Novembre 1989: dopo 28 anni crolla il muro di Berlino, in Cecoslovacchia inizia la rivoluzione di velluto, mentre al cinema escono Ritorno al Futuro II, La Sirenetta, Charlie: Anche i Cani Vanno in Paradiso, Enrico V, Il Mio Piede Sinistro, e Harlem Nights, mentre torna in auge Send Me An Angel ‘89 dei Real Life:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Ultimate Warrior
– Campioni di coppia: i Brain Busters (Arn Anderson & Tully Blanchard)
– Campionessa femminile: Rockin’ Robin
La via del Guerriero
Come spesso accadeva in ogni edizione di Survivor Series, visto l’alto numero di membri della sua Family, Bobby “The Brain” Heenan sarebbe stato coinvolto in quasi tutti i match. Ma se c’era uno che lo impensieriva più di tutti, era Ultimate Warrior, la cui ascesa era inarrestabile: il campione Intercontinentale era sicuro di sé, e la sua forza sembrava aumentare esponenzialmente di giorno in giorno, ed era abbastanza fiducioso in sé da aver fatto l’impossibile… battere André the Giant! Prima di lui solo Hulk Hogan c’era riuscito, e non era finita lì: dopo la sconfitta Andrè tentò in ogni modo di fargliela pagare (anche perché tecnicamente André era stato attaccato alle spalle durante il loro match), ma non importava quanto ci provasse, perché Ultimate Warrior ne usciva sempre indenne, trovando sempre il modo di dimostrare la sua superiorità nei confronti del francese: in un match lo mise addirittura al tappeto con una Body Slam, altra impresa in cui era riuscito solo Hulk Hogan! Se l’Hulkster l’aveva fatto apparire possibile, Ultimate Warrior la faceva sembrare ordinaria amministrazione!

André non era mai stato umiliato così tanto in vita sua, e distruggere il Guerriero per lui divenne un ossessione. Non avrebbe neanche dovuto aspettare troppo, perché lo avrebbe nuovamente affrontato al Saturday Night’s Main Event con il titolo Intercontinentale in palio: ma non importava quanto la posta in palio fosse alta, perché anche quella sera il Guerriero sembrava una bomba atomica pronta ad esplodere, e diede nuovamente filo da torcere ad André, tanto da costringere Bobby Heenan a intervenire, facendo scattare la squalifica.

Ma non poteva di certo essere questo match a mettere fine alla faida tra i due: a Survivor Series André e il Guerriero si sarebbero affrontati di nuovo, ma in un match a squadre, dove il gigante francese avrebbe avuto dalla sua Haku e i Brain Busters, mentre a fianco di Ultimate Warrior ci sarebbero stati i Rockers e Jim Neidhart, che per una volta non avrebbe avuto al suo fianco Bret Hart, impegnato nel Survivor Series match tra i i 4×4 (lui, Jim Duggan, Hercules, e Ronnie Garvin) e i King’s Court (Randy Savage, Greg Valentine, Dino Bravo, e The Widowmaker).
Fu piuttosto inusuale per tutti vedere la Hart Foundation lottare in due match separati, ma la loro popolarità tra il pubblico non calò affatto, in particolare Bret, che conquistava i cuori dei piccoli fan regalandogli i suoi tipici occhiali da sole rose ogni volta che entrava. L’Hitman inoltre era uno dei lottatori più preparati e tecnicamente dotati di tutta la federazione (non a caso uno dei suoi soprannomi più celebri era “The Excellence of Execution”), e lo dimostrò lottando in uno spettacolare match contro un’altra eccellenza tecnica, Mr. Perfect, perdendo solo per una scorrettezza.

Ma anche i King’s Court avevano un arsenale da far invidia: oltre agli esperti Savage e Valentine c’era l’imbattuto Widowmaker e il forzuto Dino Bravo, che si autodefiniva “l’uomo più forte del mondo”, che per dare dimostrazione della sua immensa forza avrebbe invitato sul ring l’uomo più grosso trovato tra il pubblico, invitandolo a sedersi sopra di lui mentre faceva le flessioni! A scegliere fu il suo manager Jimmy Hart, che chiamò tra il pubblico un tale di nome John, che per stazza non aveva molto da invidiare a certi giganti della WWF, visto che stando a quanto dichiarato pesava oltre 200 kg!

Sembrava un’impresa impossibile per Bravo, eppure nonostante qualche remora iniziale alla fine riuscì a fare le flessioni coi 200 kg di John sulla schiena! A raccogliere la stessa sfida arrivò Ultimate Warrior, che in quanto a forza fisica non era secondo a nessuno in WWF, ma nel momento in cui il Guerriero si mise in posizione… il gigantesco John lo colpì con tutto il suo peso! A quel punto Bravo si avventò su di lui con tutta la sua forza, il tutto con l’aiuto di John. Era chiaro che si trattasse di una trappola: John era chiaramente un complice di Bravo, e fin troppo grosso per essere un semplice spettatore. Col passare dei giorni venne rivelato l’ovvio: John non era affatto un tizio qualsiasi, anzi, in Giappone era stato persino un lottatore di sumo professionista, nonostante fosse canadese.

Era un vera rarità che un gaijin praticasse sumo ad alti livelli in Giappone, il ché rendeva bene l’idea di che lottatore formidabile potesse essere. John firmò subito per la WWF, dandosi il nome di battaglia di Canadian Earthquake e impressionando subito tutti per i suoi numeri e il suo curriculum, tanto che andò a sostituire Widowmaker come membro del King’s Court nel match di Survivor Series, dove avrebbe affiancato di nuovo Bravo.
I 4×4 erano comunque attrezzati per ogni evenienza, anche di fronte al mostruoso Canadian Earthquake: nelle settimane precedenti a Survivor Series infatti iniziarono a fare le loro apparizioni portando tutti il tipico 2×4 di Duggan, segno di quanto la tensione fosse ormai insostenibile. Il clima si fece ancora più incandescente a Survivor Series Showdown, uno special televisivo istituito per promuovere l’atteso PPV, dove si sarebbero affrontato in match singoli alcuni dei membri dei vari Survivor Series match. Nel corso della serata Tito Santana sconfisse Big Boss Man grazie all’aiuto di Dusty Rhodes, mentre Randy Savage trionfò su Hercules, ma il match che rubò la scena più di tutti fu sicuramente quello tra Tully Blanchard e Ultimate Warrior: non tanto per il livello tecnico del match (non altissimo, dal momento che il Guerriero ci andava poco di fino sui suoi avversari) ma per come Ultimate Warrior ribadì -come se ce ne fosse bisogno- di essere la superstar più calda e in forma del momento, la cui popolarità ormai era seconda solo a quella di Hulk Hogan.
Nel corso dell’incontro infatti Heenan gli mandò contro tutti gli uomini, da Arn Anderson, ad Haku, fino ad André the Giant, ma Ultimate Warrior sembrava a prova di proiettile, e riuscì a tenere testa a tutti! Ma per quanto dinamite avesse in corpo, persino il Guerriero a un certo punto dovette cedere all’inferiorità numerica, ma per fortuna arrivarono in suo soccorso i Rockers e Jim Neidhart, i suoi futuri compagni di squadra a Survivor Series.
Ma gli scontri diretti pre-Survivor Series non si svolsero solo a Survivor Series Showdown, ma anche nei tradizionali programmi della WWF: come il match tra Honky Tonk Man affrontò Jimmy “Superfly” Snuka a WWF Superstars, dove Snuka subì la specialità della casa, la classica chitarrata del rockabilly fracassata sul cranio! Snuka però era un osso duro come pochi, e non solo rimase in piedi anche dopo il colpo, ma anzi lo caricò di più!
Il match più importante in vista di Survivor Series però fu l’atteso rematch tra i Brain Busters e i Demolition per i titoli di coppia, talmente atteso che Ax & Smash lo avevano preparato con minuziosa cura dei dettagli senza lasciare nulla al caso, battendo di netto i Brain Busters!

Dopo 3 mesi Ax & Smash avevano finalmente riconquistato le cintura di coppia, e per la Heenan Family -già indebolita dopo la perdita del titolo Intercontinentale di Rick Rude e le ripetute sconfitte di André the Giant contro Ultimate Warrior- l’umore si faceva sempre più basso, in particolare per Arn Anderson & Tully Blanchard, ora chiamati ad affrontare a Survivor Series il team di Hulk Hogan con la consapevolezza di aver perso ciò a cui tenevano di più!
23/11/1989 – Survivor Series 1989

Dopo tanta attesa inizia l’edizione di Survivor Series forse più elettrizzante di sempre, e dal Rosemont Horizon di Rosemont, Illinois, finalmente iniziarono le danze. Il primo Survivor Series match fu quello tra il Dream Team (Dusty Rhodes, Brutus Beefcake, Red Rooster, e Tito Santana) e gli Enforcers (Big Boss Man, Bad News Brown, Rick Martel, e Honky Tonk Man), con parecchia attenzione puntata su Rick Martel, che nelle settimane precedenti a Survivor Series appariva diverso, con uno spirito sempre più narcisistico e con un’attenzione piuttosto maniacale al suo aspetto e al suo stile, cosa che lo rese ancora più irritante agli occhi del pubblico. Ma per quanto i fan potessero fischiarlo, Martel rimaneva un prospetto da tenere d’occhio, e dimostrò che valeva la pena prenderlo sul serio eliminando il suo ex partner Tito Santana.

Per gli Enforcers avere Bad News Brown dalla propria parte era un’arma a doppio taglio: se da una parte Brown era uno degli uomini più tosti in circolazione, dall’altra era un inguaribile solitario, poco propenso al gioco di squadra, cosa che aveva penalizzato il suo team al Survivor Series dell’anno prima. E a distanza di un anno, dimostrò di non essere migliorato molto: durante il match infatti Big Boss Man lo colpì per sbaglio, con Brown che invece di razionalizzare si infuriò, decidendo poi di abbandonare i suoi compagni tornandosene offeso nel backstage! L’arbitro dichiarò l’eliminazione di Brown per count out volontario… esattamente com’era successo un anno prima!

L’assurda eliminazione di Brown diede fiducia al Dream Team, con Brutus Beefcake che mise a segno due eliminazioni consecutive, buttando fuori il suo ex rivale Honky Tonk Man e Martel, portando il match a un 3 contro 1! Degli Enforcers era rimasto solo Big Boss Man, ma visto che una bestia diventa più pericolosa proprio quando è messa all’angolo, Big Boss Man vendette cara la pelle, eliminando almeno Red Rooster con una Side Slam. Ma per quanto potesse lottare l’ex poliziotto dovette arrendersi a beefcake e Dusty Rhodes, che vinsero meritatamente il match.
Seguì poi il Survivor Series match tra i King’s Court (Randy Savage, Greg Valentine, Dino Bravo, e Canadian Earthquake) e i 4×4 (Jim Duggan, Ronnie Garvin, Hercules, e Bret Hart), tutti armati dei 2×4 tipici di Duggan.

Ma per quanto minacciosi i 2×4 non sarebbero stati (ovviamente) tollerati, e proprio i 4×4 subirono la prima eliminazione, Hercules, che venne eliminato dopo essere stato schiacciato dal peso di Canadian Earthquake. Ma il condottiero del team Duggan si caricò la squadra sulle spalle, ed eliminò Valentine con una devastante Clothesline, con un entusiasmo che travolse anche Bret Hart e Ronnie Garvin, che però sul più bello si fece eliminare da Bravo. Dal suo canto Bret Hart dimostrò a tutti ciò di cui era capace, e alla sua prima grande uscita senza Jim Neidhart tirò fuori tutto il suo repertorio tecnico, pur venendo eliminato da Randy Savage, ben più navigato nei match ad alta pressione.

Duggan fu chiamato a un’impresa impossibile: vincere da solo contro un ex campione mondiale, uno degli uomini più forzuti al mondo, e un bestione da 200 kg, senza contare Sensational Sherri a bordo ring sempre pronta a colpire. Duggan comunque ne uscì con dignità, perché anche se il suo team perse il match lui non venne schienato: fu infatti eliminato per count out, dopo essere stato scaraventato fuori dal ring completamente privo di energie, incapace di rialzarsi sulle sue gambe per le botte subite. Ma ad “Hacksaw” non sembrava essere una consolazione, perché ancora una volta l’uomo che gli aveva strappato la corona aveva trionfato.
Seguì poi il match tra gli Hulkamaniacs (Hulk Hogan, Jake Roberts, e i Demolition) e il Million Dollar Team (Zeus, Ted DiBiase, e i Powers of Pain), che sorprendentemente non fu il main event.

Per la prima volta (escludendo la finale del torneo di WrestleMania IV) Hulk Hogan non era nel main event di un PPV, ma l’importanza della sfida era comunque massima, visto che l’Hulkster aveva l’opportunità di mettere Zeus a tacere una volta per tutte. Il primo a iniziare per il Million Dollar Team fu proprio Zeus, che invitò Hogan a fare altrettanto: era lui e soltanto lui che voleva! La sconfitta di SummerSlam bruciava ancora nelle vene di Zeus, che ora era intenzionato a mostrare al mondo quanto avesse ancora da scaricare. Per dimostrare la sua forza (e la sua rabbia) Zeus iniziò a strozzare Hogan con tutta l’energia che aveva in corpo, e anche l’arbitro riuscì a fermarlo, visto che ogni minaccia di squalifica non sembrava colpirlo.

Alla fine l’arbitro non poté che cacciare per squalifica Zeus, che non sembrava particolarmente colpito: a lui non importava di vincere il match, ma piuttosto di mandare un messaggio ad Hogan, oltre che indebolirlo per i suoi compagni di squadra. Anche se Hogan riprese i sensi e le energie, il suo team subì un brutto colpo quando i Demolition si fecero eliminare da Warlord e Barbarian. Ax & Smash avevano riconquistato da poco i titoli di coppia, ma farsi eliminare da entrambi i Powers of Pain fu una bella umiliazione che li riportò con i piedi per terra. Ma Hogan e Roberts non si arresero, e con un pò di fortuna (i Powers of Pain furono entrambi eliminati per squalifica) si trovarono in posizione di vantaggio, perché ormai rimaneva solo Ted DiBiase. Nonostante l’intervento di Virgil (tenuto a bada da Roberts con una DDT) l’Hulkster schienò DiBiase, regalando la vittoria al suo team.
Fu poi il momento del Rude Brood (Rick Rude, Mr. Perfect, e i Rougeaus) contro i Roddy’s Rowdies (Roddy Piper, Jimmy Snuka, e i Bushwackers). I Rougeau furono i primi a cadere, venendo entrambi schienati dai vecchi leoni chiamati a dimostrare di avere ancora tante cartucce da sparare, ossia Jimmy Snuka e Roddy Piper, ma nonostante il netto svantaggio di essere in 2 contro 4, Rick Rude e Mr. Perfect risponderono altrettanto, eliminando i Bushwackers. Con 4 nomi del genere a non doversi spartire lo spazio con altre coppie la situazione divenne incandescente, e tra Rude e Piper furono così concentrati a farsi a pezzi che si fecero entrambi eliminare per doppio count out, lasciando i destini del match ai soli Snuka e Mr. Perfect. Nonostante “Superfly” avesse un bagaglio di esperienza superiore, Mr. Perfect lo affrontò di petto, sicuro di sé in virtù della sua imbattibilità, e alla fine riuscì a trionfare con la sua Perfect-plex! Per il secondo anno consecutivo Mr. Perfect era arrivato sino alla fine del Survivor Series match, stavolta addirittura da unico sopravvissuto!

Arrivò poi il main event, il tanto atteso match tra gli Ultimate Warriors (Ultimate Warrior, Jim Neidhart, e i Rockers) e la Heenan Family, formata da André the Giant, Haku, Arn Anderson, e… Bobby Heenan! Tutti furono sorpresi: Tully Blanchard era stato inspiegabilmente sostituito dal suo capo, ma con Haku, Anderson, e André dalla sua “The Brain” poteva comunque sentirsi piuttosto tranquillo. Il fatto che il main event non fosse assegnato ad Hulk Hogan ma ad Ultimate Warrior la diceva lunga sulla popolarità del campione Intercontinentale, oltre che al suo straripante stato di forma.

Il Guerriero era pericoloso e virtualmente indistruttibile, e la Family lo sapeva bene, tanto che attaccarono i Rockers e Neidhart prima ancora che entrasse Ultimate Warrior. Ma non appena arrivò, Il Guerriero si gettò su André come un treno in corsa, colpendolo con una Clothesline che lo scaraventò privo di sensi fuori dal ring, abbastanza forte da farlo eliminare per count out dopo appena 20 secondi! Ultimate Warrior si confermò lo spauracchio di André, che aveva ricevuto più umiliazione dal Guerriero in un mese che in tutta la sua carriera!

Nonostante lo svantaggio, Haku pareggiò i conti eliminando Jim Neidhart, e persino Bobby Heenan diede il suo contributo schienando Marty Jannetty, anche se a fare tutto il lavoro su Jannetty era stato -ovviamente- Haku. Anche senza il suo partner Shawn Michaels si dimostrò all’altezza della situazione, riuscendo a eliminare un duro come Haku con un Crossbody dalla terza corda (con l’aiuto di Ultimate Warrior, che da dietro spinse Michaels per farlo andare a velocità supersonica). Ma per quanto Michaels si fosse comportato bene da singolo, dovette soccombere a una Spinebuster roteante di Arn Anderson, che lo eliminò: adesso Ultimate Warrior era rimasto solo contro Anderson e Heenan! Chiunque sarebbe rimasto intimorito dalla situazione, ma non Ultimate Warrior, che eliminò prima Anderson, lasciandosi per ultimo “The Brain”! Ormai il risultato del match era praticamente scritto, e Heenan tentò di farsi contare fuori, ma il Guerriero non voleva rendergliela così facile, e lo riportò nel ring per dargli una sonora lezione!
Naturalmente in meno di un minuto il match finì, con Ultimate Warrior che chiusa Survivor Series da unico sopravvissuto del suo team, per l’ennesima volta trionfante sugli uomini di Bobby Heenan, e sempre più proiettato verso i vertici della WWF, avendo portato il prestigio del Intercontinentale praticamente alla pari del titolo mondiale: mai infatti era successo che il campione Intercontinentale chiudesse un PPV, e questo sembrava solo l’inizio dell’epopea di Ultimate Warrior, ormai praticamente inarrestabile, come dominato da una forza appartenente a un altro mondo!





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