Marzo 1989: viene presentato il World Wide Web, Rain Man vince l’Oscar per Miglior Film, debutta il manga di Ghost in the Shell, al cinema escono Scuola di Polizia 6, Schegge di Follia, New York Stories, Le Avventure Del Barone di Munchausen, e Hit List, mentre This Time I Know Is For Real di Donna Summer risuona in radio:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Randy Savage
– Campione Intercontinentale: Ultimate Warrior
– Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)
– Campionessa femminile: Rockin’ Robin
La sindrome di Stoccolma
Ormai sembrava una costante per Hulk Hogan, subire voltafaccia da amici gelosi del suo carisma e della sua popolarità: prima fu Paul Orndorff, poi André the Giant, e ora era giunto il momento di Randy Savage, che sembrava tornato l’egocentrico essere meschino dei primi tempi. Sin dal suo debutto infatti Savage aveva messo Hogan -ai tempi campione WWF- in cima alla sua lista, affrontandolo anche in più occasioni, senza però mai trionfare.

Tutti lo odiavano per il suo carattere arrogante, e soprattutto per la sua estrema gelosia per Miss Elizabeth, che sminuiva e umiliava trattandola come un oggetto di sua proprietà. Ma poi “Macho Man” cambiò nella primavera del 1987, non appena provò sulla sua pelle l’ebbrezza di essere un beniamino del pubblico, e di avere vicine persone giuste e rette come Hulk Hogan nell’autunno di quell’anno. L’amore del pubblico e la vicinanza alla positività di Hogan migliorarono il suo atteggiamento, divenne un autentico eroe per migliaia di fan e bambini, fino alla serata più bella della sua vita, WrestleMania IV, dove tutti -Hogan in particolare- sudarono sette camice per proteggerlo dalle forze del male e permettergli di diventare il nuovo eroe e volto della WWF.
Ma sotto sotto Savage restava sempre l’uomo insicuro e geloso dei primi tempi, e lo aveva dimostrato vedendo nel rapporto tra Hogan e Miss Elizabeth (che l’Hulkster aveva sempre paragonato a quello tra un fratello e una sorella) qualcosa di più, dimostrandosi anche convinto di essere eternamente oscurato dall’aura di Hulk Hogan, simbolo della federazione anche senza cintura nonostante il titolo WWF fosse suo da un anno esatto, e finché non lo avrebbe affrontato sarebbe stato un eterno numero 2. Ma se “Macho Man” non voleva essere un numero 2, doveva prima battere il numero 1! Per Savage Hogan non era altro che una primadonna che non riusciva ada accettare che il centro della WWF potesse essere qualcun’altro, e che la federazione fosse troppo piccola per entrambi. Ormai il “Macho Man” che Hogan aveva conosciuto e apprezzato non c’era veramente più.
Hulk Hogan e Randy Savage si sarebbero affrontati a WrestleMania V, e Miss Elizabeth doveva decidere da che parte stare. Il tempo passato nei Mega Powers aveva fatto capire ad Elizabeth come fosse una relazione basata sulla lealtà e l’amore incondizionato, e tornare insieme al Randy Savage possessivo dei primi tempi ormai sarebbe stato insostenibile, eppure il suo passaggio al lato dell’Hulkster non era così scontato. Tra lei e “Macho Man” c’era un rapporto troppo lungo e profondo: era stato lui a portarla in WWF laddove i più importanti manager della federazione se lo litigavano, e tra i due c’era una relazione anche intima, che neanche gli abusi di Savage riuscivano a farle dimenticare, come fosse pericolosamente vittima della sindrome di Stoccolma.

I dubbi sarebbero stati sciolti al microfono di “Mean” Gene Okerlund al Saturday Night’s Main Event, anche se un piccolo indizio sembrava sul suo schieramento comunque esserci: quella sera infatti Elizabeth avrebbe fatto da manager ad Hulk Hogan nel suo match contro Bad News Brown, che dopo aver già riservato parole poco lusinghiere a Elizabeth qualche mese prima attribuì la separazione di Mega Powers proprio a lei, che riteneva essere solo fonte di guai.
Dopo averlo eliminato dalla Royal Rumble 2 mesi prima, Hogan diede un’altra lezione a Brown, e ora tutte le attenzioni erano per Elizabeth e la sua decisione, che scioccò tutti: non sarebbe stata al fianco di Hulk Hogan, ma neanche a quello di Randy Savage! La first lady della WWF provava troppo affetto per entrambi, e inutile dire che “Macho Man” non la prese affatto bene, minacciando Elizabeth di ritorsioni, prima che Hogan arrivasse a salvarla.

Anche se la situazione era tesissima l’Hulkster ebbe la freddezza di non reagire, promettendo non gli avrebbe torto un capello solo per rispetto per Elizabeth, ma a WrestleMania V sarebbe stata tutta un’altra storia! Hulk Hogan era sempre stato il primo a fare il tifo per Savage, ma adesso era guerra, e col passare dei giorni il regno di Savage sembrava avere le ore contate. Quel che era certo è che Miss Elizabeth, nonostante l’imparzialità promessa, avrebbe avuto ancora un ruolo da giocare in questa storia. Ma a favore chi?
Ritorno al Trump Plaza
Il Saturday Night’s Main Event fu l’ultima tappa importante prima di WrestleMania V, e per prepararsi a Ultimate Warrior, “Ravishing” Rick Rude affrontò Brutus “The Barber” Beefcake, forse l’avversario più temibile che potesse affrontare: in fondo cosa poteva esserci di peggio per l’uomo più narcisista di tutta la WWF che perdere i propri capelli? Proprio per questo ad aiutare Rude arrivò André the Giant -che di umilianti tagli di capelli ne sapeva qualcosa. A tenere il confronto in equilibrio ci pensò Jake “The Snake” Roberts, che si autoinvitò nel match per far sentire ancora più fiato sul collo ad André in vista di WrestleMania (per non parlare dei precedenti tutt’altro che amichevoli tra lui e Rude). Naturalmente “The Snake” portò con sé Damian per terrorizzare il gigante francese , ma Rude bloccò il suo vecchio rivale prima che potesse tirarlo fuori dal sacco, finché a portare ordine arrivò il futuro arbitro del match tra Roberts e André… Big John Studd! Il pubblico era in estasi: la loro rivalità era una delle più antiche della WWF, e dopo essersi affrontati per tutto l’inizio degli anni ‘80 per lo scettro di unico e solo gigante della WWF, André e Studd adesso erano di nuovo l’uno di fronte all’altro!
Alla fine Roberts riuscì a liberare Damian nel ring, costringendo André alla fuga, con l’arbitro che alla fine assegnò a Beefcake la vittoria per squalifica a causa dell’intervento di Rude. “The Barber” si portò a casa una vittoria di tutto rispetto (seppur per squalifica), e anche se non era impegnato in nessuna rivalità avrebbe comunque presenziato a WrestleMania V affrontando Ted DiBiase, sempre più orgoglioso della sua Million Dollar Belt, che finalmente presentò anche al pubblico durante il Brother Love Show.
Anche se era completamente fatta di oro e diamanti fino a una valore di 1 milione di dollari, e quindi persino più preziosa della cintura WWF, il presidente WWF Jack Tunney confermò che la cintura non era considerata ufficiale dalla federazione, e pertanto a WrestleMania V non sarebbe stata in palio, rimanendo un mero strumento di vanità del “Million Dollar Man”.
Visto che WrestleMania era sempre il palcoscenico degli avvenimenti più importanti, proprio per l’evento dell’anno la WWF riservò uno degli annunci più attesi: a 2 anni dal suo ritiro, per una sola sera sarebbe tornato “Rowdy” Roddy Piper! Tutti erano ansiosi di rivedere la lingua più biforcuta e tagliente della WWF, che anni prima aveva dato a tutto il mondo un nemico comune contro cui unirsi, proprio per questo facendo appassionare milioni di persone a quello che ormai era un prodotto globale, diventando di fatto un idolo.

I fan avevano potuto compensare la sua assenza ammirandolo in tutti i film che aveva fatto negli ultimi 2 anni, da Sing Sing Chiama Wall Street a Apocalisse a Frogtown, fino a Essi Vivono di John Carpenter, ma riaverlo in un ring WWF, seppur per una sola serata, sarebbe stata tutt’altra cosa: “Hot Rod” non era uno che seguiva i copioni, perché lui i copioni li stravolgeva come voleva, e in WWF avrebbe potuto essere sé stesso senza freni o peli sulla lingua! Dopo aver passato 2 anni a Hollywood, lo scozzese più attaccabrighe del mondo non avrebbe lottato, ma presentato una speciale edizione del Piper’s Pit, ma ai fan sembrava importare poco: l’unica cosa che contava era rivedere Piper, pronti a sorprendere tutti come al solito!

Dopo essere tornato nella Royal Rumble, Rick Martel era pronto a riprendere da dove il suo infortunio aveva interrotto: assieme a Tito Santana per riformare gli Strike Force, e magari tentare di nuovo di vincere quelle cinture che avevano detenuto per 5 mesi. Ma c’era un altro team che si stava facendo sempre più strada grazie al loro stile veloce e spettacolare: i Rockers, che dopo aver debuttato l’estate precedente ormai erano sempre più nelle grazie del pubblico, soprattutto quello femminile (in particolare Shawn Michaels e i suoi lunghi capelli biondi).

Il giovane duo fu protagonista di un bellissimo Tag Team match contro i Brain Busters di Bobby Heenan al Saturday Night’s Main Event, che finì in pareggio a causa del limite di tempo raggiunto, e anche se non si poteva considerare una vera vittoria, dare del filo da torcere e resistere a una coppia allenata da “The Brain” faceva sicuramente curriculum, anche se il perfido manager sembrava perdere qualche colpo.
Heenan infatti sembrava aver sottovalutato fin troppo Red Rooster, che ebbe finalmente l’opportunità di affrontare Brooklyn Brawler al Saturday Night’s Main Event, sbarazzandosi di lui in appena 1 minuto! Forse cambiare Red Rooster per Brooklyn Brawler non era stata un’idea così brillante, e Heenan avrebbe fatto meglio a ideare una nuova tattica in vista di WrestleMania V, perché Red Rooster non si sarebbe di certo risparmiato!





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