Luglio 1989: i Pink Floyd si esibiscono in un celebre concerto a Venezia, nella TV italiane debutta Mai Dire Banzai, mentre in quelle americane arriva Seinfeld, Boris Becker e Steffi Graf vincono i rispettivi tornei di Wimbledon, e al cinema escono Arma Letale 2, Harry Ti Presento Sally, UHF: I Vidioti, mentre Sowing The Seeds of Love viene rilasciata come singolo dai Tears For Fears:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Rick Rude
– Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)
– Campionessa femminile: Rockin’ Robin
La faida dell’estate
“Macho Man” Randy Savage e Zeus confermarono di essere in affari al Brother Love Show, e con un ovvio obiettivo comune: distruggere Hulk Hogan! Sicuri come non mai di poter distruggere l’Hulkamania, i due sfidarono apertamente Hogan, che sapeva benissimo di non poterli affrontare da solo. L’anno prima, quando Hogan e Savage erano ancora uniti, era servito un evento speciale per dare la cornice adeguata al loro epico scontro coi Mega Bucks, e per l’occasione venne confermata per agosto una nuova edizione della WrestleMania estiva, SummerSlam, che stavolta sarebbe stato terreno di scontro tra i due, a un anno esatto da quello che invece era stato l’apice dei Mega Powers.

La spalla di Hogan in questa sfida non poteva che essere più logica: Brutus “The Barber” Beefcake, che più di tutti si era dimostrato solidale con l’Hulkster. Beefcake infatti fu il primo a soccorrere Hogan dopo l’attacco subito da Savage a febbraio che costò la separazione dei Mega Powers: un gesto che gli era costato anche un umiliante taglio di capelli da parte di “Macho Man” a fine aprile, e adesso era il momento di risolvere la faccenda nel ring, con uno spettacolare Tag Team match che avrebbe fatto da main event a SummerSlam: Hulk Hogan & Brutus Beefcake e Randy Savage & Zeus!

Randy Savage e Brutus Beefcake si affrontarono anche uno contro uno alla nuova edizione del Saturday Night’s Main Event, in un match in cui intervenne anche Zeus dando dimostrazione di tutta la sua forza. Hogan ovviamente arrivò in soccorso di “The Barber”, scoprendo però quanto l’antagonista di No Holds Barred potesse essere temibile. Zeus era enorme e dotato di grande forza fisico, ma non era il più grosso o forte che l’Hulkster avesse mai affrontato, tuttavia aveva qualcosa che lo distingue da tutti gli altri: era praticamente impervio al dolore, perché non importava quanto lo colpisse, Zeus sembrava totalmente indifferente ad ogni colpo senza batter ciglio. I colpi di Hogan per cui erano un fastidioso solletico, come una mosca che si poggia sulla spalla, e a SummerSlam non ci sarebbe stata nessuna sceneggiatura a salvare l’Hulkster e nessun copione a prevederlo vincitore sin dal principio: No Hold Barred era la finzione, e ora la dura realtà veniva a bussare alla porta di Hogan!

Le nove vite di Bobby Heenan
Bobby Heenan era parecchio nervoso, e in effetti quell’estate i suoi nervi erano stati messi a dura prova: non era riuscito a battere Red Rooster, Brooklyn Brawler si era rivelato un altro fiasco, e Haku si era fatto spogliare della nomina di Re da “Hacksaw” Jim Duggan. Le sue frustrazioni divennero sempre più palpabili durante le puntate di Prime Time Wrestling, dove i soliti battibecchi con Gorilla Monsoon raggiunsero il punto di rottura, con Heenan che decise addirittura di abbandonare la conduzione per sempre! Dopo ben 4 anni Prime Time Wrestling non avrebbe più visto la coppia formata Gorilla Monsoon e “The Brain”, che si riservò un suo show personale, il “Bobby Heenan Show”, ritagliata negli ultimi 20 minuti della trasmissione.

L’idea di non dover più sentire Heenan e i suoi discutibili commenti non era proprio qualcosa per cui disperarsi, eppure c’era comunque da dispiacersi: ormai “The Brain” e Gorilla Monsoon erano una coppia consolidata che da 4 anni entrava regolarmente nella case d’America, una presenza costante e rassicurante come due partenti che bisticciano continuamente, ma che in fondo si vogliono bene. Heenan e Monsoon non andavano praticamente mai d’accordo, eppure si rispettavano molto, ma i rapporti tra i due erano decisamente peggiorati nell’ultimo periodo, soprattutto a gennaio, quando “The Brain” aveva fatto entrare nello studio Brooklyn Brawler, colpì anche il 53enne Monsoon nonostante Heenan avesse specificato di non torcergli un capello (la causa della rottura definitiva tra i due infatti fu proprio la presenza dei membri della Family in studio, che Heenan aveva invitato, ma che Monsoon si rifiutava di accogliere durante le registrazioni).

Tutti si chiedevano dopo tanti anni chi avrebbe affiancato Gorilla Monsoon alla conduzione del principale programma della WWF: il suo partner di commento Jesse “The Body” Ventura? Un ritorno di Lord Alfred Haynes? Vince McMahon? La risposta non poteva che essere più lontana da tutti loro, e non poteva neanche essere più gradita, perché il nuovo conduttore si rivelò essere… “Rowdy” Roddy Piper! Ebbene sì, dopo il suo ritorno a WrestleMania V Piper aveva deciso di tornare stabilmente in WWF, seppur senza lottare: perché Hollywood poteva sicuramente essere un bel posto, ma era solo in WWF che “Hot Rod” poteva davvero sentirsi a casa, e il calore che il pubblico gli aveva riservato a WrestleMania V aveva risvegliato in lui una certa nostalgia, e un brivido a cui non era facile rinunciare. Ora con la sua parlantina le puntate di Prime Time Wrestling si preannunciavano più imprevedibili e scoppiettanti che mai!

Il nervosismo di Heenan lo portò persino ad abbandonare il tavolo del commento a Wrestling Challenge, confermando il suo momento non proprio positivo. “The Brain” chiese aiuto al suo socio d’affari preferito Slick, che gli “prestò” nuovamente Big Boss Man & Akeem per SummerSlam, dove si sarebbe svolto un 6 Men Tag Team match tra Demolition & Jim Duggan contro André the Giant & i Twin Towers. La collaborazione tra Slick e Heenan si rinnovò ancora una volta, e chissà se non sarebbe tornata utile a Slick per il suo nuovo rivale: l’American Dream Dusty Rhodes.
Dopo settimane di vignette in TV, Rhodes fece infatti il suo debutto accorrendo in soccorso di Jim McPherson, che stava per diventare l’ennesima vittima dei pestaggi che Big Boss Man riservava ai suoi avversari dopo averli battuti. Il pubblico fu subito dalla parte di Rhodes, che si dimostrò proprio come appariva nelle vignette: un uomo umile e con un cuore enorme, che non sopportava i bulli ed era sempre pronto ad aiutare dove ce ne fosse bisogno.

Dividendosi il lavoro dei Twin Towers con Heenan, Slick ebbe anche il modo di dedicare più tempo al suo ultimo acquisto: Rick Martel, che era proprio quello che serviva a Slick, visto che nella sua scuderia disponeva solo di coppie (ossia i Twin Towers e i Bolsheviks), ma non di un cliente che lottasse singolarmente e che potesse puntare alle cinture da singolo. L’ambizione di Martel si sposava perfettamente con i progetti di Slick, e insieme ai Twin Towers e i Bolsheviks la sua ascesa sarebbe potuta arrivare prima del previsto!

Anche se aveva preso in prestito i Twin Towers, Heenan possedeva ancora una coppia più che affidabile, i Brain Busters, ma c’era un buon motivo per cui non li avrebbe coinvolti a SummerSlam: Arn Anderson & Tully Blanchard dovevano riservare tutte le loro attenzioni su un match ben più importante, ossia un incontro con i Demolition per i titoli di coppia! I due team si affrontarono al Saturday Night’s Main Event di fine luglio, e a sorpresa a trionfare, seppur in modo sporco, furono proprio gli uomini di Bobby Heenan! La vittoria dei Brain Busters fu un vero fulmine a ciel sereno: dopo 16 mesi avevano interrotto il regno dei Demolition, che durava addirittura da WrestleMania IV e che si era rivelato il più lungo della storia delle cinture!

Nessuno aveva mai dominato la categoria per 478 giorni come Ax & Smash, ma ora anche quel pezzo di storia era giunto al termine, e dopo una primavera complicata “The Brain” tornava a sorridere, e con i Brain Busters e “Ravishing” Rick Rude adesso possedeva ben 2 cinture nella sua scuderia: ora la fortuna tornava a sorridere a Heenan, senza contare il ritiro di Jake “The Snake” Roberts, l’unico capace a “inceppare” la sua arma più potente, André the Giant. Nessuno poteva ancora credere al ritiro di Roberts, ma col passare delle settimane le dichiarazioni di Ted DiBiase si facevano sempre più vere, con il “Million Dollar Man” che si pavoneggiava come non mai, sottolineando sempre di voler essere ricordato come “l’uomo che aveva costretto al ritiro Jake Roberts”.

Senza più serpenti in giro André the Giant poteva nuovamente seminare il terrore come aveva sempre fatto, ma non tutti erano disposti a farsi dominare dalla paura: c’erano ancora uomini coraggiosi, come Ultimate Warrior, che in un confronto con il gigante francese al Brothe Love Show non si dimostrò minimamente intimidito da lui, a cui anzi lanciò persino una sfida, promettendo che non appena il destino li avrebbe messi l’uno contro l’altro, sarebbe stato lui a vincere!
Arbitro o wrestler?
Dopo Greg “The Hammer” Valentine, tanti altri wrestler si lamentarono degli arbitraggi di Ron Garvin, ed erano praticamente tutti heel. Garvin era stato un wrestler fino a 2 mesi prima, quindi per molti era inevitabile che non avesse l’imparzialità necessaria per arbitrare, il ché gli creò parecchi contrasti con alcuni wrestler (come Brooklyn Brawler o Dino Bravo), che contestarono le sue decisioni mettendogli persino le mani addosso, con Garvin che rispondeva a tono a suon di pugni! Per la prima volta un arbitro era in grado di tenere testa ai wrestler anche sul piano fisico, e anche se la cosa divertiva il pubblico e faceva abbassare la cresta a molti heel, non piaceva al presidente WWF Jack Tunney, sempre attentissimo alla corretta applicazione delle regole e alla professionalità degli ufficiali.
Tunney promise che in caso di nuovi comportamente non professionali Garvin sarebbe stato sospeso, e per metterlo alla prova fu assegnato ad arbitrare il match tra l’uomo che odiava di più, Greg Valentine, e “Superfly” Jimmy Snuka al Saturday Night’s Main Event. Anche se i contrasti con Valentine non mancarono per tutto il match Garvin mantenne lucidità per tutto il tempo, fino a stancarsi di mantenersi fermo e professionale dando un pugno a Valentine! Sfruttando il colpo. Snuka travolse “The Hammer” con un Crossbody dalla terza corda, aggiudicandosi il match. Non ci fu neanche bisogno che arrivasse Jack Tunney per confermarlo: Garvin era stato sospeso, e dopo aver perso il posto come wrestler, aveva perso anche il posto come arbitro, mentre Valentine aveva forse perso il match, ma almeno era riuscito a far cacciare Garvin per sempre!




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