Febbraio 1986: Silvio Berlusconi acquista il Milan, in Giappone va in onda il primo episodio di Dragon Ball, esce per Nintendo il primo capitolo di The Legend of Zelda, Eros Ramazzotti vince Sanremo con Adesso Tu, vengono fondati gli studi Pixar, al cinema escono Hannah e le Sue Sorelle, Una Bionda per i Wildcats, The Hitcher, Quicksilver, e 9 Settimane e Mezzo, con la sua iconica You Can Leave Your Hat On di Joe Cocker:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Tito Santana
– Campioni di coppia: il Dream Team (Brutus Beefcake & Greg Valentine)
– Campionessa femminile: The Fabulous Moolah
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
Secondo round
Dopo tanti mesi di controversie, finalmente la WWF si fece valere, imponendo a “Cowboy” Bob Orton di togliersi il gesso che lo aveva avvantaggiato così tante volte. Adesso Roddy Piper disponeva di un’arma in meno, ma non per questo Orton gli sarebbe stato meno utile: da un pò di tempo Orton aveva iniziato a praticare pugilato, e con l’uscita di Rocky IV -distribuito alla fine del 1985- la boxe ritrovò la sua popolarità: fu così che Orton iniziò a farsi chiamare col nome di “Boxing” Bob Orton, e sfidando chiunque nel roster a incontri di pugilato, vincendo praticamente sempre.

Ma le cose presero una piega inaspettata al Piper’s Pit, quando Piper si ritrovò con ospite nientepopodimeno che il campione WWF Hulk Hogan, che avendo preso in parola la sua sfida rivolta a chiunque si era preso la libertà di trovare il prossimo avversario di Orton, facendogli persino firmare un contratto preliminare: non si trattava di un uomo qualsiasi, ma di uno che fece raggelare il sangue di “Hot Rod” non appena lesse il suo nome sul contratto, perché quell’uomo era… Mr. T!
Mr. T sarebbe dunque tornato in WWF dopo WrestleMania, e nuovamente grazie all’Hulkster! Ancora una volta wrestling e mondo dello spettacolo si sarebbero uniti, perché dopo il travolgente successo dell’anno precedente, WrestleMania sarebbe tornata per una seconda edizione ad aprile, e stavolta non si sarebbe svolta in una sola città, ma tre! A ospitare l’evento dell’anno sarebbero state New York, Los Angeles e Chicago, che si sarebbero così spartite l’atteso PPV per conferirgli una portata persino più epica e nazionale della prima. L’incontro di boxe tra Bob Orton e Mr. T però non si sarebbe svolto a WrestleMania 2, ma al Saturday Night’s Main Event di marzo. L’America aveva conosciuto Mr. T in versione boxer grazie al ruolo di Clubber Lang su Rocky III, ma anche se quello era solo un film Mr. T era comunque un pugile dilettante, sicuramente più esperto dell’improvvisato Bob Orton, e salvo giochi sporchi avrebbe potuto finalmente dare una seria lezione a Piper e compagnia.

Pronti al salto
Di tutti gli innumerevoli clienti che “Captain” Lou Albano aveva avuto in carriera, i British Bulldogs erano indubbiamente i più dotati tecnicamente che avesse mai avuto, e dopo mesi di grandi prestazioni per gli inglesi era giunto il momento di sfidare i campioni di coppia del Dream Team, seppur in un match senza le cinture in palio. E alla fine di un match mozzafiato, Davey Boy Smith e Dynamite Kid sorprendentemente riuscirono a battere i campioni, grazie alla devastante Flying Headbutt di quest’ultimo ai danni di Beefcake!
Davanti a una tale affermazione di forza, il Presidente WWF Jack Tunney non poté che accontentare le richieste di Albano: il prossimo scontro tra i British Bulldogs e il Dream Team sarebbe stato al Saturday Night’s Main Event, ma stavolta con i titoli in palio! Sarebbero stati capaci di reggere la pressione?

Chi invece sembrava reggere la pressione delle grandi opportunità era “Macho Man” Randy Savage, pronto ad affrontare nuovamente Tito Santana per il titolo Intercontinentale. Dopo il loro match di novembre Savage aveva avuto tempo di studiare al meglio l’avversario, e visto che la sua manager Miss Elizabeth sembrava essere troppo “morbida” per le sue ambizioni, “Macho Man” si adoperò da solo, nascondendo un tirapugni nel costume per poi usarlo alla minima distrazione dell’arbitro. Messo KO Santana con l’arma nascosta, per Savage fu un gioco da ragazzi schienarlo e conquistare la cintura per la prima volta.

Santana era uno dei più grandi campioni Intercontinentali di sempre (ben 443 giorni da campione suddivisi in 2 regni, solo Pedro Morales tra il 1980 e il 1983 aveva fatto meglio di lui nella storia della cintura), uno dei wrestler più idolatrati della compagnia, e sicuramente il più amato dalla comunità ispanica, dunque per tutti fu un bello shock vederlo abdicare dopo 10 mesi di regno, ma c’era poco da fare, perché il futuro del wrestling reclamava il suo posto nella compagnia: sin dal suo debutto a luglio infatti Savage aveva subito mostrato carisma, sicurezza, e un magnetismo naturale, ed era chiaro a tutti che fosse subito pronto ai grandi palcoscenici, dunque nessuno fu stupito di una scalata così rapida, con il secondo titolo più prestigioso della federazione conquistato dopo appena 6 mesi… “Macho Man” stava semplicemente compiendo il suo destino, quello che sembrava appartenergli per grazie divina, e che presto avrebbe potuto portalo persino più in lontano…

L’altro Funk
Dopo il fallimento di Terry Funk, per contrastare Junkyard Dog Jimmy Hart decise di giocarsi la carta “Adorable” Adrian Adonis, indubbiamente il membro più di spicco della sua scuderia dopo il texano. Ma il match tra i due sarebbe stato a marzo durante il Saturday Night’s Main Event, e nel frattempo sarebbe stato nuovamente Funk ad affrontarlo, e non senza sorprese. Durante il loro match infatti il texano sfoderò dalla manica una carta a cui nessuno aveva mai pensato, perché in suo favore intervenne un uomo mai visto prima in WWF, ma che Gorilla Monsoon al tavolo del commento riconobbe subito: si trattava di Dory Funk Jr., ex campione mondiale NWA e fratello maggiore di Terry!

Adesso Hart disponeva di una nuova, potente arma. E senza alleati nessuno era certo che a Junkyard Dog potessero ancora bastare i suoi muscoli…





Lascia un commento