Giugno 1987: i LA Lakers vincono l’NBA, i Chicago Bulls acquistano Scottie Pippen, al cinema escono Predator, Gli Intoccabili, Balle Spaziali, Le Streghe di Eastwick, Diritti All’Inferno, e La Retata, mentre nei negozi di dischi esce Whitney, il secondo album di Whitney Houston, contenente la celebre I Wanna Dance With Somebody:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Ricky Steamboat
– Campioni di coppia: la Hart Foundation (Bret Hart & Jim Neidhart)
– Campionessa femminile: The Fabulous Moolah
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
Una nuova famiglia
Bobby “The Brain” Heenan continuava a indossare il suo collare ortopedico, e aveva deciso addirittura di portarsi il suo avvocato Lance Wilshere nello studio di Prime Time Wrestling, con tanto di piccola scrivania personale accanto alla sua per “proteggersi” dalle calunnie di tutti coloro che insinuavano che stesse solo fingendo, come Gene Okerlund e il suo partner di conduzione Gorilla Monsoon.

Che facesse finta o meno, non era un momento facile per Heenan e la sua Family: André the Giant era stato sconfitto a WrestleMania III, Ken Patera era più determinato che mai, aveva perso Big John Studd da inizio anno (in realtà aveva scelto di ritirarsi, ma la cosa non venne mai menzionata dalla WWF), ed Hercules non sembrava in grado di contrastare la furia di Patera. A quel punto Heenan fece quello che faceva ogni volta che doveva fare una svolta alla Family: cercò nuovi membri, e stavolta annunciò che sarebbe stata una coppia, senza però specificare quale. La risposta arrivò la settimana successiva, quando Heenan apparse a sorpresa durante un match tra la Can-Am Connection e il team di Haku e Tama, gli Islanders, influenzandone la vittoria per count out. La Famiglia si allargava sempre di più: André the Giant, King Kong Bundy, Harley Race, Paul Orndorff, ed Hercules erano una potenza di fuoco capace di vincere ogni guerra.

Per gli Islanders la “cura” Heenan portò subito risultati, con il duo samoano che ottenne due importanti vittorie contro Can-Am Connection e gli Young Stallions: un inizio promettente, visto quanto stava cambiando la categoria di coppia: in seguito all’addio di Brutus Beefcake dal Dream Team per intraprendere una carriera da singolo, Greg “The Hammer” Valentine si era adoperato per non perdere il posto che tanto faticosamente si era guadagnato nella divisione di coppia, stavolta a fianco di Dino Bravo. Cambiando nome in “The New Dream Team” i due avrebbero contato ancora una volta sull’aiuto di Johnny Valiant come manager, ancora scottato dagli umilianti tagli di capelli subiti da Beefcake. “The Barber” stava acquisendo sempre più successo tra il pubblico, e il suo tradizionale taglio post-match continuava a imperversare in tutte le vittorie che otteneva, e sempre più sicuro di sé accettò la sfida lanciata dal nuovo Dream Team. Conosceva Valentine fin troppo bene, e non sarebbe stata di certo l’aggiunta di Bravo a spaventarlo.

Se la voce della Hart Foundation era in un gran periodo lo stesso non si poteva dire per i campioni di coppia. Nonostante avessero ancora l’oro alla vita infatti il duo di Bret Hart e Jim Neidhart stava rimediano parecchie sconfitte, fin troppe per chi dovrebbe essere il team dominante della categoria: persero prima insieme a Danny Davis in un quasi-rematch di WrestleMania III contro il team dei British Bulldogs e Billy Jack Haynes (al posto di Tito Santana) e poi anche contro i Killer Bees, che utilizzarono il loro vecchio trucco delle maschere. Campioni o meno, la competizione era spietata e non potevano sperare di conservare i titoli per sempre continuando così.

Nuovi obbiettivi
Archiviata la faida con Jake “The Snake” Roberts, dopo WrestleMania III Honky Tonk Man aveva inanellato una striscia positiva di vittorie, quante bastarono per garantirgli un’opportunità al titolo Intercontinentale di Ricky Steamboat, che si era dimostrato da subito un campione sempre pronto a difendere il suo titolo.
Steamboat dominò il match, oltre a riuscire a tenere a bada Jimmy Hart, ed era anche riuscito a tenere a terra Honky Tonk Man per un conto di 3 (non visto dall’arbitro in quanto distratto dal solito Hart), quando per chiudere il match intrappolò il suo sfidante in uno Small Package a botta sicura, ma Honky Tonk Man riuscì da terra a invertire lo schienamento, trovandosi sopra uno Steamboat con le spalle a terra (grazie anche all’aiuto delle corde) riuscì a vincere il titolo! La vittoria di Honky Tonk Man fu un’autentica sorpresa per tutti, non solo quello di Steamboat sembrava uno di quei regni destinato a durare a lungo e a lasciare il segno, e invece fu addirittura, con soli 65 giorni, il regno da campione Intercontinentale più corto della storia, battendo il rispettabilissimo record dei 165 giorni di Don Muraco.

Davvero una grande sorpresa, e davvero un gran lavoro di Jimmy Hart, che si ritrovò a guidare sia i campioni di coppia che il campione Intercontinentale, e stava decisamente vincendo la “sfida” con Bobby Heenan come manager più decisivo per i suoi assistiti, come fece notare Gorilla Monsoon a “The Brain”.
Se il mese prima “Macho Man” Randy Savage aveva fatto di tutto per evitare che fosse qualcun’altro a detronizzare Steamboat, stavolta non sembrò affatto dispiaciuto della sua sconfitta, elogiando anzi Honky Tonk Man e la sua vittoria.

Come disse a Jake Roberts nel suo Snake’s Pit infatti, Savage aveva infatti intenzione di lasciarsi il titolo Intercontinentale alle spalle, perché nel suo destino c’era molto di più: il titolo WWF di Hulk Hogan! Sin dal suo debutto Savage aveva promesso che le loro strade si sarebbero presto incontrate, e che la Macho Madness avrebbe presto preso il posto dell’Hulkamania, e ora che non aveva più l’oro Intercontinentale a “trattenerlo”, nulla lo avrebbe più separato dall’inevitabile conquista della cintura mondiale!
Tutti hanno un prezzo
Dopo mesi di assenza a causa di un intervento di trapianto d’anca, il leggendario “Superstar” Billy Graham era sempre più vicino al ritorno, nonostante i medici gli avessero detto che non sarebbe più tornato sul ring, o addirittura non sarebbe più stato in grado di camminare come prima. Ma Graham aveva una determinazione fuori dal comune, visibile soprattutto nei filmati post-operazione diffusi dalla WWF nei suoi programmi, dove l’ex campione mondiale WWF si allenava dolorante, camminava, cadeva e si rialzava rifiutando qualsiasi aiuto. L’operazione di Graham fu delicatissima, così tanto che per la WWF per farne capire la gravità mandò in onda i momenti più salienti ed espliciti del trapianto, decisamente poco adatti ai più deboli di stomaco. Cosa che Graham non era di certo, visto che stava lottando contro ogni parere medico impegnandosi a tornare nel ring il prima possibile.

Graham non era l’unico personaggio del passato pronto a tornare,perché stava arrivano un altro vecchio nome, anche se in una veste molto diversa rispetto a prima, per stare al passo con l’alta competitività della WWF… Ted DiBiase! DiBiase aveva già lottato per la federazione di Stamford per un breve periodo nel 1979 diventando campione Nordamericano, perdendo il titolo contro Pat Patterson per l’incoronazione del primo campione Intercontinentale, ma era tornato in una nuova veste: DiBiase apparve sul retro di una limousine, presentandosi come il “Million Dollar Man”, un uomo di classe e dalle finanze pressoché illimitate, che sosteneva di poter comprare tutto quello che voleva, inclusa la felicità e le persone stesse, perché come amava dire “tutti hanno un prezzo”.

DiBiase presentò anche l’autista della limousine, Virgil, suo fido aiutante e maggiordomo, e per capire che razza di uomo fosse bastò già il suo promo di presentazione: nella limousine infatti DiBiase si tagliò un dito mentre contava le banconote e ordinò a Virgil di portarlo al pronto soccorso, e una volta arrivati l’infermiera dell’accettazione si rifiutò di far passare DiBiase davanti agli altri pazienti, ma il “Million Dollar Man” in tutta la sua arroganza allungò 300 dollari all’infermiera, saltando così la fila per un banale taglietto. Non importava chi o cosa si frapponesse tra DiBiase e i suoi obbiettivo: lui era pronto a comprare qualsiasi cosa per ottenerla, inclusa la dignità delle persone.




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