Settembre 1989: perde la vita in un tragico incidente Gaetano Scirea, a Milano apre il primo store italiano di Ikea, al cinema escono Black Rain, Seduzione Pericolosa, Erik il Vichingo, e Johnny il Bello, mentre We Didn’t Start The Fire di Billy Joel viene rilasciato come singolo:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Ultimate Warrior
– Campioni di coppia: i Brain Busters (Arn Anderson & Tully Blanchard)
– Campionessa femminile: Rockin’ Robin
Meglio campione o Re?
Con la sconfitta rimediata a SummerSlam “Macho Man” Randy Savage era chiamato a compiere un gesto forte per ribadire a tutti chi fosse, e individuò la vittima perfetta in King Duggan: tosto, amato da tutti i fan, e autoproclamato Re della WWF. In altre parole la vittima perfetta.

Savage affrontò Duggan in un match dove non risparmiò nulla, dalle sue solite mosse all’uso sfrontato dell’aiuto di Sensational Sherri, che lo aiutò a trionfare e poi a infierire sul povero Duggan. A fine match Savage lo colpì con la sua stessa corona, per poi piombare addosso sul suo corpo esanime con una violenta Elbow Drop, costringendo i medici a portarlo via in barella prima che potesse fare di peggio. Presi corona e mantello di Duggan, Savage li ostentò come fossero suoi, autoproclamandosi nuovo Re della WWF: se non poteva più essere il campione della federazione, allora ne sarebbe stato il nobile sovrano!
La settimana dopo si tenne persino una cerimonia di incoronazione a cui parteciparono tutti gli heel della federazione, come “The Genius” Lanny Poffo che realizzò un poema in suo onore. All’incoronazione partecipò persino il suo acerrimo rivale Ted DiBiase, con cui si era scontrato tutto l’anno precedente, ma sempre pronto a salire sul carro dei potenti come nulla fosse. Il “Million Dollar Man” regalò addirittura uno scettro fatto dei materiali più preziosi, sotterrando così l’ascia di guerra e riconoscendo Savage come il suo Re: ora Savage non sarebbe più stato noto come “Macho Man”, ma come il “Macho King”, mentre Sensational Sherri sarebbe diventata la sua “Sensational Queen Sherri”!

Il ritorno di Roddy Piper
Dopo quanto accaduto a SummerSlam, Bobby “The Brain” Heenan aveva solo un obiettivo in mente: distruggere “Rowdy” Roddy Piper! Con un André the Giant che lottava sempre meno a causa di problemi fisici ormai era “Ravishing” Rick Rude il fiore all’occhiello della sua Heenan Family, e far perdere la cintura Intercontinentale contro Ultimate Warrior era l’affronto più grande che lo scozzese potesse compiere: non c’era Hulk Hogan o Ultimate Warrior che tenesse, era Piper l’uomo da distruggere, perché rispetto a loro non c’entrava assolutamente nulla coi loro affari, e si era comunque deciso a mettergli i bastoni tra le ruote.

Il primo contrattacco Heenan lo sferrò in un territorio a lui congeniale, il Brother Love Show, a cui Piper fu ospite in un’edizione piuttosto tesa, visti gli attriti che aveva avuto con Brother Love a WrestleMania V. Sfruttando l’amicizia col predicatore, Heenan e Rick Rude attaccarono Piper alle spalle, pestandolo con tutta la rabbia che avevano in corpo, e del resto con un Piper ormai ritirato da anni fu un gioco da ragazzi per i due.
Era dai tempi in cui Adrian Adonis fece a pezzi il set del Piper’s Pit che “Hot Rod” non veniva umiliato e malmenato così, e visto in quell’occasione Adonis non fece altro che caricare Piper ancora di più, l’attacco subito da Rude non poteva che innescare in Piper la più ovvia delle soluzioni: tornare a combattere! Ma non sarebbe stato facile: Piper era un guerriero nato, ma persino uno come lui aveva accumulato ruggine dopo 2 anni e mezzo di inattività. L’ultima volta che i fan avevano assistito a un suo match bisognava risalire a WrestleMania III, e affrontò prima una serie di sparring partner per tornare in forma, senza però perdere la sua spacconeria: che non fosse ancora in piena forma non importava, era pur sempre Roddy Piper, la lingua più provocante della WWF, e per lanciare una frecciata a Rude invitò persino una donna sul ring per baciarlo, imitando le tradizionali “seduzioni” che Rude inscenava sempre col pubblico femminile.
Duri a morire
Dopo un’intera estate passata a sentire Ted DiBiase bullarsi di averlo costretto al ritiro, finalmente fu proprio Jake “The Snake” Roberts ad esprimersi a riguardo, seppur con un messaggio pre-registrato. La scomparsa di “The Snake” provava che l’attacco subito da DiBiase non fosse stato affatto una passeggiata, ma al tempo stesso Roberts ci tenne a ribadire la cosa più importante di tutte: non si era affatto ritirato, anzi, stava già pianificando un modo per farla pagare al “Million Dollar Man”!

Dopo essere stato sollevato anche dal ruolo di ring announcer, sembrava solo una questione di tempo prima che le strade di Ron Garvin e della WWF si separassero, eppure a sorpresa il presidente Jack Tunney annunciò di aver fatto reintegrare Garvin come wrestler! Una decisione sorprendente, che avrebbe apparentemente dovuto mandare su tutte le furie Greg “The Hammer” Valentine, che invece accolse con entusiasmo la notizia, visto che a chiedere la sua riassunzione era stato… Greg Valentine stesso! In fondo non c’era da stupirsene: Valentine poteva anche essere infido e scorretto, ma ancora prima di tutto questo era un combattente, e far licenziare un uomo non avrebbe mai potuto dargli la stessa soddisfazione di farlo a pezzi con le sue mani! Ma questo permetteva anche a Garvin di potersi avvicinare sempre di più a Valentine, e le prime conseguenze di questa decisione si videro quando “The Hammer” affrontò Koko B. Ware in un match, con Garvin che lo distrasse quanto bastava per permettere a Koko di schienarlo con un improvviso Roll Up!
Intanto l’American Dream Dusty Rhodes si stava dimostrando un avversario molto più tosto di quanto molti immaginassero: non era solo un uomo comune che giocava a fare il wrestler, ma era esperto, furbo, e pronto ad ogni situazione. Ne sapeva qualcosa Big Boss Man, che dopo aver avuto a che fare con Rhodes in estate, facendosi persino rubare il suo rinomato manganello, lo affrontò in un’altra occasione… solo per farsi rubare anche un secondo manganello!

Da ex poliziotto Big Boss Man sapeva bene che perdere un’arma d’ordinanza non era solo un’umiliazione, ma un errore di estrema gravità che se fosse stato ancora in polizia poteva costargli la sospensione!





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