccata dal suo mestiere di wrestler, arrivando a soprannominarsi “The Model”.

27/12/1989 – No Hold Barred

L’attesa doppietta match + prima TV di No Hold Barred si svolse al Nashville Municipal Auditorium di Nashville, Tennessee, con la gabbia calata sul ring e l’entusiasmo dei fan a mille: finalmente era giunto il momento dello Steel Cage match tra Hulk Hogan & Brutus Beefcake e Randy Savage & Zeus! Essendo un match in gabbia, naturalmente tutti e 4 furono nel ring nello stesso istante, ma la vittoria sarebbe spettata solo alla prima coppia capace di avere entrambi gli uomini fuori dal ring. I primi ad uscire furono Savage e Beefcake, lasciando soli nel ring Zeus e l’Hulkster, che poi era essenzialmente quello che tutti i fan volevano vedere, non essendosi mai affrontati 1 contro 1.

Hogan sapeva che questa era l’occasione buona di chiudere per sempre l’affare Zeus, e per esserne sicuro decise di sigillare la questione colpendolo non con una, ma ben 3 Leg Drop consecutive! Quando si dice melius abundare quam deficere! Naturalmente Zeus non resistette a tanto, e l’Hulkster lo schienò proprio come a SummerSlam, dimostrandosi tanti minaccioso quanto inconcludente: Zeus aveva perso tutti i match in cui era stato contrapposto ad Hogan, che ora poteva concentrarsi verso altre sfide, inclusa uno che ancora sembrava non aver completamente chiuso da WrestleMania V: l’atteso rematch contro il “Macho King” Randy Savage!

Lascia un commento

In voga