Novembre 1985: Microsoft lancia la prima versione di Windows, al cinema escono Vivere e Morire a Los Angeles, Nightmare 2, Il Giustiziere Della Notte 3, Se Ti Mordo Sei Mio, e Rocky IV, con la sua No Easy Way Out di Robert Tepper:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Tito Santana
– Campioni di coppia: il Dream Team (Brutus Beefcake & Greg Valentine)
– Campionessa femminile: Wendi Richter
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
Sabato di fuoco
Dopo quanto successo al Saturday Night’s Main Event di ottobre, Hulk Hogan e André the Giant fecero coppia per l’edizione successiva dello show del sabato sera, in uno stellare Tag Team match contro King Kong Bundy & Big John Studd! Affrontare i due titani sembrava una sentenza di morte più letale della sedia elettrica, ma se uniti, non c’era nessuno che potesse contrastare il campione WWF e il gigante francese, ancor meno le bestie di “The Brain” Bobby Heenan.

Ma per quanta potenza di fuoco potessero vantare Hogan e André, Bundy e Studd potevano sempre contare su una cattiveria senza eguali: a loro non importava vincere, ma fare più del male che potessero. Ne fece le spese André, che si ritrovò con le braccia incastrate tra le corde, praticamente alla mercé dei due, con Studd che picchiò sullo sterno che il francese si era rotto il mese prima a suon di pugni, potenti come un martello pneumatico. L’arbitro chiamò la squalifica, e ad evitare che Studd fracassasse nuovamente lo sterno di André ci pensò Hogan, sempre pronto ad aiutare l’amico nel momento del bisogno.

Ma presto l’Hulkster sarebbe stato chiamato ad una sfida non meno difficile: Hogan presto avrebbe infatti lottato nel main event del secondo PPV della storia della WWF dopo WrestleMania, chiamato The Wrestling Classic, dove avrebbe affrontato la sua nemesi “Rowdy” Roddy Piper per il titolo WWF! Dopo il loro match di febbraio, Hogan e Piper avevano rinnovato l’odio reciproco dopo il tentativo dello scozzese di fermare il matrimonio tra Elmer e Joyce Stazko, a cui Hogan fece da scudo. Ma anche a matrimonio ormai celebrato, Piper non aveva intenzione di lasciare vita facile ai nuovi sposini, ospitando al suo Piper’s Pit proprio Hillbilly Jim e zio Elmer.

L’ospitata si rivelò -come al solito- un imposcata a cui parteciparono anche Jesse “The Body” Ventura (grande estimatore di Piper, nonché principale critico del matrimonio tra Elmer e Joyce) e “Cowboy” Bob Orton, che sfociò presto in rissa. Ma Piper e Orton fecero appena in tempo a ritirarsi, anche per preservarsi in vista del suo importante match per il titolo WWF.
A The Wrestling Classic sarebbe potuto succedere di tutto, e la tensione era a mille, ma l’Hulkster si fece comunque una sonora risata su Piper durante il Saturday Night’s Main Event, quando in occasione di Halloween (la puntata andò in onda il 2 novembre, ma fu registrata il 31 ottobre) un gruppo di bambini impegnati a fare “dolcetto o scherzetto” riuscì a rifilare a “Hot Rod” cioccolata al peperoncino, nonostante lui stesso avesse provato a fregarli incartandogli mattoni e palle da bowling spacciandole per dolciumi.
Kung fu e chiappe marchiate
La serata di Saturday Night’s Main Event fu divertente come le precedenti edizioni, proponendo anche un match di kung fu tra Mr. Fuji e Ricky “The Dragon” Steamboat (vinto da quest’ultimo) e un incontro tra Junkyard Dog e Terry Funk, nel frattempo passato sotto il management di Jimmy Hart. I benefici dei servizi di “The Mouth of the South” non tardarono ad arrivare, visto che Funk si aggiudicò il match dopo aver colpito Junkyard Dog col megafono del suo manager, per poi lasciarsi andare alla sua attività preferita: marchiare il suo avversario con il suo ferro! Ma per quanto “JYD” potesse essere stordito, la sua voglia di rivalsa prevalse, e oltre a costringere il cowboy alla fuga, umiliò Hart togliendogli i pantaloni, per poi marchiargli le le chiappe con il ferro di Funk!

Fu una serata stuzzicante anche per “Macho Man” Randy Savage, che avrebbe tentato l’assalto al titolo Intercontinentale di Tito Santana! Sin dal debutto Savage si era dimostrato incredibilmente sicuro di sé e ambizioso, sfidando sia il campione WWF che quello Intercontinentale, e questo sarebbe stato un buon banco di prova per legittimare le sue affermazioni. E suonata la campana, anche se arrivato da pochi mesi Savage dimostrò di potersela giocare perfettamente alla pari coi grandi del roster, forse persino troppo alla pari, visto che il match finì in pareggio per doppio count out.
Savage però avrebbe avuto nuove occasioni di mettersi in mostra, a partire da The Wrestling Classic, che sarebbe stato caratterizzato da uno speciale torneo da svolgersi tutto la sera stessa, eccezionalmente presentato dal presidente della WWF Jack Tunney, in una delle sue rare apparizioni.
7/11/1985 – The Wrestling Classic

Dalla Rosemont Horizon di Rosemont, Illinois, iniziò il secondo PPV della storia della WWF, che pur non avendo la portata globale di WrestleMania presentò comunque vari spunti interessanti grazie al suo particolare torneo, che avrebbe visto messa in palio una Rolls Royce, con il meglio del meglio a competere: Paul Orndorff, Junkyard Dog, Bob Orton, Tito Santana, i British Bulldogs, Iron Sheik, Randy Savage, Nikolai Volkoff, Ricky Steamboat, Don Muraco, e tanti altri, tutti pronti a dare il massimo. Il risultato più incredibile del torneo fu sicuramente quello di Dynamite Kid, che eliminò Nikolai Volkoff in appena 9 secondi (!) con un devastante Dropkick dalla terza corda sul petto del russo, impegnato a cantare l’inno sovietico a centro ring. Non andò altrettanto bene al suo partner Davey Boy Smith, che si infortunò dopo aver urtato malamente con le gambe sulle corde, facendo quindi passare il turno al suo avversario Ricky Steamboat per forfait.
Se sull’inglese si accanì la sfortuna, Terry Funk poté solo incolpare sé stesso, visto che fu eliminato in modo decisamente bizzarro: il piano del texano prevedeva convincere l’avversario Moondog Spot ad andare insieme nel backstage per un pareggio, per poi fregarlo tornando nel ring prima che l’arbitro contasse il count out. Ma il suo “brillante” piano gli si rivoltò contro, con Moondog Spot che trattenne Funk fuori dal ring abbastanza a lungo da farlo contare fuori a sua volta!
Tra i match più considerevoli ci furono quello tra il campione Intercontinentale Tito Santana e Don Muraco, già vincitore del King of the Ring in estate (vinto dal messicano) e quello tra “Cowboy” Bob Orton e “Mr. Wonderful” Paul Orndorff, forse il match più prestigioso di tutto il torneo: a tentare Orton ovviamente non era il torneo, ma per la possibilità di incassare i 50.000 dollari promessi da Heenan!
Come prevedibile il match tra i due ex compari fu caotico e rissoso, con Orton che arrivò a usare il suo rinomato gesso (già decisivo a marzo a WrestleMania) per colpire Orndorff più violentemente possibile, con l’arbitro che si vide costretto a squalificarlo: Orton era infatti autorizzato ad indossarlo, ma non a usarlo deliberatamente come arma, e l’arbitro si vide costretto a far avanzare “Mr. Wonderful”.
Se per Orton fu una serata amara, neanche l’avversario successivo di Orndorff -ossia Tito Santana- poté assicurarsi i 50.000 dollari, visto che entrambi furono eliminati per doppio count out. Ad arrivare in finale furono Junkyard Dog e Randy Savage, e nonostante i due avessero combattuto vari match durante la serata, la finale risultò essere il match più lungo dell’evento, e vide trionfare Junkyard Dog per count out, chiudendo un torneo caratterizzato da molte vittorie poco schiaccianti (su 15 match ben 6 finirono per count out, squalifica, o forfait).

Ma per quanto potesse essere interessante il torneo, fu poi il momento del vero main event della serata: il match per il titolo WWF tra Hulk Hogan e “Rowdy” Roddy Piper! Dopo quasi 2 anni, Hogan e Piper avrebbero finalmente avuto il loro match uno contro uno in un palcoscenico adeguato. Anche stavolta però Piper non cambiò strategia, giocando sporco come al suo solito brandendo una sedia non appena l’arbitro fu (involontariamente) messo KO da Hulk Hogan.

Ma non appena fu Hogan ad impossessarsi della sedia, sentendo puzza di guai arrivò Bob Orton in soccorso dello scozzese, facendo scattare la squalifica. A pareggiare il numero di Piper e Orton arrivò il solito Paul Orndorff, che aiutò l’Hulkster a mettere in fuga i due.




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