Maggio 1986: la Steaua Bucarest diventa la prima squadra romena a vincere la Coppa dei Campioni, iniziano i Mondiali di calcio in Messico, al cinema escono Cobra, Corto Circuito, Il Grande Imbroglio, Poltergeist II, e Top Gun, con la sua Danger Zone di Kenny Loggins:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Hulk Hogan

Campione Intercontinentale: Randy Savage

Campioni di coppia: i British Bulldogs (Davey Boy Smith & Dynamite Kid)

Campionessa femminile: The Fabulous Moolah

Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)

Figlio dei fiori

WrestleMania 2 era ormai alle spalle, ma molte rivalità erano ancora roventi, a partire da quella tra Junkyard Dog e i fratelli Funk, che dopo WrestleMania si sarebbero affrontati in un nuovo Tag Team match al Saturday Night’s Main Event di maggio. Stavolta ad affiancare “JYD” non sarebbe stato nuovamente Tito Santana, ma Hulk Hogan, sempre pronto a sdebitarsi coi suoi amici: Junkyard Dog infatti era stato al suo angolo quando affrontò Terry Funk per il titolo a gennaio, e l’Hulkster non poteva essere da meno, portando con sé un amico per pareggiare il confronto con Jimmy Hart, Haiti Kid, il che la diceva lunga sulla considerazione che aveva Hogan di “The Mouth of the South”.

A rendere i Funk ancora più pericolosi del solito (e quindi l’aiuto di Hogan ancora più prezioso) era stato il debutto a fine aprile del fratello Jimmy Jack Funk, forse il più pericoloso della famiglia. Jimmy Jack era stato infatti selezionato per rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi di Mosca del 1980, prima che gli States decidessero di boicottare la manifestazione, lasciando a bocca asciutta decine e decine di atleti, tra cui Jimmy Jack, mandandolo fuori di testa e rendendolo mentalmente instabile.


Ma per fortuna Hogan regalò comunque a Junkyard Dog la rivincita contro i Funk, grazie alla sua infallibile Leg Drop, permettendo a “JYD” di far infuriare ancora una volta Jimmy Hart. Ma dalla serata di Hart poteva ancora prendersi qualche soddisfazione dalla serata, perché più tardi il suo assistito “Adorable” Adrian Adonis avrebbe affrontato “Mr. Wonderful” Paul Orndorff, con la possibilità di vincere la taglia che Bobby Heenan aveva messo sulla testa di Orndorff da mesi. Ma i soldi non sembravano motivare ulteriormente Adonis, che anzi sembrava riservare qualche attenzione “di troppo” per Orndorff e il suo fisico scultoreo: che fosse una tattica per innervosirlo o meno, di certo fece il suo effetto, visto che nella foga Orndorff mise le mani addosso all’arbitro, perdendo di conseguenza per squalifica.

La carriera di Adonis era in netta ascesa: dopo WrestleMania 2 infatti Roddy Piper si prese un periodo di pausa dalla WWF, e dunque anche il suo Piper’s Pit andò in vacanza. Lo scozzese era l’uomo più odiato della federazione, ma la sua assenza fu sentita da tutti i fan, che realizzarono quanto pepe desse Piper agli show e quanto amassero odiarlo. A tutti mancò soprattutto il Piper’s Pit, il talk show più provocante della WWF, e che dava la miccia a tante faide, ma a sopperire questa mancanza ci pensò proprio Adonis, che inaugurò un suo personale angolo delle chiacchiere, chiamato il Flower’s Shop, il cui primo ospite sarebbe stato… proprio Paul Orndorff!

Adonis con un cartonato di Orndorff

Un gigante di troppo

Sempre al Saturday Night’s Main Event, i British Bulldogs battezzarono la loro nuova nomina a campioni di coppia affrontando gli ex campioni Iron Sheik e Nikolai Volkoff in un 2 out of 3 Fall match. L’incontro per gli inglesi iniziò decisamente in salita, visto che Iron Sheik fece cedere Davey Boy Smith alla Camel Clutch dopo appena 1 minuto (!) di match. A quel punti gli inglesi adesso non potevano più permettersi di sbagliare, e Smith si fece perdonare ribaltando completamente il risultato, primo schianando Volkoff con un Roll Up, e infine Iron Sheik con uno Small Package. I British Bulldogs misero così a segno una vittoria di assoluto prestigio contro degli ex campioni, ma la vittoria fu tutt’altro che pulita, perché Smith schienò l’iraniano con uno Small Package, nonostante l’uomo legale fosse Dynamite Kid!

Fu una vittoria controversa, ma presto Smith & Dynamite Kid avrebbero avuto nuovamente a che fare coi pezzi da novanta: dopo WrestleMania 2 infatti, Bobby Heenan rimise King Kong Bundy in coppia con Big John Studd, con l’obiettivo di puntare ai titoli di coppia e far dimenticare a entrambi quanto Hulk Hogan avesse minato le loro certezze. Uniti potevano ancora fare la differenza, come quando fecero a pezzi André the Giant pochi mesi prima, e per ridare fiducia ai due proprio al gigante francese Heenan lanciò una nuova sfida: un Tag Team match con un partner a sua scelta!

Ma sorprendentemente André non si presentò alla sfida, e per non lasciare il pubblico a bocca asciutta al suo posto fu mandato Ted Arcidi, che affrontò i due giganti insieme a Hillbilly Jim: fu ovviamente un’esecuzione, con Studd & Bundy talmente impegnati a fare a pezzi il povero Arcidi che il match finì per squalifica., mentre tutti si chiedevano come fosse possibile che André the Giant si fosse tirato indietro da una sfida.

Big John Studd e King Kong Bundy sembravano tornati, di nuovo motivati a spaccare tutto, e per sfruttare il momento Heenan fece ottenere ai suoi uomini un match per i titoli di coppia contro i British Bulldogs. Ma per quanto i due fossero fisicamente superiori agli inglesi, non avevano altrettanta tranquillità mentale, con Studd che in un momento di foga spintonò l’arbitro, facendo scattare la squalifica: nonostante le buone premesse il periodo nero di Big John Studd e King Kong Bundy continuò, e dopo aver fallito l’assalto al titolo WWF i due avevano fallito anche a conquistare i titoli di coppia, e ora che il morale di entrambi era sotto i tacchi, nervosismo e frustrazione si erano impossessati della Heenan Family, e Studd e Bundy ebbero un’accesa discussione dopo la sconfitta con gli inglesi, con Heenan che riuscì (con non poca fatica) placarli, riuscendo ad evitare il peggio.

Heenan tenta di calmare i suoi uomini

C’era bisogno di dare una scossa, di forze fresche che infondessero nuova fiducia nei suoi uomini, e Heenan seppe trovarla portando in federazione… Harley Race! Per “The Brain” si trattò di acquisto di inestimabile valore, persino più dei chili di Studd e Bundy, perché Race era un’autentica istituzione del wrestling: oltre ad avere ben 25 anni di carriera alle spalle, coi suoi 8 titoli mondiali NWA (!) era il wrestler americano ad aver detenuto più titoli mondiali nella storia della disciplina! Se c’era un uomo capace di ridare lustro alla Heenan Family, e magari di poter detronizzare Hulk Hogan, quello era lui!

Harley Race, la nuova arma di Heenan

Il drago contro il serpente

Dopo neanche un paio di mesi Jake “The Snake” Roberts aveva dimostrato di poter affrontare subito i pesi massimi della federazione. Dopo jobber usato come vittime sacrificali (soprattutto per il suo serpente Damian), per Roberts il primo banco di prova importante fu Ricky “The Dragon” Steamboat al Saturday Night’s Main Event, ma il match non iniziò mai, perché ancor prima del suono della campana Roberts mise fuori gioco Steamboat con la sua mossa finale -chiamata la DDT, come il celebre pesticida- sul cemento del bordo ring! 

Privo di sensi, Steamboat venne trascinato nel ring da Roberts, che subito dopo liberò Damian dal suo sacco, per farlo avvinghiare attorno al collo di Steamboat! Varie personalità del management tentarono di fermare Roberts, ma la paura che incuteva Damian era troppo grande, e il serpente ebbe la libertà di fare a Steamboat quello che voleva. Appena Damian mollò la presa, Steamboat venne immediatamente portato nel backstage per accertamenti medici, mentre la moglie di “The Dragon”, presente tra il pubblico, abbandonò subito il suo posto per sincerarsi delle condizioni del marito. I bambini presenti quella sera nell’arena ebbero gli incubi per mesi: Steamboat era uno dei più grandi beniamini della WWF, e vederlo così inerme, dato in pasto a una delle creature più spietate del mondo animale fu un immagine che rimase impressa a tutti.

Steamboat completamente in balia di Damian

Lascia un commento

In voga