Marzo 1986: a Roma apre il primo McDonald’s italiano, va in onda il primo episodio de Il Mio Amico Arnold, in Giappone si conclude Holly & Benji, in Unione Sovietica per la prima volta viene pubblicato un disco dei Beatles, La Mia Africa vince l’Oscar per Miglior Film, al cinema escono Scuola di Polizia 3: Tutto da Rifare, Mississippi Adventure, Casa Dolce Casa?, e Highlander, con la sua A Kind Of Magic dei Queen:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Randy Savage
– Campioni di coppia: il Dream Team (Brutus Beefcake & Greg Valentine)
– Campionessa femminile: The Fabulous Moolah
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
L’Hulkster spezzato
Marzo si aprì con il ritorno del Saturday Night’s Main Event, l’ultimo prima di WrestleMania 2, che riservò non poche sorprese, come un’intervista a Bobby “The Brain” Heenan e il suo assistito King Kong Bundy, che si dichiararono pronti ad affrontare… Hulk Hogan! All’inizio Gene Okerlund pensò a un lapsus: Bundy infatti non era scritturato per affrontare Hogan quella sera; il campione WWF avrebbe infatti difeso il titolo contro “Magnificent” Don Muraco, mentre il gigantesco assistito di Heenan avrebbe affrontato un jobber di nome Steve Gatorwolf (battuto in appena 40 secondi col suo solito contro di 5), ma “The Brain” sembrava non voler aspettare… non era riuscito a strappare il titolo WWF ad Hogan in autunno con Big John Studd, e ora che disponeva di un portento come Bundy, e che l’evento più atteso dell’anno -ossia WrestleMania 2- era dietro l’angolo, sembrava il momento giusto per colpire!

Ma il piano di Heenan si rivelò persino più intricato: quella sera infatti Muraco annunciò che il suo manager Mr. Fuji per motivi di salute non sarebbe stato al suo angolo quella sera, e che il suo posto sarebbe stato preso provvisoriamente… proprio da Bobby Heenan! Il malvagio “The Brain” aveva trovato il modo di avvicinarsi ad Hogan, il tutto con la complicità di Mr. Fuji e Muraco, con cui aveva architettato il delitto perfetto…
Il match finì infatti per squalifica in favore di Hogan dopo che King Kong Bundy entrò nel ring per attaccare il campione WWF con l’aiuto di Muraco, che tenne l’Hulkster bloccato al paletto mentre Bundy si gettò a valanga con tutto il suo corpo su Hogan! Non contenti, Heenan e Bundy misero Hogan a terra per infierire con una serie di Splash al torace e alla schiena, usando tutto il peso che aveva già rotto lo sterno ad André the Giant! Hogan venne fatto a pezzi, e mentre Heenan e Bundy se ne andavano sghignazzando soddisfatti, un esercito di wrestler e medici accorsero per sincerarsi delle condizioni del campione WWF.

La situazione era grave, e Hogan venne addirittura portato via in barella, pronto per essere portato d’emergenza in ospedale. Vedere il grande Hulk Hogan venire scortato senza neanche stare in piedi, privo di sensi, così fragile e umano, era un’immagine forte, di una potenza evocativa che terrorizzava i cuori dei più piccoli. Tutti erano profondamente scioccati, e “Mean” Gene Okerlund si precipitò all’ospedale per avere più aggiornamenti possibili, con il primo bollettino medico del Dr. Panovich che sentenziò seri danni riportati alle costole e alla schiena, con svariate emorragie interne.

L’evento rovinò la serata a molti fan: quella sera era infatti prevista la presentazione del videoclip ufficiale di Real American, la nuova musica d’ingresso che Hogan aveva iniziato a usare da un paio di mesi. Doveva essere una serata di gioia e celebrazione, ma dopo quanto visto una volta risuonate nell’arena le note trionfali di Real American assunsero un risvolto più malinconico, eppure, man mano che la canzone andava avanti più nei cuori di tutti i fan stava tornando la speranza: il testo parlava di rialzarsi dopo le cadute (“When it comes crashing down and it hurts inside/You gotta take a stand, it don’t help to hide”) e il video mostrava alcuni dei naturali passi falsi prima del successo, come le fallimentari prove dei fratelli Wright prima di far volare il loro Flyer, e infine con Hulk Hogan che ricordava i suoi comandamenti: “Allenati, dì le preghiere, e prendi le vitamine”, che pur appartenendo a un video preregistrato assunsero dei toni rassicuranti per tutti, certi che Hulk Hogan non avrebbe tradito i suoi principi e che sarebbe tornato più forte di prima.
Ospiti al Piper’s Pit, Bobby Heenan e King Kong Bundy erano in estasi: “The Brain” aveva finalmente trovato l’uomo che cercava da mesi, proprio quello che gli serviva per spodestare Hulk Hogan e prendere il controllo della WWF, ma c’era ancora un ultima cosa da fare: farlo a pezzi non bastava, perché il titolo era ancora alla vita dell’Hulkster, e dunque i due si sarebbero affrontati a WrestleMania 2… in uno Steel Cage match! Era esattamente quello che aveva in mente Bundy: lui l’anno prima aveva partecipato a WrestleMania, e aveva tastato quanto fosse inebriante far parte dello show più seguito della storia del wrestling, e ora voleva sfruttare tutta quella mediaticità per essere il primo a battere Hogan non davanti a poche migliaia di persone… ma davanti a tutta l’America!

Nonostante i danni subiti Hulk Hogan a WrestleMania 2 ci sarebbe stato, seppur non al massimo e con una vistosa fasciatura attorno alle costole, il ché avrebbe richiesto un regime d’allenamento più duro e intenso che mai. Ma se c’era una cosa che all’Hulkster era rimasta impressa erano le facce dei bambini presenti tra la folla al Saturday Night’s Main Event, dei piccoli sognatori innocenti che realizzato che persino il loro eroe era umano e poteva rompersi qualche osso: per Hogan questa era una motivazione sufficiente per dare il massimo a WrestleMania, persino più del titolo WWF, perché come promise a Tuesday Night Titans il suo obiettivo sarebbe stato uno solo… ridare il sorriso ai suoi piccoli Hulkamaniacs!

All’ultima nota
Proprio come Terry Funk, neanche “Adorable” Adrian Adonis si dimostrò all’altezza del compito di battere Junkyard Dog, e nel match tra i due al Saturday Night’s Main Event “JYD” ebbe nuovamente la meglio. Jimmy Hart aveva esaurito le armi pesanti da mandargli contro, ma la vera sfida tra i due si sarebbe consumata al Civic Center di Baltimore, e sarebbe andata in onda su MTV, non in una sfida sul ring ma a suon di… musica! Era infatti periodo di Grammy Awards, e la WWF decise di istituire dei propri premi musicali, gli Slammy Awards, che sarebbero stati relativi a The Wrestling Album, un album musicale a tema wrestling uscito a novembre del 1985, prodotto con la collaborazione di Cyndi Lauper e David Wolff.

L’album conteneva canzoni originali e cover cantate dai wrestler della WWF, tra cui spiccava quella di Land of a Thousand Dances, cantata da un cospicuo numero di atleti del roster. Lo Slammy più importante però, quello per “Miglior performer”, se lo sarebbero contesi Jimmy Hart, Hillbilly Jim, Nikolai Volkoff, Junkyard Dog, Lou Albano, Roddy Piper, e persino Gene Okerlund. Alla fine furono le sonorità funk di Junkyard Dog a trionfare, che con la sua Grab Them Cakes batté tutti, inclusa la Eat Your Heart Out, Rick Springfield del suo rivale Jimmy Hart, che sperava di battere “JYD” perlomeno su qualcosa di meno fisico come la musica, dove era sicuramente avvantaggiato.
Jimmy Hart infatti non poteva accettare una simile sconfitta, visto che la musica era il suo campo: prima di entrare nel mondo del wrestling infatti, all’inizio degli anni ‘60 Hart era stato il cantante dei Gentrys, gruppo rock che raggiunse il picco nel 1965 con la canzone Keep on Dancing, che ebbe un successo tale da permettergli di fare un tour coi Beach Boys. Insomma, se c’era qualcosa in cui Hart era assolutamente certo di poter battere Junkyard Dog quello era il canto, eppure era riuscito a perdere persino lì!

Il ritorno di Clubber Lang
Oltre a far scoppiare la guerra tra Hulk Hogan e King Kong Bundy, il Saturday Night’s Main Event fu particolarmente importante per delineare WrestleMania 2 anche perché fu il teatro dell’atteso incontro di boxe tra Mr. T e “Boxing” Bob Orton, che ebbe l’opportunità di riscattare parzialmente la loro storica sconfitta della prima WrestleMania. Anche coi limiti imposti dalle regole della boxe, Orton riuscì comunque a giocare più sporco che poté, grazie anche all’aiuto di Roddy Piper, sempre pronto a distrarre l’arbitro.

Ma la determinazione (e la maggior preparazione) di Mr. T ebbero la meglio, tanto che il moicano più famoso d’America spedì Orton fuori dal ring con un gran gancio sinistro, aggiudicandosi il match. Ma anche con questa schiacciante sconfitta non era affatto finita per Piper, che aveva un conto in sospeso con lui da WrestleMania l’anno prima. Lo scozzese si tolse maglietta e kilt, bramoso di mostrare a Mr. T le sue abilità di pugile, ma prima ancora che la sfida si potesse concretizzare, Orton attaccò alle spalle la star di A-Team, permettendo a Piper di infierire su di lui frustandolo brutalmente con una cinta.

Dopo quanto avvenuto, la WWF fece l’annuncio che tutti aspettavano: a WrestleMania 2 Roddy Piper e Mr. T si sarebbero affrontati… in un match di boxe!
Naturalmente nessuno dei due era un pugile professionista, ma il livello era presto destinato ad alzarsi, perché Mr. T per i suoi allenamenti si avvalse dell’esperienza dell’ex campione del mondo di boxe Joe Frazier! Mr. T sarebbe stato allenato da una vera leggenda, il primo uomo ad aver battuto Muhammad Alì, e Piper non avrebbe potuto essere da meno: per allenarlo assunse infatti Lou Duva, uno dei più grandi allenatori della storia del pugilato. Frazier e Duva avrebbero portato ancora più tecnica a un match che tutti attendevano con trepidazione, oltre che maggiore attrattiva: parte del successo della prima edizione era stato anche grazie ai numerosi VIP presenti, e la seconda edizione avrebbe fatto altrimenti. Per la serata di WrestleMania 2 fu infatti annunciata anche una Battle Royal tra alcuni dei nomi di spicco della WWF (come André the Giant, Big John Studd, Iron Sheik, Bruno Sammartino, la Hart Foundation, e tanti altri) e tante stelle del football americano. Ma Roddy Piper disponeva ancora di un vantaggio su Mr. T: non avrebbe affatto esitato a spingersi oltre…
Mr. T era infatti molto amico di Haiti Kid, un wrestler afroamericano affetto da nanismo che lottava quà e là per tutti gli Stati Uniti, inclusa la WWF, per cui aveva combattuto dei match nel 1984. Piper e Orton approfittarono del loro rapporto per sorprendere Haiti Kid durante un suo match, per portandolo di peso sul set del Piper’s Pit, e umiliarlo come solo due esseri spregevoli come loro potevano fare. Dopo averlo bullizzato insieme ad Orton sapendo che non avrebbe mai potuto reagire per via del suo fisico, Piper si rese protagonista di uno degli atti più spregevoli della storia del wrestling, promettendo al povero nano che se ammirava Mr. T così tanto… allora lo avrebbero reso più somigliante a lui! E dopo avergli tappato la bocca con del nastro, lo scozzese iniziò a tagliare i capelli di Haiti Kid per riprodurre l’iconico moicano di Mr. T, mentre il povero ragazzo urlava dalla rabbia, senza che nessuno potesse sentire le sue grida disperate per il nastro sulla bocca.
Piper e Orton avevano passato ogni limite di decenza, e Mr. T a WrestleMania 2 non avrebbe lottato solo per zittire due avversari, ma due autentici bulli senza scrupoli, che finalmente avrebbero trovato qualcuno della loro stazza ad affrontarli!
Una serpe in seno
A marzo i fan della WWF furono colpiti dal debutto di un nuovo, inquietante elemento: Jake “The Snake” Roberts. Al debutto, Roberts si sbarazzò facilmente del suo avversario con una mossa mai vista prima, a metà tra un Bulldog invertito e una Piledriver, ma molto più semplice, che inchiodava il cranio dell’avversario al tappeto semplicemente mettendogli la testa sotto il suo braccio, per poi cadere all’indietro su sé stesso. Roberts si era appena presentato al pubblico, ma nelle arene faceva già calare il gelo ogni volta che entrava: un pò per il suo sguardo freddo, calmo, e tutt’altro che rassicurante, e un pò per un misterioso sacco che portava sempre con sé all’ingresso, che lasciava sempre a bordo ring e che sembrava muoversi dall’interno.

E per quello che era il suo soprannome, e per gli inquietanti movimenti che faceva, non era impossibile credere che lì dentro si trovasse un serpente. E in effetti il contenuto si rivelò essere esattamente… un autentico pitone! Di heel spietati la WWF era piena, ma un pazzo psicotico che girava con un serpente era tutta un’altra storia: Roberts era completamente diverso da qualunque atleta di fosse mai visto in WWF, talmente imprevedibile che era impossibile capire cosa gli passasse per la testa, o sapere quale nuova malata trovata avrebbe tirato fuori la prossima volta.

Riguardo il suo “partner”, intervistato da Vince McMahon a Tuesday Night Titans, Roberts rivelò di avere un’intera collezione di serpenti (quello già visto si chiamava Damian, mentre in studio ne portò un altro chiamato Lucifer), e che li considerava i suoi migliori amici. Era chiaro a tutti che si trattasse di un autentico sociopatico: dal gelo che c’era in studio e dal sadismo che emanava Roberts, uniti alla calma con cui rispondeva alle domande sembrava che McMahon stesse intervistando un serial killer, molto più complesso e sfaccettato di tutti gli altri heel della WWF,e proprio per questo più pericoloso e indecifrabile…

Quattro uomini e una gamba
Dopo aver battuto i campioni di coppia a febbraio, i British Bulldogs furono finalmente ritenuti pronti per affrontare il Dream Team per i titoli, e la sfida avvenne al Saturday Night’s Main Event. Ma nono stante anche stavolta se la fossero giocata alla pari di Greg Valentine e Brutus Beefcake, la fortuna non girò dalla parte degli inglesi: mentre Valentine cercò di colpire Dynamite Kid con uno Shoulder Block infatti, le loro teste si scontrarono, mandando entrambi KO, e nella caduta una gamba di “The Hammer” finì sopra il petto di dell’inglese, creando uno schienamento involontario che però l’arbitro considerò legittimo, arrivando fino al 3.

Il Dream Team si confermò dunque campione di coppia, con Greg Valentine che aveva effettuato lo schienamento vincente senza neanche accorgersene! Valentine & Beefcake avevano mantenuto le cinture, ma senza risultare davvero vincitori, senza contare che gli inglesi erano già riusciti a batterli in precedenza. E con un evento della portata di WrestleMania 2 dietro l’angolo, tanto bastava per un rematch.




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