Dicembre 1985: nelle fumetterie giapponesi debutta I Cavalieri Dello Zodiaco, Michel Platini vince il suo 3° Pallone d’Oro consecutivo, al cinema escono Il Colore Viola, Brazil, La Mia Africa, Legend, Piramide di Paura, Spie Come Noi, Il Gioiello del Nilo, mentre i Kissing the Pink dominano la scena musicale con One Step:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Tito Santana
– Campioni di coppia: il Dream Team (Brutus Beefcake & Greg Valentine)
– Campionessa femminile: The Fabulous Moolah
– Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)
Un vero americano
Il 1985 si chiuse con un incredibile sorpresa da parte di Hulk Hogan, che abbandonò la sua storica Eye of the Tiger come musica d’ingresso, che lo aveva accompagnato regolarmente dal 1983, per iniziare a usarne una nuova: Real American, una canzone che parlava di coraggio, altruismo, amore per la patria, e tutti quei valori fondamentali che Hogan cercava di incarnare e difendere nel corso del suo regno (“I am a real american/fight for the right so every man/I am a real american/fight for what’s right, fight for your life”). Ma quei valori erano costantemente messi in pericolo, e breve lo sarebbero stati di nuovo perché a Denver, in Colorado, l’Hulkster avrebbe dovuto difendere la cintura contro Terry Funk.

Funk non aveva bisogni di presentazioni per presentarsi come un candidato ideale al titolo WWF: il wrestling scorreva nel sangue della sua famiglia, e in passato era stato campione mondiale NWA, come suo fratello prima di lui, dunque per Hogan il risultato non sarebbe stato affatto scontato. Ma nonostante l’esperienza di Funk come campione NWA fu sempre lo strapotere dell’Hulkster a trionfare, e Hogan sembrò vicino alla vittoria grazie al suo tradizionale Leg Drop, quando interruppe lo schienamento per zittire Jimmy Hart, che lo stava assordando col suo megafono a bordo ring.
Funk approfittò della distrazione del campione WWF per colpirlo in testa col suo tradizionale ferro, per poi usarlo per marchiare sul petto Hogan!

L’arbitro non poté che squalificare Funk, che non aveva vinto il titolo, ma poteva comunque considerarsi soddisfatto di sé stesso: pochi potevano vantarsi di aver umiliato così l’Hulkster, se non addirittura nessuno, e questo sarebbe bastato perché tra i due ci fosse un immediato rematch…
Un fiore tra le erbacce
Dopo il loro match di novembre, la WWF sancì per febbraio, al Boston Garden, un rematch tra Tito Santana e “Macho Man” Randy Savage per il titolo Intercontinentale. Santana aveva tastato sulla sua pelle quanto Savage fosse un degno avversario per la cintura, ma al Garden avrebbe lottato con tutte le sue energie, per lui, per i suoi fan, e persino per Miss Elizabeth. Ora che Savage aveva iniziato a lottare per i titoli più importanti infatti, aveva iniziato a crescere in lui sempre più tensione e nervosismo, e la cosa di rifletté soprattutto su Elizabeth, trattata da “Macho Man” alla stregua di una schiava, in alcuni casi usandola addirittura come scudo umano dai suoi avversari!

La cosa che stupiva di Elizabeth era l’assoluta mancanza di malizia, che la portava a non rispondere agli abusi di Savage, e persino a non aiutarlo con tattiche sporche durante il suoi match! Tutti i manager della WWF erano perlopiù malvagi e pronti a tutto per favorire la scalata dei loro assistiti, ma non lei, innocua, dolce, e praticamente agli antipodi rispetto a Savage, che invece per arrivare al top era pronto a tutto: proprio per questo il pubblico sviluppò una naturale simpatia per Elizabeth, sperando si liberasse del perfido Savage il prima possibile, in quello che fu un rarissimo caso in cui il manager superava la popolarità del suo assistito!

La popolarità di Elizabeth rese Savage estremamente possessivo (una sera Elizabeth accompagnò Savage nel ring per un match contro Gary Starr con un mazzo di fiori che le era stato donato, con un furioso Savage che distrusse il bouquet le ordinò di tornarsene nel backstage, prossima alle lacrime) che iniziò a trattarla sempre persino peggio per questo, impedendogli persino di parlare, definendola testualmente “un oggetto di mia proprietà”.

Più appartenente alla vecchia scuola di manager era “Classy” Freddie Blassie, che portò nella sua scuderia un nuovo portento: Hercules Hernandez. Il suo nome diceva tutto: Hercules era dotato di una forza portentosa e di un fisico altrettanto straordinario, e non era difficile immaginare che presto si sarebbe ritagliato uno spazio sempre più importante.

Ma il debutto più folgorante fu anche il più inaspettato, ossia quello della misteriosa Spider-Lady, una wrestler che lottava completamente mascherata come fosse una ninja, a cui fu incredibilmente data subito un’opportunità al titolo femminile di Wendi Richter.
Spider-Lady sembrava muoversi come un’esperta, ma Wendi seppe controbattere con valore, almeno finché non venne chiusa in uno Small Package, da cui la campionessa riuscì a liberarsi al conto di 1, ma l’arbitro non se ne accorse e continuò a contare fino al 3! La campana di fine match era suonata, ma Wendi era chiaramente uscita dallo schienamento con largo anticipo, ma nonostante lo scompiglio generale (persino Gorilla Monsoon al tavolo del commento fu piuttosto confuso) il verdetto era chiaro: Spider-Lady era la nuova campionessa femminile!
Incredula e piena di rabbia per aver perso la cintura per una svista arbitrale, Wendi continuò a lottare contro Spider-Lady fino a mascherarla, scoprendo che era in realtà… era The Fabulous Moolah! Dopo mesi di assenza Moolah era riuscita a prendersi la sua vendetta su Wendi Richter, per di più nello stesso Madison Square Garden in cui Wendi aveva trionfato a WrestleMania, e quando meno se lo aspettava!
Quella fu l’ultima apparizione di Wendi Richter in WWF, ma i fan non seppero per parecchi anni cos’era successo quella sera: Wendi in quel momento era in trattative per il rinnovo di contratto con la WWF, un rinnovo che però sembrava non arrivare, con un inevitabile separazione tra le parti; di conseguenza la WWF per assicurarsi che non portasse altrove la cintura femminile, usò Moolah e un arbitro complice per spogliare Wendi della cintura, a costo di umiliarla alla luce del sole, ponendo così una controversa fine alla carriera della donna che negli anni ‘80 più di tutte aveva contribuito (con l’aiuto di Cyndi Lauper) a dare al wrestling femminile le luci della ribalta per la prima volta.






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