Novembre 1987: l’Italia vota contro il nucleare in un celebre referendum, al cinema escono L’Ultimo Imperatore, Voglia di Vincere 2, L’Implacabile, Il Giustiziere Della Notte 4, Al Di Là Di Tutti i Limiti, Voglia di Libertà, e Accadde in Paradiso, mentre Whitney Houston pubblica la sua cover di For The Love Of You:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Honky Tonk Man
– Campioni di coppia: gli Strike Force (Rick Martel & Tito Santana)
– Campionessa femminile: Sherri Martel
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
Chi sopravviverà?
Survivor Series era sempre più vicino, e per Bobby “The Brain” Heenan e la sua Family sarebbe stata un’occasione di rivincita dopo un anno agrodolce. “The Brain” aveva sì aggiunto alla sua scuderia gli Islanders, Rick Rude e André the Giant, portando quest’ultimo addirittura fino al main event di WrestleMania III, ma non era riuscito a portare a casa nessun titolo, né a battere il suo odiato rivale Hulk Hogan. La concentrazione del team Heenan era altissima, con Heenan che sosteneva addirittura di tenere ben due riunioni tattiche sul match con tutto il suo team, una a mezzogiorno e una alle 16.00, una rigorosa imposizione che avrebbe visto sicuramente vincere la Family almeno sul piano della concentrazione. Il team Hogan mostrò altrettanta unità d’intenti (con l’odio per Heenan a fare da collante) collezionava vittorie su vittorie nei match singoli, e avere il campione mondiale WWF li rendeva ancor di più il team favorito.

Ma proprio quando le cose sembravano andare per il meglio, il team Hogan subì un durissimo colpo prima di Survivor Series: come “anteprima” del loro match “Superstar” Billy Graham e “Natural” Butch Reed si affrontarono per l’ennesima volta dopo mesi di schermaglie, in un match dove Graham si ritrovò a dover affrontare anche il manager di Reed Slick. Proprio quando riuscì a intrappolare Slick nella sua Bear Hug si ritrovò colpito alle spalle dall’altro assistito di Slick, ossia One Man Gang. Una serie di violentissimi Splash con tutti i 200 kg di One Man Gang ai danni dell’anca operata di Billy Graham costrinse i medici, che già avevano sconsigliato a Graham di riprendere a combattere dopo l’operazione, a dare il bollettino medico più doloroso possibile: non solo Graham non avrebbe più partecipato alle Survivor Series, ma non avrebbe mai più potuto lottare in vita sua per gli infortuni riportati!
Anche se ormai era tardi per salvare la carriera di “Superstar” ad equilibrare la situazione arrivò Don Muraco, che dopo aver lottato a fianco di “Cowboy” Bob Orton per qualche mese si mise in proprio cercando di farsi strada nella federazione dopo mesi di magra, cambiando anche nome in “The Rock” Don Muraco. Graham si dimostrò molto riconoscente per l’aiuto di Muraco, offrendogli persino i suoi servizi manageriali, e gli consentì addirittura di poter vestire il suo stesso attire, incoronandolo di fatto suo erede: la perdita di un ex campione WWF era grande, ma il curriculum di Don Muraco recitava 2 vittorie del titolo Intercontinentale e primo King of the Ring della storia nel 1985. Di certo un degno sostituto.

Ma mancava ancora una tappa prima delle Survivor Series: una nuova edizione del Saturday Night’s Main Event, dove Bobby Heenan lanciò una provocazione ad Hulk Hogan sfidandolo a un match col secondo uomo più imponente della WWF, King Kong Bundy, e visto che a Survivor Series Hogan non era chiamato a difendere il titolo… sarebbe stato per il titolo mondiale WWF, e all’angolo di Bundy ci sarebbe stato il capitano del team Heenan… André the Giant!

L’enorme presenza del gigante francese si rivelò decisiva, visto che bloccò la gamba di Hogan poco prima che eseguisse la sua Leg Drop. Hogan voleva André nel ring proprio come tutti i fan, e André sfilandosi la giacca stava per accontentare entrambi, ma l’arbitro minacciò che in caso di nuova interferenza la vittoria sarebbe andata a Hogan per squalifica permettendogli di mantenere il titolo, venendo quindi allontanato dal ring. Sorprendentemente il match andò a Bundy per count out (Heenan trattenne infatti Hogan fuori dal ring), e se fossero state le Survivor Series Hogan sarebbe stato eliminato lasciando il suo team in 4 contro 5… mancavano solo 24 ore e anche il più piccolo errore poteva costare caro a tutti e regalare ad Heenan la vendetta che tramava da mesi. Hogan mantenne il titolo non essendo stato schienato, ma era chiaro che doveva stare più attento se voleva far trionfare il suo team a Survivor Series.

Se Bobby Heenan era iper sicuro di una vittoria del suo team, le certezze del team Hart iniziavano a vacillare: la vittoria degli Strike Force dei titoli di coppia ai danni della Hart Foundation (con i festeggiamenti di tutto lo spogliatoio) aveva lasciato una ferita profonda nell’autostima del team, ma Bret Hart e Jim Neidhart non si scoraggiarono, rimediando una pesante vittoria sui loro eterni rivali dei British Bulldogs. Titoli di coppia o meno, la faida tra i due team proseguiva in perfetto equilibrio.
Se negli altri team la rivalità era circoscritta a faccende di ring durate per quasi tutto il 1987, quella tra il team di “Macho Man” Randy Savage e il team di Honky Tonk Man era più personale, almeno per i due capitani: dall’arrivo di Savage nella WWF, nessuno aveva mai avuto il coraggio (o la codardia) di mettere la mani addosso a Miss Elizabeth come aveva fatto Honky Tonk Man al Saturday Night’s Main Event, e ormai non era più questione di essere “il più grande campione Intercontinentale di tutti i tempi”, ma di vendicare l’onore della sua manager, a tal punto da scendere a patti col suo vecchio rivale Ricky “The Dragon” Steamboat e collaborare nello stesso team pur di farla pagare al campione Intercontinentale, con cui lo stesso Steamboat aveva un conto in sospeso avendo perso il titolo proprio contro di lui.

Nel frattempo al Saturday Night’s Main Event Randy Savage volle togliersi qualche vecchio sassolino dalla scarpa prima del grande evento. “Macho Man” non aveva ancora digerito l’intervento della Hart Foundation nel suo match per il titolo Intercontinentale contro Honky Tonk Man nell’edizione del mese prima, e perciò affrontò Bret “The Hitman” Hart in un bellissimo match, dove Hart fece un favore al team di Honky Tonk Man infortunando la gamba sinistra di Savage a pochi giorni da Survivor Series.

Ma proprio quando Bret pensava di essere a un passo dalla vittoria fu preso alla sprovvista da uno Small Package fulmineo di Savage per il conto di 3 vincente. Ormai il tempo dei preliminari delle Survivor Series era finito… mancava poco alla guerra!
26/11/1987 – Survivor Series

Finalmente la notte di Survivor Series arrivò al Richfield Coliseum di Richfield Township, Ohio, in una fredda notte di novembre che tutto il roster aspettava per prendersi qualche rivincita sui rispettivi avversari, e con Gorilla Monsoon e Jesse “The Body” Ventura in versione pellegrino al tavolo del commento per festeggiare il Ringraziamento, le danze potevano finalmente iniziare. A dare il via al primo Survivor Series match di sempre sarebbero stati il team di Honky Tonk Man (con Danny Davis, Hercules, Ron Bass e Harley Race con lui) e quello di Randy Savage (con Brutus Beefcake, Ricky Steamboat, Jim Duggan e Jake Roberts a supporto).

Le prime eliminazioni si svolsero in modo abbastanza veloce, con Harley Race e Duggan che si eliminarono a vicenda con un doppio count out dopo neanche 5 minuti, a cui seguì l’eliminazione di Ron Bass -il lottatore più avulso dalla faida che avevano portato allo scontro tra i team- dopo una ginocchiata di Brutus Beefcake… dopo appena 7 minuti già si era passati a un 4 contro 3!
Beefcake durò poco visto che fu messo KO ed eliminato dopo la Shake, Rattle and Roll del campione Intercontinentale, e dopo una breve parità Danny Davis subì una DDT da Roberts con conseguente eliminazione, mentre e Randy Savage eliminò Hercules con la sua Elbow Drop, lasciando letteralmente da solo Honky Tonk Man. Savage, Roberts e Steamboat erano i sopravvissuti dell’altro team… praticamente le persone che nel corso del 1987 si erano più scontrate col campione! In quello che si era trasformato di fatto in un Handicap match, i tre si sfogarono senza nessuna fretta di schienarlo, tanto che Honky Tonk Man a un certo punto preferì farsi contare fuori e perdere il match piuttosto che subire un pestaggio dai tre, sancendo di fatto la vittoria del team Savage con ben 3 sopravvissuti!

Seguì poi un Survivor Series match esclusivamente femminile, con The Fabulous Moolah, le Jumping Bomb Angels, Rockin’ Robin e Velvet McIntyre contro il team formato dalla campionessa femminile Sherri Martel, Donna Christanello, Dawn Marie, e le campionesse di coppia delle Glamour Girls. Nonostante tutto l’oro femminile della WWF pendesse da una sola parte, a trionfare fu il primo team, con le Jumping Bomb Angels come uniche sopravvissute.
Il terzo Survivor Series match della serata non solo avrebbe visto ben 20 atleti WWF affrontarsi, ma anche tutti i principali manager a bordo ring, con i British Bulldogs, gli Strike Force, i Killer Bees, i Rougeaus e gli Young Stallions da una parte, e la Hart Foundation, i Demolition, i Bolsheviks, il Dream Teams, e gli Islanders dall’altra, con Bobby Heenan, Slick, Jimmy Hart, Mr. Fuji e Johnny Valiant dalla loro, e una stipulazione speciale: se un membro del team fosse stato schienato, sarebbe stato eliminato anche il partner.

I primi a cadere furono i Bolsheviks dopo appena 1 minuto e 45, grazie al Flying Forearm di Tito Santana che mise KO Boris Zhukov, mentre i Demolition pareggiarono la contesa eliminando i Rougeau. Proprio Ax & Smash si dimostrarono gli avversari più temibili del match, tanto che l’arbitro fu costretto a squalicarli dopo non essere riuscito a “trattenerli” dal fare a pezzi Dynamite Kid. Senza più i Demolition, era Jim Neidhart l’uomo più possente del match, e dimostrò tutta la sua forza schienando Tito Santana!

La Hart Foundation aveva eliminato i campioni di coppia, prendendosi così una piccola rivincita su chi gli aveva soffiato le cintura il mese prima, e senza più gli Strike Force il gruppo subì un significativo crollo emotivo e tecnico: dopo i duri colpi subiti dai Demolition, Dynamite Kid venne schienato da Haku, portando la contesa a un 4 contro 6! Rimanevano solo i Killer Bees e gli Young Stallions, che sorprendentemente sopravvissero più dei quotatissimi Strike Force e British Bulldogs, ma non per questo si arresero, e armati di forza di volontà e voglia di dimostrare di non essere gli anelli deboli del team, ribaltarono i pronostici eliminando in sequenza il Dream Team e la Hart Foundation! Acquistata fiducia, rimanevano solo gli Islanders da affrontare, e cooperando Stallions e Bees combatterono senza paura Haku & Tama, che vendettero cara la pelle durando altri 7 minuti senza rinforzi, per poi arrendersi al solito trucco delle maschere dei Killer Bees!

Dopo 37 intensi minuti il match finì grazie a dei protagonisti impensabili: le coppie più quotate si erano fatte eliminare e a portare il team in trionfo erano stati gli outsider del gruppo, ma in fondo anche questo era il gioco di squadra alla base dei Survivor Series match!
Arrivò poi finalmente il main event: il Survivor Series match tra Hulk Hogan, Paul Orndorff, Ken Patera, Bam Bam Bigelow, e Don Muraco, contro André the Giant, Rick Rude, King Kong Bundy, One Man Gang, e Butch Reed!

Di tutto il team Hogan, Orndorff era ovviamente un osservato speciale: fino a poco tempo prima era ancora sotto l’ala di Heenan, e in passato non si era fatto problemi a tradire Hogan, ma si dimostrò leale e definitivamente redento propiziando insieme all’Hulkster la prima eliminazione del team Heenan, ossia Butch Reed.
“Mr. Wonderful” era carico e motivato come non mai, ma perse la sua sfida personale contro Rick Rude a causa di un intervento di King Kong Bundy, che permise al “Ravishing” di schienarlo con un Roll Up. Rude fu poi eliminato da Muraco, che così si dimostrò il sostituto giusto per Billy Graham, anche se cadde poco dopo per mano di One Man Gang. L’attesa del match ovviamente non era solo per vedere alcune delle più grandi superstar della federazione tutte insieme, ma per vedere finalmente Hogan e André per la prima volta nello stesso ring dopo WrestleMania III!
Un desiderio che però arrivò solo all’ultimo: Heenan infatti preferì preservare André il più possibile, usando gli altri come pedine, fino ad attuare il suo diabolico piano portando Hogan fuori dal ring, facendolo accerchiare da Bundy e One Man Gang. L’Hulkster riuscì a prevalere a suon di Body Slam, ma più passava tempo a stendere la Heenan Family e più i secondi passavano, finché l’arbitro non lo contò fuori! Il piano di Heenan aveva funzionato alla perfezione: Hogan era stato eliminato per count out, praticamente l’unico modo in cui “The Brain” poteva sperare di batterlo, e ora Bam Bam Bigelow era chiamato ad un’impresa disperata: combattere da solo contro André the Giant, King Kong Bundy, e One Man Gang! Heenan voleva farlo pagare all’unico uomo che aveva osato rifiutare i suoi servizi, ma Bigelow sapeva che i suoi compagni caduti credevano in lui, e fu protagonista di una prestazione eroica resistendo ai colpi della Family con tutto ciò che aveva, e dimostrò perché per tutta l’estate i principali manager della WWF lo avevano corteggiato eliminando da solo sia Bundy che One Man Gang! Il colosso di Asbury Park aveva fatto più di quanto gli si potesse chiedere, ma ormai privo di energie non poté nulla André the Giant, che lo schienò dopo neanche un paio di minuti. Il team di Heenan aveva vinto!

Subito dopo il suono della campana, Hulk Hogan arrivò nel ring per fare piazza pulita e sfogare un pò di rabbia, ma servì a poco: André the Giant aveva portato in trionfo il suo team da unico sopravvissuto, tutti coloro che si erano opposti a Heenan erano caduti, da Orndorff, a Patera, a Hogan, e “The Brain” aveva dimostrato che il grande Hulk Hogan poteva essere battuto! Un count out di certo non gli sarebbe bastato per strappargli il titolo WWF, ma vedere un PPV chiudersi con la sconfitta dei buoni non era proprio la norma, e il gigante francese aveva comunque dimostrato a tutti che persino l’Hulkster poteva perdere, il ché diede una bella iniezione di fiducia a tutta la Family. Nessuno sapeva quando sarebbe avvenuto il tanto atteso rematch tra Hogan e André, l’unica cosa certa è che sarebbe avvenuto presto, e stavolta Heenan avrebbe potuto avere in mente un piano persino più machiavellico per annientarlo una volta per tutte!





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