Giugno 1988: si spegne Andrea Pazienza, l’Olanda batte l’Unione Sovietica e vince l’Europeo, i LA Lakers vincono l’NBA, al cinema escono Big, Danko, Chi Ha Incastrato Roger Rabbit?, Il Principe Cerca Moglie, Non è Stata Una Vacanza… è Stata una Guerra, e Poltergeist III, e i Pet Shop Boys rilasciano una delle loro canzoni più celebri, la cover di Always On My Mind:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Randy Savage
– Campione Intercontinentale: Honky Tonk Man
– Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)
– Campionessa femminile: Sherri Martel
– Campionesse di coppia: le Jumping Bomb Angels (Itsuki Yamazaki & Noriyoto Tateno)
Cuore spezzato
Bret Hart si stava attirando le simpatie del pubblico dopo la grande prova nella Battle Royal di WrestleMania IV, e ancor di più dopo gli screzi con l’odiato Bad News Brown. Inoltre Bret e Jim Neidhart non riuscivano più a dominare la categoria di coppia come ai tempi dei titoli, e il loro stesso manager Jimmy Hart sembrava più impegnato ad assistere gli affari di Honky Tonk Man e Greg “The Hammer” Valentine che quelli della Hart Foundation. Inevitabilmente le strade della Foundation e di “The Mouth of the South” si separarono, con Bret Hart che diede l’annuncio ufficiale dichiarando che quando sei bravo come l’Hitman e “The Anvil” non hai bisogno di un manager!

La Hart Foundation era dunque libera di Jimmy Hart, e iniziarono questa “nuova” avventura in solitaria con un match coi Killer Bees; ma la Hart Foundation aveva sottovalutato un fattore, e cioè che Jimmy Hart era convinto che senza di lui non sarebbero andati da nessuna parte, e decise di dimostrarlo nel match stesso, colpendo col suo megafono i Killer Bees prima che potessero eseguire un schienamento vincente su Bret Hart (anche se in realtà Bret era uscito al 2), sancendo una vittoria dei Bees per squalifica. Jimmy Hart scappò nel backstage con Bret e Neidhart a rincorrerlo rabbiosi, e quella che per anni era stata una collaborazione perfetta era pronta a esplodere in guerra.

Come se non bastasse questo a cambiare le prospettive degli ex campioni di coppia, Bad News Brown non lanciò una sfida solo a Bret Hart, ma anche a Jim Neidhart. Brown era arrogante e sicuro di sé, e non aveva paura ad affrontare anche il partner di Bret se necessario per arrivare a lui: anche se era una questione tra Brown e Bret, Jim Neidhart non si fece pregare per aiutare il suo partner, fiondandosi nel ring per riempire di botte Brown durante il suo match contro l’Hitman. Bret aveva dunque un netto vantaggio, ma non per questo Brown sembrava intenzionato a chiedere aiuto, ed era proprio questo a rendere il colosso di Harlem molto diverso da qualsiasi altro heel della federazione: tutti i più malvagi della WWF infatti preferivano lavorare insieme a qualcun’altro, o avere un fido manager dalla loro, ma non Brown, che era un solitario che preferiva combattere le sue battaglie da solo, contando solo su sé stesso. E tanto sembrava bastare.

Jimmy Hart intanto concentrò tutte le sue energie sul campione Intercontinentale Honky Tonk Man, curandone minuziosamente il regno durante la faida con Brutus Beefcake. “The Barber” dopo WrestleMania IV ancora non si dava per vinto, con Honky Tonk Man che trovava però, tra chitarrate e scorrettezze, sempre il modo di conservare la cintura. Ormai era passato un anno esatto dalla conquista del titolo Intercontinentale, un risultato in cui pochi erano riusciti (prima di lui solo Don Muraco, e Randy Savage, e Pedro Morales), e la sua nomina -autoattribuita- di “più grande campione Intercontinentale di sempre” diventava sempre più legittima, sebbene il rockabilly non avesse la stessa autorevolezza degli ex campioni.

Alla ricerca del Re
Bobby “The Brain” Heenan non era in un momento semplice: nessuno dei suoi assistiti riusciva ad imporsi nelle sue faide e aveva appena perso un prezioso membro della sua Family come Harley Race, costretto ai box dopo un violento Diving Headbutt mancato su Hulk Hogan a marzo. Heenan sembrava in lutto per la perdita di Race, tenendo in mano corona e mantello del Re del Ring e invocando un minuto di silenzio in suo tributo, annunciando che era ufficialmente alla ricerca di un wrestler pronto a raccoglierne l’eredità. Inutile dire che Heenan riteneva Hogan l’unico responsabile per avergli fatto perdere uno dei membri più prestigiosi della Family, e prometteva vendetta…

Ma aveva pur sempre André the Giant dalla sua, e gli impegni col gigante non mancavano: alla faida tra il gigante e “Hacksaw” Jim Duggan si era aggiunto l’intervento indesiderato di Ultimate Warrior, e ora Heenan & co. si ritrovavano a dover gestire la rabbia di due wrestler avversi. Ma alla Heenan Family mancava tutto tranne che i numeri…

All you need is Love
Giugno fu un mese di novità: non solo perché cambiarono proprietario le cinture di coppia femminili (che vennero nuovamente vinte dalle Glamour Girls) ma anche per una serie di debutti, come Big Boss Man, un nome che si sarebbe sentito spesso. Per capire che tipo fosse non ci voleva molto, bastava vedere il suo attire, le sue compagnie e i suoi atteggiamenti post match: un completo da poliziotto (professione che aveva ricoperto in passato), ed ad accompagnarlo come manager c’era Slick (il che rendeva ben chiaro il suo schieramento) e un abitudine, una volta vinto il match, ad ammanettare il suo avversario a una corda per poi pestarlo senza pietà, e senza alcuna protezione per il malcapitato. Se a tutto questo si aggiungeva tutto questo al suo fisico massiccio, Big Boss Man sembrava destinato a diventare fondamentale nella scuderia di Slick, oltre che un partner ideale per l’enorme One Man Gang.

Big Boss Man non fu l’unico volto nuovo ad arrivare in WWF, perché quel mese arrivò anche una nuova coppia, i Rockers, formata da Shawn Michaels e Marty Jannetty. I due formavano uno dei team più promettenti degli Stati Uniti: erano giovani (28 anni per Jannetty, 23 per Michaels), molto veloci, e spettacolari da veder lottare, dotati di una chimica naturale che li aveva portati a conquistare i titoli di coppia nell’AWA, la federazione da cui la WWF aveva preso stelle come Hulk Hogan, Jesse Ventura, Tito Santana, Adrian Adonis, Ricky Steamboat, e tanti altri. Le credenziali di questo nuovo, frizzante team erano ottime, e in una WWF dove i Demolition sembravano inarrestabili e pronti a detenere le cinture di coppia a lungo, sarebbero potuti essere una piacevole novità.

Per anni il Piper’s Pit di “Rowdy” Roddy Piper era stato il principale palcoscenico per le interviste e gli sfoghi al microfono per le superstar della WWF, oltre che motore di tante rivalità, lo show dove “succedevano le cose”, e dopo il ritiro dello scozzese ci avevano pensato Tuesday Night Titans, il Body Shop di Jesse Ventura, e lo Snake’s Pit di Jake Roberts a colmare il vuoto. Ma ora Tuesday Night Titans aveva chiuso da un paio d’anni, Ventura era proiettato a Hollywood e appariva più saltuariamente, e Roberts col tempo perse interesse nel fare da intervistatore. A occupare il vuoto lasciato da tutti questi talk show ci pensò il nuovo arrivato Brother Love.

Brother Love era una sorta di predicatore evangelico, con la faccia rossa come un peperone che faceva contrasto col suo vestito elegante bianco abbagliante, un sorriso a 32 denti che sembrava uscito fuori da una cartolina, e una parlantina sciolta che sosteneva di non diffondere altro che il verbo dell’amore messa a disposizione del Brother Love Show, un nuovo spazio per le chiacchere delle principali star della WWF. Il fatto che a introdurlo al pubblico per la prima volta fosse Bobby Heenan (che lo definì “un suo caro amico”) faceva già capire che tipo fosse e che tipo di conduzione avesse: accondiscendente con gli heel, e poco accomodante coi beniamini del pubblico… fattore che, unito alla sua estenuante lentezza nel parlare e ai toni piacenti, portava all’esaurimento i fan, che già odiavano questo nuovo personaggio.




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