Dicembre 1984: il Times elegge Peter Ueberroth “Persona dell’Anno”, Michel Platini vince il suo secondo Pallone d’Oro, l’Independiente batte il Liverpool e vince la Coppa Intercontinentale, escono al cinema Beverly Hills Cop, 2010: L’Anno Del Contatto, Dune, 1984, e Cotton Club, mentre la canzone di Natale è Last Christmas degli Wham!:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Greg Valentine
– Campione Internazionale: Tatsumi Fujinami
– Campione mondiale di arti marziali: Antonio Inoki
– Campioni di coppia: i North-South Connection (Adrian Adonis & Dick Murdoch)
– Campione dei pesi leggeri: (vacante)
– Campionessa femminile: Wendi Richter
– Campionesse di coppia: Velvet McIntyre & Princess Victoria
“We are family”
Con “Mr. Wonderful” Paul Orndorff, Ken Patera, e Big John Studd dalla sua, il potere a disposizione di Bobby “The Brain” Heenan sembrava illimitato: il perfido manager aveva grandi piani per tutti, e mise subito in coppia Patera e Big John Studd per un Tag Team match contro André the Giant e S.D. Johnes. Gli uomini di Heenan mostrarono subito affiatamento, e misero fuori gioco Jones per poter attaccare Andrè the Giant in due, sperando che il vantaggio numerico compensasse gli oltre 200 kg del francese. La tattica funzionò: André era il più grande portento del mondo, ma Studd e Patera erano gli unici con una forza capace di contrastare la sua, e lo pestarono fino a fargli perdere i sensi, ma Heenan e i suoi ragazzi non si volevano limitare a schienare André: volevano umiliarlo! E le loro intenzioni divennero più chiare quando Heenan passò a Studd delle forbici, che vennero usate… per tagliare i capelli di André!
La chioma che il gigante francese portava da sempre era stata strappata via, come un leone senza più la sua criniera, o un Re senza più la sua corona! Nel corso degli anni si erano visti svariati heel fare le cose più deprecabili, ma i colpi bassi e i trucchi facevano parte del gioco, e umiliare in questo modo uno degli atleti più gentili, rispettati, e conosciuti del mondo con un gesto così sadico, gratuito, e assolutamente non necessario, era qualcosa di mai visto prima, tanto che neanche l’arbitro seppe come reagire, chiamando alla fine il no contest. La scena spiazzò tutti: Bruno Sammartino la definì “la cosa più disgustosa che avesse mai visto” e persino il sempre pacato Gene Okerlund nel backstage reagì indignato, affermando di non aver mai visto una cosa del genere in 14 anni di carriera nel mondo del wrestling. Ma la differenza tra Heenen e tutti gli altri manager era proprio questa: spingersi in territori che nessuno aveva mai avuto il coraggio di varcare!

Dopo un’umiliazione del genere, André the Giant rischiava di perdere la sua aura di invincibilità che si era costruito per anni: gli uomini di Heenan lo sapevano, e si bullavano in tutti i talk show e le interviste urlando a destra e a manca “We killed the giant!”, perfettamente consci di aver fatto quello che nessuno aveva mai sognato fare. Il gruppo, che Heenan chiamò la “Heenan Family” (come la fazione che “The Brain” aveva già guidato nella AWA negli anni ‘70), iniziò a portare con sé un sacchetto contenente i capelli di André, come fossero un trofeo da esporre e ostentare, oltre che ad aggiungere tra le loro fila anche “Playboy” Buddy Rose, appena tornato in WWF dopo un anno di assenza.

Il bene e il male
Comunque la si pensasse su “Rowdy” Roddy Piper, il suo Piper’s Pit era indubbiamente la vetrina migliore per presentarsi ai fan, anche se voleva dire passare per il trituratore che era il trash talking dello scozzese. Da qualche settimana a presenziare agli show WWF c’era sempre un curioso fan tra le prime file, che coi suoi 2 metri di altezza svettava su tutti gli altri: si trattava di Big Jim, un contadino del Kentucky che sperava di essere notato dalla federazione per il suo fisico possente. Anche se non era un wrestler, la sua imponente stazza attirò l’interesse proprio di Roddy Piper, che lo ospitò al Piper’s Pit, con l’intenzione di farne magari un bodyguard come “Cowboy” Bob Orton.
Big Jim era lo stereotipo dell’hillbilly americano: tanto grosso quanto spontaneo, ingenuo, e di buon cuore… in altre parole una preda facile per sanguisughe come Bobby Heenan e Piper, che lo derise e lo trattò come un inetto per tutto il tempo (Piper gli ordinò anche togliersi il cappello in segno di rispetto, mentre lui e Orton non fecero altrettanto).
Dopo aver umiliato André the Giant, gli uomini di “The Brain” diffusero panico e terrore in poco tempo, e ne fecero le spese soprattutto Jim Powers & José Luis Rivera, che vennero fatti a pezzi da Big John Studd & Ken Patera in un Tag Team match vinto senza difficoltà dagli uomini di Heenan, che non contenti li pestarono anche a match finito, finché in loro difesa non arrivò Hulk Hogan, che dopo aver visto l’umiliazione riservata al suo amico André the Giant aveva avvertito la Heenan Family di non provare mai più a compiere soprusi del genere.
Ma la Family era troppo numerosa per Hogan, che venne intrappolato nell’infrangibile Full Nelson di Ken Patera, mentre Heenan portò un paio di forbici nel ring con un chiaro obiettivo: voleva tagliare i capelli di Hogan come già fatto con André!

Per fortuna però a salvare l’Hulkster arrivò proprio Big Jim, che scavalcò le transenne per entrare nel ring e aiutare Hogan a combattere la Heenan Family! Hogan apprezzò molto il senso morale di Big Jim, che era intervenuto per fermare un torto pur non essendo tenuto a farlo, e proprio per questo decise di prenderlo sotto la sua ala protettiva e di allenarlo per esaudire il suo grande desiderio: diventare un wrestler della WWF, evitando che avvoltoi come Heenen e Piper si approfittassero di lui e del suo fisico.

I due volti del Capitano
Il 1984 che si stava per chiudere era stato un anno unico per la WWF, l’anno dove la federazione era uscita dal guscio del nord-est americano per mangiare la concorrenza e dominare il settore. Oltre alle intuizioni di Vince McMahon e il carisma di Hulk Hogan, il merito fu anche di Cyndi Lauper e della sua rivalità estiva con “Captain” Lou Albano, dopo essersi già affermata come la principale popstar femminile d’America dopo Madonna: il suo album She’s So Unusual era stato uno dei più venduti dell’anno, era stata appena scelta come una delle voci di We Are The World, appariva sulle copertine dei principali magazine d’America, e aveva contribuito a ridare luce al wrestling femminile, e a portare alla WWF (e al wrestling in generale) una fama su scala nazionale come non la si era mai vista, e proprio per questo la WWF decise di invitarla nuovamente in uno dei suoi show al Madison Square Garden, così da consegnarle un premio come ringraziamento per il suo contributo alla crescita della WWF.

Ma “Rowdy” Roddy Piper la pensava diversamente, sostenendo che se c’era qualcuno che doveva ricevere un premio erano lui e Albano, visto che erano stati loro a rendere famosa Cyndi Lauper, e non il contrario! Inoltre Piper aveva degli ideali molto conservatori: non vedeva affatto bene la rock ‘n wrestling connection, convinto che il wrestling e il mondo dello spettacolo dovessero essere due mondi separati. “Hot Rod” si spinse persino oltre, millantando che lei avesse una cotta per lui e le avesse chiesto persino di uscire (!), promettendo che avrebbe sabitato la cerimonia del Garden! E in effetti Lou Albano alla premiazione partecipò, ma non nel modo in cui Piper si aspettava…
Nonostante la loro accesa rivalità infatti, prima della cerimonia Lou Albano e Cyndi Lauper sarebbero stati costretti a mettere momentaneamente da parte le loro divergenze per qualcosa di più importante: la battaglia alla sclerosi multipla. Da qualche anno infatti Albano era diventato il più strenuo sostenitore della lotta alla sclerosi multipla, ossia da quando la malattia gli aveva portato via suo cognato, segnandolo nel profondo. Proprio per questo lui, Cyndi Lauper, e Hulk Hogan parteciparono in rappresentanza della WWF ad un evento benefico per raccogliere fondi per la lotta alla sclerosi multipla, nello storico Studio 54 di New York, dando ad Albano l’occasione di mostrare il suo lato più nobile, oltre che di interagire con Cyndi e Hulk Hogan in toni più amichevoli di quelli a cui erano abituati nel ring.
Alla cerimonia del Garden a consegnare il premio a Cyndi Lauper fu addirittura il presidente della WWF Jack Tunney (che dalla sua nomina a settembre ancora non era mai apparso in cerimonie ufficiali), che chiamò assieme a lui Wendi Richter e Hulk Hogan, che definì la popstar “la regina del Rock ‘n Wrestling”, ossia quella speciale connessione che ormai da mesi si era formata tra il mondo del wrestling e quello dello spettacolo, che aveva consentito alla disciplina di uscire dalle nicchie e diventare un fenomeno nazionale.

Per ritirare il premio (rappresentato da una specie di disco di platino) la popstar chiamò sul ring proprio Albano, dissotterrando una volta per tutte l’ascia di guerra: un cambio di schieramento che non piacque affatto a Roddy Piper e Bob Orton, che si auto-invitarono alla cerimonia. Appena giunto, prima ancora che Hogan (tornato nel backstage) potesse intervenire, Piper prese in mano il premio… e lo spaccò in testa ad Albano!
E non andò tanto meglio a David Wolff, che venne steso da Orton con una Powerslam! La cerimonia più importante della storia del wrestling era appena stato sabotato nel peggiore dei modi, e quando l’Hulkster arrivò ormai era troppo tardi: Piper aveva appena procurato un danno d’immagine senza precedenti alla WWF, mentre una Cyndi Lauper sotto shock ammirò il suo manager venir portato via dai soccorsi, inerme e privo di sensi.
Regni in crisi e unioni sacre
Mentre il rematch tra Greg Valentine e il rientrante Tito Santana per il titolo Intercontinentale si avvicinava sempre di più, tornò in WWF uno degli uomini che aveva detenuto la cintura più a lungo (ben 539 giorni da campione divisi in 2 regni), ossia Don Muraco, di nuovo nella federazione di Stamford dopo un periodo passato a lottare in Giappone. I mesi nipponici avevano influenzato molto Muraco, tanto che appena tornato si avvalse della collaborazione di Mr. Fuji, ormai prossimo al ritiro e deciso a reinventarsi come manager con un look fatto di tuxedo e cappello, molto simile a quello di Oddjob, lo storico sgherro e avversario di James Bond su Goldfinger.
Intanto i campioni di coppia della North-South Connection avevano rimediato una bruciante sconfitta contro i Brisco in un match non titolato, e anche la situazione degli altri titoli era altrettanto in bilico, a partire dai titoli di coppia femminili: a settembre infatti un brutto infortunio al collo costrinse Princess Victoria a ritirarsi, lasciando sola la sua partner e co-campionessa Velvet McIntyre. A sostituirla fu Desiree Petersen, una wrestler con poca esperienza, ma che poteva vantare un allenamento nella scuola di wrestling di Fabulous Moolah.

Inoltre la WWF decise di rendere vacante il titolo dei pesi leggeri (ufficialmente appartenente alla WWF, ma difeso perlopiù in Giappone per la collaborazione tra WWF e NJPW, e molto raramente negli Stati Uniti) dopo la decisione di Dynamite Kid di passare full time alla WWF.
In mezzo a tanto odio e tante rivalità, in WWF ci fu spazio anche per un pò di amore, perché andò in scena il matrimonio tra “Mad Dog” Vachon e la sua fidanzata Ophelia, una sacra unione che curiosamente si svolse non in una chiesa bensì nel ring, in quello che fu il primo matrimonio mai celebrato tra le corde.




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