Luglio 1986: Boris Becker e Martina Navratilova vincono i rispettivi tornei di Wimbledon, in Italia arriva l’anime di Holly & Benji, al cinema escono Aliens, Grosso Guaio a Chinatown, Psycho III, Under the Cherry Moon, e Club Paradise, mentre La Isla Bonita di Madonna domina la scena musicale:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Randy Savage
– Campioni di coppia: i British Bulldogs (Davey Boy Smith & Dynamite Kid)
– Campionessa femminile: The Fabulous Moolah
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
Ti chiamai fratello
La momentanea crisi tra Hulk Hogan e “Mr. Wonderful” Paul Orndorff sembrò subito rientrata quando al Flower’s Shop i due apparvero insieme, uniti come sempre, affermando che avrebbero raccolto l’invito di Bobby Heenan ad affrontare Big John Studd e King Kong Bundy senza esitazioni, ma non prima di aver affrontato i Moondogs, in un match che sarebbe servito a mostrare a tutti quanto fossero sulla stessa lunghezza d’onda.

Purtroppo non andò così, perché giunti al match Orndorff, appena divenne l’uomo legale, non diede più il cambio ad Hogan, nonostante tutta l’arena urlasse a squarciagola “We want Hulk!”. I cori però non ebbero nessun effetto, e “Mr. Wonderful” si ostinò a vincere il match da solo, riuscendoci grazie alla sua Piledriver, eppure nonostante fosse stato lui a vincere il match, il pubblico aveva occhi solo per Hogan, e la cosa sembrava irritare non poco Orndorff: era chiaro che dietro alle parole di Adonis c’era un fondo di verità, e che sotto sotto si sentisse oppresso dall’ombra dell’Hulkster.
Ma non c’era tempo per pensarci, perché i due affrontarono finalmente Studd & Bundy in un Tag Team match che avrebbe potuto rivelare molte cose. Anche stavolta gli atteggiamenti ambigui di Orndorff proseguirono, ma la goccia che fece traboccare il vaso fu quando Hulk Hogan, nel tentativo di dare il cambio a “Mr. Wonderful”, per sbaglio lo colpì con una gomitata. Orndorff credette che il gesto di Hogan fosse volontario, e incredulo esitò non poco nell’aiutare l’Hulkster, in balia dei due colossi, che mentre Orndorff si stava “riprendendo” lo pestarono senza pietà (tanto che l’arbitro chiamò la squalifica). Ma alla fine Orndorff rinsavì ed entrò nel ring per aiutare Hogan… per poi colpirlo con una Clothesline! Orndorff aveva finalmente gettato la maschera e si era rivelato per ciò che era davvero: un uomo estremamente geloso di Hulk Hogan, per di più un venduto!

Non contento, “Mr. Wonderful” mise KO Hogan con una Piledriver, per poi invitare Heenan, Bundy e Studd a fare ciò che volevano di lui. Per fortuna però in soccorso di Hogan arrivò un cospicuo gruppo di wrestler, per evitare che facessero ciò che era stato fatto ad André the Giant pochi mesi prima, ma la ferita al cuore dell’Hulkster rimaneva: non era mai stato tradito così prima, per di più da un uomo a cui aveva concesso una seconda possibilità, nonostante i loro precedenti e le malefatte con Roddy Piper.
Oltre a tradire Hogan Orndorff si riconciliò con Bobby Heenan, che aveva licenziato l’anno prima, entrando nuovamente nella sua Family. Intervistato a Tuesday Night Titans da Gene Okerlund, Hogan si disse dispiaciuto non solo per il tradimento in sé, ma per tutti i piccoli Hulkamaniacs che si erano sentiti pugnalati alle spalle da un idolo di cui Hogan stesso li aveva invitati a fidarsi: tutti i suoi discorsi sulla redenzione e sull’importanza delle seconde opportunità adesso sembravano parole al vento per tutti i bambini, che guardando Orndorff avrebbero pensato che pugnalare gli amici alle spalle poteva garantire una facile via per il successo… e questo Hogan non poteva permetterlo!

Un nuovo Re
A luglio la WWF decise di proporre una seconda edizione del King of the Ring, il torneo della WWF che l’anno prima aveva riscosso grande successo, finendo con la vittoria di Don Muraco. Anche stavolta i nomi furono di assoluto prestigio come Iron Sheik, George Steele, Harley Race, Junkyard Dog, Paul Orndorff, Don Muraco, e… “Rowdy” Roddy Piper! Dopo quasi 4 mesi “Hot Rod” era finalmente tornato, anche se in pochi poterono assistere al suo ritorno, visto che il torneo non venne trasmesso in televisione. Se ai vari match poté assistere solo chi era presente nell’arena quella sera, il nome del vincitore sarebbe rimasto ugualmente impresso nella storia, e si rivelò essere Harley Race, che sconfisse in finale l’ex campione WWF in finale diventando il nuovo Re del ring. Race era il wrestler ad aver vinto più titoli mondiali nella storia del wrestling, ed era inevitabile che dopo neanche un paio di mesi dal suo debutto in WWF raggiungesse già risultati di assoluto prestigio, portando anche un importante riconoscimento nel palmarès della Heenan Family.

Per Bobby “The Brain” Heenan era un momento d’oro: proprio quel mese sostituì Jesse Ventura nella conduzione (assieme a Gorilla Mondosson) di Prime Time Wrestling, con Harley Race, King Kong Bundy, Big John Studd, e il ritorno di Orndorff la sua Family era più grande e temibile che mai, ed era riuscito persino ad allontanare André the Giant dalla WWF. Ma la storia avrebbe presto preso una nuova piega, dopotutto come poteva sparire nel nulla un omone di 2 metri e 24 per 240 chili?
Sembrava che nessuno potesse contrastare Big John Studd e King Kong Bundy, almeno finché Gene Okerlund a Tuesday Night Titans non rivelò di aver ricevuto un importante soffiata: la WWF aveva appena acquistato un nuovo duo direttamente dal Giappone, semplicemente chiamato The Machines, che nessuno sembrava conoscere, ma che le voci assicuravano essere composto da due dei più grossi uomini del Sol Levante. Per scoprire quanto ci fosse di vero “Mean” Gene volò a Tokyo per scoprirne di più su questo nuovo due, e quando finalmente li trovò scoprì che le voci non erano esagerate: Super Machine e -ben più grosso- il partner Giant Machine erano degli autentici titani, mascherati, e per di forbiti di un inglese perfetto, talmente perfetto che Okerlund iniziò a pensare che dietro le loro maschere si celassero dei volti conosciuti…

A destare sospetti fu soprattutto Giant Machine, perché la voce, l’accento francese, e l’altezza facevano presagire che sotto la maschera… si celasse André the Giant! I meno maliziosi (come Gorilla Monsoon) sostenevano si trattasse del leggendario Giant Baba, che coi suoi 208 centimetri era uno dei wrestler più colossali al mondo, nonché un’icona che in Giappone era paragonabile solo ad Antonio Inoki, ma era abbastanza chiaro che sotto la maschera ci fosse proprio André. La cosa mandò ai matti Heenan e la sua Family, esterrefatti di come tutti si comportassero come se non fosse palese che quello era André the Giant.

Come corrispondente al Giappone, Okerlund cercò di fare luce sul mistero, ma senza venirne a capo. L’ingaggio dei due divenne un piccolo caso, che Bobby Heenan non aveva intenzione di far passare in cavalleria, chiedendo un immediato intervento del presidente WWF Jack Tunney, che però non poteva fare nulla per impedire il loro approdo: i The Machines avevano regolari passaporti giapponesi, avevano persino annunciato di aver scelto “Captain” Lou Albano come manager per il loro approdo in America, e per la tradizione nel mondo del wrestling chiedere a un wrestler mascherato di smascherarsi era una richiesta inesaudibile. Che a Bobby Heenan piacesse o meno, i Machines sarebbero presto sbarcati in WWF.




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