Agosto 1986: i Queen si esibiscono per l’ultima volta in concerto, nelle sale giochi viene rilasciato Bubble Bobble, al cinema escono La Mosca, Howard e il Destino del Mondo, Lola Darling, Stand By Me, Non Aprite Quella Porta 2, Thrashin‘, e You Give Love A Bad Name dei Bon Jovi domina la scena musicale:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Randy Savage
– Campioni di coppia: i British Bulldogs (Davey Boy Smith & Dynamite Kid)
– Campionessa femminile: The Fabulous Moolah
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
L’ultimo Re di Scozia
Dopo lo scioccante tradimento, Hulk Hogan e “Mr. Wonderful” Paul Orndorff si sarebbero affrontati con il titolo WWF in palio a fine mese si sarebbero, in un super-evento chiamato semplicemente The Big Event, e chissà se questo non sarebbe stato l’atto finale del loro vecchissimo conto in sospeso: sin da quando Hogan era diventato campione WWF, ormai più di 2 anni e mezzo prima, Orndorff era stato il suo primo vero avversario, il primo a intraprendere una vera rivalità con lui, ancora prima che arrivasse Roddy Piper a guadagnarsi lo scettro di nemesi n.1 dell’Hulkster. Stavolta “Mr. Wonderful” non poteva assolutamente sbagliare, e si giocò le sue carte come meglio poteva, anche in modo piuttosto originale, iniziando a imitare le pose di Hogan ogni volta che entrava, così come le sue mosse, e musica d’ingresso, entrando con l’ormai iconica Real American! Era chiaro che Orndorff cercasse una tattica diversa da tutti gli altri avversari di Hogan: puntare non solo sul fisico, ma sulla psicologia, la provocazione, e il nervosismo… tutti insegnamenti che aveva assimilato a furia di stare vicino a Roddy Piper.

E proprio lo scozzese più attaccabrighe del mondo ritornò ad essere un fattore importante, perché dopo essere tornato al King of the Ring di luglio, era pronto a farsi rivedere anche in TV (la serata del torneo infatti non venne trasmessa), con tutti che si chiesero che ruolo avrebbe potuto avere nella storia tra Hogan e Orndorff: avrebbe supportato il suo vecchio amico nella lotta all’Hulkster? Oppure la loro rottura dell’anno prima era insanabile? Piper era stato lontano appena 4 mesi, eppure già molte cose erano cambiate: il suo ex partner Paul Orndorff si era ricongiunto con Bobby Heenan, André the Giant era stato sospeso, e un nuovo talk show aveva preso il posto del suo Piper’s Pit, ossia il Flower’s Shop di “Adorable” Adrian Adonis, e appena tornato Piper fu ospite d’onore proprio del suo “usurpatore”.
Naturalmente a Piper non piaceva che qualcuno avesse rubato l’idea e la centralità del Piper’s Pit, e la tensione tra lui e Adois fu subito palpabile, finché non arrivò la sua storica spalla “Ace” Bob Orton, con un vistoso cappello da cowboy rosa! Un dettaglio bizzarro e apparentemente insignificante, ma che rivelò la vera natura del suo arrivo: perché Orton non era lì per aiutare Piper, ma per fermarlo! “Ace”(anzi, “Acey”, come lo rinominò Adonis) disse chiaramente che aveva cambiato boss perché Adonis e Hart lo pagavano molto più di quanto facesse lui: a sorpresa dopo più di 2 anni fianco a fianco, le strade di Orton e Piper si erano separate, e sapendo di essere in posizione di netto svantaggio, Piper se ne andò, promettendo però che sarebbe tornato, per la “felicità” di Adonis, che invitò “Hot Rod” a venire al suo talk show ogni volta che voleva.

Piper non si fece pregare due volte, irrompendo nel Flower’s Shop della settimana dopo, con ospiti “Classy” Freddie Blassie e la sua scuderia, formata da Iron Sheik, Nikolai Volkoff, Hercules Hernandez, e un giovane ragazzo nero mai visto prima, vestito elegantemente e che non aveva proprio l’aria del lottatore. L’ospitata fece il paio con quanto successo a WWF Championship Wrestling, dove Blassie aveva annunciato di aver venduto i contratti dei suoi assistiti a un nuovo misterioso offerente. Blassie aveva ormai 68 anni e problemi di salute sempre più insistenti, e decise di farsi da parte lasciando in eredità il suo lavoro a qualcuno più giovane di lui, che si rivelò essere proprio il ragazzo nero del Flower’s Shop, il cui nome fu rivelato essere semplicemente Slick.

La WrestleMania estiva
Ma Adrian Adonis a The Big Event non avrebbe avuto tempo di pensare a Roddy Piper, perché avrebbe affrontato nuovamente Junkyard Dog in quello che forse sarebbe stato il loro match finale. Così come avrebbe potuto trovare fine la telenovela legata ai Machines e dei sospetti di Bobby Heenan che dietro la maschera di Giant Machine si celasse André the Giant. In vista del match, a Tuesday Night Titans Heenan introdusse il suo nuovo assistito proveniente dalla Corea, chiamato semplicemente Kimchee. Appena arrivò nello studio, era chiaro che il coreano non fosse altro che Big John Studd con una maschera, per quanto Heenan raccontasse il contrario (non se la bevve neanche Gene Okerlund, che continuò a chiamare Kimchee “John”). E infatti “The Brain” non voleva convincere nessuno, ma solo dimostrare quanto fosse ridicolo che un gigante di certe dimensioni potesse spacciarsi per qualcun’altro, come faceva André, ma il tempo presto sarebbe stato galantuomo, perché a The Big Event Heenan avrebbe finalmente avuto l’opportunità di smascherarlo…

The Big Event sarebbe stato anche teatro della rivalità tra Jake “The Snake” Roberts e Ricky “The Dragon” Steamboat, che si sarebbero affrontati nuovamente. Anche quando Steamboat era tornato in azione dopo la brutale DDT subita al Saturday Night’s Main Event di maggio, Roberts sembrava reticente a concedere un rematch, affermando che lo avrebbe concesso solo alle sue condizioni, ossia uno Snake Pit match, uno speciale match senza squalifiche. La DDT di Roberts sul cemento gli aveva quasi spaccato la testa, e Dio solo sapeva cosa sarebbe stato capace di fare Roberts con una stipulazione senza regole, ma Steamboat si armò di coraggio e accettò, iniziando a prendere le dovute precauzioni dotandosi anche lui di un animale domestico degno del Damian di Roberts, e a Tuesday Night Titans presentò al mondo uno degli animali più pericolosi del mondo: un coccodrillo ammaestrato, che a breve si sarebbe potuto rivelare molto utile per contrastare Roberts e Damian.

28/8/1986 – The Big Event
L’attesa per l’evento era alle stelle, nonostante si sarebbe svolto fuori dagli Stati Uniti, ossia al gigantesco Exhibition Stadium di Toronto, in Canada. Pur non essendo un PPV, la location rivelò una certa ambizione: la WWF come tutti era abituata a esibirsi in palazzetti e arena, non negli stadi, ma anche stavolta la federazione vinse la sfida, perché con i suoi 61.470 spettatori The Big Event fu l’evento con più affluenza della storia del wrestling! Ma visto quanto c’era in palio la grande migrazione di fan non fu certo una sorpresa.

A iniziare furono Jimmy Jack Funk & Dory Funk Jr. e i Killer Bees, per un veloce Tag Team match vinto dai secondi, per poi lasciare la scena al match tra Don Muraco e King Tonga, un wrestler che nonostante nei mesi non fosse ritagliato molto spazio dal suo debutto si era costruito la fama di duro diventando il secondo uomo nella storia (dopo André the Giant) a stendere con una Bodyslam Big John Studd. Il samoano confermò di essere un osso duro durando ben 20 minuti nel ring con Muraco, costringendo l’arbitro a decretare il pareggio per limite di tempo raggiunto.
Dopo un match tra “Adorable” Adrian Adonis e Junkyard Dog in cui “JYD” trionfò sul suo vecchio rivale per count out, arrivò poi quello che era forse il match più atteso della serata: il 6 Men Tag Team match tra Big John Studd & King Kong Bundy e i The Machines in cui avrebbero lottato persino Bobby Heenan e Lou Albano! Anche se con la sua mente diabolica sembrava nato per fare il manager, Heenan era stato anche un wrestler, e fino a pochi anni prima: il suo ultimo match infatti era stato proprio in WWF, a novembre 1984, quando ottenne una vittoria contro Salvatore Bellomo, ma dopodiché non lottò più, confermando il suo ritiro dalla lotta. Di certo aveva un vantaggio rispetto ad Albano, che invece si era ritirato ben 16 anni prima, ma che lottò con molta più determinazione.

Dopo le polemiche generate dall’ambiguità dell’identità di Giant Machine, i giapponesi decisero di schierare un nuovo membro nel match, Big Machine, con Giant Machine che si sarebbe limitato a fare da supporto a bordo ring. Ma Giant Machine in ogni occasione in cui veniva coinvolto nell’azione confermava di avere non poco in comune con André, non solo per la stazza, ma per la potenza dei colpi e la forza sprigionata in ogni gesto, e proprio la forza erculea del gigante giappon(franc)ese costò ai Machines la squalifica, a causa di un intervento di troppo. Heenan e i suoi uomini avevano vinto, ma non erano ancora riusciti a dimostrare la vera identità i Giant Machine, e di certo non si sarebbero fermati fino ad allora…
Fu poi il momento dello Snake Pit match tra Ricky Steamboat e Jake Roberts. L’incontro fu intenso e all’altezza delle aspettative, e com’era facile da prevedere fu soprattutto Roberts a sfruttare la mancanza di squalifiche, anche se Steamboat si batté con tutto sé stesso, trionfando dopo che riversò uno schienamento di Roberts in un Roll Up aggiudicandosi la vittoria! Roberts era su tutte le furie: si era fatto fregare per un ingenuità, e di certo non gliel’avrebbe fatta passare così facilmente a “The Dragon”…

Seguirono poi un match tra Hercules Hernandez e Billy Jack Haynes vinto dal secondo, un Tag Team match tra i Fabulous Rougeaus e il Dream Team (vinto dai primi) e un match tra Pedro Morales e Harley Race, che confermò il suo buon momento battendo di netto l’ex campione WWF. E finalmente arrivò l’atteso main event: Hulk Hogan vs Paul Orndorff per il titolo WWF! Come era ormai d’abitudine, Orndorff entrò con la musica di Hogan, caricando il campione ancor di più per dare il massimo e porre finalmente fine alla loro rivalità!

Fu sicuramente il match più intenso che i due avevano mai avuto, soprattutto da parte di Orndorff, che sentì profumo di titolo come non mai, ma anche Hogan non fu da meno, resistendo praticamente ad ogni colpo. L’episodio che cambiò il match avvenne quando Hogan attaccò Orndorff -impegnato a discutere con l’arbitro- alle spalle, spingendo “Mr. Wonderful” addosso a lui e facendogli perdere i sensi.
Mentre l’arbitro era fuori gioco Hogan cercò di porre fine al match con una Piledriver: dopotutto se Orndorff poteva rubare la sua musica e le sue mosse, allora lui gli avrebbe rubato la mossa finale! Prima che potesse eseguirla però arrivò Bobby Heenan, che colpì l’Hulkster alle spalle con uno sgabello mettendolo KO! Con Hogan privo di sensi, Orndorff si gettò sul suo corpo in attesa che l’arbitro rinvenisse, e appena lo fece batté la mano su Orndorff per 3 volte! “Mr. Wonderful” e Heenan esplosero di gioia: dopo oltre 2 anni e mezzo avevano interrotto il regno di Hogan, e ora era il nuovo campione WWF… oppure no?

I colpi dell’arbitro non erano avvenuti al tappeto, ma sul corpo del (presunto) nuovo campione… ma cosa voleva dire? A chiarire fu l’annuncio di Howard Finkel, che confermò il verdetto dell’arbitro: i colpi non erano per lo schienamento, ma per avvertire Orndorff che era stato squalificato! Hulk Hogan era ancora il campione WWF, ma mai era stato così vicino a perdere il titolo, e questo a “Mr. Wonderful” poteva bastare per non darsi per vinto…




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