Settembre 1984: in Giappone viene pubblicato il primo volume di Akira, debuttano in TV La Signora in Giallo, Miami Vice, Transformers, e I Robinson, mentre va in onda l’ultimissima puntata di Happy Days, al cinema escono Amadeus, The Wild Life, Ho Sposato Un Fantasma, e Le Stagioni Del Cuore, e intanto in radio il successo del momento è Self Control di Laura Branigan:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Tito Santana
– Campione Internazionale: Tatsumi Fujinami
– Campione mondiale di arti marziali: Antonio Inoki
– Campioni di coppia: i North-South Connection (Adrian Adonis & Dick Murdock)
– Campione dei pesi leggeri: Dynamite Kid
– Campionessa femminile: Wendi Richter
– Campionesse di coppia: Velvet McIntyre & Princess Victoria
Il cervello contro i muscoli
Dopo aver sfidato Hulk Hogan per il titolo WWF a inizio giugno, Jesse “The Body” Ventura ottenne finalmente il match. Le credenziali non potevano essere più solide: Ventura si era già battuto per il titolo quando il campione era Bob Backlund, dandogli non poco filo da torcere, ma l’Hulkster non fu da meno, e sconfisse Ventura per ben 3 volte. “The Body” però non demorse e sfidò nuovamente Hogan, almeno finché non emerse un imprevisto: un coagulo di sangue nei suoi polmoni.
L’infortunio si scoprì essere riconducibile alle sue lunghe esposizioni all’Agente Arancio, il defoliante usato dalle truppe americane nella guerra del Vietnam (dove Ventura aveva servito dal 1969 al 1975), che lo costrinse ovviamente a dare forfait ed eleggere un sostituto, che si rivelò essere Big John Studd, apparso negli ultimi tempi sempre più tronfio e sicuro di sé, tanto da riesumare la sua vecchia rivalità con André the Giant, come se avesse qualcosa in serbo. Lo scontro tra i due finì per doppia squalifica, ma al rematch Studd sorprese tutti, perché si presentò con al suo fianco… Bobby “The Brain” Heenan! Ora era chiaro a tutti perché Studd fosse tornato così alla carica…

L’ingresso di Heenan fu accolto dai cori “Weasel! Weasel!”(ossia “faina”, nota per essere uno degli animali più opportunisti e furbi del mondo) dai fan, già pronti a considerarlo l’uomo più odioso di tutta la federazione. Anche se era la prima volta che il suo volto si vedeva in WWF, la sua fama lo precedeva: Heenan era famoso per essere l’uomo più scaltro, persuasivo, e manipolatore di tutto il mondo del wrestling, tutte caratteristiche che lo avevano reso il numero 1 nel suo lavoro, e più in generale il manager più ambito d’America, e con il materiale umano di cui disponeva la WWF avrebbe potuto fare della federazione il suo parco giochi personale!

Così come la nemesi dell’invincibile Superman era il geniale Lex Luthor, Heenan sembrava l’uomo perfetto da contrapporre ad Hulk Hogan: il cervello contro i muscoli, la furbizia contro la forza bruta, l’ingegno umano contro la forza degli Dei. I muscoli però non sarebbero mancati ad Heenan, visto che il suo primo cliente era l’unico che per forza fisica poteva eguagliare Andrè the Giant.
I nuovi acquisti
Dopo un’estate all’insegna dei debutti di Kamala, Nikolai Volkoff, Bret Hart, Dynamite Kid, Brutus Beefcake, il roster della WWF fu ulteriormente rinnovato, con il manager di Cyndi Lauper, David Wolff, che presentò… i Fabulous Freebirds! Il trio (formato da Michael Hayes, Terry Gordy, e Buddy Roberts) era uno dei più importanti del wrestling americano, soprattutto nelle federazioni del sud-est, noti per essere stati tra i primi ad introdurre l’uso della musica al proprio ingresso (ovviamente con la mitica Free Bird dei Lynyrd Skynyrd) e per lottare come trio piuttosto che come coppia, tanto che appositamente per loro fu inventata la “Freebird rule”, ossia un regolamento speciale che consentiva a qualunque membro del gruppo di poter difendere le cinture di coppia, anche a chi non le aveva ufficialmente vinte.

Sempre dal sud-est la WWF pescò uno dei suoi nomi più popolari: Junkyard Dog. Noto per la sua musica d’ingresso (la mitica Another One Bites The Dust dei Queen) e per il suo fisico imponente, Junkyard Dog fubil primo wrestler afroamericano a potersi considerare una vera stella, soprattutto in Georgia e in Louisiana, territori dove storicamente per un nero era sempre più difficile affermarsi, e il suo debutto non poteva che far bene nell’aprire le porte della WWF a nuovi wrestler neri, già galvanizzati per aver assistito l’anno precedente alla conquista dei titoli di di coppia da parte dei Soul Patrols, i primi afroamericani a riuscirci nella storia della WWF.

Con l’arrivo di tante stelle dal territorio canadese, la WWF mischiò un pò le carte in tavola, decidendo di eleggere un nuovo presidente, un uomo molto conosciuto e rispettato in Canada: Jack Tunney, che venne successe così a Hisashi Shinma, che ricopriva la carica di presidente dal 1978. Tunney si presentò al pubblico durante il Piper’s Pit, apparendo subito deciso, autorevole, e poco propenso a farsi mettere i piedi in testa, pronto a prendere i nuovi arrivi di petto per far valere la sua autorità.
Al netto di tanti debutti, ci fu però un gradito ritorno della vecchia guardia con l’uomo definito senza alcuna esagerazione “The Living Legend”… Bruno Sammartino. Il suo curriculum era unico al mondo, e con appena 2 regni Sammartino aveva detenuto il titolo WWF più di chiunque altro: 4.040 giorni, ossia più di 11 anni totali (7 anni il primo, e 4 il secondo). In pratica, dei 21 anni di storia della cintura, più della metà era stata detenuta da lui!
Intervistato da Vince McMahon a Tuesday Night Titans, Sammartino elogiò la nuova generazione di wrestler, presentando per l’occasione suo figlio David Sammartino, appena assunto dalla WWF e pronto a portare avanti la sua eredità.
Tra l’incudine e il Martello
Campione da 7 mesi, Tito Santana difese ancora una volta il titolo Intercontinentale contro Greg “The Hammer” Valentine. Ma stavolta dovette fare i conti con il destino avverso: durante un loro match a London (in Canada), il campione messicano festeggiò preventivamente la vittoria dopo aver schienato Valentine con la sua Flying Forearm, non notando che in realtà Valentine si era liberato al conto di 2, e lo stesso arbitro non aveva contato il 3. Preso alla sprovvista, Valentine lo colpì alla schiena con un calcio, schienandolo per il conto di 3 e strappandogli il titolo Intercontinentale.

Il pubblico era incredulo che Tito Santana si fosse fatto schienare dopo un banalissimo calcio alla schiena, ma presto divenne chiaro che c’era altro sotto: anche dopo lo schienamento, Santana faticò ad alzarsi, rivelando un brutto infortunio alla zona lombare. Accortosi dell’infortunio, Valentine infierì ulteriormente sul messicano con una Figure 4 Leg Lock, estendendo il suo infortunio addirittura fino alle ginocchia: un intervento abbastanza grave da costringere Santana ad operarsi, e a confermare in un’intervista con Vince McMahon che per questo sarebbe stato fuori per qualche mese. Ma non era difficile immaginare chi sarebbe stato il suo primo obiettivo una volta rientrato…





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