Febbraio 1985: in TV si conclude Hazzard, i Ricchi e Poveri vincono Sanremo con Se M’innamoro, mentre al cinema escono Tutto In Una Notte, Witness – Il Testimone, e Breakfast Club, contenente una delle canzoni più iconiche degli anni ‘80, Don’t You (Forget About Me):
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Greg Valentine
– Campione Internazionale: Tatsumi Fujinami
– Campione mondiale di arti marziali: Antonio Inoki
– Campioni di coppia: gli U.S. Express (Barry Windham & Mike Rotundo)
– Campione dei pesi leggeri: The Cobra
– Campionessa femminile: Wendi Richter
– Campionesse di coppia: Velvet McIntyre & Desiree Petersen
Un “pessimo elemento”
Lord Alfred Hayes nei suoi consueti update a WWF Championship Wrestling rivelò che c’era un caro amico di Cyndi Lauper che non aveva affatto digerito quando fatto da “Rowdy” Roddy Piper al Madison Square Garden a fine dicembre, e quel qualcuno era… il celebre Mr. T!

Diventato famoso nel 1982 per il suo ruolo su Rocky III (proprio come Hulk Hogan, anche se i due non condivisero alcuna scena), per poi consacrarsi l’anno dopo col successo mondiale di A-Team nel ruolo di “Pessimo Elemento” Baracus, anche fuori dalle scene Mr. T era un vero duro: prima di diventare un attore infatti aveva un passato militare, ed era stato bodyguard per VIP come Muhammad Alì, Michael Jackson, e Steve McQueen, guadagnandosi una fama di affidabilità tale da attrarre richieste di ingaggio folli come il rapimento e persino l’omicidio su commissione! In altre parole, Mr. T non era uno da far arrabbiare…
Stando ad Hayes, Mr. T era stato intercettato nel backstage di un concerto di Cyndi Lauper, e da quello che emerso aveva intenzione di dare una lezione a Piper! Le voci arrivarono fino allo scozzese, che andò fino ad Hollywood per un confronto con Mr. T tutt’altro che amichevole, dove tra i due si sfiorò la rissa, che solo per miracolo non degenerò in peggio.
Piper stava dando una pessima immagine sulla WWF e sul mondo del wrestling in generale, proprio quando il mondo dello spettacolo si stava interessando alla disciplina. La cosa non poteva rimanere impunita per Hulk Hogan, che da campione WWF sapeva che era suo dovere evitare che le mele marce rovinassero l’immagine della compagna, mostrando invece il lato più nobile. Inoltre l’infame segmento tra Piper, Cyndi Lauper, e Albano era avvenuto non in un posto qualsiasi, ma nel suo Madison Square Garden, l’unico posto che più Venice Beach poteva considerarsi casa dell’Hulkster!
Con l’esplosione del rock ‘n wrestling, Hogan si era fatto parecchie amicizie nel mondo dello spettacolo, vedendo in questa “espansione” una grande opportunità di crescita per il business, che avrebbe portato nuove possibilità e tanti nuovi appassionati, al contrario di Piper, che non voleva affatto che qualche personalità dello spettacolo si intromettesse nel mondo del wrestling.

Uno scontro diretto tra i due era inevitabile, la battaglia che avrebbe posto fine alla guerra, e la WWF decise di accontentare tutti, stabilendo che Hulk Hogan e Roddy Piper si sarebbero affrontati con il titolo WWF in palio al Madison Square Garden, il 18 febbraio a The War To Settle The Score, un nuovo evento speciale della WWF in onda su MTV dopo The Brawl To End It All di luglio. Un match che per significati, aspettative, e hype sarebbe stato il main event più mediatico, pubblicizzato e colossale della storia della WWF: perché Hulk Hogan non si stava battendo solo per sé stesso, o per il titolo, ma per tutto il mondo del wrestling, ormai sul punto di fare il grande salto.

The U.S.A vs Roddy Piper
Condotto da Alan Hunter (storico disc jokey di MTV) e Gene Okerlund, The War to Settle the Score fu un autentico tribunale di star, tutte infuriate con Roddy Piper: le scenate contro Cyndi Lauper gli aveva dato fama nazionale, e ora tutti volevano un pezzo di Piper. Ma stavolta non erano solo i wrestler a volerlo fare a pezzi, ma musicisti e gente dello spettacolo come Gloria Steinem, Patty Smyth, Ted Nugent, Tina Turner, Andy Taylor, Kenny Loggins, o Dee Snider… tutti nomi estranei al wrestling, e che nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere in uno show di wrestling, ma che a The War To Settle The Score scesero in campo per l’onore di Cyndi Lauper. Furono settimane elettrizzanti, in cui l’America si stava accorgendo del wrestling: un mondo che aveva sempre fatto parte della cultura americana, ma che non aveva mai avuto così tante attenzioni… era l’apice del rock ‘n wrestling!
Ma “Hot Rod” piuttosto che farsi intimorire sembrava alimentarsi d’odio: non solo avere tanti nemici non lo scoraggiava affatto, ma lo motivarono a rilasciare dichiarazioni sessiste verso tutte le donne, e persino a demolire l’intera musica rock. In poco tempo Roddy Piper era diventato il nemico n.1 d’America, il perfetto capro espiatorio di tutti, supportato da elementi altrettanto deprecabili come Bobby Heenan, i North-South Connection, e tanti altri, oltre che ovviamente da Nikolai Volkoff ed Iron Sheik, che come lui vedevano nel rock ‘n roll il simbolo di tutto il male che l’America rappresentava.
C’era solo un uomo che poteva punire Piper e farsi portavoce della sete di giustizia di tutti: il bene incarnato, un concentrato di tutte le virtù che l’America rivedeva in sé stessa, e quell’uomo era Hulk Hogan, ma se ci fosse stata una fila per mettere la mani addosso a Piper, il capofila sarebbe stato indubbiamente “Superfly” Jimmy Snuka, che con lo scozzese aveva un vecchio debito. Ma essendo Piper impegnato con Hogan la sera stessa, a The War To Settle The Score il figiano si sarebbe dovuto accontentare di affrontare il suo bodyguard “Cowboy” Bob Orton.
Orton sapeva che Snuka sarebbe probabilmente intervenuto per impedire a Piper di vincere il titolo WWF nel main event, quindi il suo compito era quello di “ammorbidirlo” per bene. Non solo però Snuka vinse il match, ma riuscì anche a infortunare seriamente lo sgherro di Piper: nel corso dell’incontro infatti Orton fu lanciato contro il paletto con un Irish Whip, urtando violentemente l’avambraccio contro l’acciaio, causando una seria frattura interna.

Pur in condizioni precarie però, Orton non mancò al main event (anche se con un vistosa fasciatura al braccio sinistro) per assistere Roddy Piper, mentre Hulk Hogan venne accompagnato ovviamente da Cyndi Lauper e “Captain” Lou Albano, oltre a poter contare sulla presenza di Mr. T, che come promesso era in prima fila tra il pubblico.
L’atmosfera era elettrizzante, con Hulk Hogan chiamato al non semplice compito di soddisfare la sete di giustizia di tutta l’America. La voglia di Hogan e Piper di farsi a pezzi fu tale che nel ciclone di rabbia e risentimento fu coinvolto persino l’arbitro, che venne involontariamente messo KO dai due. Da quel momento successe il pandemonio: ad aiutare Piper arrivò uno dei suoi più grandi seguaci, “Mr. Wonderful” Paul Orndorff, mentre in soccorso ad Hogan cercò di arrivare Cyndi Lauper, trattenuta però da Albano per evitare che potessero farle del male. Fortunatamente però tra il pubblico c’era anche Mr. T, che nel momento del bisogno non esitò a scavalcare le transenne per contrastarli! Con Mr. T, il Garden pronto ad esplodere, e un Hulk Hogan più carico che mai, Piper chiamò a raccolta tutti i suoi uomini, ma la super rissa venne sedata (o quasi) dalla polizia di New York!

Non si era mai visto un simile caos in un ring WWF, e l’Hulkster mantenne il titolo per squalifica, ringraziando Mr. T per non aver esitato a dargli una mano. Piper e Orton vennero presi sotto scorta dai poliziotti newyorkesi per evitare che qualcuno gli saltasse addosso, e anche a match finito il “processo a Piper” continuò, con una sfilata di star a commentare quanto accaduto nel backstage, dal leggendario Andy Warhol, a Billy Squier, fino addirittura a Danny DeVito, tutti intervistati da Gene Okerlund, cementando sempre di più la fusione tra wrestling ed entertainment.
Cercasi manager
Dopo Don Muraco, Mr. Fuji iniziò a prendere sempre più sul serio il suo nuovo ruolo di manager, prendendo sotto la sua ala un nuovo possente assistito: Jim “The Anvil” Neidhart. E si adoperò per trovarsi un manager anche il campione Intercontinentale Greg “The Hammer” Valentine, che dopo aver scaricato il redento Lou Albano iniziò a servirsi dell’esperienza del debuttante Jimmy Hart, così come i nuovi campioni di coppia, gli U.S. Express, che scelsero l’esperto “Captain” Lou Albano: praticamente l’ultima cosa che mancava ai due, ormai tra i volti più popolari della federazione, in particolare Barry Windham, che più di chiunque altro in WWF aveva un certo seguito tra il pubblico femminile.

Wendi Richter dalla sua parte invece aveva sempre il supporto di Cyndi Lauper (che le concesse anche la sua Girls Just Wanna Have Fun come musica d’ingresso), che sarebbe stato presto utile a The War To Settle The Score, perché avrebbe difeso il titolo femminile contro un’avversaria scelta e allenata da Fabulous Moolah in persona: la debuttante Leilani Kai! La differenza di esperienza tra le due manager però si fece sentire, e non appena l’arbitro fu distratto Moolah colpì al volto Wendi, con un immediato Roll Up di Leilani che gli valse lo schienamento e la cintura femminile! Moolah si era finalmente presa la rivincita che aspettava da luglio!

Arriva WrestleMania
André the Giant tornò finalmente a lottare dopo quanto successo a dicembre, e lo fece affianco a Junkyard Dog per affrontare Big John Studd & Ken Patera in un Tag Team match. André e “JYD” vinsero la contesa, ma la faccenda non era ancora finita, perché gli uomini di Bobby Heenan continuavano a bullarsi di aver “ucciso il gigante”, e a vantarsi delle loro “abilità” di barbieri tagliando capelli a destra e a manca, usando il loro numero e la loro stazza per umiliare poveri ignari, come al Tuesday Night Titans. La guerra era tutt’altro che finita…
E anche The War To Settle The Score aveva lasciato molte faccende in ballo, esasperandole persino. Serviva un evento risolutore, qualcosa che scuotesse le fondamenta della federazione e che ponesse fine alle tante (troppe) faccende in sospeso: Wendi Richter e Cyndi Lauper non potevano permettere che Fabulous Moolah avesse l’ultima parola, André the Giant meditava ancora vendetta contro Big John Studd e gli uomini di Bobby Heenan, mentre tra Hulk Hogan e Roddy Piper la situazione era più rovente che mai, e nessuno si sarebbe fermato di fronte a nulla. E l’annuncio dell’evento risolutore tanto sospirato finalmente arrivò: il 31 marzo, un super evento in Pay Per View, il primo della storia della WWF, pensato per essere il Super Bowl del wrestling, che si sarebbe chiamato… WrestleMania!

Il super evento si sarebbe svolto nell’unica location possibile che potesse contenere tanta energia, il Madison Square Garden, e la card scelta non poteva che essere più scoppiettante: Greg “The Hammer” Valentine avrebbe difeso il titolo Intercontinentale contro Junkyard Dog, inoltre ci sarebbe stato il rematch tra Wendi Richter e Leilani Kai per il titolo femminile, una Bodyslam Challenge tra André the Giant e Big John Studd, la cui posta sarebbe stata molto più alta di una semplice supremazia tra giganti, perché se André avesse vinto si sarebbe aggiudicato 15.000 dollari, ma se avesse perso… si sarebbe dovuto ritirare per sempre dal wrestling!
E poi c’era ovviamente il main event… un Tag Team match tra Roddy Piper & Paul Orndorff (con Bob Orton ad assisterli) e Hulk Hogan e… Mr. T! Al main event ci sarebbe stati anche David Wolff, finalmente dimesso dall’ospedale dopo quanto subito al Garden a fine dicembre.




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