Ottobre 1987: Wall Street è sconvolta dal “lunedì nero”, al cinema escono La Storia Fantastica, Chi Protegge il Testimone, Il Signore Del Male, e Baby Boom, mentre il disco più venduto è Appetite for Destruction dei Guns N’ Roses, contenente l’iconica Welcome To The Jungle:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Honky Tonk Man
– Campioni di coppia: la Hart Foundation (Bret Hart & Jim Neidhart)
– Campionessa femminile: Sherri Martel
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
Inizia la guerra
La guerra contro Bobby “The Brain” Heenan era appena iniziata: non era più come un tempo, dove combattere Heenan era il solo Hulk Hogan o qualche nome saltuario che si ritrovava invischiato in una rivalità con uno dei suoi assistiti, ma oltre a Hogan adesso c’erano Ken Patera, Oliver Humperdink, Bam Bam Bigelow, e il redento Paul Orndorff, che tra tutti i membri della Heenan Family ebbe un antagonismo naturale soprattutto con “Ravishing” Rick Rude, il suo doppelganger ossessionato dalla perfezione fisica tanto quanto lui, con cui intraprese una sfida a distanza su chi avesse il corpo migliore.

Tuttavia all’imminente nuova edizione del Saturday Night’s Main Event, “Mr. Wonderful” non si scontrò con Rude, ma con King Kong Bundy, e nonostante l’enorme stazza Orndorff combatté alla pari con Bundy, ma perse lo scontro con l’intervento dell’altro gigante di Heenan, André the Giant, da poco tornato sugli schermi della WWF dopo la “pausa di riflessione” post WrestleMania III: c’era aria di guerra, e Heenan sapeva che c’era nuovamente bisogno del gigante francese. Inoltre agli Islanders sarebbe servito aiuto contro gli Strike Force, che insieme si erano dimostrati più pronti e reattivi di quanto Heenan credesse: proprio per questo “The Brain” cercò di attaccarli singolarmente, mandando Haku & Tama ad attaccare Tito Santana mentre era seduto al tavolo del commento spagnolo, così da coglierlo da solo senza il nuovo partner Rick Martel.

La nascita dei Mega Powers
Dopo settimane di schermaglie arrivò finalmente il match tra Honky Tonk Man e “Macho Man” Randy Savage per il titolo Intercontinentale, e lo scenario scelto fu il Saturday Night’s Main Event, che diede finalmente a Savage la possibilità di riprendersi il titolo dopo WrestleMania III. Nessuno dei due era proprio nelle grazie del pubblico, ma ogni volta che i due interagivano i fan non esitavano a schierarsi dalla parte di Savage: in fondo era pur sempre uno dei più grandi atleti della WWF, e il suo spettacolare match contro Ricky Steamboat a WrestleMania III ancora era impresso nella memoria di tutti, senza contare l’ammaliante bellezza di Miss Elizabeth ad accompagnarlo… tutti fattori per cui era facile schierarsi dalla sua piuttosto che da quella del borioso e irritante Honky Tonk Man.

Per tutto il match Honky Tonk Man provocò Miss Elizabeth con i suoi balletti per far arrabbiare Savage, ma questo rese ancora più concentrato e furioso “Macho Man”, che dopo aver connesso la sua Elbow Drop andò vicino alla riconquista del titolo, prima che il conto dell’arbitro fu interrotto dagli altri clienti di Jimmy Hart, ossia i campioni di coppia della Hart Foundation, che oltre a far vincere per squalifica Savage (quindi senza fargli riconquistare il titolo) lo riempirono di botte, fracassandogli anche in testa la chitarra di Honky Tonk Man! Miss Elizabeth aveva provato invano a fermarli, rimediando solo uno spintone dal viscido Honky Tonk Man, per poi fuggire nel backstage e tornare con dei rinforzi. E che rinforzi… si trattava di Hulk Hogan!

Hogan, trascinato da Miss Elizabeth, era disorientato, non sapeva che stava succedendo, ma appena realizzò si butto a capofitto nel ring! Hogan non aveva mai avuto grande simpatia per Savage, ma odiava ancor di più i soprusi, ed era sempre disposto ad aiutare chi era in difficoltà, fossero pure i suoi più acerrimi nemici, e una volta entrato fece piazza pulita di tutti i campioni di Jimmy Hart -grazie anche all’aiuto di un risvegliato “Macho Man”– in una scena dove ad affrontarsi era il meglio della WWF, visto che ad affrontarsi nel ring erano il campione mondiale, Intercontinentale e di coppia… insomma tutto l’oro della WWF in contemporanea!
Ma la cosa più sorprendente fu quando Savage ringraziò Hogan porgendogli la mano, proponendo la pace tra i due. Tra “Macho Man” e Hogan c’era stata tensione dal primo giorno, ossia da quando Savage si propose come l’uomo che avrebbe fatto dimenticare l’Hulkamania, ma ricevere il sostegno del pubblico e l’aiuto dell’Hulkster aveva cambiato il suo modo di vedere le cose… un cambio di attitudine di cui si accorse anche Hogan, che decise di fidarsi e restituire la stretta di mano! A fine serata i due confermarono la fine dei loro attriti al microfono di “Mean” Gene Okerlund, che definì l’alleanza tra la Macho Madness e l’Hulkamania un’unione tra due mega powers, un nome che piacque a entrambi tanto che decisero di renderlo ufficiale: erano nati i Mega Powers, un duo il cui nome che avrebbe ruggito prepotente in tutti gli Stati Uniti, cementata con una stretta di mano con una tale elettricità da illuminare un continente.

I fan erano in estati: Hogan era il numero uno indiscusso e simbolo della WWF, ma nella federazione mancava un “numero due” che potesse aspirare a tale popolarità e che potesse affiancarlo nelle sue battaglie, e ora con Randy Savage sembravano averlo trovato. Adesso a Superman si era aggiunto un Batman per l’alleanza più colossale e elettrizzante che si fosse mai vista, con due uomini che misero da parte le passate divergenze per unire le forze per un bene più grande di loro. E Dio solo sapeva quanto ce ne sarebbe stato bisogno a breve…
Ne resterà soltanto uno
Dopo il Saturday Night’s Main Event ci fu un annuncio storico: WrestleMania non sarebbe più stato l’unico PPV di casa WWF, perchè a novembre i fan avrebbero assistito a un altro evento, un evento per dare ogni fine novembre alle famiglie americane un’altra tradizione dopo il Ringraziamento… Survivor Series! Il PPV si sarebbe basato tutto sui Survivor Series match: incontri a eliminazione tra squadre per dare al pubblico il maggior numero di stelle sullo stesso ring possibile, e per pompare l’evento Hulk Hogan e André the Giant si sarebbero affrontati di nuovo, ma non in un match singolo, bensì come capitani dei loro rispettivi team in un 5 contro 5, con alcuni dei nemici che si era costruito Heenan nel corso del 1987 dalla parte di Hogan, ossia Paul Orndorff, Bam Bam Bigelow, Ken Patera e Billy Graham contro One Man Gang, Butch Reed, Rick Rude e King Kong Bundy dalla parte di André!

Survivor Series avrebbe segnato il ritorno nel ring di André the Giant dalla storica notte di WrestleMania III: 8 lunghi mesi, un’assenza infinita, la più grande della sua carriera, che Bobby Heenan rivendicò affermando che era stato lui a dire alla WWF che se volevano di nuovo André nel ring, sarebbe stato solo per affrontare Hulk Hogan! André ed Heenan erano stati parzialmente accontentati, ma era chiaro che per farlo tornare il gigante francese gli era stato promesso anche un rematch contro l’Hulkster per il titolo, soprattutto perché Heenan continuava a definire la vittorie di Hogan illegittima.

A Survivor Series gli avversari di Heenan avrebbero finalmente fatto fronte comune contro la Family, ad eccezione di Hercules, Harley Race, e gli Islanders, che avrebbero partecipato ad altri Survivor Series match: i primi due avrebbero affiancato Honky Tonk Man, Danny Davis, e Ron Bass contro il team di Randy Savage, Ricky Steamboat, Brutus Beefcake, Jake Roberts e Jim Duggan, mentre gli Islanders sarebbero finiti in un Survivor Series match persino più colossale: un 10 contro 10 con i più grandi team della federazione: Strike Force, British Bulldogs, Killer Bees, Fabulous Rougeaus e Young Stallions contro i campioni della Hart Foundation, il nuovo Dream Team, i Demolition, gli Islanders e il nuovo team dei Bolsheviks, formato da Nikolai Volkoff (orfano di Iron Sheik, che aveva lasciato da poco la WWF, e la new entry russa Boris Zhukov). Quest’ultimo team sarebbe stato addirittura assistito da TUTTI -ad eccezione di Oliver Humperdink- i manager della WWF, ossia Bobby Heenan, Slick, Mr. Fuji, Jimmy Hart e Johnny Valiant, in un all-star match che avrebbe regalato spettacolo. I vari membri dei team ebbero occasione di “conoscersi” tramite una serie di match anteprima di Survivor Series, come i British Bulldogs vittoriosi sul Dream Team, Tito Santana contro Haku, e la vittoria sporca di Butch Reed su “Superstar” Billy Graham, ottenuta con i piedi sulle corde e una serie di colpi di martello sull’anca di Graham.

La presenza di tutti quei manager rendeva il team heel nettamente favorito, ma l’autostima del gruppo rimediò una botta emotiva non da poco, perché a sorpresa la Hart Foundation perse i titoli di coppia contro gli Strike Force! Fu un’assoluta sorpresa: Rick Martel & Tito Santana si erano laureati nuovi campioni in tempo record, a testimonianza di quanto fosse naturale e innata la loro chimica, e soprattutto di quanto non avessero nulla da temere neanche di fronte alle più grandi coppie della federazione!

L’attesa per Survivor Series aumentava, e non poteva essere altrimenti, visto che in meno di 3 ore avrebbe regalato al pubblico tutto il meglio della WWF (solo i 3 Survivor Series match avrebbero visto lottare 40 delle più grandi superstar della federazione), ma non per questo non riuscirono a guadagnarsi spazio nuovi volti, perché a fine mese ne esordì uno che sembrava destinato sin da subito a fare strada: un uomo dal fisico imponente e scolpito, che triturava gli avversari sfoderando tutta la sua energia innata come un tornado, e che non si faceva chiamare per nome, ma semplicemente The Ultimate Warrior.




Lascia un commento