Dicembre 1987: Mikhail Gorbaciov viene eletto dal Times “Uomo dell’Anno”, esce il primo Final Fantasy, Ruud Gullit vince il Pallone d’Oro, le Tartarughe Ninja diventano una serie animata, al cinema escono Wall Street, L’Impero Del Sole, Good Morning Vietnam, Getta la Mamma Dal Treno, Walker, e Stregata dalla Luna, mentre in radio impazza I Still Haven’t Found What I’m Looking For degli U2:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Honky Tonk Man
– Campioni di coppia: gli Strike Force (Rick Martel & Tito Santana)
– Campionessa femminile: Sherri Martel
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
Il prezzo è giusto?
Ted DiBiase continuava a fare quello che sapeva fare meglio, vincere match minori e umiliare il pubblico a suon di banconote per provare che tutti avevano un prezzo, e che per il “Million Dollar Man” tutto era possibile, incluso comprare la dignità delle persone e… persino la copertina del nuovo numero del WWF Magazine!

L’arroganza di DiBiase non conosceva limiti, ma con grande sorpresa riuscì persino a superarsi regalando la provocazione definitiva in un’intervista con Craig DeGeorge: avrebbe comprato il titolo mondiale WWF dal suo campione! Eh già, DiBiase promise che avrebbe corrotto persino Hulk Hogan, l’uomo più giusto e retto della WWF, qualcosa che per i fan sembrava impossibile, ma che DiBiase considerava un assoluta certezza, e se un uomo giusto come Hulk Hogan poteva essere comprato, allora non c’era davvero speranza e simboli positivi in cui credere.

La promessa spiazzò persino nomi che non erano proprio paladini di moralità come Jimmy Hart, Mr. Fuji, e Slick, esterrefatti che DiBiase potesse arrivare con un assegno laddove neanche i loro assistiti erano arrivati con tanta fatica, e se addirittura i manager più sleali della WWF si ponevano dei dubbi sulla legittimità di tutto ciò, allora DiBiase aveva davvero superato ogni limite di decenza! La WWF sembrava essere scossa dalle fondamenta: una proposta di acquisto del titolo WWF era un’eventualità che non si era mai verificata, non c’era alcun precedente con cui confrontarsi, tanto che sulla questione intervenne anche il Presidente della WWF Jack Tunney, affermando che il titolo WWF non era affatto in vendita. Ma mancava ancora la parola del vero interessato: cosa aveva da dire l’Hulkster a riguardo?

Pressato da fan e giornalisti che gli facevano sempre la stessa domanda, Hogan disse che DiBiase aveva persino contattato i suoi familiari, così da mettergli ulteriore pressione. La scelta non era facile, neanche per un uomo incorruttibile come lui: i soldi di DiBiase gli avrebbero permesso di godersi la famiglia, e di non dover più convivere con infinite ore di palestra, infortuni, lividi, e botte per guadagnarsi da vivere… c’erano tanti fattori da considerare, e l’Hulkster cercò di guadagnare tempo annunciando che avrebbe dato la sua risposta la settimana dopo.
Arrivati al fatidico momento, DeGeorge chiese esplicitamente al campione cosa intendeva fare, e Hogan dichiarò a chiare lettere che per quanto si sentisse lusingato, e per quanto l’offerta di DiBiase potesse cambiargli vita, scambiare per soldi la sua dignità di uomo e campione non faceva per lui, liquidando con un sonoro “Hell no!” la vergognosa proposta di DiBiase, chiudendo poi con un invito per il “Million Dollar Man”: se voleva tanto il titolo WWF, sarebbe dovuto venire a prenderlo!

Inutile dire che DiBiase non la prese affatto bene, mostrando particolare frustrazione: “No” non era una parola che si sentiva dire spesso, e promise ad Hogan che, essendo un uomo abituato ad avere tutto quello che desidera, si sarebbe preso il titolo WWF, in un modo o nell’altro.
Sogni infranti
Ormai erano passati mesi dalla formazione del nuovo Dream Team, ma i risultati non erano neanche paragonabili a quelli del Dream Team storico: Brutus “The Barber” Beefcake usciva vincitore da tutti i loro scontri, Johnny Valiant aveva perso l’autorevolezza di un tempo, e Greg Valentine e Dino Bravo non sembravano avere la chimica necessaria: pertanto dopo la sconfitta di Survivor Series i due decisero di separarsi, con Valentine che venne subito ingaggiato da Jimmy Hart, mentre Bravo si unì a Frenchy Martin, ex commentatore in lingua francese della WWF che decise di intraprendere una carriera da manager, che proprio come come Bravo era un autentico patriota canadese. Anche voltando pagina però il primo pensiero di Valentine era farla pagare a Brutus Beefcake, che affrontò in un match da cui però non uscì vincitore, pur avendolo intrappolato nella sua letale Figure 4 Leg Lock.

Gli impegni di Jimmy Hart sembravano non finire mai, ancor di più quando “Dangerous” Danny Davis perse la sua striscia di imbattibilità contro Sam Houston, un cowboy ballerino che aveva interrotto la striscia positiva dell’ex arbitro che durava da ben 9 mesi, “osando” minare la credibilità di wrestler che Davis si era costruito con tanta fatica.

E poi c’erano i titoli di coppia da riconquistare dagli Strike Force, che in pochi mesi si imposero come assoluti dominatori della categoria, che con la Hart Foundation, i Demolition, i Killer Bees, e i British Bulldogs era più competitiva che mai, anche se per Davey Boy Smith & Dynamite Kid il 1987 si chiuse nel peggiore dei modi, perché durante un match con gli Islanders infatti, Tama e Haku rapirono a bordo ring la loro mascotte Matilda, portandola nel backstage insieme a Bobby Heenan. Per il duo inglese Matilda era un vero portafortuna, ed era ormai tradizione sguinzagliarla contro i propri avversari prima di ogni match per incutere timore: un siparietto abituale che divertiva sempre i fan, ma che irritava gli individui senza cuore come “The Brain”, che adesso poteva ricattare gli ex campioni di coppia come voleva.
Musica, maestro
Nello stesso mese la WWF propose la seconda edizione degli Slammy Awards, i Grammy del wrestling. C’erano ovviamente le canzoni dell’album Piledriver da premiare, anche se stavolta gli Slammy premiarono anche le categorie riservate al wrestling, come la statuetta per il “Miglior Fisico” (vinto da Rick Rude, che per l’occasione si esibì in uno spogliarello decisamente poco casto) o la “Donna dell’Anno” (vinto da Miss Elizabeth), e nella categoria musicale a risaltare fu sicuramente l’esilarante esibizione di Vince McMahon come cantante per Stand Back, brano candidato allo Slammy per “Canzone dell’anno” con tutti i wrestler della WWF a suonare gli strumenti di accompagno (incluso Hulk Hogan al basso, sua grande passione fuori dal wrestling).
Il vero momento saliente della serata però fu l’incredibile rissa che scaturì tra “Hacksaw” Jim Duggan e Harley Race. I primi attriti tra i due risalivano a ottobre, quando Duggan osò indossare le vesti regali di Race. I due finirono per affrontarsi sia in match singoli che a Survivor Series, dove nel loro Survivor Series match si eliminarono a vicenda per doppio count out, fino ad arrivare poi agli Slammy, dove diedero il via a una rissa incontrollata che spaventò tutti nel backstage per la potenza distruttiva.
Intanto in WWF si stava facendo strada un nuovo nome inconfondibile, e che in futuro si sarebbe sentito sempre più spesso: The Ultimate Warrior. Il Guerriero aveva debuttato a fine ottobre, ma in un paio di mesi sembrava aver già conquistato i fan non tanto con le sue vittorie, che arrivavano perlopiù contro jobber, ma per il suo stile irresistibile: musica d’ingresso adrenalinica, facepaint da supereroe proveniente da un altro mondo, entrate a tutta velocità correndo come un pazzo ovunque, potenza esplosiva ed un’energia elettrificante in tutto quello che faceva, come lo scuotere ripetutamente la terza corda per far captare la sua potenza. Ogni volta che Ultimate Warrior entrava nell’arena il suolo sembrava tremare, una strana energia saliva, e i fan iniziarono a gasarsi, in attesa che la sua potenza potesse incontrare avversari più all’altezza.
Si chiuse così il 1987, un anno pieno di sorprese ed eventi storici, che aveva proiettato la WWF nella stratosfera con lo storico record dei 93.000 spettatori di WrestleMania III, senza contare i debutti di Ultimate Warrior, Ted DiBiase, Rick Rude e Bam Bam Bigelow, il ritiro di Billy Graham, il primo Survivor Series, il match tra Ricky Steamboat a Randy Savage ad alzare gli standard qualitativi, la fine dell’amicizia tra Hulk Hogan e André the Giant, e tanti altri eventi, con la prospettiva di un 1988 persino più scoppiettante.






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