Maggio 1985: l’Hellas Verona vince uno storico scudetto, la Juventus vince la sua prima Coppa dei Campioni in quella che diverrà tristemente nota come strage dell’Heysel, mentre al cinema escono Bersaglio Mobile, Rambo 2: La Vendetta, Dinosauri a Colazione, Il Codice Del Silenzio, e Bersaglio Mobile, e i Go West rilasciano la loro Call Me:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Greg Valentine
– Campione Internazionale: Tatsumi Fujinami
– Campione mondiale di arti marziali: Antonio Inoki
– Campioni di coppia: The Iron Sheik & Nikolai Volkoff
– Campione dei pesi leggeri: The Cobra
– Campionessa femminile: Wendi Richter
– Campionesse di coppia: Velvet McIntyre & Desiree Petersen
La febbre del sabato sera
Il successo di WrestleMania aveva aperto nuove porte alla WWF, tra cui uno show nuovo di zecca: gli ascolti stellari di The Brawl To End It All e The War To Settle The Score su MTV avevano infatti spinto la NBC ad interessarsi al wrestling, concedendo alla WWF addirittura il prestigioso slot televisivo solitamente appartenente al Saturday Night Live, che aveva chiuso la stagione il mese prima, tanto che lo show si chiamò… il Saturday Night’s Main Event!

Nel programma della serata tra i momenti più attesi c’era sicuramente il Piper’s Pit, dove l’ospite sarebbe stato Paul Orndorff, chiamato a chiarirsi con “Rowdy” Roddy Piper dopo gli eventi di WrestleMania, ancor di più dopo il licenziamento di Bobby Heenan da parte di “Mr. Wonderful”: da una parte c’era Orndorff, che per la sconfitta incolpava Bob Orton e il suo goffo intervento, così come Piper per averlo lasciato solo e privo di sensi nel ring in balia di Hogan e Mr. T, mentre Piper incolpava proprio “Mr. Wonderful” della sconfitta, per non parlare della stretta di mano tra lui e Hulk Hogan a Philadelphia, che “Hot Rod” non aveva affatto digerito.

Visti i toni accesi della discussione, il confronto non ci mise molto a degenerare, finché i due non si misero le mani addosso!Ormai sembrava che dopo più di un anno la loro amicizia fosse andata definitivamente in frantumi: Orndorff cercò persino di mettere Piper KO con la sua Piledriver, prima che Orton lo fermasse colpendolo col suo braccio ingessato, lo stesso che gli era costato il main event di WrestleMania. A sorpresa a salvare Orndorff arrivò Mr. T, che dopo aver assistito alla scena iniziò a fidarsi della buona fede del suo (ormai ex) avversario.
Ma la serata era tutt’altro che finita, perché subito dopo il Piper’s Pit proprio Bob Orton avrebbe affrontato Hulk Hogan per il titolo WWF! Sarebbe stato un match più difficile del previsto per l’Hulkster, visto che incredibilmente Orton venne autorizzato a lottare col braccio ingessato, nonostante potesse chiaramente essere usato come arma!

Orton si era rotto radio e ulna a febbraio durante il suo match contro Jimmy Snuka a The War To Settle The Score, ma la frattura era composta, e non necessitava di un intervento, tanto che secondo il Dr. Stevens (intervistato a riguardo da Vince McMahon a Tuesday Night Titans) ormai le ossa di Orton si erano perfettamente riallineate, senza più il bisogno del gesso. Roddy Piper però non la pensava allo stesso modo, sostenendo che la radiografia fosse fasulla, e che il gesso fosse fondamentale per attenuare il lancinante (!) dolore di cui soffriva il suo bodyguard.

Orton e Piper disponevano quindi di un’arma perfettamente legale, ma Hogan poteva contare sull’aiuto del fedele Mr. T. Il match finì per squalifica a causa dell’intervento di Piper, che innescò una gigantesca rissa dove intervenne anche Paul Orndorff in supporto di Hogan e Mr. T, certificando il suo totale distacco dalle forze del male!
Il successo di Saturday Night’s Main Event fu clamoroso, persino superiore ai precedenti speciali di MTV, con un rating d’ascolto di 8.8, e una buona porzione di merito fu sicuramente di Cyndi Lauper, che insieme al suo manager David Wolff tornò a presenziare in uno show WWF, per supportare Wendi Richter nel suo match per il titolo femminile contro Fabulous Moolah. Era la prima volta che le due tornavano ad affrontarsi dopo The Brawl To End It All di luglio, ma stavolta la presenza di Cyndi Lauper stavolta fu molto breve, perché prima del suono della campana Howard Finkel annunciò che vista la sua propensione ad intervenire durante i match… Cyndi era stata bandita da bordo ring! Nonostante tutto però, Wendi Richter fece valere la sua autorevolezza di campionessa, e riuscì a schienare Moolah con uno Small Package, con la speranza di aver finalmente messo fine al problema Moolah.

Lo special del sabato sera fu anche un’occasione per gli U.S. Express di affrontare nuovamente Iron Sheik & Nikolai Volkoff dopo WrestleMania, seppur in un 6 Men Tag Team match: ad affiancarli ci sarebbe stato il giovane prospetto Ricky Steamboat, mentre a fianco dei campioni di coppia avrebbe lottato un vero peso massimo… George Steele. Soprannominato “The Animal” per il suo scarso autocontrollo e la sua furia incontenibile (uno dei suoi “sfoghi” più clamorosi era strappare le coperture dei paletti a morsi!), Steele era uno dei più grandi veterani della federazione: il suo debutto risaliva addirittura al 1967, quando divenne uno dei più acerrimi avversari del leggendario Bruno Sammartino.

Con gli anni la sua presenza in WWF si era affievolita, ma la sua storia nella federazione cambiò al Saturday Night’s Main Event: Steele infatti subì lo schienamento che costò il match al suo team, con Iron Sheik e Volkoff che non la presero affatto bene, unendosi per fargliela pagare. Ma “The Animal” era una furia incontenibile, e riuscì a tenere testa a entrambi, finchè a placarlo non arrivò “Captain” Lou Albano, che fece sentire a Steele una sensazione mai provata prima: quella di essere il beniamino del pubblico!




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