Aprile 1989: nelle TV americane debutta Baywatch, in Giappone entra in commercio il primo Game Boy, in Giappone va in onda il primo episodio di Dragon Ball Z, in Inghilterra durante una partita tra Liverpool e Nottingham Forest si verifica la famigerata strage di Hillsborough, a Pechino esplodono le proteste di piazza Tienanmen, al cinema escono Pet Sematary, Major League, Non Per Soldi Ma Per Amore, Kickboxer, Scandal, 4 Pazzi In Libertà, e Un Poliziotto a 4 Zampe, mentre il tormentone del momento è Good Thing dei Fine Young Cannibals:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Randy Savage

Campione Intercontinentale: Ultimate Warrior

Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)

Campionessa femminile: Rockin’ Robin

2/4/1989 – WrestleMania V

Dopo aver ospitato l’edizione precedente, gli occhi di tutta America si spostarono finalmente sul Trump Plaza di Atlantic City per l’evento più atteso dell’anno… WrestleMania V! Tutto era pronto per vedere i migliori performer del mondo nel ring, e dopo la consueta America the Beautiful (stavolta eseguita dalla campionessa frmminile Rockin’ Robin) a scaldare il pubblico per primi furono Hercules e il suo ex compare della Heenan Family King Haku, che dopo aver battuto Harley Race a Royal Rumble si era confermato l’esecutore preferito di Bobby “The Brain” Heenan. Stavolta però Haku non diede soddisfazioni al suo manager, con Hercules che finalmente assestò un bel colpo a Heenan trionfando con un Back Suplex.

Il match successivo fu un Tag Team match tra i Rockers e i Twin Towers, che dopo essere stati l’incubo dei Mega Powers ovviamente si dimostrarono degli avversari troppo tosti per i giovani Marty Jannetty & Shawn Michaels, trovando facilmente la vittoria. Seguì poi il match tra Brutus “The Barber” Beefcake e Ted DiBiase. Tra i due non c’era alcuna rivalità, e la Million Dollar Belt non era in palio, ma DiBiase era comunque determinato a vincere per impressionare il milionario Donald Trump tra il pubblico, che considerava uno dei pochi alla sua altezza, e anche per dare legittimità alla sua cintura nuova di zecca.

Il match però si concluse senza vincitore dopo che entrambi si fecero contare fuori, lasciando poi spazio al Tag Team match tra i Bushwackers e i Fabolous Rougeau, da cui gli uomini di Jimmy Hart uscirono sconfitti. Ma il vero match prioritario di “The Mouth of the South” quella sera sarebbe stato un altro Tag Team match, quello tra la Hart Foundation e i suoi Rhytm & Blues, il nomignolo che si erano scelti Honky Tonk Man e Greg Valentine. Anche lì però Hart mandò giù un boccone amaro, perché fu la Hart Foundation a trionfare, e per giunta con una delle sue vecchie tattiche: lontano dagli occhi dell’arbitro infatti, Bret Hart riuscì a impadronirsi del megafono del suo ex manager, per poi colpire in faccia Honky Tonk Man! Del resto se c’era una coppia che per anni aveva perfezionato questo trucco proprio grazie a Jimmy Hart, quelli erano proprio Bret Hart & Jim Neidhart!

A WrestleMania V Mr. Perfect ribadì di essere un avversario temibile e preparato battendo Blue Blazer senza difficoltà, presentandosi con un nuovo costume (un body tipico degli atleti olimpionici, per rimarcare la sua abilità in ogni competizione), per poi lasciare spazio al primo match titolato della serata: l’Handicap match tra i Demolition e i Powers of Pain & Mr. Fuji per i titoli di coppia! Campioni da un anno esatto, Ax & Smash erano più che motivati a dimostrare a tutti che il loro successo non era dipeso solo da Mr. Fuji, e lo fecero battendo di netto Warlord & Barbarian, mostrando a Fuji che tradirli era stata una pessima idea.

Dopo un veloce match tra Dino Bravo e Ronnie Garvin fu il momento degli Strike Force, finalmente di nuovo insieme per affrontare i Brain Busters. Era passato un anno dalla perdita dei titoli di coppia a WrestleMania IV, ma Tito Santana & Rick Martel erano pronti a ripartire da dove avevano interrotto, e proprio WrestleMania sarebbe stato il loro trampolino di (ri)lancio. Le cose però non andarono come sperato, con Tito Santana che per sbaglio colpì con la sua Flying Forearm la testa di Martel, che era stato fermo ai box per mesi proprio per una commozione cerebrale. Ma Martel non prese bene il colpo, e decise di abbandonare Santana da solo contro i Brain Busters!

Rick Martel si rifiuta di dare il cambio a Santana

Per Arn Anderson & Tully Blanchard a quel punto fu un gioco da ragazzi vincere, mentre tutti erano furiosi con Martel per il suo atteggiamento meschino ed egoista. Tradire un beniamino come Santana era semplicemente inaccettabile, e al microfono di “Mean” Gene Okerlund Martel chiarì che se n’era andato non tanto il colpo subito (per giunta involontariamente) da Santana, quanto il fatto che lottare in coppia lo tenesse bloccato, soffocando il suo infinito potenziale da lottatore singolo: dopo 3 anni di frustrazione passati tra la Can-Am Connection e gli Strike Force sentiva che era giunto il momento di emergere individualmente, a costo di lasciarsi alle spalle i suoi amici in modo così deprecabile!

Tutti rimasero molto delusi da Martel, ma poi accettarono il fatto che solo una persona incredibilmente insicura poteva considerare un peggioramento di carriera fare squadra con Tito Santana, che da ex campione Intercontinentale aveva molto più diritto a sentirsi “sprecato” nella categoria di coppia, eppure non lo aveva mai fatto, perché per lui aiutare chi ne aveva bisogno (come Martel dopo la fine della Can-Am Connection) aveva la priorità sull’ambizione.

Gli Strike Force, ormai solo un lontano ricordo

Naturalmente WrestleMania oltre che palcoscenico dei grandi match era anche teatro di grandi eventi e ospitate, come la presenza di Run DMC, che portò per primo il rap a WrestleMania, fino a quello che insieme al main event era il momento più attesa della serata: il ritorno di “Rowdy” Roddy Piper e del suo Piper’s Pit! Tutti erano pronti a riabbracciare Piper dopo la sua lunga assenza, ma appena i fan videro un kilt spuntare dallo stage d’ingresso rimasero profondamente delusi, perché l’uomo in kilt era… Brother Love! Non c’era da stupirsene: dopo l’addio di Piper e la conseguente fine del Piper’s Pit la WWF era rimasta orfana di un talk show dominante, ed era stato proprio Brother Love a prenderne il posto, rendendo a suon di provocazioni il suo Brother Love Show come lo spazio dove “succedevano le cose”, e che fosse lui il vero conduttore della WWF.

Brother Love conduce il Piper’s Pit

L’ospite di questo Brother Love Show a tema scozzese fu l’attore Morton Downey Jr., conduttore del celebre e controverso Morton Downey Jr. Show, ma dopo qualche minuto finalmente le cornamuse iniziarono a suonare, ed entrò Roddy Piper! Con dei capelli più lunghi di quando se n’era andato, Piper arrivò nel ring, con il pubblico che gli riservò una standing ovation, pregustando il momento in cui avrebbe fatto a pezzi entrambi con la sua parlantina.

Dopo aver sotterrato Brother Love con la sua lingua, Piper gli strappò il kilt esponendone le mutande, per poi passare all’intervista a Downey Jr. che degenerò non appena il popolare conduttore non asseco dò la richiesta di Piper di non fumargli in faccia, a cui “Hot Rod” rispose spruzzandogli un estintore in faccia!

Roddy Piper chiuse così il Piper’s Pit tutti si aspettavano: da autentico mattatore, e dopo un ultimo saluto ai fan se ne tornò nel backstage. Ma le emozioni non finirono, perché quella sera fece il suo ritorno dopo 4 anni persino uno dei rivali storici di Piper: il leggendario Jimmy “Superfly” Snuka! I fan ovviamente non si erano dimenticati di lui, e gli dedicarono un’ovazione come non ne aveva mai sentite in vita sua, e chissà se riassaporare il calore dei fan e vedere uno dei suoi vecchi avversari tornare non avrebbe convinto Piper a rimettersi gli stivali…

Fu poi il momento di André the Giant vs Jake “The Snake” Roberts, che entrò come sempre con Damian entro al suo solito sacco, il vero fattore chiave del match. André aveva dalla sua la stazza, Roberts la paura, e sapeva che neanche l’arbitraggio di Big John Studd poteva salvarlo dalla forza erculea del gigante francese, e che l’unico modo per uscirne vivo non sarebbe stata la DDT ma il suo fido Damian, e tentò di afferrare il sacco ogni volta che poteva.

Ma proprio quando sembrava più vicino a farlo, fu colpito alle spalle da Ted DiBiase! André e il “Million Dollar Man” non si facevano vedere insieme da un pò, ma la loro alleanza era sempre valida, tanto che DiBiase rapì Damian, privando “The Snake”  della sua arma più potente! A quel punto il match divenne un autentico caos, con Roberts che si gettò all’inseguimento di DiBiase e André che fregandosene di ogni conseguenza strozzò Studd, facendo scattare un ovvia squalifica. Una volta recuperato Damian però, Roberts tornò nel ring per salvare Studd, costringendo Andrè alla fuga, sentendosi parzialmente vincitore morale del match.

Arrivò poi il secondo match della serata: Ultimate Warrior vs “Ravishing” Rick Rude per il titolo Intercontinentale! Il Guerriero forse aveva vinto il super posedown di Royal Rumble grazie al pubblico, ma stavolta si sarebbe trattato di un match vero e proprio, dove forse Ultimate Warrior appariva favorito rispetto a Rude per la sua energia strabordante, ma visto che la potenza è nulla senza il controllo l’esito appariva molto meno scontato.

Rude era così sicuro della sua vittoria da presentarsi con dei collant con disegnata la cintura Intercontinentale all’altezza della vita, ma il Guerriero si dimostrò -ovviamente- molto più forte, tanto da spezzare la sue Rude Awakening usando tutta la potenza dei suoi muscoli.

Ma neanche la forza di Ultimate Warrior potevano competere con il cervello di Bobby Heenan, che prese la gamba del campione Intercontinentale per farlo scivolare a terra, con Rude che la schienò mentre “The Brain” lo teneva per le gambe, con l’arbitro che lo contò a terra fino al 3!

Heenan aiuta Rude a schienare Ultimate Warrior

Rick Rude era il nuovo campione Intercontinentale! Nessuno pensava che il regno del potente Ultimate Warrior potesse durare “appena” 7 mesi, ma ancora una volta Heenan aveva colpito quando nessuno se l’aspettava! Subito dopo ci fu un match tra Bad News Brown e “Hacksaw” Jim Duggan finito per doppia squalifica ma dopo quanto successo nel match tra Ultimate Warrior e Rick Rude tutti non vedevano l’ora di assistere all’ultimo match prima del main event, ossia Red Rooster vs Bobby Heenan, per vedere finalmente qualcuno dare una lezione a “The Brain”. Neanche la presenza di Brooklyn Brawler a bordo ring spaventò minimamente Red Rooster, che schienò Heenan dopo appena 31 secondi di match! Dopo aver assistito all’attesa umiliazione di Heenan, il pubblico iniziò a caricarsi, perché tutti sapevano che ormai mancava solo un match, il main event: “Macho Man” Randy Savage vs Hulk Hogan per il titolo WWF! 

Quella sera Hogan era già stato protagonista della messa in onda del trailer di No Hold Barred -qui in Italia uscito come Senza Esclusione di Colpi-, il suo primo film da Rocky III, di cui stavolta fu l’assoluto protagonista! Il trailer irritò particolarmente Jesse “The Body” Ventura, che avendo intrapreso anche lui una carriera ad Hollywood non nascose una certa gelosia, definendo l’approdo di Hogan nel cinema un patetico tentativo di riciclarsi come attore dopo la sicura sconfitta contro Randy Savage!

Ma No Holds Barred non sarebbe uscito prima di giugno, e l’Hulkster era concentratissimo sul riconquistare il titolo che gli era stato strappato via ingiustamente 14 mesi prima. Ironico che lo scontro tra i due avvenisse proprio al Trump Plaza di Atlantic City, il luogo dove la loro amicizia era stata cementata per sempre l’anno prima a WrestleMania IV, ma ormai la loro amicizia era solo un lontano ricordo, bello quanto distante, e al pubblico non era rimasto altro che sostenere a squarciagola l’Hulkster.

Hogan e Savage si affrontarono praticamente a specchio: già in passato si erano affrontati innumerevoli volte, e stando insieme nei Mega Powers si erano conosciuto persino meglio dunque si conoscevano a memoria e non avevano alcun colpo segreto. “Macho Man” tornò a lottare come i vecchi tempi, rispolverando tutte le tattiche che avevano accompagnato la sua ascesa e il suo regno Intercontinentale, come nascondersi vigliaccamente dietro Miss Elizabeth, usandola come scudo umano.

Elizabeth mantenne la promessa e rimase neutrale per tutto l’incontro, mentre Savage fu più aggressivo del solito, mettendo Hogan in difficoltà in più occasioni, cercando di puntare nell’unico punto dove persino il suo ex compare non poteva avere una resistenza sovrumana: la laringe. Savage usò di tutto, dalle corde alle barriere di sicurezza, buttandosi su Hogan con tutto il suo peso per colpire la laringe e fargli mancare l’ossigeno. Persino l’Hulkster non poteva resistere a colpi del genere, e una volta che Savage riuscì a connettere l’Elbow Drop sembrava tutto finito, finché Hogan non uscì dallo schienamento!

Nessuno sembrava credere che Hogan fosse uscito dalla mossa finale di Savage con tanta facilità, ma era tutto vero, e usando il supporto del pubblico per caricarsi come sempre, colpì “Macho Man” con un Big Boot e la sua classica Leg Drop, chiudendo così la contesa!

Hulk Hogan era campione WWF per la seconda volta, e Savage divenne il primo a perdere il titolo WWF a WrestleMania! Finalmente giustizia era stata fatta: 14 mesi dopo il furto del secolo orchestrato da Ted DiBiase e Bobby Heenan, Hulk Hogan aveva riconquistato quel titolo WWF che in realtà non aveva mai perso. Rivedere Hogan con la cintura WWF addosso fu come assistere al ripristino del corso naturale delle cose, rimettere la chiesa al centro del villaggio dopo un “anomalo” anno lontano dalla sua vita, un anno in cui aveva accettato di farsi da parte per permettere a Randy Savage di brillare, ma ora che Savage era passato dalla parte del torto, era tornato il momento di Hogan di brillare ancora! E adesso cosa si sarebbero inventati i suoi avversari per separare di nuovo la cintura WWF dall’inarrestabile Hulk Hogan?

Nuovi equilibri

Anche se Miss Elizabeth aveva mantenuto la promessa dimostrandosi assolutamente imparziale, Randy Savage accusò la sua (ormai ex) manager di essere la sola responsabile della sua sconfitta, a causa della sua presenza “disturbante e distraente”. Dopo 4 anni insieme per “Macho Man” era arrivato il momento voltare pagina e guardare avanti, e al Brother Love Show presentò quella che aveva scelto per essere la sua nuova manager, e si trattava di… Sensational Sherri!

L’ex campionessa femminile si dimostrò subito onorata di essere stata scelta da Savage, e avendo -al contrario di Elizabeth- anche una certa esperienza nel menar le mani poteva rivelarsi una svolta piuttosto promettente per Savage. Come dice il proverbio “Dio li fa e poi li accoppia”, e Savage e Sherri sembravano fatti l’uno per l’altra: completamente disinteressati di piacere al pubblico e pronti a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi, erano praticamente fatti l’uno per l’altra.

Pensò lo stesso Brutus “The Barber” Beefcake, il primo che aveva aiutato Hulk Hogan dopo il furioso litigio tra i Mega Powers a The Main Event 2 mesi prima, che intervistato al Brother Love Show definì paradossale che un uomo che si faceva chiamare “Macho Man” avesse scelto una donna così viscida e infida, talmente orrenda che casomai si sarebbe dovuta chiamare “Scary Sherri” invece che “Sensational”, e aizzò il pubblico affinché la chiamasse così. Irritata per il nuovo nomignolo, Sherri irruppe al Brother Love Show per dirne quattro a “The Barber”, dando la possibilità a Savage di attaccarlo da dietro. Randy Savage e Sherri decisero di cementare la loro nuova alleanza tagliando i capelli di Beefcake mentre era privo di sensi, facendo quello che nessuno aveva mai fatto: umiliarlo con la sua stessa medicina!

Se Savage si era trovato una nuova manager, anche Rick Martel fece lo stesso, e decise di farsi seguire nella sua nuova carriera da singolo da Slick. A Martel sarebbe infatti serviva tutto il supporto del mondo per proteggerlo dal desiderio di vendetta di Tito Santana, e potendo vantare tra le sue sue fila i temuti Twin Towers, Slick sembrava essere una protezione più che sufficiente per Martel.

Intanto Jimmy Hart doveva ancora rimediare la sconfitta rimediata dalla Hart Foundation a WrestleMania V. Persino l’unione tra Honky Tonk Man e Greg “The Hammer” Valentine non era bastata a fermarli, ma il peggio doveva ancora venire, e come sempre senza alcun preavviso: a sorpresa infatti, Valentine rimediò un impensabile sconfitta contro Ronnie Garvin, che lo colse alla sprovvista con un Inside Cradle! Fu uno dei risultati più sorprendenti mai visti: nessuno si aspettava che un lottatore esperto come Valentine potesse compiere una leggerezza del genere, tantomeno per mano di Garvin che era poco più che un onesto mestierante!

Per un ex campione Intercontinentale e di coppia come lui perdere con un signor nessuno era un’umiliazione troppo grande, e furioso con Garvin (ma ancora di più con sé stesso) lo sfidò nuovamente, portando la posta oltre ogni immaginazione, perché se avesse perso… si sarebbe ritirato! Sembrava incredibile un uomo così dedito al wrestling come Valentine mettesse in palio la sua carriera, ma rendeva bene l’idea di quanto fosse rimasto ferito nell’orgoglio, e ora dopo 19 anni di carriera rischiava di appendere gli stivali al chiodo!

Greg Valentine lancia la sfida più importante della sua carriera


Se Garvin aveva l’opportunità di dare una svolta alla propria carriera e passare alla storia come l’uomo che aveva costretto al ritiro Greg Valentine, c’erano tanti altri che non avevano avuto le stesse possibilità, come “Leaping” Lanny Poffo, che al di là del suo stile di lotta veloce e aereo non si era mai imposto in 4 anni di WWF. Di lui i fan sapevano solo che aveva una strana ossessione per scrivere poemi, che spesso recitava al pubblico, ma nient’altro. Ma ora le cose stavano per cambiare, perché iniziò ad apparire con un nuovo soprannome e una nuova attitudine: “The Genius” Lanny Poffo. Il suo nuovo nome lasciava presagire tutto: Poffo era convinto di avere un’intelligenza fuori dal comune, tanto da indossare sempre un cappello da diploma, e ora i suoi poemi erano composti per sbeffeggiare gli avversari e risaltare il proprio intelletto. Nel wrestling si sa, il corpo conta più che la mente, ma chissà se Poffo con il suo intelletto superiore non avrebbe trovato il modo di invertire la tendenza…

The Genius.

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