Luglio 1985: il celebre concerto del Live Aid di Londra e Philadelphia tiene incollati alla TV oltre 2 miliardi di persone, dopo 11 stagioni si conclude I Jefferson, Boris Becker e Martina Navratilova vincono i rispettivi tornei di Wimbledon, mentre al cinema escono Mad Max: Oltre La Sfera Del Tuono, Yado, Silverado, Il Giorno Degli Zombi, Ma Guarda Un Pò ‘sti Americani, e Ritorno Al Futuro, con la sua The Power of Love di Huey Lewis and the News:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Greg Valentine
– Campione Internazionale: Tatsumi Fujinami
– Campione mondiale di arti marziali: Antonio Inoki
– Campioni di coppia: The Iron Sheik & Nikolai Volkoff
– Campione dei pesi leggeri: The Cobra
– Campionessa femminile: Wendi Richter
– Campionesse di coppia: Velvet McIntyre & Desiree Petersen
Il primo Re
Dopo settimane di tensione, finalmente “Mr Wonderful” Paul Orndorff e “Rowdy” Roddy Piper si affrontarono in un match, al Madison Square Garden. Orndorff era carichissimo, e sfiorò la vittoria più volte, ma com’era prevedibile il match venne sabotato dall’intervento di “Cowboy” Bob Orton, che con l’aiuto di Piper (e del suo solito gesso) pestò Orndorff con tutta la forza che aveva, per cercare di incassare i 25.000 dollari promessi da Bobby Heenan per chiunque lo avesse costretto al ritiro. In soccorso di “Mr. Wonderful” arrivarono i British Bulldogs, ma l’occasione di vendicarsi sarebbe arrivata presto, perché sia lui che Orton avrebbero partecipato al nuovo torneo della WWF: il già annunciato King of the Ring!
Il torneo si svolse nell’arco di una sola serata, e oltre a Orton e Orndorff poté vantare il meglio della WWF come Junkyard Dog, Don Muraco, Iron Sheik, Tito Santana, Ricky Steamboat, ma anche vecchie glorie come l’ex campione WWF Pedro Morales o il debuttante Terry Funk, un’autentica istituzione del wrestling texano che venne subito preso sotto l’ala di Jimmy Hart. A prevalere fu Don Muraco, che nel suo percorso sconfisse Junkyard Dog, Les Thornton, e ben 2 ex campioni WWF (Pedro Morales in semifinale e poi Iron Sheik in finale), laureandosi Re del ring della WWF!

Vista la portata del King of the Ring, la WWF decise di proporre con largo anticipo un altro torneo, che si sarebbe svolto a novembre, in un PPV chiamato The Wrestling Classic, che avrebbe visto salire sul ring Nikolai Volkoff, Adrian Adonis, Bob Porton, Paul Orndorff, Iron Sheik, i British Bulldogs, Ricky Steamboat, e tanti altri.
Fine dei giochi
Anche se fuori dal torneo, la serata del King of the Ring sarebbe stata speciale anche per Nikolai Volkoff, pronto per la più grande opportunità della sua vita: affrontare Hulk Hogan per il titolo WWF! Il russo avrebbe ovviamente beneficiato dell’aiuto del partner Iron Sheik, che non vedeva l’ora di farla pagare all’uomo che gli aveva strappato il titolo mondiale un anno e mezzo prima, ma a prevalere fu ancora una volta la forza dirompente di Hogan, che mantenne il titolo senza difficoltà. Le cose per il duo russo-iraniano non andavano meglio neanche sul fronte comune, visto che persero persino i titoli di coppia contro gli ex campioni degli U.S. Express, che finalmente si ripresero una rivincita per WrestleMania!

E rischiava seriamente di giungere a termine anche il regno Intercontinentale di Greg “The Hammer” Valentine, chiamato a difendere la cintura nuovamente contro e Tito Santana, ma stavolta non in un match normale, ma in uno Steel Cage match! L’incontro si rivelò essere uno degli Steel Cage match più epici e spettacolari mai visti all’epoca, ed ebbe un finale altrettanto mozzafiato, con Santana che tentò la fuga dalla parete della gabbia, mentre Valentine tentava di fare lo stesso dalla porta principale. Ma il messicano calciò la porta della gabbia verso la testa di “The Hammer”, mettendolo così KO e riuscendo a scappare dalla gabbia! Dopo la rivincita degli U.S. Express, anche Santana si era riscattato: si era finalmente ripreso il titolo Intercontinentale che Valentine gli aveva strappato 10 mesi prima!
Il tassello mancante
Dopo WrestleMania, la WWF aveva deciso di non sedersi sugli allori di quanto seminato, attuando un’opera di totale ristrutturazione del roster e certificando la tattica usata già dall’anno prima: saccheggiare le grandi federazioni d’America dei loro migliori talenti. Questo in primavera aveva portato in WWF nomi come Ricky Steamboat, King Kong Bundy, Dynamite Kid, Davey Boy Smith, Terry Funk, e tanti altri, ma il pezzo da novanta doveva ancora arrivare, perché a luglio la federazione annunciò l’ingaggio di un uomo che aveva tutte le credenziali per essere la prossima grande stella della federazione, che venne subito definito “il più grande free agent del mondo del wrestling”… “Macho Man” Randy Savage!

Il nome era tutto un programma: Savage si chiamò così prendendo spunto da Ole Anderson della Georgia Championship Wrestling, che lo definì un uomo “che combatteva come un selvaggio”, una definizione che rispecchiava perfettamente il suo stile di lotta: Savage infatti non era particolarmente grosso o potente, ma era agile, imprevedibile, esplosivo, e soprattutto incredibilmente carismatico… tutti ingredienti che facevano presagire un sicuro futuro da campione mondiale. La sua fama di wrestler più in ascesa d’America lo precedeva, e già al suo match di debutto c’era la fila tra i principali manager della WWF per accaparrarselo, da Bobby Heenan, a Jimmy Hart, a Mr. Fuji, fino a Freddie Blassie e Johnny Valiant. Neanche era arrivato che subito Savage era più ambito di Miss America!
Savage aveva l’imbarazzo della scelta: Freddie Blassie era quello con più soldi in tasca, ed era l’unico ad aver portato un suo assistito -ossia Iron Sheik- fino al titolo WWF, Jimmy Hart nella sua scuderia aveva nomi pesanti come la Hart Foundation, King Kong Bundy, e Greg Valentine, mentre Bobby Heenan era considerato il miglior manager del mondo… tutti avevano credenziali impeccabili, ma Savage si divertì a farsi desiderare, temporeggiando finché gli avessero fatto un’offerta davvero irrinunciabile.

Il primo ad avere l’onore di strappare una dichiarazione a “Macho Man” invece non poteva che essere Roddy Piper nel suo Piper’s Pit. Savage appariva molto sicuro di sé e dei suoi mezzi, e al microfono di “Hot Rod” non limitò le sue ambizioni, promettendo che avrebbe presto sostituito Hulk Hogan come volto della compagnia, e che l’Hulkamania era morta, mentre la Macho Madness era appena iniziata!
E come se non fosse già abbastanza, Savage non si limitò a preannunciare la fine di Hulk Hogan, ma sfidò apertamente anche il nuovo campione Intercontinentale Tito Santana! Le ambizioni di “Macho Man” non avevano limiti…





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