Maggio 1984: l’Unione Sovietica annuncia il boicottaggio delle imminenti Olimpiadi di Los Angeles, vengono create le Tartarughe Ninja, in Italia arriva He Man e i Dominatori Dell’Universo, il Liverpool batte la Roma vincendo la Coppa dei Campioni, si spegne Andy Kaufman, la FIFA assegna i Mondiali del 1990 all’Italia, l’Atari rilascia l’Atari 7800, si ritira Johan Cruyff, mentre al cinema escono Indiana Jones e il Tempio Maledetto, Sixteen Candles, Il Bounty, Il migliore, e Fenomeni paranormali incontrollabili, mentre in radio impazza Smalltown Boy dei Bronski Beat:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Hulk Hogan

Campione Intercontinentale: Tito Santana

Campione Internazionale: Tatsumi Fujinami

Campione mondiale di arti marziali: Antonio Inoki

Campioni di coppia: i North-South Connection (Adrian Adonis & Dick Murdock)

Campione dei pesi leggeri: Dynamite Kid

Campionesse di coppia: Velvet McIntyre & Princess Victoria

Hulk Hogan tra Giappone e… David Schultz

Hulk Hogan non apparí molto durante gli show di maggio: per l’ormai consolidata collaborazione tra WWF e NJPW infatti, il campione WWF volò in Giappone per una serie di match a causa dei suoi impegni di campione nipponico. Hogan da 11 mesi era anche il campione IWGP, e come da regolamento avrebbe dovuto difendere il titolo contro il vincitore del prestigioso IWGP League, il più ambito torneo di wrestling in Giappone. Il vincitore non sarebbe arrivato prima di giugno, dunque Hogan passò il suo maggio giapponese a combattere in coppia o in match “amichevoli”, pur portando con sé in Giappone atleti della WWF come Big John Studd, The Masked Superstar, e André the Giant.

Hulk Hogan e André the Giant in Giappone

Una volta tornato negli States però, sarebbe stato il momento di un nuovo sfidante. “Mr. Wonderful” Paul Orndorff infatti aveva avuto già abbastanza opportunità, fallendo ogni volta, ed era il momento che arrivasse il turno di David Schultz. A Roddy Piper infatti poco importava che fosse “Mr. Wonderful” o Schultz a battere Hogan, l’unica cosa che aveva a cuore era strappare il titolo all’Hulkster con un uomo della sua scuderia. Pur avendo fallito i ripetuti assalti al titolo WWF, Paul Orndorff non sarebbe rimasto con le mani in mano: il suo prossimo obiettivo infatti sarebbe stato il secondo titolo più prestigioso della federazione dopo quello mondiale, ossia la cintura Intercontinentale detenuta da Tito Santana, a cui avrebbe tentato l’assalto al Madison Square Garden.

Piper continuava a mandare contro Hogan i suoi assistiti, senza mai affrontarlo in prima persona, anche perché sarebbe stato impegnato con Ivan Putski, che con Piper aveva un conto in sospeso da quando, il mese prima, “Hot Rod” lo aveva colpito con un tirapugni per vincere il loro 6 Men Tag Team match al Garden. Tra gli sconfitti del match a fianco di Putski c’era anche Rocky Johnson, che ospite al Piper’s Pit non riuscì a trattenersi dal mollare uno schiaffo a Piper, dando il via a una rissa che fu sedata a fatica da altri membri del roster.

Il wrestling ai tempi di MTV

Mentre le canzoni di Cyndi Lauper ottenevano sempre più successo, “Captain” Lou Albano continuò a sfruttarne la fama per apparire di nuovo al Piper’s Pit e ricordare al mondo come il successo della popstar fosse dovuto tutto alle sue competenze manageriali, approfittando dell’occasione anche per mostrare la sua seconda apparizione in un videoclip della Lauper: un piccolo cameo presente nel videoclip di Time After Time. E non solo: Albano promise persino di portare Cyndi Lauper al Piper’s Pit!

Ma la settimana dopo arrivò la doccia fredda: una lettera di diffida dall’entourage di Cyndi Lauper che specificava che Albano NON era il manager ufficiale della cantante, invitandolo a non dire altre falsità e a smettere di parlare a nome della Lauper o a promettere sue apparizioni televisive, o avrebbe ricevuto una denuncia!

Nonostante la diffida Albano continuò a definirsi il suo vero manager, e a promettere a Piper di portare nel suo Piper’s Pit Cyndi Lauper in persona, trovando però sempre una scusa ogni volta che -ovviamente- la Lauper non presente era nell’arena, accusandola di  “scarsa professionalità” per non essersi mai presentata.

Il primo Boot Camp match di sempre

Il rematch tra Iron Sheik e Sgt. Slaughter si avvicinava sempre di più, e con risvolti sempre più patriottici da entrambe le parti. Per scaldarsi infatti Slaughter affrontò Butcher Vachon, in un match che però fu pesantemente influenzato da Iron Sheik, che sputò e colpì allo stomaco il portabandiera di Slaughter, che sulla rampa d’ingresso teneva la bandiera americana. Slaughter venne in soccorso, con l’arbitro che fu costretto a contarlo fuori, decretando Vachon vincitore per count out. Il portabandiera era Terry Daniels, ex marine e fidatissima recluta dei Cobra Corps di Slaughter, che si disse orgoglioso di come la sua recluta avesse incassato il colpo, perché nonostante la ginocchiata di Iron Sheik la bandiera non aveva toccato terra, ma era rimasta sempre alta e fiera, saldamente nella mano di Daniels.

Daniels mantiene saldamente alta la bandiera, nonostante i colpi di Iron Sheik

La rivalità tra i due era sempre più incandescente, tanto che Sgt. Slaughter annunciò che il rematch tra i due non sarebbe stato un match qualsiasi, ma… un Boot Camp match, una particolare stipulazione dalle regole sconosciute, sui cui Slaughter fece luce al microfono di Gene Okerlund: sarebbe stato un match senza regole, dove tutto era permesso!

Una WWF sempre più televisiva

Il 24 maggio 1984 un cancro si portò via Vince McMahon Sr., che aveva reso grande la WWF negli anni ‘60 e ‘70, e a cui il Madison Square Garden dedicò un minuto di silenzio. Anche se non era più alla guida della federazione da un paio di anni, McMahon Sr. non vedeva bene la fusione tra il wrestling e il mondo dell’intrattenimento (aveva addirittura disapprovato il ruolo di Hulk Hogan su Rocky III!), una visione su cui suo figlio aveva una visione diametralmente opposta: proprio nei giorni della sua morte, in cerca di maggior espansione, la WWF lanciò un nuovo show chiamato Tuesday Night Titans, condotto da Vince McMahon Jr. -già volto e voce di WWF Championship Wrestling- e Lord Alfred Hayes, ex wrestler britannico giunto in WWF dalla fine del 1983. Il programma era una sorta di talk show a tema wrestling che consentiva di approfondire le faccende extra-ring con illustri ospiti anche del passato (come il leggendario Lou Thesz).

Vince Sr. E Vince Jr.

Tuesday Night Titans aiutò a far conoscere meglio le superstar della WWF e le loro attività nel tempo libero, portando il pubblico nel loro mondo, come quando le telecamere entrarono nella casa di David Schultz, mostrando il modo in cui trattava sua moglie e i suoi figli tra minacce e insulti. Un ritratto tutt’altro che lusinghiero, che non fece che motivare ulteriormente Tito Santana, che il mese successivo avrebbe difeso il titolo Intercontinentale dall’assalto di Schultz al MSG.

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