Agosto 1984: si concludono le Olimpiadi di Los Angeles, al cinema escono Metropolis, Bulldozer, Philadelphia Experiment, Alba Rossa, e La Signora In Rosso, mentre la canzone del momento è Wake Me Up Before You Go-Go degli Wham!
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Tito Santana
– Campione Internazionale: Tatsumi Fujinami
– Campione mondiale di arti marziali: Antonio Inoki
– Campioni di coppia: i North-South Connection (Adrian Adonis & Dick Murdock)
– Campione dei pesi leggeri: Dynamite Kid
– Campionessa femminile: Wendi Richter
– Campionesse di coppia: Velvet McIntyre & Princess Victoria
La minaccia ugandese
Dal suo debutto a luglio, Kamala era subito rimasto impresso nella mente dei fan: enorme, inquietante, e con un manager esperto come Freddie Blassie dalla sua, il gigante ugandese sembrava pronto a prendersi tutto. Kamala e Blassie avevano già lanciato la sua sfida ad Hulk Hogan, ma gli mancavano ancora prove che ne dimostrassero il suo valore, e dopo aver affrontato per lo più jobber, Kamala ribadì il suo predominio sfidando addirittura il wrestler più colossale del mondo… André the Giant! Al termine di un match che quasi fece tremare la terra, André vinse per count out, ma Kamala non era stato comunque schienato o fatto cedere, e proseguì la sua striscia di vittorie per tutto il mese, finché non gli venne finalmente dato quello che voleva: il match per il titolo WWF contro Hulk Hogan!

Sin dalla sua vittoria del titolo mondiale a gennaio Hogan si era dimostrato un autentico tornado, che passava 7 giorni su 7 vivendo al massimo e impiegando ogni minuto del suo tempo a dare la miglior immagine possibile della WWF difendendo il titolo, invitando i bambini ad “allenarsi, prendere le vitamine, e dire le preghiere”, viaggiando per l’America, incontrare celebrità come Donald Trump e Roger Staubach, posare per riviste di fitness, e trovare comunque il tempo libero… di allenare “Mean” Gene Okerlund in stile Rocky Balboa!
L’Hulkster mantenne il titolo contro Kamala in un match finito per doppio count out, in attesa di nuovi sfidanti, che nel corso dell’estate si espandevano a vista d’occhio…
Il figlio prediletto del Canada
Nell’espandersi sempre più nel nord America, ad agosto la WWF acquistò la principale federazione del Canada, la Stampede Wrestling, e alcuni dei loro wrestler come The Dynamite Kid, tecnicissimo wrestler inglese che faceva la spola tra Stampede e Giappone, e che pur non facendo ufficialmente parte delle WWF ne deteneva il titolo dei pesi leggeri (difeso prettamente in Giappone per via della collaborazione tra WWF e New Japan Pro-Wrestling) e soprattutto Bret Hart.

Bret era il più illustre figlio della sua famiglia, 8° dei 12 figli di Helen e Stu Hart, il più grande wrestler che il Canada avesse mai visto. Classe 1915, Stu Hart non era solo il fondatore della Stampede Wrestling, ma era anche allenatore di una delle più grandi scuole di wrestling del mondo: l’Hart Dungeon. Inaugurato nel 1951 e descritta da chiunque ci fosse passato come una “camera delle torture”, il Dungeon era l’immensa cantina della sua villa di Calgary, convertita in palestra per forgiare i wrestler più tosti del nord America (tra cui appunto Bret e Dynamite Kid).

L’addestramento di Stu Hart prediligeva il wrestling più tecnico basandosi su sottomissioni, lotta a terra, e proiezioni, mentre il Dungeon era unanimemente considerata una delle scuole di wrestling più dure del mondo, un posto che trasformava i ragazzi in uomini e gli agnelli in leoni, un luogo quasi mitologico, dove solo i più ostinati ne uscivano rafforzati e pronti a conquistare tutto. Al contrario di molte altre scuole Stu non si faceva pagare per allenare, a spingerlo era il solo amore per la disciplina, e il desiderio di formare i migliori lottatori del pianeta.
Dynamite Kid era inoltre sposato con la sorella della moglie di Bret, il che li rendeva cognati, e visto il loro legame i due debuttarono lottando proprio in coppia, in un Tag Team match contro “Iron” Mike Shape & Troy Alexander.
Oltre a Kamala, la più pittoresca delle new entry estive in WWF fu sicuramente Brutus Beefcake, un massiccio wrestler che sembrava avere un passato da stripper maschile in qualche club notturno, visto il suo look piuttosto ambiguo e la naturalezza che mostrava nel ballare in modo decisamente… esotico.
The Brawl To (not) End It All
La vittoria del titolo femminile di Wendi Richter a The Brawl To End It All era stato un evento storico, soprattutto per essere stato teatro del primo passaggio di consegne di una cintura mondiale femminile nella storia della WWF, per di più in un contesto globale come una diretta di MTV… qualcosa di intollerabile per Fabulous Moolah, che attaccò alle spalle Wendi Richter durante le celebrazioni, facendo intendere che tra le due era tutt’altro che finita.
A dispetto del suo nome, l’evento non fu proprio “la rissa per concluderle tutte”, anche per “Rowdy” Roddy Piper e Jimmy “Superfly” Snuka, che dopo svariati match senza vincitore si affrontarono nuovamente, in un match che però ebbe delle conseguenze molto più devastanti: a vincere fu nuovamente Piper per count out, proprio come il mese prima al Madison Square Garden, ma quello che fece più discutere fu quello che avvenne fine match, quando lo scozzese usò una sedia d’acciaio a mo di ghigliottina per rompere il collo di Snuka!
Dopo il colpo subito figiano non si mosse più: le sue condizioni sembravano preoccupanti, e non appena Piper lasciò la scena del crimine venne immediatamente riportato nel backstage in barella. Un’immagine terribile che gettò nel panico migliaia di fan, tristemente consapevoli che con uno Snuka in condizioni così critiche un nuovo match tra i due non sarebbe avvenuto a breve… sempre ammesso che Snuka avrebbe potuto lottare di nuovo!
Oltre alla faida tra Wendi Richter e Fabulous Moolah, e quella Piper e Snuka, c’era anche un’altra rivalità che sembrava pressoché infinita in WWF: quella tra André the Giant e Big John Studd, che ribadì a Tuesday Night Titans la volontà a dimostrare chi fosse il vero gigante dominante della federazione tra lui e il francese. La rivalità tra Studd e André era leggendaria da prima ancora che Vince McMahon ottenesse i loro contratti in esclusiva per la WWF: i due si erano già affrontati in varie federazioni, ma è proprio in WWF che nel corso del 1983 la rivalità si inasprì, venendo poi accantonata per i diversi obiettivi dei due (André per la WWF era soprattutto un “attrazione speciale”, mentre Big John Studd lottò in più occasioni per il titolo di Hulk Hogan). Ma perché Studd aveva deciso proprio in quel momento di sfidare nuovamente André? Aveva qualche nuovo asso nella manica nascosto?





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