Giugno 1989: i Detroit Pistons vincono per la prima volta l’NBA, l’America conosce i Nirvana con l’album Bleach, al cinema escono Ghostbusters II, L’Attimo Fuggente, Karate Kid III, Fa La Cosa Giusta, Star Trek V: L’ultima Frontiera, Stress Da Vampiro, Tesoro Mi Si Sono Ristretti I Ragazzi, Great Balls of Fire, e Batman, con la sua Partyman di Prince:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Rick Rude
– Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)
– Campionessa femminile: Rockin’ Robin
L’anti-Hogan
“Macho Man” Randy Savage si era rinnovato unendosi a Sensational Sherri, ma questo non poteva bastare per riconquistare il titolo WWF da Hulk Hogan, visto che in tanti anni non era mai riuscito a batterlo, e ora che l’Hulkster aveva dalla sua Miss Elizabeth, che dopo essere stato con lui per 4 anni conosceva tutti i suoi segreti e le sue tattiche. A “Macho Man” serviva una mano, e la risposta non poteva essere più ovvia: il mastodontico Zeus, che aveva fatto il suo debutto al Saturday Night’s Main Event ed era intenzionato a dimostrare a tutti che fosse lui l’autentica star di No Holds Barred, e che senza sceneggiature e copioni di mezzo lui fosse nettamente più forte!

No Holds Barred si comportò più che bene al botteghino, debuttando al 2° posto, dietro solo a Indiana Jones e l’Ultima Crociata: la WWF lo aveva promosso per bene, con Gorilla Monsoon e Bobby “The Brain” Heenan inviati nei cinema per moderare le premiere, e -con buona pace di Zeus- il nome di Hulk Hogan era sempre una garanzia quando si trattava di attirare pubblico. Ma più il film incassava, più Zeus era infastidito dal sentire che il successo fosse completamente attribuibile all’Hulkster, e la voglia di distruggerlo si faceva sempre più forte…

Il ritorno di Jimmy Snuka
Dopo il suo annunciato ritorno a WrestleMania V, il leggendario “Superfly” Jimmy Snuka a fine maggio iniziò a tornare effettivamente nel ring. Dal suo ritiro erani passati 4 anni, la sua età era ormai avanzata con ben 46 primavere sulle spalle, e molte cose erano cambiate, come i tanti nuovi volti che avevano fatto il loro debutto, come Ultimate Warrior, Bad News Brown, Honky Tonk Man, Rick Rude, Big Boss Man, Hercules, Ted DiBiase, e tanti altri, ma lui era intenzionato a combattere con la determinazione di sempre, senza risparmiare ogni slancio di energia che poteva garantirgli il suo corpo.
Snuka si ritrovò subito ad affrontare la nuova generazione di atleti WWF, e il primo fu proprio l’arrogante Honky Tonk Man, che come al solito volle “deliziare” il pubblico cantando una delle sue canzoni, finché “Mean” Gene Okerlund, che si trovava sul suo abituale palco vicino la rampa d’ingresso dove venivano condotte le interviste, non lo interruppe dichiarandosi esausto delle sue canzoni, preferendo fare la sua intervista in santa pace! L’intervistato era proprio Jimmy Snuka, ma il rockabilly non poteva sopportare di venire scavalcato da un rudere come lui, e andò sotto al palco per prendersela con Snuka. Ma dopo averlo sentito parlare fin troppo, “Superfly” tenne fede al suo soprannome gettandosi su di lui con un Crossbody!

Snuka infiammò la folla, dimostrandosi disposto a tutto come sempre, ma la risposta di Honky Tonk Man non tardò ad arrivare, e la settimana dopo, quando Snuka fu ospite anche del Brother Love Show, venne attaccato dall’ex campione Intercontinentale, che una volta a terra gli fracassò la sua chitarra sulla testa, in quella che più che una punizione assomigliava a un esecuzione!

E a proposito di ex campioni Intercontinentali, da quanto Ron Gavrin era diventato un arbitro Greg “The Hammer” Valentine iniziò a sentirsi perseguitato, come se fosse tutto il sistema WWF ad avercela con lui, arrivando persino a prendersela con presidente WWF Jack Tunney. Ma Valentina fece una promessa a Garvin: se solo avesse provato a mettersi in mezzo ai suoi affari, gli avrebbe spezzato le gambe con la sua Figure 4 Leg Lock, che fosse un arbitro oppure no!

La fine di Jake Roberts?
Tutti non vedevano l’ora di gustarsi Jake “The Snake” Roberts vendicarsi per quanto subito da Ted DiBiase, ma a frenare l’entusiasmo del pubblico fu proprio il “Million Dollar Man”, che intervistato da Brother Love annunciò che i fan non avrebbero rivisto tanto presto Roberts, perché i duri colpi che gli aveva inflitto lo avevano gravemente infortunato, costringendolo addirittura al ritiro! Nessuno voleva crederci, e tutti speravano si trattasse di una sparata del “Million Dollar Man”, ma senza nessuno a smentire tutti considerarono la notizia vera: Jake Roberts, uno dei wrestler più unici, carismatici, e affascinanti mai visti, era stato portato al ritiro da uno dei tizi più spregevoli al mondo, e solo perchè Roberts aveva voluto regalare un sorriso ai fan!

Chi poteva tirare un sospiro di sollievo era sicuramente André the Giant, che non avrebbe più dovuto temere alcun serpente, così come Bobby Heenan che di conseguenza avrebbe avuto un problema in meno. In fondo “The Brain” doveva gestire una grana non da poco con Ultimate Warrior, che non sembrava aver scalfito dalla perdita del titolo Intercontinentale contro “Ravishing” Rick Rude.

Rude avrebbe dovuto risolvere la grana Ultimate Warrior facendo appiglio a tutte le sue forze, anche perché le altre pedine di Heenan non si stavano dimostrando proprio infallibili, come Brooklyn Brawler, che dopo aver perso su tutta la linea il confronto con Red Rooster sfidò Bad News Brown per un autentico derby newyorkese: uno era di Brooklyn, l’altro di Harlem, e una contrapposizione era inevitabile, ma a trionfare senza tante storie fu il duro di Harlem, dimostrando ancora una volta che forse l’epurazione di Red Rooster era stata troppo prematura.
Intanto si stava preparando al debutto un nuovo nome, uno dei più grandi del wrestling degli Stati Uniti meridionali: Dusty Rhodes, un lottatore molto diverso da tutti gli altri. Rhodes era il classico average Joe, il tipico uomo comune americano che lavorava sodo mantenendo sempre il suo ottimismo. Rhodes infatti non era solo un wrestler, ma svolgeva le mansioni più disparate per mantenere la sua famiglia: nei video di presentazione che precedettero il suo debutto lo si poteva vedere consegnare le pizze, servire alle stazioni del gas, o fare da idraulico, tutto sempre senza mai perdere il sorriso. Rhodes era l’incarnazione dell’American Dream, un simbolo di resilienza e solarità, che presto avrebbe illuminato anche la WWF.





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