Novembre 1988: George H. Bush vince le elezioni per le presidenziali degli Stati Uniti, debutta sulle reti Mediaset Striscia la Notizia, mentre al cinema escono SOS Fantasmi, Oliver & Company, Essi Vivono, La Bambola Assassina, Cocoon: Il Ritorno, e Ultimi Echi di Guerra, e Paradise City dei Guns ‘n Roses viene rilasciato come singolo:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Randy Savage
– Campione Intercontinentale: Ultimate Warrior
– Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)
– Campionessa femminile: Sensational Sherri
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
La resa dei conti
Ormai era passato quasi un anno da quando Ted DiBiase aveva annunciato l’intenzione di comprare il titolo WWF, e da allora una serie di uomini avevano minato le certezze del “Million Dollar Man” che tutto e tutti avessero un prezzo: prima Hulk Hogan, a Randy Savage, e ora anche Hercules, e DiBiase avrebbe avuto la possibilità di farla pagare a tutti loro a Survivor Series. Era una sfida incerta: i Mega Powers avevano battuto i Mega Bucks a SummerSlam, ma l’ultima volta che Hulk Hogan e André the Giant si erano affrontati in un Survivor Series match era stato proprio il francese a trionfare, eppure a sorpresa “The Brain” decise di tenere fuori André, convinto che Ted DiBiase, King Haku, Red Rooster, e la coppia formata da Akeem e Big Boss Man (che si rinominarono i “Twin Towers”) sarebbero bastati per battere il team dei Mega Powers, risparmiando lui e “Ravishing” Rick Rude per un altro Survivor Series match non meno importante, perché avrebbero coinvolto alcuni dei più grandi nemici della Family.

André e Rude avrebbero infatti affiancato Dino Bravo, Harley Race (tornato dal suo infortunio dopo 8 mesi), e un quinto membro ancora da decidere per combattere contro Ken Patera, Jim Duggan, Tito Santana, Scott Casey, e il capitano Jake Roberts.
Intanto “Mr. Perfect” Curt Hennig continuava a mostrarsi eccellere in ogni disciplina sportiva, ma per quanto sapesse primeggiare nel basket, nel bowling, il baseball, o qualsiasi altra disciplina, la domanda era solo una: ma sapeva anche lottare? Hennig rispose alla domanda vincendo il suo primo match contro Jim Brunzell. A rimanere impressionato da lui sin dal primo sguardo fu proprio Bobby Heenan, sempre pronto ad accaparrarsi per primo i nuovi talenti, che lo prese sotto la sua gestione investendolo subito di un compito non poco importante: essere il quinto membro del team accanto a DiBiase, Big Boss Man, Hakeem, e Red Rooster. Heenan si stava prendendo un rischio a caricare di tante responsabilità un debuttante, ma se davvero Henning era “l’atleta perfetto”, la fiducia di “The Brain” sarebbe stata presto ripagata.
Straight Outta Harlem
Ma c’erano tanti altri conti in sospeso in WWF: Honky Tonk Man tramava vendetta contro Ultimate Warrior, ma sapeva di non poter competere contro l’uomo che a SummerSlam lo aveva triturato in 31 secondi, mentre Brutus “The Barber” Beefcake aveva ancora un conto in sospeso con “Outlaw” Ron Bass da agosto, per non parlare di “The Rock” Don Muraco, che doveva ancora farla pagare una volta per tutte a Greg “The Hammer” Valentine per aver messo fine alla carriera del suo manager Billy Graham… tutte rivalità che furono compresse in un unico grande Survivor Series match, con Ultimate Warrior, Don Muraco, Brutus Beefcake, Sam Houston, e Blue Blazer da una parte, e Honky Tonk Man, Greg Valentine, Ron Bass, Danny Davis, e Bad News Brown dall’altra.

Ma prima di Survivor Series, a sorpresa Don Muraco lasciò la compagnia, e al suo posto fu scelto Jim Brunzell. Fu sicuramente un duro colpo per il team di Ultimate Warrior, che doveva tenere conto anche di un altro fattore sul fronte avversario: Bad News Brown era più infuriato che mai.
Dopo la vittoria nella Battle Royal a WrestleMania IV la sua carriera sembrava in netta ascesa, come dimostrava anche il fatto che avesse battuto praticamente tutti, eppure Brown non capiva perché non fossero garantiti match importanti, e perché fosse un rammollito come Randy Savage il campione WWF, invece che uno tosto come lui. Brown decise di parlarne a chiare lettere con il presidente WWF Jack Tunney, che intercettò mentre era ospite al Brother Love Show. Per mesi Brown lo aveva chiamato e gli aveva scritto lettere per lamentarsi della sua posizione, senza mai ricevere risposta, ma ora che erano faccia a faccia era il momento di parlare!

Tra i due volarono parole dure, finché Brown non passò il limite, insinuando che probabilmente il protezionismo di Tunney verso “Macho Man” fosse perché riceveva qualche “favore” da Miss Elizabeth! A quel punto persino il posato Tunney, che non si scomponeva praticamente mai, avvertì Brown di tenere a freno la lingua toccandogli la spalla, ma questo non fece che peggiorare le cose, perché Brown lo strattonò e lo minacciò, intimando che nessuno poteva toccarlo: non gli importava se Tunney fosse il presidente della WWF, degli Stati Uniti, o la Regina d’Inghilterra, lui era cresciuto in un mondo senza regole, dove vale solo la legge del più forte, e ci sarebbe voluto ben altro per dirgli cosa non fare! Il tutto mentre Brother Love se la rideva.
Bad News Brown non aveva assolutamente paura di niente e nessuno, e non riconosceva alcune autorità se non la propria. Tutti rimasero senza parole: nessuno aveva mai messo la mani addosso a un ufficiale della WWF, tantomeno al presidente! Neanche figli di buona donna come Roddy Piper, Ted DiBiase, o Bobby Heenan avevano mai osato tanto, e ora Brown poteva rischiare il licenziamento, o persino una denuncia, ma per un uomo cresciuto sulle strade di Harlem queste non erano cose per cui perderci il sonno.

La presenza di Brown a Survivor Series fu comunque confermata, segno che Jack Tunney aveva deciso di non licenziarlo, preferendo lasciare agli altri il compito di dargli una lezione.
Rispetto all’anno prima non ci sarebbe stato un Survivor Series match femminile, anche se la categoria femminile ebbe un importante evento da lasciare agli archivi, perché durante una difesa titolata Sensational Sherri si dovette arrendere a Rockin’ Robin in un match disputato a Parigi, durante il tour europeo della WWF (dove la WWF fece anche tappa in Italia, per la precisione al PalaTrussardi di Milano).
24/11/1988 – Survivor Series 1988

La location era la stessa dell’anno prima: il Richfield Coliseum di Richfield Township, Ohio, e sempre nella serata della Festa del Ringraziamento… tutto era pronto per Survivor Series 1988! Il primo Survivor Series match fu quello tra Ultimate Warrior, Jim Brunzell, Brutus Beefcake, Sam Houston, e Blue Blazer contro Honky Tonk Man, Greg Valentine, Ron Bass, Danny Davis, e Bad News Brown. Nonostante la cintura Intercontinentale fosse saldamente alla vita di Ultimate Warrior, il suo team aveva tutti i pronostici contro: Houston, Brunzell, e Blue Blazer non erano abituati ai grandi palcoscenici, dunque il lui e Beefcake dovettero prendere per mano i compagni: proprio “The Barber” fu il primo a eliminare un avversario, facendo cedere Danny Davis con la sua Sleeper Hold, ma non bastò a mantenere il suo team all’altezza della situazione, visto che proprio Branzell, Houston, e Blue Blazer furono i primi a cadere.

Ma anche dalla parte del team di Honky Tonk Man i problemi non mancarono, soprattutto per la poca propensione di Bad News Brown a collaborare con gli altri: Il duro di Harlem ebbe infatti qualche problema con Greg Valentine dopo che quest’ultimo lo colpì per sbaglio, e piuttosto che chiarire preferì abbandonare i suoi compagni, facendosi eliminare per count out, confermando così di non amare il gioco di squadra, oltre al suo caratteraccio.
Ora Ultimate Warrior e Brutus Beefcake erano soli contro i loro principali avversari, ma il loro spirito combattivo non li fece buttare già, vedendola soprattutto come un’opportunità di levarsi qualche sassolino dalla scarpa, in particolare Beefcake, che poteva finalmente mettere le mani addosso a Honky Tonk Man dopo il loro match mancato di SummerSlam. “The Barber” però si fece prendere troppo dalla foga della lotta, e portando il rockabilly fuori dal ring si fece eliminare insieme a lui per doppio count out… ora Ultimate Warrior era completamente solo! Ma il calore del pubblico, unita alla sua potenza strabordante, permisero al Guerriero di colpire sia Valentine che Bass con tutto ciò che aveva, riuscendo a schienare entrambi ad appena 20 secondi di distanza! Ultimate Warrior era semplicemente incontenibile, e aveva portato alla vittoria il suo team contro ogni pronostico!

Seguì poi il colossale 10 Men Survivor Series match tra le principali coppie della federazione: i Demolition, i Bolsheviks, i Conquistadors, i Brain Busters, e i Fabulous Rougeaus contro la Hart Foundation, i British Bulldogs, i Rockers, gli Young Stallions, e i Powers of Pain! Molte coppie avevano ancora molto da dimostrare: i Brain Busters erano appena arrivati ma incutevano già timore, i misteriosi Conquistadors apparivano raramente, mentre i Rockers erano piuttosto giovani e con pochi match importanti in WWF, ma lo spettacolo non mancò, anzi, fu senza dubbio il miglior match della serata.

Particolarmente interessante era la sfida a distanza tra i vecchi e i nuovi protetti i Jimmy Hart, la Hart Foundation e i Rougeaus, e a vincerla furono gli ex campioni di coppia dopo che Bret Hart schienò Raymond Rougeau. La Hart Foundation si tolse così una bella soddisfazione, e da lì il match decollò, in uno spettacolo dove ogni coppia tirò fuori il meglio di sé, anche se i più sfortunati furono proprio la Hart Foundation, che vennero eliminati dopo un German Suplex di Bret Hart su Tully Blanchard per un tentativo di schienamento, con il canadese che non sollevò abbastanza le spalle da terra e l’arbitro che contò lo schienamento come di Blanchard.

A impressionare particolarmente furono i Rockers, che nonostante la poca esperienza in WWF si dimostrarono perfettamente all’altezza, eliminando i Bolsheviks (che però erano riusciti a buttare fuori gli Young Stallions). Marty Jannetty & Shawn Michaels non arrivarono fino alla fine del match, ma non furono neanche schienati: a buttarli fuori l’arbitro Earl Hebner, che dopo una rissa incontrollata tra i due e i Brain Busters (che neanche l’intervento dell’arbitro Tim White era riuscito a sedare) decretò per entrambe le coppie una doppia squalifica. Dopo l’eliminazione dei British Bulldogs rimanevano solo i Powers of Pain da una parte, e Conquistadoros e Demolition dall’altra. Warlord e Barbarian erano ansiosi di confrontarsi con i Demolition, i loro nemici naturali: entrambi erano degli energumeni molto fisici con dei vistosi facepaint, e infatti era proprio ai Powers of Pain che Tito Santana chiese aiuto per contrastare Ax & Smash dopo l’infortunio di Rick Martel. Ma l’atteso confronto tra le due coppie prese una piega inaspettata, quando Smash nel correre sulle corde scivolò cadendo male fuori dal ring, venendo eliminato per count out. Ma non era scivolato, perché ad abbassare le corde favorendo la caduta era stato… Mr. Fuji!

Non era stato affatto uno sbaglio o una svista: Fuji aveva davvero sabotato i Demolition, che senza voler neanche sentire le sue scuse lo stesero a terra con una Bodyslam! Ma ciò che fu più sorprendente avvenne dopo, quando i Powers of Pain… aiutarono Fuji a rialzarsi! Increduli che Fuji avesse un accordo sottobanco col nemico, i Conquistadoros (unici rimasti del proprio team), vennero travolti dai Powers of Pain, che festeggiarono la vittoria con Mr. Fuji! Il perfido manager giapponese aveva tradito i Demolition per Warlord & Barbarian, che per quanto avessero consegnato la vittoria al team face si erano dimostrati assolutamente meschini e sleali, facendo dubitare il pubblico su chi fossero i veri “cattivi” di questo voltafaccia.
Il Survivor Series match successivo video coinvolti Jim Duggan, Jake Roberts, Ken Patera, Tito Santana, e Scott Casey contro André the Giant, Dino Bravo, Harley Race, Rick Rude, e “Mr. Perfect” Curt Hennig. C’era tanta attesa intorno a questo match, soprattutto per le sfide che avrebbe contenuto al suo interno, come quella tra i due “uomini più forti del mondo”, Ken Patera e Dino Bravo: una sfida di cui i fan non poterono beneficiare appieno a causa di Rick Rude, che eliminò Patera con la sua mossa finale, la Rude Awakening.

Dopo Patera il team di Roberts & Duggan subì un altro duro colpo con l’eliminazione di Scott Casey, ma a porre rimedio fu Tito Santana, che schienò un pezzo da novanta come Harley Race. Ma lì subentrò la furia di André the Giant, che si accanì contro di lui con tutta la sua forza, riducendolo a un colabrodo e schienandolo senza difficoltà. I capitani Roberts & Duggan adesso erano in una situazione disperata: erano in 2 contro 4! La superiorità numerica consentiva agli avversari di fare quello che volevano, inclusi dei colpi bassi e irregolari, il ché aumentò le frustrazioni di Duggan, che tirò fuori il suo 2×4! “Hacksaw” colpì Bravo con la sua arma tipica sfogando tutta la sua rabbia, ma la sua emotività gli costò la squalifica, e lasciò Jake Roberts completamente da solo! Mai era successo che in un Survivor Series match un solo uomo si ritrovasse contro 4, che ora più che un match ora assomigliava a un esecuzione! Ma “The Snake” non avrebbe fatto come il suo ex rivale Honky Tonk Man l’anno prima (che pur di non affrontare da solo lui, Randy Savage, e Ricky Steamboat si era fatto contare fuori), ma avrebbe combattuto nell’unico modo che conosceva: da uomo!
Con i loro precedenti, era Rude che voleva togliersi la soddisfazione di schienare “The Snake”, ma visto che il serpente è più pericoloso proprio quando messo in un angolo, Roberts lo sorprese dal nulla con una DDT per il contro di 3! Nonostante Roberts avesse tutto contro l’aveva fatta pagare a Rude per le avance a sua moglie, ma c’era pur sempre André the Giant da affrontare. Roberts non aveva le forza di chiamare a sé Damian, e dovette soccombere alla forza erculea del francese, che lo strozzò per svariati secondi, ignorando i richiami dell’arbitro, che per questo lo squalificò.

Da 4 gli avversari si erano ora ridotti a 2, e all’improvviso le chance di Roberts erano raddoppiate, ma nessuno sembrava credere nella rimonta: i colpi subiti lo avevano reso praticamente inoffensivo, tanto che Hennig lo schienò senza neanche doverlo colpire: erano lui e Bravo gli unici sopravvissuti!
Jake Roberts aveva sfornato una prestazione eroica, ma Survivor Series si confermò un PPV fortunato per Bobby Heenan e i suoi uomini, e ora il compito di mandare a casa il pubblico con un sorriso spettava ai Mega Powers, che affiancati da Hillbilly Jim, Koko B. Ware, ed Hercules avrebbero affrontato Ted DiBiase, King Haku, Red Rooster, e i Twin Towers di Slick e Bobby Heenan. Di tutti loro, Red Rooster era sicuramente il meno temibile, e infatti fu anche il primo a essere schienato dopo l’Elbow Drop di Randy Savage, fallendo il suo primo test importante dopo appena 5 minuti. Che stavolta Heenan avesse puntato sul cavallo sbagliato?
Heenan e Slick dovettero ripiegare, e puntare tutto su i Twin Towers, che Hogan & Savage conoscevano molto meno rispetto a DiBiase e Haku. E infatti proprio Big Boss Man e Akeem eliminarono in sequenza prima Hillbilly Jim, e poi Koko B. Ware, portando il loro team di nuovo in vantaggio. Per Hercules il match aveva un altro valore redentivo, e dimostrò il proprio valore combattendo con tutte le sue forze, ma fu poi costretto a cedere all’uomo che sarebbe dovuto essere il suo padrone, il “Million Dollar Man”, lasciando i Mega Powers da soli. Aver eliminato il “traditore” Hercules diede una grande soddisfazione sia a Heenan che a DiBiase, forse anche troppa, perché mentre DiBiase era ancora impegnato a sfottere Hercules, Savage lo sorprese da dietro con un Roll Up!

A quel punto la strategia dei tre divenne piuttosto semplice: fare a pezzi i Mega Powers con ogni mezzo necessario, a costo di farsi buttare fuori dall’arbitro, così da lasciarli inermi per un facile schienamento finale di Haku. I Twin Towers replicarono quanto fatto pochi giorni prima al Brother Love Show: ammanettare Hogan e fare tutto il resto col suo manganello di Big Boss Man. Appena ci riuscirono l’arbitro buttò fuori sia Big Boss Man che Akeem (il primo per count out, il secondo per squalifica), lasciando però sia Savage che Hogan in condizioni precarie, e ad Haku la strada spianata per la vittoria. Ma Slick e soci continuavano a sottovalutare l’importanza di Miss Elizabeth, il vero cuore dei Mega Powers, che riuscì a rubare da Slick (messo KO da Hogan) le chiavi delle manette che tenevano imprigionato l’Hulkster. Appena libero, Hogan riuscì a dare il cambio a Savage, riversando tutta la sua furia su King Haku, fino al Leg Drop finale che valse la vittoria del suo team!
I Mega Powers erano gli unici sopravvissuti, e ancora una volta era stata Miss Elizabeth a tirarli fuori dai guai! La forza più grande del pianeta, quella formata da Hulk Hogan e Randy Savage, dopo le vittorie di SummerSlam e Survivor Series si dimostrò davvero inarrestabile! Come potevano Bobby Heenan e Ted DiBiase sperare di spezzare una tale forza?




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