Maggio 1988: il PSV Eindhoven vince la sua prima Coppa dei Campioni, il Milan di Arrigo Sacchi si aggiudica lo scudetto, al cinema escono Rambo III, Willow, Mr. Crocodile Dundee II, Venerdì 13 parte VII, Aria, e Chiamami di Notte, mentre esce il secondo album dei Public Enemy, contenente Don’t Believe The Hype:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Randy Savage

Campione Intercontinentale: Honky Tonk Man

Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)

Campionessa femminile: Sherri Martel

Campionesse di coppia: le Jumping Bomb Angels (Itsuki Yamazaki & Noriyoto Tateno)

Sotto la giurisdizione di Randy Savage

Dopo WrestleMania IV Hulk Hogan si prese un periodo di pausa dalla WWF: nei suoi 4 lunghi anni da campione mondiale era stato praticamente impegnato 365 giorni l’anno tra ring, interviste, apparizioni in TV, tour promozionali, e quant’altro. La sua dedizione aveva fatto crescere in maniera esponenziale la WWF, e ora che era libero del peso della cintura e dai doveri di campione poteva permettersi di rilassarsi un pò. In fondo la federazione era in buone mani, adesso che era sotto la protezione di “Macho Man” Randy Savage, di cui l’Hulkster si fidava ciecamente e considerava ormai un fratello.

Inoltre Hogan avrebbe dovuto partecipare alla riprese di un film, il suo primo film da Rocky III, dove però stavolta sarebbe stato il protagonista: un film d’azione chiamato Senza Esclusione di Colpi, che sarebbe uscito l’anno dopo e che avrebbe consacrato il suo status nel mondo dello spettacolo. Insomma, anche quando si prendeva una pausa dal ring, la stella Hogan non smetteva di splendere, cercando una carriera a Hollywood come già stavano facendo Jesse “The Body” Ventura e “Rowdy” Roddy Piper.

Intanto Ted DiBiase era pieno di sé come sempre, complice stavolta la nuova nomina a contendente n.1 per il titolo mondiale contro l’uomo che gliel’aveva soffiato a WrestleMania IV Randy Savage. Ma ancor di più, era pieno di rabbia: Randy Savage era l’uomo che gli aveva dimostrato una volta per tutte quello che DiBiase non avrebbe mai ammesso, cioè che i soldi non potevano comprare tutto. DiBiase poteva essere ricco quanto voleva, ma Savage gli aveva sbattuto in faccia il fallimento della sua filosofia di vita, e DiBiase iniziava a presentarsi nelle interviste meno borioso e arrogante, e più arrabbiato e isterico. Non avrebbe permesso a Savage di mettere in discussione le sue credenze di una vita ancora una volta.

Se per DiBiase era ancora presto per affrontare Savage lo stesso non si poteva dire per Virgil, il braccio destro di DiBiase, che affrontò Savage in un match per conto del suo ricco capo. Per far innervosire Savage durante il match, DiBiase provocò il campione WWF offendo soldi a Miss Elizabeth a bordo ring per i suoi “servizi”, con Savage che per tutta risposta si lanciò su di lui dalla terza corda con tutta la forza che aveva. Se il titolo mondiale alla sua vita diceva che era l’uomo più forte della WWF, se qualcuno provocava Elizabeth ecco che Savage diventava anche il più pericoloso, e sfruttò questa rabbia per vincere il match planando su Virgil con l’Elbow Drop più sentita della sua carriera. Ma i numeri erano comunque a suo sfavore: DiBiase non ancora così malandato dal volo di Savage da impedirgli di attaccarlo dopo il match, per poi umiliarlo infilandogli delle banconote in bocca. “Macho Man” riuscì comunque a reagire, dando il via a una rissa che necessitò l’intervento di tutto il roster per tenerli separati ed evitare il peggio.

Savage affronta il galoppino di DiBiase

André the Giant intanto era preso da altri pensieri, e non aveva preso affatto bene i colpi di 2×4 ricevuti da “Hacksaw” Jim Duggan, come non sopportava la sua ostinazione a mettergli i bastoni tra le ruote, e la situazione da piccola seccatura stava diventando una vera e propria ossessione per André, irritato che una pulce come Duggan osasse tanto. Forse non era Hulk Hogan, o Randy Savage, o un altro pezzo grosso, ma Duggan era comunque il vincitore della prima Royal Rumble, e soprattutto era un uomo con un orgoglio così grande da impedirgli di mollare o lasciar perdere un torto come quello subito a WrestleMania IV. Duggan era motivato come non mai a dimostrare di essere più di quello che si pensava, a tal punto da ottenere una prestigiosa vittoria contro Harley Race.

André the Giant minaccia di stritolare la testa di Duggan

La regina dei serpenti

“Ravishing” Rick Rude aveva fatto ciò che non si fa mai a un uomo, cioè toccare sua moglie, e aveva sorpassato questo limite con la moglie di Jake “The Snake” Roberts, un uomo che non considerava la diplomazia come la sua dote migliore. Roberts non avrebbe ovviamente limitato la sua vendetta ad una banale rissa come tante, e promise vendetta con una serie di gelide minacce dirette a Rude, promettendo che lo avrebbe fatto pentire per sempre. Ma il protetto di Bobby Heenan non era il genere d’uomo capace a fare un passo indietro: il suo narcisismo spropositato e la sua sicurezza non lo avrebbero fatto demordere così facilmente, e la moglie di Roberts avrebbe potuto giocare ancora un ruolo in questa storia…

 Chi è l’uomo più forte del mondo?

Dino Bravo da buon canadese patriottico si era attirato su di sé sia parecchio odio tra il pubblico insultando ripetutamente l’America e gli americani, sia le simpatie di Jesse Ventura: in fondo uno che era soprannominato “The Body” non poteva non prestava particolare attenzione al fisico degli atleti, ritenendo Bravo uno dei più definiti della WWF. Ventura aveva già mostrato la sua stima a Bravo a gennaio, durante Royal Rumble, quando Bravo dimostrò la sua forza stabilendo un nuovo record di panca piana, con ben 325 kg sollevati! Pertanto Bravo aveva iniziato a farsi soprannominare “The World’s Strongest Man”, attirando su di sé gli occhi di Ken Patera, che aveva vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi proprio per il sollevamento pesi.

Dino Bravo batte il record di panca piana a Royal Rumble

Patera mostrò non pochi dubbi di fronte a questo record, sostenendo (a ragione) che il sollevamento non fosse effettuato solo da Bravo ma anche da Ventura: “The Body” infatti per tutta l’esecuzione tenne le mani sulla sbarra d’acciaio del bilanciere, falsando di fatto il “record” di Bravo. Patera si definiva ancora “l’uomo più forte del mondo”, e con svariate medaglie a dimostrarlo, ma Dino Bravo ovviamente non aveva intenzione di ammettere nulla.

La questione poteva essere risolta solo in una prova di forza diretta tra i due, e la competizione scelta fu il tiro della corda. Dopo parecchie esitazioni Bravo iniziò a prendere il tiro della corda sul serio, salvo poi fiondarsi su Patera mentre stava tirando la corda così forte da battere Bravo da un momento all’altro. La domanda su hi fosse il più forte era ancora irrisolta, ma di certo ci sarebbero state altre sfide.

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